Bilancio Consolidato Gruppo ACEA 2021


Relazione sulla Gestione

Modello Organizzativo di ACEA

Organi sociali

Sintesi dei Risultati

Sintesi della gestione e andamento economico e finanziario del Gruppo

Sintesi dei risultati: andamento dei risultati economici

Sintesi dei risultati: andamento dei risultati patrimoniali e finanziari

Contesto di riferimento

Andamento delle Aree di attività

Aree Industriali

Fatti di Rilievo intervenuti nel corso del periodo e successivamente

Principali rischi e incertezze

Evoluzione prevedibile della gestione

Deliberazioni in merito al risultato di esercizio e alla distribuzione ai Soci



Bilancio ACEA

Forma e struttura

Criteri di valutazione e principi contabili

Prospetto di Conto Economico

Prospetto di Conto Economico complessivo

Prospetto di Stato Patrimoniale

Prospetto delle variazioni di Patrimonio Netto al 31 dicembre 2020

Prospetto delle variazioni di Patrimonio Netto al 31 dicembre 2021

Rendiconto Finanziario

Note al Conto Economico

Note allo Stato Patrimoniale – Attivo

Note allo Stato Patrimoniale – Passivo

Informative sulle Parti Correlate

Aggiornamento delle principali vertenze giudiziali

Informazioni integrative sugli strumenti finanziari e politiche di gestione dei rischi

Deliberazioni in merito al risultato di esercizio e alla distribuzione ai Soci

Allegati alla Nota Integrativa di cui formano parte integrante



Bilancio Consolidato

Forma e struttura

Criteri, procedure e area di consolidamento

Area di consolidamento

Criteri di valutazione e principi contabili

Prospetto di Conto Economico Consolidato

Prospetto di Conto Economico Complessivo Consolidato

Prospetto della Situazione Patrimoniale e Finanziaria Consolidata

Prospetto del Rendiconto Finanziario Consolidato

Prospetto delle variazioni del Patrimonio Netto Consolidato

Note al Conto Economico Consolidato

Note alla Situazione Patrimoniale e Finanziaria Consolidata

Impegni e rischi potenziali

Business Combination

Informazioni relative all'IFRS5

Informativa sui servizi in concessione

Informativa sulle parti correlate

Aggiornamento delle principali vertenze giudiziali

Informazioni integrative sugli strumenti finanziari e politiche di gestione dei rischi

Allegati








Modello Organizzativo di ACEA


ACEA è una delle principali multiutility italiane ed è quotata in Borsa dal 1999.


ACEA ha adottato un modello operativo basato su un assetto organizzativo che trova fondamento nel Piano Strategico Industriale basato sul rafforzamento del ruolo di governo, indirizzo e controllo della Holding che si realizza oltre che sull'attuale portfolio di business, con una focalizzazione sulle aree di maggior creazione di valore, sullo sviluppo strategico del Gruppo in nuovi business e territori. La macrostruttura di ACEA è articolata in funzioni corporate e in sette aree industriali - Ambiente, Commerciale e Trading, Idrico, Infrastrutture Energetiche, Ingegneria e Servizi e Estero.

Con riguardo alle aree di business, di seguito si riportano le attività di ciascuna di esse.


Ambiente

Il Gruppo Acea è uno dei principali player nazionali in Italia con circa 1,51 milioni di tonnellate rifiuti gestiti all'anno. Nei diversi impianti di trattamento e smaltimento gestiti dislocati in sette regioni ci sono il principale termovalorizzatore e il più grande impianto di digestione anaerobica e compostaggio della Regione Lazio. Il Gruppo dedica particolare attenzione allo sviluppo di investimenti del business nel waste to energy e nel waste recycling, considerato ad alto potenziale, in coerenza con l'obiettivo strategico di valorizzazione ambientale ed energetica dei rifiuti, nonché nel loro recupero e riciclo nelle filiere della plastica, carta, metalli e nella produzione di compost di alta qualità.


Commerciale e Trading

Il Gruppo ACEA è uno dei principali player nazionali nella vendita di energia elettrica e offre soluzioni innovative e flessibili per la fornitura di elettricità e gas naturale con l'obiettivo di consolidare il proprio posizionamento di operatore dual fuel. Opera sui segmenti di mercato delle medie imprese e delle famiglie con l'obiettivo di migliorare la qualità dei servizi offerti con particolare riguardo ai canali web e social. Presidia le politiche di energy management del Gruppo. L'Area ha inoltre l'obiettivo di sviluppare e ricercare innovazioni e start - up per avviare progetti di sperimentazione in ambito tecnologico.


Idrico

Il Gruppo ACEA è il primo operatore italiano nel settore idrico con 9 milioni di abitanti serviti. Il Gruppo gestisce il servizio idrico integrato a Roma e Frosinone e nelle rispettive province ed è presente in altre aree del Lazio, in Toscana, Umbria, Campania e Molise. Il Gruppo è inoltre presente in Abruzzo essendo entrato nel mercato della distribuzione del gas metano nel Comune di Pescara e nella provincia dell'Aquila.


Infrastrutture Energetiche

Il Gruppo ACEA è tra i principali operatori nazionali con circa 9 TWh elettrici distribuiti a Roma. Sempre nella Capitale il Gruppo gestisce l'illuminazione pubblica e artistica con oltre 224.000 lampade. Il Gruppo ACEA è impegnato in progetti di efficienza energetica e nello sviluppo di nuove tecnologie, come le smart grid e la mobilità elettrica, attraverso la realizzazione di progetti pilota particolarmente innovativi. 


Generazione

Il Gruppo Acea è tra i principali operatori nazionali nell'ambito della generazione da fonti rinnovabili ed è impegnato in progetti di efficienza energetica ed energy solution nel segmento business.

Particolarmente focalizzati alla ricerca di innovativi approcci nella gestione degli asset produttivi e all'implementazione di nuova capacità produttiva che riduca l'impronta carbonica del Gruppo.


Ingegneria e Servizi

Il Gruppo ACEA ha sviluppato un know how all'avanguardia nella progettazione, nella costruzione e nella gestione dei sistemi idrici integrati: dalle sorgenti agli acquedotti, dalla distribuzione alla rete fognaria, alla depurazione. Sviluppa progetti di ricerca applicata, finalizzati all'innovazione tecnologica nei settori idrico, ambientale ed energetico. Particolare rilevanza è dedicata ai servizi di laboratorio e alle consulenze ingegneristiche. Il Gruppo Acea è inoltre impegnato nella progettazione e realizzazione di impianti per l'ambiente e per il trattamento delle acque e dei rifiuti.


Estero

Il Gruppo ACEA gestisce le attività idriche in America Latina ed ha come obiettivo quello di cogliere opportunità di sviluppo verso altri business riconducibili a quelli già presidiati in Italia.

È presente in particolare in Honduras, Repubblica Dominicana, Colombia e Perù servendo circa 4 milioni di persone. Le attività svolte in partnership con soci locali e internazionali, anche attraverso la formazione del personale e il trasferimento del know-how all'imprenditoria locale.


La struttura del Gruppo, distinta per area di business, risulta composta dalle seguenti principali società.




Al 31 Dicembre 2021 il capitale sociale di ACEA S.p.A. risulta così composto:



*Il grafico evidenzia esclusivamente le partecipazioni superiori al 3%, così come risultanti da fonte CONSOB


 

Organi sociali



Consiglio di Amministrazione


Michaela Castelli                    Presidente

Giuseppe Gola                    Amministratore Delegato

Alessandro Caltagirone               Consigliere

Massimiliano Capece Minutolo Del Sasso     Consigliere

Gabriella Chiellino                    Consigliere

Diane Galbe*                    Consigliere

Giovanni Giani                    Consigliere

Liliana Godino                    Consigliere

Giacomo Larocca                    Consigliere



Collegio Sindacale


Maurizio Lauri                    Presidente

Pina Murè                    Sindaco Effettivo

Maria Francesca Talamonti               Sindaco Effettivo

Maria Federica Izzo                    Sindaco Supplente

Mario Venezia                    Sindaco Supplente



Dirigente Preposto


Fabio Paris



Società di Revisione


PricewaterhouseCoopers S.p.A. 



*  dimessa in data 25 febbraio 2022

Sintesi dei Risultati



Dati economici (€ milioni)

31/12/2021

31/12/2020

Variazione

Variazione %

Ricavi consolidati

3.972,0

3.378,9

593,1

17,6 %

Costi operativi consolidati

2.737,0

2.254,1

482,9

21,4 %

Fair value(negativo) da commodities

0

0,3

(0,3)

(100,0 %)

Proventi/(Oneri) da partecipazioni di natura non finanziarie

21,0

30,3

(9,3)

(30,6 %)

EBITDA

1.256,1

1.155,5

100,6

8,7 %

EBIT

581,1

535,0

46,1

8,6 %

Risultato Netto

352,3

326,6

25,8

7,9 %

Utile (perdita) di competenza di terzi

39,0

41,6

(2,6)

(6,2 %)

Risultato netto di competenza del Gruppo

313,3

284,9

28,4

10,0 %






EBITDA per area industriale (€ milioni)

31/12/2021

31/12/2020

 Variazione 

Variazione %






Ambiente

63,7

50,3

13,4

26,6 %






Commerciale & Trading

80,5

72,4

8,1

11,2 %






Estero

27,4

25,3

2,1

8,3 %






Idrico

655,3

614,4

40,9

6,7 %






Infrastrutture Energetiche

371,6

367,6

4,1

1,1 %






Generazione

79,5

45,4

34,1

75,2 %






Ingegneria e servizi

17,3

14,7

2,6

17,4 %






Corporate

(39,3)

(34,6)

(4,7)

13,6 %






Totale EBITDA

1.256,1

1.155,5

100,6

8,7 %




Dati patrimoniali (€ milioni)

31/12/2021

31/12/2020

Variazione

Variazione %

Capitale Investito Netto

6.504,9

5.875,3

629,6

10,7 %

Indebitamento Finanziario Netto

(3.988,4)

(3.552,0)

(436,4)

12,3 %

Patrimonio Netto Consolidato

(2.516,4)

(2.323,3)

(193,2)

8,3 %


Nella tabella viene esposto il valore dell'Indebitamento Finanziario così come richiesto dall'ESMA e la riconciliazione con la Posizione Finanziaria Netta in linea con l'esposizione del precedente esercizio. Si fa infine presente che entrambi i valori sono al netto della riclassifica IFRS 5 pari, al 31 Dicembre 2021, ad € 4,9 milioni (maggior indebitamento). 





(€ milioni)

31/12/2021

31/12/2020

Variazione

Variazione %

A) Disponibilità Liquide

680,8

642,2

38,6

6,0 %

B) Mezzi equivalenti a disponibilità liquide

0,0

0,0

0,0

n.s.

C) Altre attività finanziarie correnti

407,9

379,9

28,1

7,4 %

D) Liquidità (A + B + C)

1.088,8

1.022,1

66,7

6,5 %

E) Debito finanziario corrente

(173,6)

(290,9)

117,3

(40,3 %)

F) Parte corrente del debito finanziario non corrente

(111,6)

(128,9)

17,3

(13,4 %)

G) Indebitamento finanziario corrente (E + F)

(285,2)

(419,8)

134,6

(32,1 %)

H) Indebitamento finanziario corrente netto (G - D)

803,5

602,2

201,3

33,4 %

I) Debito finanziario non corrente

(4.792,0)

(4.154,3)

(637,7)

15,4 %

J)  Strumenti di debito

0,0

0,0

0,0

n.s.

K) Debiti commerciali e altri debiti non correnti

0,0

0,0

0,0

n.s.

L) Indebitamento finanziario non corrente (I + J + K)

(4.792,0)

(4.154,3)

(637,7)

15,4 %

Totale indebitamento finanziario (H + L)

(3.988,4)

(3.552,0)

(436,4)

12,3 %

Crediti finanziari lungo termine

11,2

24,1

(12,8)

(53,3 %)

Posizione Finanziaria Netta

(3.977,2)

(3.528,0)

(449,3)

12,7 %







La tabella seguente espone la posizione finanziaria netta per area in continuità con gli esercizi precedenti. Per approfondimenti si rinvia al paragrafo sulla "Definizione degli indicatori alternativi di performance" e al paragrafo di Relazione sull'indebitamento finanziario del Gruppo.


Posizione Finanziaria Netta 

(€ milioni)

31/12/2021

31/12/2020

 Variazione 

 Variazione %






Ambiente

320,1

268,0

52,1

19,5 %






Commerciale & Trading

(297,4)

(95,7)

(201,7)

n.s.






Estero

(18,9)

(9,0)

(9,9)

109,3 %






Idrico

1.681,4

1.483,7

197,6

13,3 %






Infrastrutture Energetiche

1.583,9

1.342,5

241,5

18,0 %






Generazione

237,0

224,2

12,7

5,7 %






Ingegneria e servizi

28,1

31,1

(3,0)

(9,7 %)






Corporate

443,1

283,2

159,9

56,4 %






Totale Posizione Finanziaria Netta

3.977,2

3.528,0

449,3

12,7 %
























Investimenti 

(€ milioni)

31/12/2021

31/12/2020

 Variazione 

Variazione %






Ambiente

36,1

23,6

12,6

53,3 %






Commerciale & Trading

49,4

44,1

5,3

12,0 %






Estero

4,6

3,1

1,5

48,2 %






Idrico*

522,1

476,0

46,1

9,7 %






Infrastrutture Energetiche

274,5

286,2

(11,7)

(4,1 %)






Generazione**

39,4

39,0

0,5

1,2 %






Ingegneria e servizi

9,9

6,6

3,2

48,7 %






Corporate

34,4

28,5

5,9

20,8 %






Totale Investimenti

970,4

907,0

63,4

7,0 %


 

*   Il valore degli investimenti dell'area è esposto al lordo degli investimenti finanziati che ammontano ad € 22,8 milioni;

** Il valore degli investimenti dell'area comprende gli investimenti legati alle attività da dismettere per un valore di € 16,0 milioni.

Sintesi della gestione e andamento economico e finanziario del Gruppo


Definizione degli indicatori alternativi di performance

In data 5 ottobre 2015, l'ESMA (European Security and Markets Authority) ha pubblicato i propri orientamenti (ESMA/2015/1415) in merito ai criteri per la presentazione degli indicatori alternativi di performance che sostituiscono, a partire dal 3 luglio 2016, le raccomandazioni del CESR/05-178b. Tali orientamenti sono stati recepiti nel nostro sistema con Comunicazione n. 0092543 del 3 dicembre 2015 della CONSOB. Inoltre, il 4 marzo 2021 l'ESMA ha pubblicato gli orientamenti sui requisiti di informativa derivanti dal nuovo Regolamento Prospetto (Regulation EU 2017/1129 e Regolamenti Delegati EU 2019/980 e 2019/979), che aggiornano le precedenti Raccomandazioni CESR (ESMA/2013/319, nella versione rivisitata del 20 marzo 2013). A partire dal 5 maggio 2021, su richiamo di attenzione CONSOB n. 5/21, i sopracitati Orientamenti dell'ESMA sostituiscono anche la raccomandazione del CESR in materia di indebitamento, pertanto, in base alle nuove previsioni, gli emittenti quotati dovranno presentare, nelle note illustrative dei bilanci annuali e delle semestrali, pubblicate a partire dal 5 maggio 2021, un nuovo prospetto in materia di indebitamento da redigere secondo le indicazioni contenute nei paragrafi 175 ss. dei suddetti Orientamenti ESMA.


Di seguito si illustra il contenuto ed il significato delle misure di risultato non-GAAP e degli altri indicatori alternativi di performance utilizzati nel presente bilancio:

Sintesi dei risultati: andamento dei risultati economici



Dati economici (€ milioni)

31/12/2021

31/12/2020

Variazione 

Variazione %

Ricavi da vendita e prestazioni

3.816,0

3.205,0

611,0

19,1 %

Altri ricavi e proventi

156,0

173,9

(17,9)

(10,3 %)

Costi esterni

2.461,2

1.986,4

474,8

23,9 %

Costo del lavoro

275,8

267,7

8,2

3,1 %

Proventi/(Oneri) netti da gestione rischio commodity

0,0

0,3

(0,3)

(100,0 %)

Proventi/(Oneri) da partecipazioni di natura non finanziaria

21,0

30,3

(9,3)

(30,6 %)

Margine Operativo Lordo

1.256,1

1.155,5

100,6

8,7 %

Ammortamenti, Accantonamenti e Svalutazioni

675,0

620,5

54,5

8,8 %

Risultato Operativo

581,1

535,0

46,1

8,6 %

Gestione finanziaria

(85,9)

(88,0)

2,1

(2,4 %)

Gestione partecipazioni

7,8

14,2

(6,4)

(45,2 %)

Risultato ante Imposte

503,0

461,2

41,8

9,1 %

Imposte sul reddito

150,7

134,6

16,0

11,9 %

Risultato Netto

352,3

326,6

25,8

7,9 %

Utile/(Perdita) di competenza di terzi

39,0

41,6

(2,6)

(6,2 %)

Risultato netto di Competenza del gruppo

313,3

284,9

28,4

10,0 %


Rispetto al 31 Dicembre 2020 nell'area di consolidamento sono intervenute le seguenti variazioni:


Si fa presente che, in data 27 Luglio 2020 si è proceduto alla fusione per incorporazione delle società Brindisi Solar, Acquaviva, Compagnia Solare 2, Compagnia Solare 3 e SPES nella società Solaria Real Estate, mentre in data 26 Ottobre 2020 si è proceduto alla fusione per incorporazione delle società Luna Energia, Sisine Energia, Urbe Cerig, Urbe Solar e Bersolar nella società KT4. Entrambe le fusioni hanno effetti contabili e fiscali retrodatati al 1° Gennaio 2020. La potenza istallata con riferimento al fotovoltaico secondario è pari a 52 MW. 


Infine, con riferimento all'esercizio 2020 si fa presente che:


La tabella di seguito riportata rappresenta i principali impatti della variazione del perimetro di consolidamento al 31 Dicembre 2021 (al lordo delle elisioni intercompany).

€ milioni

Simam

Gruppo Ferrocart Cavallari

Consorcio Acea, Consorcio Lima Norte, Consorcio Lima Sur

Adistribuzionegas e Notaresco

SII

Meg

Deco, Ecologica Sangro, AS Recycling

Società Fotovoltaico

Totale

Ricavi

20,0

13,9

18,0

3,0

36,7

2,8

5,3

2,7

102,3

EBITDA

3,0

2,8

1,0

3,1

11,6

0,5

1,1

2,8

25,9

EBIT

1,3

(0,7)

0,8

0,1

1,7

0,3

0,7

1,3

5,5

EBT

1,3

(0,7)

0,6

0,2

5,6

0,3

0,8

1,3

9,4

Al 31 Dicembre 2021 i ricavi da vendita e prestazioni ammontano ad € 3.816,0 milioni in crescita di € 611,0 milioni (+ 19,1 %) rispetto all'esercizio 2020, principalmente in conseguenza dell'incremento dei ricavi da vendita energia elettrica (+ € 441,3 milioni) imputabili in prevalenza ai maggiori prezzi unitari e in parte alle maggiori quantità (+ 17,5%). La vendita di energia elettrica sul servizio della Maggior Tutela, è stata complessivamente pari a 1.694 GWh con una riduzione del 14,3% su base tendenziale rispetto al precedente esercizio; la vendita di energia elettrica sul Mercato Libero è stata pari a 6.562 GWh con un incremento rispetto al medesimo periodo dell'anno precedente del 29,9 % relativo principalmente al segmento B2B.

Contribuiscono, inoltre, alla variazione in aumento: i) l'aumento dei ricavi da vendita gas per € 44,0 milioni imputabili ad Acea Energia e dovuti in prevalenza alle maggiori quantità vendute (+ 49,0 milioni di smc); ii) i ricavi da sevizio idrico integrato (+ € 66,3 milioni), principalmente imputabili al consolidamento integrale di SII (+ € 34,8 milioni) e per la restante parte ad ACEA Ato2 (+ € 22,3 milioni) e Gori (+ € 7,2 milioni); iii) l'incremento dei ricavi da conferimento rifiuti e gestione discarica (+ € 18,6 milioni) derivanti prevalentemente dalla variazione dell'area di consolidamento (+ € 16,3 milioni) e sono dovuti anche all'incremento dei ricavi da vendita dell'energia per effetto prezzo, la variazione è imputabile in prevalenza ad Acea Ambiente (+ € 5,7 milioni) e compensata in parte da Demap (- € 1,8 milioni); iv) i ricavi estero (+ € 13,5 milioni) in prevalenza per l'inizio delle attività dei nuovi consorzi (+€ 18,0 milioni) compensate in parte da una riduzione dei ricavi di € 6,6 milioni di Acea Perù;  v) la variazione delle rimanenze (+ € 14,9 milioni) per la maggior parte per effetto del consolidamento di SIMAM (+ € 11,3 milioni); vi) i maggiori ricavi derivanti da Acea Innovation per € 6,3 milioni derivanti dai progetti di e-Efficientcy.


Gli altri ricavi evidenziano un decremento del 10,3% (riduzione di € 17,9 milioni) rispetto all'esercizio precedente. La variazione deriva in prevalenza: i) dalle minori insussistenze attive registrate da ACEA Ato2 (€ 28,7 milioni) per i ricavi rilevati nell'esercizio 2020 per componenti tariffarie relative agli anni 2018 e 2019 riconosciute in misura superiore a quanto iscritto nei rispettivi bilanci; tale variazione è compensata dai maggiori ricavi connessi all'attività di distacco e riallaccio idrico (+ € 2,2 milioni) e ai rimborsi assicurativi (+ € 1,6 milioni); ii) dall'aumento degli altri ricavi registrati da Acea Energia (+ € 1,8 milioni) in prevalenza per le maggiori rivalse per indennizzi CMOR sul mercato Libero; iii) dai maggiori altri ricavi di areti per premi relativi agli interventi legati alla resilienza del servizio di distribuzione dell'energia elettrica (+ € 2,2 milioni), introiti per vendita di apparecchi e materiali (+ € 0,5 milioni) e per ricavi per rivalse varie e vendita TEE (+ € 1,1 milioni); iv) dai maggiori ricavi per contributi in conto capitale derivanti dal consolidamento di SII (+ € 1,9 milioni) e dall'incremento registrato da ACEA Ato2 (+ € 1,2 milioni) in prevalenza per la quota relativa alle annualità 2018-2020, del contributo finalizzato a contrastare la crisi di approvvigionamento idrico ad uso idropotabile nel territorio della Regione Lazio riconosciuto alla Società nel corso dell'anno 2021.


I costi esterni presentano un aumento complessivo di € 474,8 milioni (+ 23,9 %) rispetto al 31 Dicembre 2020; la variazione è dovuta in prevalenza: i) ai maggiori costi legati all'approvvigionamento di energia elettrica, trasporto e misura (+ € 390,8 milioni) in linea con l'andamento registrato nei ricavi; ii) ai maggiori costi per acquisto materie (+ € 16,4 milioni) a cui contribuisce la variazione di perimetro, con particolare riferimento a SIMAM (+ € 10,5 milioni); iii) ai maggiori costi per servizi (+ € 58,4 milioni) di cui € 31,8 milioni imputabili alla variazione di perimetro.


Nel complesso, sulla variazione dei costi esterni incide la variazione di perimetro per € 59,9 milioni principalmente imputabile a SII (€ 23,0 milioni), SIMAM (€ 15,2 milioni) e alle società Ferrocart e Cavallari (+ € 9,2 milioni).

Il costo del lavoro risulta in aumento rispetto al precedente esercizio di € 8,2 milioni (+ 3,1%), mentre al netto della variazione di perimetro (+ € 16,6 milioni in prevalenza imputabili alle società estere) risulta in riduzione di € 8,4 milioni anche in conseguenza dei maggiori costi capitalizzati (+ € 29,2 milioni).

La consistenza media del personale si attesta a 9.263 dipendenti ed aumenta di 1.567 unità rispetto al precedente esercizio, in prevalenza imputabile alla variazione dell'area estero conseguente l'inizio delle attività di manutenzione della rete idrica e fognaria nella zona nord di Lima. 


€ milioni

31/12/2021

31/12/2020

Variazione 

Variazione %

Costo del lavoro al lordo dei costi capitalizzati

469,1

431,7

37,4

8,7 %

Costi capitalizzati

(193,3)

(164,0)

(29,2)

17,8 %

Costo del lavoro

275,8

267,7

8,2

3,1 %


I proventi da partecipazioni di natura non finanziaria rappresentano il risultato consolidato secondo l'equity method ricompreso tra le componenti che concorrono alla formazione dell'EBITDA consolidato delle società strategiche; nei dati comparativi della tabella che segue sono compresi anche i risultati di SII consolidata ad equity fino al 16 Novembre 2020 e pari ad € 0,6 milioni.

€ migliaia

31/12/2021

31/12/2020

Variazione 

 Variazione %

MOL

123,6

127,0

(3,3)

(2,6%)

Ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti

(91,9)

(81,6)

(10,3)

12,6%

Gestione finanziaria

(2,5)

(3,3)

0,8

(24,9%)

Imposte

(8,2)

(11,7)

3,5

(30,1%)

Proventi da partecipazioni di natura non finanziaria 

21,0

30,3

(9,3)

(30,6%)

L'EBITDA passa da € 1.155,5 milioni del 31 Dicembre 2020 a € 1.256,1 milioni del 31 Dicembre 2021 registrando una crescita di € 100,6 milioni pari all'8,7 %. 

La variazione dell'area di consolidamento incide per € 25,9 milioni ed è dovuta principalmente al consolidamento integrale di SII (+ € 11,6 milioni) e al consolidamento di SIMAM (+ € 3,0 milioni), Cavallari, Ferrocart, Deco e Meg (+€ 4,0 milioni), delle società fotovoltaiche (+ € 2,8 milioni) e di Adistribuzionegas (+ € 3,1 milioni). 

A parità di perimetro, la crescita dell'EBITDA risulta pari ad € 74,8 milioni e deriva principalmente: i) dall'area generazione (+ € 31,4 milioni) principalmente imputabili ad Acea Produzione (+ € 25,5 milioni) poiché la maggiore produzione idroelettrica (incremento dei volumi prodotti di 55,1 GWh) ed i maggiori prezzi (+ 60,67€/MWh) hanno comportato un incremento dell'EBITDA di quasi l'80%. Si segnala inoltre l'incremento registrato da Ecogena (+ € 2,5 milioni) in parte per i proventi patrimoniali derivanti dalla vendita dell'impianto di cogenerazione di Alfasigma (+ € 0,6 milioni) e per la restante parte dai maggiori ricavi registrati per le attività inerenti i servizi di progettazione e permitting del piano della mobilità del Gruppo Acea; ii) dal settore idrico (+ € 26,3 milioni) soprattutto in relazione ad ACEA Ato2 (+ € 26,6 milioni) in prevalenza per le maggiori efficienze sui costi (+ € 11 milioni), le maggiori capitalizzazioni (+ € 8 milioni) nonché dalla diminuzione dei costi per smaltimento fanghi, per effetto del superamento della crisi della gestione dei fanghi prodotti dagli impianti di depurazione all'interno del territorio regionale (€ 7,2 milioni); iii) dall'area ambiente che contribuisce positivamente per € 8,9 milioni in prevalenza dovuti ad Acea Ambiente come conseguenza dei maggiori prezzi di conferimento rifiuti e cessione energia elettrica (crescita del PUN); iv) dall'area commerciale e trading per effetto dell'incremento dei margini energia e gas (+ € 8,1 milioni) e degli altri ricavi (+ € 4,0 milioni) parzialmente compensati da un peggioramento dei costi esterni e del costo del lavoro (+ € 14,1 milioni); v) dall'area infrastrutture energetiche che contribuisce per € 4,1 milioni come conseguenza, tra gli altri, del margine derivante dalla commessa open fiber (+ € 1,5 milioni), dagli effetti del piano di resilienza (+ € 2,2 milioni) e dai minori costi operativi (- € 1,7 milioni), in parte compensati dagli effetti derivanti dal bilanciamento energetico (- € 2,1 milioni) e infine dal peggioramento del margine della pubblica illuminazione (- € 1,0 milioni) prevalentemente per mancate autorizzazioni per le nuove realizzazioni; vi) dalla corporate che registra infine un peggioramento di € 4,7 milioni derivante dall'effetto combinato di maggiori prestazioni tecniche ed informatiche, consulenze, consumi elettrici e costi legati all'emergenza COVID (hub vaccinale) compensate in parte dai maggiori ribaltamenti di costi e servizi verso le società del Gruppo. Le altre aree presentano risultati in linea con il precedente esercizio.


L'EBIT, segna un incremento di € 46,1 milioni rispetto al precedente esercizio. Tale incremento è mitigato dalla crescita degli ammortamenti (+ € 48,4 milioni rispetto all'esercizio 2020), di cui € 19,5 milioni imputabili alla variazione di perimetro. Di seguito il dettaglio delle voci che influenzano l'EBIT.


€ milioni

31/12/2021

31/12/2020

Variazione 

Variazione %

Ammortamenti immateriali e materiali e riduzioni di valore

546,6

498,3

48,4

9,7 %

Svalutazione crediti

86,2

79,4

6,8

8,5 %

Accantonamenti per rischi

42,1

42,8

(0,6)

(1,5 %)

Ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti 

675,0

620,5

54,5

8,8 %


La variazione in aumento degli ammortamenti è legata, al netto delle variazioni di perimetro (+ € 19,5 milioni), prevalentemente agli investimenti del periodo in tutte le aree di business. L'incremento degli ammortamenti è riferibile in prevalenza ad ACEA Ato2 (+ € 19,6 milioni) e Corporate (+ € 7,2 milioni). Mitiga la crescita degli ammortamenti e riduzioni di valore la diminuzione registrata da Acea Ambiente (- € 4,1 milioni) per effetto delle svalutazioni operate nel 2020.

L'incremento della voce svalutazione crediti è imputabile in prevalenza ad ACEA Ato2 (+ € 3,7 milioni), ACEA Ato5 (+ € 3,6 milioni) e Gori (+ € 3,0 milioni), compensati in parte dai minori accantonamenti operati da areti (- € 1,9 milioni) e da Aguas de San Pedro (- € 1,2 milioni).


Gli accantonamenti per rischi risultano nel complesso in linea rispetto al precedente esercizio (- € 0,6 milioni) in prevalenza per l'effetto contrapposto dei minori accantonamenti di ACEA Ato2 (- € 2,7 milioni) e per rilascio fondi rinvenienti da precedenti allocazioni dell'area idrico (- € 2,0 milioni) compensati dall'incremento registrato da Acea Energia (+ € 4,3 milioni) per effetto di maggiori accantonamenti per contenziosi legali.


Il risultato della gestione finanziaria evidenzia oneri netti per € 85,9 milioni in riduzione di € 2,1 milioni rispetto al precedente esercizio come risultato di effetti contrapposti. Si segnalano i maggiori proventi finanziari (+ € 1,4 milioni) in prevalenza imputabili alla variazione al fair value dei derivati a copertura del contratto di finanziamento di Adf (+ € 1,7 milioni), i maggiori proventi per gli effetti derivanti dalla fatturazione di interessi di mora agli utenti delle società idriche (+ € 4,9 milioni) compensati dai minori proventi finanziari registrati da Gori per effetto del provento su attualizzazione iscritto nel 2020 come conseguenza degli effetti dell'Atto Aggiuntivo, stipulato in data 23 Novembre 2020, che ha previsto lo slittamento delle rate degli accordi di rateizzo sottoscritti con la Regione Campania nel 2013 e nel 2018 (- € 4,9 milioni). Gli oneri finanziari registrano invece una lieve riduzione (- € 0,6 milioni) imputabili in prevalenza alla Capogruppo; si informa che al il costo globale medio "all in" del debito del Gruppo ACEA si è attestato all'1,42% contro l'1,74% dell'esercizio precedente.


La stima del carico fiscale è pari a € 150,7 milioni contro € 134,6 milioni del precedente esercizio. L'incremento complessivo, pari a € 16,0 milioni, deriva principalmente dal maggior utile ante imposte. Il tax rate del 31 Dicembre 2021 si attesta al 30,0% (era il 29,2% al 31 Dicembre 2020).


Il risultato netto di competenza del Gruppo si attesta a € € 313,3 milioni e segna un incremento di € 28,4 milioni rispetto al precedente esercizio. 

Sintesi dei risultati: andamento dei risultati patrimoniali e finanziari


Dati patrimoniali (€ milioni)

31/12/2021

31/12/2020

Variazione

Variazione %

Attività e Passività non correnti

7.200,1

6.626,2

573,9

8,7 %






Circolante Netto

(695,3)

(750,9)

55,7

(7,4 %)






Capitale Investito

6.504,9

5.875,3

629,6

10,7 %






Indebitamento Finanziario

(3.988,4)

(3.552,0)

(436,4)

12,3 %






Patrimonio Netto

(2.516,4)

(2.323,3)

(193,2)

8,3 %






Totale Fonti di Finanziamento

6.504,9

5.875,3

629,6

10,7 %



Attività e Passività non correnti

Rispetto al 31 Dicembre 2020 le attività e le passività non correnti aumentano di € 573,9 milioni (+ 8,7%) prevalentemente in conseguenza della crescita delle immobilizzazioni (+ € 469,8 milioni).


€ milioni

31/12/2021

31/12/2020

Variazione

Variazione %

Immobilizzazioni materiali/immateriali

6.705,2

6.235,4

469,8

7,5 %

Partecipazioni

295,2

279,5

15,8

5,6 %

Altre attività non correnti

969,6

796,2

173,5

21,8 %

Tfr e altri piani e benefici definiti

(120,2)

(122,0)

1,9

(1,6 %)

Fondi rischi e oneri

(193,3)

(157,0)

(36,4)

23,2 %

Altre passività non correnti

(456,5)

(405,8)

(50,7)

12,5 %

Attività e passività non correnti

7.200,1

6.626,2

573,9

8,7 %


Alla variazione delle immobilizzazioni contribuiscono principalmente gli investimenti, che si attestano ad € 970,4 milioni, e gli ammortamenti e le riduzioni di valore per complessivi € 546,6 milioni.

Quanto agli investimenti realizzati da ciascuna Area Industriale si veda la tabella che segue.


Investimenti 

(€ milioni)

31/12/2021

31/12/2020

 Variazione 

Variazione %






Ambiente

36,1

23,6

12,6

53,3 %






Commerciale & Trading

49,4

44,1

5,3

12,0 %






Estero

4,6

3,1

1,5

48,2 %






Idrico*

522,1

476,0

46,1

9,7 %






Infrastrutture Energetiche

274,5

286,2

(11,7)

(4,1 %)






Generazione**

39,4

39,0

0,5

1,2 %






Ingegneria e servizi

9,9

6,6

3,2

48,7 %






Corporate

34,4

28,5

5,9

20,8 %






Totale Investimenti

970,4

907,0

63,4

7,0 %


*   Il valore degli investimenti dell'area è esposto al lordo degli investimenti finanziati che ammontano ad € 22,7 milioni;

** Il valore degli investimenti dell'area comprende gli investimenti legati alle attività da dismettere per un valore di € 16,0 milioni.

L'Area Ambiente ha realizzato investimenti per € 36,1 milioni e rispetto al 31 Dicembre 2020 si incrementano di € 12,6 milioni. Si riferiscono principalmente agli investimenti effettuati da Acea Ambiente (+ € 8,9 milioni) per lavori eseguiti: nell'impianto di Orvieto (+ €1,0 milioni), per l'acquisto del capannone di Borgorose (+ € 2,4 milioni), per i lavori di revamping dell'impianto di Aprilia (+ € 3,2 milioni) e per i lavori nell'impianto di San Vittore (+ € 0,9 milioni); Berg (+ € 1,4 milioni) per la realizzazione di un concentratore. Infine, si segnala che la variazione di perimetro contribuisce per € 2,0 milioni in prevalenza imputabili a Ferrocart. 

L'Area Commerciale e Trading fa registrare investimenti per € 49,4 milioni; l'aumento rispetto al 31 Dicembre 2020 (+ € 5,3 milioni) è prevalentemente riconducibile ad Acea Innovation per i progetti di e-Efficiency. Gli investimenti dell'area si riferiscono principalmente ad Acea Energia e riguardano per € 27,6 milioni il costo di acquisizione di nuovi clienti ai sensi dell'IFRS15 e per € 15,5 milioni afferiscono agli sviluppi e agli interventi evolutivi legati alle integrazioni tra sistemi della piattaforma del nuovo CRM ma anche alle importanti migliorie dei sistemi di supporto alla gestione dei processi legati alle attività di Contact Center e alle analisi e monitoraggio della marginalità sui clienti. 

L'Area Estero registra un aumento di € 1,5 milioni da attribuire principalmente alla società Aguas de San Pedro (+ € 0,7 milioni). La variazione dell'area di consolidamento contribuisce per € 0,8 milioni per il consolidamento di Consorcio Lima Norte e Consorcio Lima Sur.


L'Area Idrico ha realizzato investimenti complessivi per € 522,1 milioni, con una variazione in aumento rispetto al precedente esercizio di € 46,1 milioni, dovuto ai maggiori investimenti di ACEA Ato2 (+ € 32,9 milioni), Gori (+ € 6,0 milioni) e Adf (+€ 2,9 milioni) parzialmente compensati dai minori investimenti di ACEA Ato5 (- € 6,3 milioni). La variazione dell'area di consolidamento si riferisce a SII per € 8,5 milioni e ad Adistribuzionegas per € 2,5 milioni. Gli investimenti dell'Area si riferiscono principalmente agli interventi manutenzione straordinaria, rifacimento, ammodernamento e ampliamento degli impianti e delle reti, alla bonifica e all'ampliamento delle condotte idriche e fognarie dei vari Comuni e agli interventi sui depuratori e agli impianti di trasporto (adduttrici ed alimentatrici).


L'Area Infrastrutture Energetiche fa registrare una diminuzione degli investimenti di € 11,7 milioni. Gli investimenti del periodo si riferiscono all'ampliamento e mantenimento delle reti ai diversi livelli di tensione, agli interventi sulle cabine primarie e secondarie e sui contatori, sui gruppi di misura e gli apparati di Telecontrollo nell'ambito dei progetti di "Adeguatezza e Sicurezza" della rete e di "Innovazione e Digitalizzazione". Tutti gli investimenti sostenuti sono in una ottica del miglioramento della qualità del servizio e dell'incremento della resilienza. Gli investimenti immateriali si riferiscono ai progetti di reingegnerizzazione dei sistemi informativi e commerciali.


L'Area Generazione ha realizzato investimenti per € 39,4 milioni in linea rispetto al 31 Dicembre 2020 e si riferiscono: (i) ad Acea Produzione (€ 17,5 milioni) prevalentemente per l'istallazione del terzo motore della Centrale termoelettriche di Tor di Valle, i lavori di riqualificazione delle sottostazioni delle Centrali S. Angelo, di Salisano e Orte e l'estensione e risanamento della rete del teleriscaldamento nel comprensorio di Mezzocammino nella zona sud di Roma; (ii) agli investimenti sostenuti da Acea Solar (€ 10,5 milioni) sviluppati da Aiem, Solarfields e Enertronica e da Fergas (20 Mw) per la costruzione di impianti fotovoltaici sia su suoli agricoli che su suoli industriali; iii)  Fergas Solar (€ 10,4 milioni) per l'impianto di Ferrandina.


L'Area Ingegneria e servizi fa registrare investimenti per € 9,9 milioni; la variazione del perimetro di consolidamento si riferisce a SIMAM per € 0,8 milioni. Gli investimenti di Acea Elabori (€ 6,6 milioni) si riferiscono principalmente alla progettazione e realizzazione di processi e nuovi sistemi nonché ad interventi di manutenzione straordinaria per la sede di Grottarossa ed infine per le attrezzature del laboratorio di analisi.


L'Area Corporate ha realizzato un incremento di investimenti pari € 5,9 milioni rispetto al 31 Dicembre 2020. Gli investimenti del periodo afferiscono: (i) all'acquisto ed al potenziamento di software a supporto delle attività di sviluppo dei sistemi di gestione delle piattaforme informatiche, di sicurezza aziendale e di gestione amministrativa; (ii) agli investimenti sulle sedi adibite alle attività aziendali e (iii) agli investimenti relativi agli hardware necessari ai progetti di sviluppo tecnologico per il miglioramento e l'evoluzione della rete informatica. Si segnala infine che Acea ha proceduto nel corso dell'anno all'acquisto da ATAC SpA, per € 1,6 milioni, del terreno adiacente la sede di Piazzale Ostiense che è adibito a parcheggio. Tale acquisto è avvenuto attraverso una procedura competitiva.


Gli investimenti del Gruppo relativi alle infrastrutture informatiche comuni si attestano complessivamente a € 32,5 milioni.


Le partecipazioni e i titoli azionari che non costituiscono controllo, collegamento o controllo congiunto, aumentano di € 15,8 milioni rispetto 31 Dicembre 2020, al netto dell'effetto della riclassifica della partecipazione di Belaria (€ 1,0 milioni) conseguente l'applicazione dell'IFRS5 (si rinvia al paragrafo dedicato per maggiori informazioni). La variazione è determinata dall'incremento relativo alla valutazione delle società consolidate con il metodo del patrimonio netto (+ € 20,5 milioni) compensata dalle altre variazioni in diminuzione per € 4,6 milioni, principalmente relative alla distribuzione dividendi.


Lo stock del TFR e altri piani a benefici definiti registra un incremento di € 1,9 milioni, prevalentemente della diminuzione del tasso utilizzato (dallo 0,35% del 31 Dicembre 2020 all'1% del 31 Dicembre 2021).


I Fondi rischi ed oneri aumentano del 23,2 % rispetto al precedente esercizio. Di seguito è riportato il dettaglio per natura dei fondi. La variazione si riferisce principalmente alla variazione dell'area di consolidamento in relazione all'iscrizione dei fondi post mortem delle nuove società acquisite a fine 2021 nell'Area Ambiente. Il fondo relativo a Deco ammonta ad € 18,1 milioni mentre quello relativo ad Ecologica Sangro è pari ad € 17,5 milioni.


€ milioni

31/12/2020

Utilizzi

Accantonamenti

Rilascio per Esubero Fondi

Riclassifiche / Altri Movimenti

31/12/2021

Legale 

16,2

(3,3)

4,2

(1,5)

0,7

16,3

Fiscale 

9,2

(0,1)

0,2

(2,1)

0,1

7,3

Rischi regolatori

27,4

(1,1)

5,3

(0,3)

(0,4)

31,0

Partecipate

10,3

0,0

0,0

(0,2)

(2,7)

7,5

Rischi contributivi 

1,1

0,0

0,0

0,0

0,0

1,1

Franchigie assicurative 

11,0

(2,2)

2,5

(0,1)

(0,3)

10,9

Altri rischi ed oneri

23,7

(5,4)

7,8

(0,8)

0,8

26,1

Totale Fondo Rischi 

98,9

(12,2)

20,1

(4,9)

(1,7)

100,1

Esodo e mobilità 

31,8

(26,0)

21,7

0,0

0,0

27,5

Post mortem 

17,6

(0,0)

(0,1)

0,0

35,7

53,1

F.do Oneri verso altri

8,7

(1,6)

5,4

0,0

0,1

12,6

Totale Fondo Oneri

58,1

(27,6)

27,0

0,0

35,8

93,2

Totale Fondo Rischi ed Oneri

157,0

(39,8)

47,1

(4,9)

34,1

193,3


Circolante netto

La variazione del circolante netto rispetto al 31 Dicembre 2020 è imputabile in via principale all'incremento dei crediti correnti per € 90,1 milioni, dall'incremento delle altre attività correnti (+ € 144,9 milioni) parzialmente compensati dall'incremento dei debiti correnti per € 79,2 milioni e delle altre passività correnti per € 94,6 milioni.


€ milioni

31/12/2021

31/12/2020

Variazione

Crediti correnti

1.071,6

981,5

90,1

- di cui utenti/clienti

1.027,0

934,2

92,8

- di cui Roma Capitale

34,5

38,7

(4,2)

Rimanenze

86,4

92,0

(5,6)

Altre attività correnti

412,0

267,1

144,9

Debiti correnti

(1.706,4)

(1.627,1)

(79,2)

- di cui Fornitori

(1.637,7)

(1.535,1)

(102,7)

- di cui Roma Capitale

(62,5)

(87,6)

25,2

Altre passività correnti

(559,0)

(464,4)

(94,6)

Circolante netto

(695,3)

(750,9)

55,7


I crediti verso utenti e clienti, al netto del fondo svalutazione crediti ammontano a € 1.027,0 milioni (€ 934,2 milioni a fine anno 2020) e risultano in aumento rispetto al 31 Dicembre 2020 di € 106,5 milioni. Si segnala: i) una diminuzione dei crediti dell'Area Idrico pari ad € 43,5 milioni principalmente riferibili a Gori (- € 13,9 milioni), a Gesesa (- € 8,4 milioni) ed a SII (- € 5,6 milioni); ii) un incremento dei crediti dell'Area Infrastrutture Energetiche per € 18,6 milioni; iii) un incremento dei crediti dell'Area Commerciale e Trading per € 115,0 milioni principalmente imputabili ad Acea Energia (+ € 101,3 milioni), ad Umbria Energy (+ € 6,3 milioni) ed a Acea Innovation (+ € 5,7 milioni); iv) un incremento dei crediti dell'Area Ambiente per € 11,9 milioni, derivanti principalmente dall'aumento dei crediti di ACEA Ambiente (+ € 5,7 milioni), Cavallari e Ferrocart (complessivamente + € 1,7 milioni). La variazione dell'area di consolidamento incide per € 12,2 milioni.


La diminuzione del fondo svalutazione crediti è anche dovuta agli effetti conseguenti le operazioni di cessioni dei crediti not performing che ammontano al 31 dicembre 2021 ad € 98,7 milioni. Nel 2021 sono stati ceduti pro-soluto crediti per un ammontare complessivo pari a € 1.463,9 milioni di cui € 195,1 milioni verso la Pubblica Amministrazione.


In merito ai rapporti con Roma Capitale al 31 dicembre 2021, il saldo netto, come evidenziato dalla tabella di seguito riportata, risulta a debito per il Gruppo per € 32,2 milioni (al 31 dicembre 2020 il saldo a debito risultava pari ad € 28,6 milioni). 


Per quanto riguarda i crediti, commerciali e finanziari, si registra una diminuzione complessiva rispetto al precedente esercizio di € 42,3 milioni dovuto principalmente (saldo netto fra maturazione dei crediti del periodo ed incassi dell'anno). Di seguito si elencano le principali variazioni dell'anno:    


Per quanto riguarda i debiti si registra una diminuzione di € 38,7 milioni rispetto al precedente esercizio; di seguito si riportano le principali variazioni dell'anno:  


Si segnala inoltre che nel corso dell'anno sono stati pagati da areti ai diversi Municipi, debiti per licenze per un ammontare complessivo di € 15 milioni.


Nell'anno 2021 sono state effettuate le seguenti operazioni di compensazioni/pagamenti il cui ammontare complessivo ammonta ad € 123,1 milioni. Di seguito si riportano le principali operazioni: 


Si ricorda che nell'ambito delle attività necessarie al primo consolidamento del Gruppo Acea nel Bilancio 2018 di Roma Capitale, è stato avviato un tavolo di confronto al fine di riconciliare le partite Creditorie e Debitorie verso Roma Capitale. Le società del Gruppo principalmente interessate sono Acea e ACEA Ato2. A valle di diversi incontri e corrispondenze, in data 22 Febbraio 2019 il Dipartimento Tecnico del Comune (SIMU) incaricato della gestione dei contratti verso il Gruppo Acea ha comunicato diverse contestazioni relative alle forniture sia di lavori sia di servizi per il periodo 2008-2018. Tali contestazioni sono state integralmente respinte dal Gruppo. Al fine di trovare una compiuta risoluzione delle divergenze nel corso del 2019 è stato istituito un apposito Comitato Tecnico paritetico con il Gruppo Acea. A valle di numerosi incontri in data 18 ottobre 2019, il Comitato Tecnico paritetico ha redatto un verbale di chiusura lavori dando evidenza delle risultanze emerse e proponendo un favorevole riavvio dell'ordinaria esecuzione dei reciproci obblighi intercorrenti tra il Gruppo Acea e Roma Capitale. Le parti, come primo adempimento successivo la chiusura dei lavori, si sono attivate nel dare esecuzione alle risultanze emerse dal tavolo di conciliazione ricominciando l'attività di reciproca liquidazione delle rispettive partite creditorie e debitorie. Nell'anno 2020 sono stati chiusi complessivamente nel Gruppo € 33,3 milioni di crediti riferiti al Verbale sopra citato.


Nel 2021 è stato istituito un nuovo Tavolo Tecnico per l'Illuminazione Pubblica composto da Acea e Roma Capitale con l'intento di proseguire nella risoluzione di tematiche ostative alla liquidazione dei crediti. In esito a tali lavori Roma Capitale ha liquidato ad Acea crediti relativi all'Illuminazione Pubblica per € 75,3 milioni tramite compensazioni. 


Per il contratto di Illuminazione Pubblica a fine 2020 si è palesata una posizione della AGCM circa la legittimità del contratto in essere tuttora fonte di verifiche, lavori e approfondimenti congiunti. Da tale provvedimento sono emersi, tra l'altro, verifiche anche in ordine alla congruità dei prezzi applicati.  A febbraio 2021 a valle dei citati riscontri e lavori, Roma Capitale si è espressa nei termini di assoluta congruità e convenienza delle condizioni economiche in essere rispetto a parametri CONSIP. Pertanto, anche nel corso del 2021, nelle more della conclusione e definizione di tali aspetti, Acea ha regolarmente continuato a svolgere il servizio di Illuminazione Pubblica. Il servizio è stato quindi fatturato ed in parte anche già pagato da Roma Capitale.


Sempre nel corso del 2021 sono proseguiti tra ACEA Ato2 e Roma Capitale (Dipartimento SIMU) i lavori di conciliazione e, a dicembre scorso, si è addivenuti ad una relazione tecnica congiunta che ha sostanzialmente superato e risolto le contestazioni alla base del Tavolo Tecnico del 2019. Con tale relazione si è proceduto alla cancellazione dei crediti oggetto di analisi mediante l'utilizzo del fondo di svalutazione all'uopo accantonato. L'operazione ha ridotto crediti e fondo per circa € 7,4 milioni.

Si informa infine che a settembre 2021 è stato approvato il Bilancio Consolidato di Roma Capitale al 31 dicembre 2020.


La tabella che segue espone congiuntamente le consistenze scaturenti dai rapporti intrattenuti con Roma Capitale dal Gruppo ACEA, sia per quanto riguarda l'esposizione creditoria netta che per quella debitoria ivi comprese le partite di natura finanziaria.

Crediti verso Roma Capitale

31/12/21

31/12/20

Variazione

 

A)

B)

A) - B)

 

 

 

 

Crediti per utenze

30,4

42,0

(11,6)

Fondi svalutazione

(1,7)

(9,3)

7,6

Totale crediti da utenza

28,7

32,7

(4,0)

 

 

 

 

Crediti per lavori e servizi idrici

2,3

2,3

0,0

Crediti per lavori e servizi da fatturare idrici

2,0

1,8

0,2

Fondi svalutazione

(2,2)

(1,9)

(0,3)

Crediti per lavori e servizi elettrici

4,0

4,1

(0,1)

Fondi svalutazione

(0,3)

(0,3)

0,0

Totale crediti per lavori

5,8

6,0

(0,2)

Totale crediti commerciali

34,5

38,7

(4,2)

 

 

 

 

Crediti finanziari per Illuminazione Pubblica Fatture Emesse

117,1

129,3

(12,2)

Fondi svalutazione 

(30,2)

(30,2)

0,0

Crediti finanziari per Illuminazione Pubblica fatture da emettere

49,0

65,0

(16,1)

Fondi svalutazione 

(28,3)

(22,0)

(6,3)

Crediti finanziari M/L termine per Illuminazione Pubblica

8,3

11,8

(3,5)

Totale crediti illuminazione pubblica

115,9

154,0

(38,1)

Totale Crediti 

150,4

192,7

(42,3)





Debiti verso Roma Capitale



 

Debiti per addizionali energia elettrica

(13,2)

(15,2)

2,1

Debiti per canone di Concessione

(37,5)

(62,2)

24,7

Altri debiti

(13,5)

(11,0)

(2,4)

Debiti per dividendi

(118,4)

(132,9)

14,4

Totale debiti

(182,6)

(221,3)

38,7

 

 

 

 

Saldo netto credito debito

(32,2)

(28,6)

(3,6)

debiti correnti aumentano per effetto dell'incremento dello stock dei debiti verso fornitori (+ € 102,7 milioni) al netto della diminuzione dei debiti verso la controllante Roma Capitale (- € 25,2 milioni). L'aumento dei debiti verso fornitori si registra in particolare con riferimento ai debiti di Acea Energia e Gori parzialmente compensato dalla diminuzione di areti ed ACEA Ato2. 


Le Altre Attività e Passività Correnti registrano rispettivamente un incremento di € 144,9 milioni (di cui € 6,9 milioni per variazione perimetro) e di € 94,6 milioni (di cui € 6,1 milioni per variazione perimetro), rispetto all'esercizio precedente. In dettaglio le altre attività aumentano per effetto dell'incremento dei crediti tributari per € 19,1 milioni, dei crediti per perequazione energia per € 58,3 milioni e dei crediti per derivati su commodities relativi ad Acea Energia per € 69,3 milioni.

Per quanto riguarda l'incremento delle altre passività correnti si segnala l'aumento dei debiti di Acea Ambiente per € 37,8 milioni in conseguenza dell'iscrizione del debito per l'acquisto dell'ulteriore quota di partecipazione del 35% in DECO e dei debiti per derivati su commodities di Acea Energia per € 44,6 milioni.


Patrimonio netto

Il patrimonio netto ammonta ad € 2.516,4 milioni. Le variazioni intervenute, pari a € 193,2 milioni, sono analiticamente illustrate nell'apposita tabella e derivano essenzialmente dalla distribuzione dei dividendi, dalla maturazione dell'utile 2021 e dalla variazione delle riserve di cash flow hedge e quelle formate con utili e perdite attuariali nonché dalla variazione dell'area di consolidamento. 

Indebitamento finanziario


L'indebitamento finanziario del Gruppo registra un incremento complessivo pari a € 436,4 milioni, passando da € 3.552,0 milioni della fine dell'esercizio 2020 a € 3.988,4 milioni del 31 Dicembre 2021. Come descritto in precedenza la Posizione Finanziaria Netta in continuità con i precedenti esercizi ammonta ad € 3.977,2 milioni.


€ milioni

31/12/2021

31/12/2020

Variazione

Variazione %

A) Disponibilità Liquide

680,8

642,2

38,6

6,0 %

B) Mezzi equivalenti a disponibilità liquide

0,0

0,0

0,0

n.s.

C) Altre attività finanziarie correnti

407,9

379,9

28,1

7,4 %

D) Liquidità (A + B + C)

1.088,8

1.022,1

66,7

6,5 %

E) Debito finanziario corrente

(173,6)

(290,9)

117,3

(40,3 %)

F) Parte corrente del debito finanziario non corrente

(111,6)

(128,9)

17,3

(13,4 %)

G) Indebitamento finanziario corrente (E + F)

(285,2)

(419,8)

134,6

(32,1 %)

H) Indebitamento finanziario corrente netto (G - D)

803,5

602,2

201,3

33,4 %

I) Debito finanziario non corrente

(4.792,0)

(4.154,3)

(637,7)

15,4 %

J)  Strumenti di debito

0,0

0,0

0,0

n.s.

K) Debiti commerciali e altri debiti non correnti

0,0

0,0

0,0

n.s.

L) Indebitamento finanziario non corrente (I + J + K)

(4.792,0)

(4.154,3)

(637,7)

15,4 %

Totale indebitamento finanziario (H + L)

(3.988,4)

(3.552,0)

(436,4)

12,3 %


L'indebitamento finanziario non corrente registra un aumento di € 637,7 milioni rispetto alla fine dell'esercizio 2020 che deriva dall'incremento dei prestiti obbligazionari per € 888,5 milioni compensato in parte dalla riduzione dei debiti per finanziamenti a medio lungo termine per € 250,8 milioni (di cui minori debiti per IFRS16 per € 19,6 milioni), come illustrato nella tabella che segue: 


€ milioni

31/12/2021

31/12/2020

Variazione 

Variazione %

Obbligazioni

4.142,0

3.253,4

888,5

27,3 %

Finanziamenti a medio - lungo termine

650,0

900,8

(250,8)

(27,8 %)

Indebitamento a medio-lungo

4.792,0

4.154,3

637,7

15,4 %


Le obbligazioni pari a € 4.142,0 milioni registrano un incremento di € 888,5 milioni essenzialmente per il collocamento di due Green Bond emessi nel mese di Gennaio 2021 dalla Capogruppo a valere sul programma Euro Medium Term Notes (EMTN). L'ammontare di € 889,7 milioni è comprensivo della quota a lungo e dei costi di stipula.


finanziamenti a medio - lungo termine pari ad € 650,0 milioni presentano un decremento complessivo di € 250,8 milioni dovuto principalmente alla Capogruppo (- € 197,3 milioni) per il rimborso anticipato del finanziamento acceso nel 2020 del valore di € 100,0 milioni e per il rimborso anticipato di quote capitali di € 52,8 milioni di una parte del finanziamento BEI stipulato nel 2014. Nella tabella che segue viene esposta la situazione dell'indebitamento finanziario a medio - lungo e a breve termine (esclusa la quota di applicazione dell'IFRS16) suddiviso per scadenza e per tipologia di tasso di interesse.


Finanziamenti:

Debito residuo Totale

Entro il 31.12.2022

Dal 31.12.2022 al 31.12.2026

Oltre il 31.12.2026

a tasso fisso

183,2

29,7

121,1

32,4

a tasso variabile

353,7

57,5

168,5

127,7

a tasso variabile in cash flow hedge

169,1

8,4

75,6

85,0

Totale

706,0

95,7

365,2

245,1



Si informa che il fair value degli strumenti derivati di copertura di Acquedotto del Fiora è negativo per € 1,9 milioni (al 31 Dicembre 2020 era negativo per € 4,4 milioni) mentre è stato estinto lo strumento di copertura di ACEA che era al 31 Dicembre 2020 negativo per € 0,3 milioni.


L'indebitamento finanziario corrente risulta positivo per € 803,5 milioni e, rispetto alla fine dell'esercizio 2020, evidenzia un aumento di € 201,3 milioni da imputare per € 148,7 milioni alla Capogruppo, per € 15,1 milioni ad areti e per € 20,9 milioni al consolidamento di Ecologica Sangro. La maggiore disponibilità liquida della Capogruppo è generata principalmente dall'emissione dei prestiti obbligazionari.

Si segnala che l'indebitamento finanziario comprende € 118,4 milioni di debiti verso Roma capitale per dividendi deliberati da distribuire e non comprende altri debiti per € 61,4 milioni relativi alle opzioni per l'acquisto di quote azionarie.

Si informa che al 31 Dicembre 2021 la Capogruppo dispone di linee committed per € 500,0 milioni non utilizzate, linee uncommitted per € 429,0 milioni di cui € 21,1 milioni utilizzate, oltre a linee di finanziamento a medio/lungo termine disponibili per € 250,0 milioni non utilizzate. Per l'ottenimento di tali linee non sono state rilasciate garanzie.


Si informa che i Rating assegnati ad ACEA sul lungo termine dalle Agenzie di Rating internazionali sono i seguenti:


Contesto di riferimento

Andamento dei mercati azionari e del titolo ACEA


L'andamento dei mercati azionari globali, nel 2021è stato complessivamente positivo nonostante il perdurare della pandemia da Covid-19. L'economia ha registrato, infatti, una ripresa grazie ai Piani di sostegno varati da USA ed Europa e alle misure espansive adottate dalle Banche Centrali. La campagna vaccinale contro il Covid-19 ha consentito una progressiva riduzione delle restrizioni imposte dai Governi nel 2020, con conseguente ripresa delle attività economiche ed industriali.

La crescita dell'economia a livello mondiale ha influenzato positivamente in particolar modo i listini dei Paesi sviluppati che hanno «sovraperformato» quelli dei Paesi Emergenti.

La Borsa Italiana ha evidenziato un andamento positivo, tra i migliori in Europa.


Nel 2021, Acea ha registrato in Borsa una performance positiva (+ 9,4%). La quotazione è passata da 17,15 euro di inizio 2021 a 18,76 euro al 30 dicembre 2021 (ultima seduta borsistica dell'anno) con capitalizzazione pari a 3.995 milioni di euro. Il valore massimo di 21,30 euro è stato raggiunto il 18 giugno, mentre il valore minimo di 16,12 euro il 3 marzo. Nel corso dell'anno, i volumi medi giornalieri scambiati sono stati superiori a 120.000 (rispetto ai circa 165.000 del 2020).


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                (Fonte Bloomberg)


Come noto, lo scorso 21 gennaio 2021, Acea ha emesso per la prima volta un Green Bond da 900 milioni di euro, il cui grande successo conferma il forte interesse per la strategia finanziaria incentrata su obiettivi di sostenibilità. Le richieste per tale emissione hanno superato di oltre 7 volte l'ammontare offerto, con una significativa partecipazione di investitori green e sostenibili che hanno sottoscritto una quota pari a circa il 70% del prestito.


Si riporta di seguito il grafico normalizzato rispetto ai valori del titolo ACEA e confrontato con l'andamento degli indici di Borsa.


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Var.% 31/12/2021

(rispetto al 31/12/20)

Acea

+9,4%

FTSE Italia All Share

+23,7%

FTSE Mib

+23,0%

FTSE Italia Mid Cap

+30,8%









Nel corso del 2021 Acea ha partecipato a numerosi eventi (incontri, presentazioni allargate, Utilities Conference, roadshow e reverse roadshow) incontrando investitori equity, analisti buy side, investitori e analisti credit. In considerazione dell'emergenza sanitaria globale causata dal Covid-19, tutti gli eventi di comunicazione sono stati organizzati in modalità "virtuale".

Sono state, inoltre, svolte conference call/webcast con la comunità finanziaria in occasione dell'approvazione dei risultati annuali e infrannuali.

Nel 2021 sono stati pubblicati circa 140 studi/note su Acea. Le Banche d'affari che analizzano con maggiore continuità il titolo Acea sono sei e, alla data del 31 dicembre 2021, cinque esprimevano un giudizio "positivo", una evidenziava una raccomandazione "neutrale". 


Mercato energetico 

Nel mercato elettrico nazionale, la domanda di energia elettrica 2021 è stata pari a 319.389 GWh (dati Terna), in aumento di + 5,5% rispetto all'anno precedente, aumento che si configura come un rimbalzo rispetto al ridotto carico elettrico registrato nel 2020 causa lockdown nazionale a contrasto della diffusione della pandemia da Covid-19, in un contesto di progressiva ripresa economica.

La produzione di energia nel 2021, al netto degli autoconsumi e dei consumi da pompaggio, è stata pari a 249.251 GWh, in aumento del 2,0% rispetto al 2020, ed ha coperto il 78% del fabbisogno, a fronte di un significativo aumento dell'import netto nel corso dell'anno, che ha recuperato rispetto al crollo dello 2020, attestandosi sui 42.755 GWh (+ 33%) e contribuendo per il 13,4% al soddisfacimento della domanda. La produzione da fonte termoelettrica, in calo sui primi nove mesi del 2021 rispetto al 2020, ha incrementato le proprie quote nel corso dell'ultimo trimestre, attestandosi a 157.363 GWh (+ 3,8%), parallelamente ad una riduzione progressiva dell'apporto idrico dai massimi di inizio anno (45.454 GWh, - 4,2%) e fotovoltaico (20.062 GWh, - 1%). La fonte eolica 2021 ha fatto registrare un aumento di circa 12 punti percentuali (20.841 GWh) rispetto all'anno precedente, mentre consuntiva in calo la produzione da fonte geotermica (5.527 GWh, - 2,1%). 


Il PUN (Prezzo Unico Nazionale) nell'anno 2021 ha registrato un valore medio di 125,46 €/MWh, mostrando un eccezionale aumento del + 222% rispetto al 2020, guidato dal raddoppio del prezzo della CO2 e soprattutto dall'esplosione dei prezzi del Gas. Infatti, al combinato disposto della ripresa del comparto commodity sul 2021 e della sensibile contrazione causa Covid dello stesso nel 2020, si sono aggiunti gli effetti del Global Energy Crunch, che ha visto la sua massima espressione nella crisi di offerta gas e nella escalation senza precedenti dei relativi prezzi della commodity.

Se nel secondo e terzo trimestre i prezzi dell'energia elettrica sono saliti in media di circa il 200% rispetto l'anno precedente, è nell'ultimo trimestre che si riscontra il dato più sconvolgente, con un incremento di quasi il 400% rispetto al medesimo periodo del 2020, e punte massime orarie di 533,19 €/MWh e medie giornaliere di 437,34 €/MWh (entrambe registrate il 22 dicembre 2021).


MGP: Prezzo Unico Nazionale (PUN) 1 


Picture 9

          1Fonte: Newsletter GME dicembre 2021


L'aumento dei prezzi dell'energia nell'anno 2021 non ha risparmiato gli altri paesi europei, con gli incrementi maggiori rispetto al 2020 rilevati nell'Area Scandinava + 475% (62,87 €/MWh), seguita dalla Francia + 239% (109,17 €/MWh), dalla Spagna + 230% (111,93 €/MWh) e infine dalla Germania + 218% (96,85 €/MWh).

Merita una menzione particolare la Francia, la quale nel corso dell'ultimo trimestre si è ritrovata a fare i conti con una ridotta disponibilità nucleare per via di fuori servizio ordinari e straordinari a numerose centrali proprio quando montava la domanda invernale. Questo ha causato una ulteriore impennata dei prezzi interni dell'energia, con forti ripercussioni sui prezzi dei paesi limitrofi come l'Italia, che è solitamente importatrice netta dalla Francia, e sui prezzi del gas, fonte alternativa al nucleare nella generazione di energia elettrica.


MGP: Prezzi di Vendita1

Picture 10

          1Fonte: Newsletter GME dicembre 2021


Per quanto concerne il gas naturale, la domanda nazionale nell'anno 2021 si è attestata a 73.486 Msmc (dati Snam Rete Gas), in aumento di + 7,5% rispetto allo stesso periodo del 2020, sostenuta principalmente dal comparto residenziale (33.599 Msmc, + 8,4%), con contributi del settore termoelettrico (25.903 Msmc, + 6,9%) ed industriale (13.984 Msmc, + 6,3%), sia per fattori meteo che per la ripresa economica post-pandemia.

L'aumento della domanda è stato coperto maggiormente dall'Import da Gasdotti (61.782 Msmc, + 16%) a fronte di un calo della produzione nazionale (3.121 Msmc, - 18,7%) e soprattutto dei carichi di LNG (9.762 Msmc, - 22,4%), attratti principalmente dal mercato asiatico per via del premio maggiore rispetto ai riferimenti di prezzo Europei. 

Nell'arco del 2021 lo stoccaggio in erogazione ha segnato una riduzione di - 2,3% (7.167 Msmc), mentre quello in iniezione ha fatto registrare un calo di ben - 7,5% rispetto allo scorso anno. Dopo un inverno in cui si è fatto massiccio ricorso agli stoccaggi, la primavera 2021, caratterizzata da temperature più rigide del normale e prezzi gas già in ascesa, ha visto un ritardo nelle iniezioni che non è stato colmato in estate, con il risultato che i livelli di stoccaggio hanno tracciato nuovi minimi storici sia alle porte dell'anno termico 2021/2022 (ottobre 2021) che a fine anno 2021.  


Tariffe per il servizio di trasporto

L'anno 2021 rappresenta il quinto anno relativo al nuovo periodo regolatorio la cui durata è stata incrementata da quattro ad otto anni (2016-2023) suddivisa in due sotto-periodi.

Le disposizioni normative sono articolate in tre Testi Integrati: il "Testo Integrato delle disposizioni dell'Autorità per l'erogazione dei servizi di trasmissione e distribuzione dell'energia elettrica (TIT)"_Allegato A alla delibera 568/2019/R/eel, "Il Testo Integrato delle disposizioni dell'Autorità per l'erogazione del servizio di misura dell'energia elettrica (TIME)"_ Allegato B alla delibera 568/2019/R/eel e il "Testo Integrato delle disposizioni dell'Autorità delle condizioni economiche per l'erogazione del servizio di connessione" (TIC)_ Allegato C alla delibera 568/2019/R/eel, pubblicati il 27 dicembre 2019.

L'ARERA ha confermato, per il servizio di distribuzione, il disaccoppiamento della tariffa applicata ai clienti finali (c.d. tariffa obbligatoria) rispetto alla tariffa di riferimento per la determinazione del vincolo ai ricavi ammessi per ciascuna impresa (c.d. tariffa di riferimento). Le tariffe obbligatorie per l'anno 2021 sono state pubblicate con delibera 564/2020/R/eel per i servizi di distribuzione e misura dell'energia elettrica per i clienti non domestici, con delibera 565/2020/R/eel per l'erogazione del servizio di trasmissione, con delibera 566/2020/R/eel relativa all'erogazione dei servizi di rete per i clienti domestici in data 22 Dicembre 2020.

Sono confermate le regole in vigore nel precedente sotto-periodo regolatorio rappresentate da:

Relativamente al primo punto, l'ARERA ha confermato le modalità di compensazione del lag regolatorio nel riconoscimento dei nuovi investimenti sia per la Distribuzione che per la Misura (senza retroattività).

Il criterio fondato sulla maggiorazione del tasso di remunerazione del capitale investito riconosciuta ai nuovi investimenti, pari all'1% (dell'anno t-2) è stato sostituito dall'introduzione del riconoscimento nella base di capitale (c.d. RAB) anche degli investimenti realizzati nell'anno t-1, valutati sulla base di dati pre-consuntivi comunicati all'ARERA. Tali dati saranno utilizzati per la determinazione delle tariffe di riferimento provvisorie non ancora pubblicate e verranno sostituiti poi dai dati consuntivi per la determinazione delle tariffe di riferimento definitive pubblicate entro febbraio dell'anno successivo. 

In data 30 Marzo 2021, l'ARERA ha pubblicato la delibera 131/2021/R/eel con la quale determina le tariffe di riferimento definitive per i servizi di distribuzione e misura per l'anno 2020.     

L'ARERA riconosce nell'anno t la sola remunerazione del capitale investito relativo ai cespiti entrati in esercizio nell'anno t-1, senza riconoscere la quota di ammortamento ad essi relativa (che rimane riconosciuta all'anno t-2).

Nel nuovo sotto-periodo l'ARERA ha confermato le vite utili regolatorie già stabilite precedentemente. 

Con la delibera 639/2018/R/COM del 6 dicembre 2018 l'ARERA ha aggiornato i valori dei parametri di calcolo del tasso di remunerazione del capitale investito netto (wacc) per il triennio 2019-2021 stabilendo un valore pari al 5,9% per il servizio di distribuzione e misura. 

Con la delibera 380/2020/R/COM del 13 Ottobre 2020, l'ARERA ha avviato un procedimento per l'aggiornamento dei criteri di determinazione e aggiornamento del WACC per il periodo di regolazione del WACC che si avvia a partire dal 1° Gennaio 2022 (II PWACC). In data 15 luglio 2021, l'ARERA ha pubblicato il DCO 308/2021/R/COM riportante gli orientamenti iniziali per l'aggiornamento sopra indicato a cui i soggetti interessati dovevano far pervenire le proprie osservazioni entro il 12 settembre 2021.

Tale procedimento si è concluso con la pubblicazione della Delibera 614/2021/R/com del 23 dicembre 2021, con la quale l'Autorità ha fissato i criteri di determinazione del WACC per il periodo 2022 - 2027 ed ha stabilito, per l'anno 2022, un tasso di remunerazione del capitale investito, per il servizio di distribuzione e misura dell'energia elettrica, pari al 5,2%.


Sul fronte dei costi operativi, la nuova tariffa per impresa copre i costi specifici attraverso un coefficiente di modulazione dei costi medi nazionali, che è determinato dall'ARERA in funzione dei costi effettivi dell'impresa e delle variabili di scala. 

Tali costi, nella definizione della tariffa per impresa, secondo quanto definito dalla delibera 568/2019, vengono maggiorati dai contributi di connessione a forfait riconosciuti a livello nazionale, considerati come contributi in conto capitale e non più detratti dai costi operativi.

Inoltre, i contributi di connessione a forfait di ciascuna impresa vengono detratti direttamente dal capitale investito dell'impresa considerandoli al pari di cespiti MT/BT.


L'aggiornamento della tariffa di riferimento di distribuzione per gli anni successivi al primo avviene individualmente in base agli incrementi patrimoniali comunicati dalle imprese nell'ambito delle raccolte dati sulla RAB. Il criterio di aggiornamento prevede che:


L'ARERA conferma, anche per il 2021, il meccanismo, già introdotto nel terzo ciclo regolatorio, di maggiore remunerazione di alcune categorie di investimenti entrati in esercizio fino al 2015 non prolungando tale meccanismo anche per il ciclo 2016-2023.

Con la circolare n. 18/2020/ELT la CSEA ha dato attuazione al meccanismo di riconoscimento in unica soluzione della maggiorazione del tasso di remunerazione del capitale investito per le predette tipologie di investimento come previsto dall'art. 5.2 della delibera Arera n. 568/2019. Le imprese distributrici interessate hanno presentato la richiesta di reintegro entro il 30 settembre 2020, come stabilito dalla stessa circolare. 

In tale circostanza areti non ha ritenuto di aderire all'istanza che invece ha richiesto nel 2021. L'Autorità, con la delibera 558/2021/R/eel del 9 dicembre 2021 ha determinato e disposto l'erogazione dell'ammontare degli importi spettanti residui in un'unica soluzione, riconoscendo ad areti un ammontare pari ad € 3.180.571.

Relativamente all'attività di commercializzazione, l'ARERA conferma un'unica tariffa di riferimento che riflette sia i costi relativi alla gestione del servizio di rete sia i costi relativi alla commercializzazione, applicando il regime di riconoscimento puntuale dei costi di capitale anche per gli investimenti nell'attività di commercializzazione (unica tariffa per impresa omnicomprensiva per il servizio di distribuzione e di commercializzazione).


Sul fronte della tariffa di trasmissione, l'ARERA ha confermato la tariffa binomia (potenza e consumo) per i clienti in alta tensione, e la struttura della tariffa di costo per il servizio di trasmissione verso Terna (CTR) introducendo un corrispettivo anch'esso binomio. La presenza delle due tariffe ha confermato il meccanismo di perequazione.


I meccanismi di perequazione generale dei costi e ricavi di distribuzione e misura per il vigente ciclo regolatorio si articolano in:

La perequazione dei ricavi relativi al servizio di distribuzione ha l'obiettivo di perequare il gettito derivante dal confronto tra i ricavi fatturati all'utenza attraverso la tariffa obbligatoria e i ricavi ammessi del distributore, calcolati attraverso la tariffa di riferimento dell'impresa.

Con la delibera 568/2019, l'ARERA dispone che l'ammontare di perequazione dei ricavi relativi al servizio di distribuzione è ridotto di un ammontare pari al 50% dei ricavi netti derivanti dall'utilizzo dell'infrastruttura elettrica per finalità ulteriori rispetto al servizio elettrico, rilevati a consuntivo nell'anno n-2, qualora il predetto ricavo netto superi lo 0,5% del totale ricavo riconosciuto.  


La perequazione dei costi di trasmissione ha l'obiettivo di rendere passante per il distributore il costo riconosciuto a Terna per il servizio di trasmissione (CTR) con quanto versato dai clienti finali attraverso la tariffa obbligatoria di trasmissione (TRAS).                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                          


Per quanto riguarda il procedimento avviato con la delibera 677/2018/R/eel relativa al perfezionamento della disciplina delle perdite sulle reti di distribuzione per il triennio 2019-2021, con la delibera 449/2020/R/eel del 10 Novembre 2020 è stato modificato l'algoritmo di calcolo della perequazione DeltaL relativo al valore della differenza tra le perdite effettive e le perdite standard a decorrere dall'anno 2019; è stato modificato il fattore percentuale applicato a fini perequativi per le perdite commerciali di energia elettrica sulle reti con obbligo di connessione di terzi per la zona "centro" e per il livello di tensione BT, passando da 2% a 1,83%. Con specifica istanza da presentare entro maggio 2022, si prevede il riconoscimento delle perdite di rete imputabili a prelievi fraudolenti non recuperabili che si manifestano con entità eccezionale rispetto ai livelli riconosciuti convenzionalmente. Il riconoscimento è previsto esclusivamente in caso di saldo di perequazione netto negativo sul triennio 2019-2021 ed avrà un valore al più pari a quanto necessario ad azzerare tale saldo.

Inoltre, in data 21 dicembre 2021, l'ARERA ha pubblicato il DCO 602/2021/R/eel in cui prospetta, per il biennio 2022 - 2023, la revisione dei fattori percentuali convenzionali per le perdite commerciali da applicare alle imprese distributrici per finalità perequative e la revisione dei fattori percentuali convenzionali di perdita da applicare ai fini del settlement del servizio di dispacciamento ai clienti finali a decorrere dal 1° gennaio 2023. Le imprese distributrici dovranno inviare le proprie osservazioni entro il 31 gennaio 2022.


Nel nuovo Testo Integrato del Trasporto, l'ARERA ha confermato il meccanismo di riconoscimento in acconto, con cadenza bimestrale, dei saldi di perequazione dei ricavi relativi al servizio di distribuzione e dei costi di trasmissione. Con la determina 19/2020 del 13 novembre 2020, l'ARERA ha definito le modalità operative di gestione dei meccanismi di perequazione generale, confermando la metodologia di calcolo degli acconti con cadenza bimestrale.

In data 20 maggio 2021, a mezzo PEC, la CSEA ha comunicato gli acconti di perequazione relativi all'anno 2021 e le relative scadenze di regolazione. L'importo dell'acconto bimestrale è pari a € 25,6 milioni.


La perequazione dell'acquisto dell'energia elettrica fornita agli usi propri della trasmissione e della distribuzione continua ad essere disciplinata nel nuovo periodo regolatorio. 


Ulteriore impatto sulla perequazione è legato all'istruttoria conoscitiva avviata con delibera 58/2019/E/eel in merito alla regolazione delle partite economiche relative all'energia elettrica destinata agli Stati interclusi nel territorio italiano, l'Autorità, con provvedimento 491/2019/E/eel, ha prescritto ad areti di porre in essere - entro il 31 dicembre 2019 - le azioni necessarie per definire correttamente il punto di dispacciamento di esportazione relativo alla frontiera elettrica con gli Stati Interclusi, nonché per disporre dei dati di misura dell'energia elettrica ceduta ai medesimi Stati.

In data 20 dicembre 2019, la società ha dato evidenza di aver adempiuto a quanto disposto.

L'Autorità ha ritenuto che gli elementi acquisiti costituiscano presupposto per l'avvio di un procedimento finalizzato ad accertare eventuali violazioni in materia di regolazione delle partite economiche relative all'energia elettrica destinata agli Stati Interclusi. 

areti, nel mese di giugno 2020, ha presentato i propri impegni ai sensi della regolazione vigente che saranno rivisti alla luce delle risultanze comunicate da CSEA ed approvate da ARERA con delibera 262/2021/E/eel. Le relative partite economiche saranno in ogni caso liquidate al termine dei procedimenti sanzionatori avviati con la determina 5/2020/eel. 


Infine, con la delibera 576/2021/R/eel, l'Arera ha previsto che per l'interconnessione con gli Stati Interclusi:

Nel medesimo provvedimento l'Autorità precisa che per la definizione del programma di prelievo degli Stati Interclusi non si debba più far riferimento all'intera banda ma l'utente del dispacciamento deve utilizzare la propria migliore stima dei prelievi. Il delta tra il valore della banda e il programma deve essere trattato come sbilanciamento a programma e valorizzato a PUN.


L'ARERA ha confermato la modalità di riconoscimento dei costi di capitale relativi a misuratori elettronici di bassa tensione, per le imprese che servono oltre 100.000 punti di prelievo, basata su criteri di riconoscimento degli investimenti effettivamente realizzati dalle singole imprese, mantenendo anche per il quinto ciclo regolatorio la perequazione di misura. Il meccanismo di perequazione è finalizzato a perequare il gettito derivante dal confronto delle tariffe obbligatorie fatturate agli utenti finali ed i ricavi valorizzati nella tariffa di riferimento. 

Le tariffe a copertura del servizio di misura si aggiornano, come per il servizio di distribuzione, con il meccanismo del price-cap per la quota a copertura dei costi operativi (con un obiettivo di recupero di produttività del 0,7%) e con il deflatore, la variazione del capitale investito e il tasso di variazione dei volumi per la parte a copertura del capitale investito e degli ammortamenti. Il tasso di remunerazione del capitale di misura è equivalente a quello del servizio di distribuzione.

Si ricorda che con la delibera del 10 novembre 2016 n. 646/2016/R/eel, l'ARERA ha illustrato le modalità di definizione e di riconoscimento di costi relativi a sistemi di smart metering di seconda generazione (2G) per la misura di energia elettrica in bassa tensione. In data 8 marzo 2017, ha pubblicato un comunicato in cui ha aggiornato la valutazione del piano di messa in servizio del sistema di smart metering 2G proposto da e-distribuzione S.p.A. Al fine di presentare all'ARERA la relazione illustrativa sul piano di messa in servizio del sistema smart metering 2G, la società ha definito un progetto di sviluppo di tale sistema con l'obiettivo di sostituire l'attuale sistema di contatori elettronici.

A partire dall'anno 2017, l'ARERA stabilisce, nella stessa delibera, che ai fini dell'aggiornamento annuale della remunerazione del capitale investito e degli ammortamenti relativi ai punti di misura effettivi in bassa tensione, per ciascuna impresa distributrice il valore di investimento lordo massimo riconoscibile per misuratore installato è pari al 105% del corrispondente valore di investimento lordo per misuratore relativo a investimenti entrati in esercizio nel 2015.


Si ricorda che con la delibera del 10 novembre 2016 n. 646/2016/R/eel, l'ARERA ha illustrato le modalità di definizione e di riconoscimento di costi relativi a sistemi di smart metering di seconda generazione (2G) per la misura di energia elettrica in bassa tensione. In data 8 marzo 2017, ha pubblicato un comunicato in cui ha aggiornato la valutazione del piano di messa in servizio del sistema di smart metering 2G proposto da e-distribuzione S.p.A. Al fine di presentare all'ARERA la relazione illustrativa sul piano di messa in servizio del sistema smart metering 2G, la società ha definito un progetto di sviluppo di tale sistema con l'obiettivo di sostituire l'attuale sistema di contatori elettronici.

A partire dall'anno 2017, l'ARERA stabilisce, nella stessa delibera, che ai fini dell'aggiornamento annuale della remunerazione del capitale investito e degli ammortamenti relativi ai punti di misura effettivi in bassa tensione, per ciascuna impresa distributrice il valore di investimento lordo massimo riconoscibile per misuratore installato è pari al 105% del corrispondente valore di investimento lordo per misuratore relativo a investimenti entrati in esercizio nel 2015.


In data 20 marzo 2019, con il documento di consultazione 100/2019/R/eel, l'Autorità introduce un aggiornamento per il triennio 2020-2022 delle disposizioni in materia di determinazione e riconoscimento dei costi relativi a sistemi di smart metering di seconda generazione (2G). In particolare, le proposte riportate nel documento di consultazione includono:

Segue la delibera 306/2019/R/eel in data 16 luglio, che conferma gli orientamenti presentati nel precedente documento di consultazione. In particolare: 

In data 20 settembre 2019, areti ha inviato all'Autorità la richiesta di ammissione al riconoscimento degli investimenti in regime specifico insieme al piano di messa in servizio del sistema di smart metering 2G e gli altri documenti previsti dalla delibera 306/2019/R/eel. La documentazione è stata resa disponibile in data 23 settembre 2019 sul sito areti e in data 21 ottobre si è tenuta una sessione pubblica di presentazione del Piano durante la quale l'Azienda ha fornito risposte alle osservazioni fatte dai soggetti interessati. In data 20 dicembre l'Autorità ha richiesto informazioni di dettaglio riguardo i costi effettivi di capitale operativi relativi all'attività di misura 1G e 2G esposti nel PMS2.


Con la delibera 213/2020/R/eel, che segue la 177/2020/R/eel accompagnata dal DCO 178/2020 si dispongono modifiche transitorie, per l'anno 2020, di alcune delle direttive per i sistemi di smart metering di seconda generazione (2G) per la misura dell'energia elettrica in bassa tensione.

In particolare, in considerazione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 e dei suoi impatti sulla sostituzione dei misuratori,

l'Autorità ha espresso l'orientamento a:


In data 28 luglio 2020, con la delibera 293/2020/R/eel, l'Autorità ha approvato il piano di messa in servizio dei sistemi di smart metering 2G presentato da areti ed ha determinato il relativo piano convenzionale di messa in servizio e le spese previste per il piano ai fini del riconoscimento dei costi di capitale.

L'ARERA ritiene inoltre opportuno prevedere, per le imprese distributrici, la facoltà di proporre l'aggiornamento del proprio piano di messa in servizio nel corso del 2021 per tenere conto degli effetti dell'emergenza epidemiologica. Si fa presente che in data 31 marzo 2021, areti, in considerazione del periodo di emergenza sanitaria ancora in corso e della necessità di approfondire ulteriormente gli impatti da essa derivanti, ha comunicato l'intenzione di raccogliere ulteriori elementi utili a valutare l'opportunità di aggiornare il proprio PMS2 entro il 15 giugno 2021.

Si segnala che areti ha comunicato ad Arera in data 14 giugno 2021 di esser intervenuta tempestivamente adattando processi e procedure al fine di assorbire gli impatti operativi che si sono manifestati nel periodo di emergenza sanitaria, pertanto non sono stati identificati effetti tali da motivare una revisione del piano. Si precisa tuttavia che alcuni rischi sono tuttora presenti anche se non ancora manifesti, quali ad esempio, a titolo esemplificativo e non esaustivo, il possibile aumento del costo degli asset a seguito del rincaro delle materie prime o potenziali shortage di forniture per il diffuso rallentamento dei processi produttivi a livello mondiale.


Con la delibera 349/2021/R/eel in data 3 agosto 2021, l'Autorità ha previsto che, per l'anno 2021, per le imprese che hanno avviato il PMS2 negli anni precedenti, il limite di misuratori 2G sotto il quale si applicano penalità sia pari al 90% anziché al 95% del numero cumulato di misuratori 2G previsti dal PMS2 al 31 dicembre 2021. Delibera inoltre che, anche per il 2021, non si applica il criterio di messa a regime a livello di Comune o di altro territorio significativamente rilevante.


Il "Testo Integrato delle disposizioni dell'Autorità delle condizioni economiche per l'erogazione del servizio di connessione" (TIC), Allegato C alla deliberazione 568/2019//R/eel, disciplina le condizioni economiche per l'erogazione del servizio di connessione e di prestazioni specifiche (spostamenti di impianto di rete richiesti da utente, volture, subentri, disattivazione etc.) delle utenze passive, in sostanziale continuità rispetto al precedente periodo regolatorio.


Le modifiche regolatorie intervenute dal 1° gennaio 2016 consentono al distributore di affermare che il diritto alla remunerazione del capitale investito, sorge, dal punto di vista contabile, contestualmente alla realizzazione degli investimenti e all'avvio del processo di ammortamento nel rispetto del principio di competenza economica e di correlazione dei costi e dei ricavi. A tale scopo, è stata calcolata ed iscritta nel margine energetico la remunerazione degli investimenti (comprensivi dei relativi ammortamenti) contestualmente al loro realizzarsi (c.d. Accounting regolatorio).


Si evidenzia che con la delibera 461/2020/R/eel del 17 novembre 2020, sono state definite le disposizioni inerenti al reintegro alle imprese distributrici di energia elettrica degli oneri altrimenti non recuperabili per il mancato incasso delle tariffe per servizi di rete. La CSEA provvede alla quantificazione e liquidazione dei crediti non recuperabili dalle imprese distributrici relativi alle tariffe di rete. In data 31 dicembre 2020 è stato liquidato l'anticipo del 50% dell'importo richiesto a CSEA pari a circa 5,8M€ e, nel mese di settembre 2021, è stata liquidata la quota residua pari a circa 5,5M€.


Visto il protrarsi dell'emergenza epidemiologica da covid-19, in data 29 marzo 2021, l'ARERA ha pubblicato la delibera 124/2021/R/eel contenente interventi urgenti necessari per attuare quanto disposto dal DL Sostegni in materia di riduzione della spesa sostenuta dalle utenze elettriche connesse in bassa tensione, diverse dagli usi domestici, per i mesi di aprile, maggio, giugno 2021, prorogato successivamente di un mese con la delibera 279/2021/R/eel in data 30 giugno 2021.

In data 30 luglio 2021, la CSEA ha messo a disposizione i format necessari alla comunicazione dei minori incassi (circolare n. 29/2021/ELT) da inviare entro il 30 settembre 2021. Areti ha inviato alla CSEA i dati necessari a mezzo pec in data 20 settembre.

I minori incassi per l'anno 2021 sono pari a circa 19M€ e sono stati ceduti al factor nel mese di settembre 2021.


Si segnala, inoltre, la pubblicazione del DCO 615/2021/R/com del 23 dicembre 2021 nel quale l'Autorità illustra le logiche delle principali linee di intervento che caratterizzano la soluzione ROSS-BASE, cioè la focalizzazione sulla spesa totale, superando l'attuale regime di riconoscimento dei costi che considera separatamente i costi operativi e gli investimenti a favore di un approccio integrato che responsabilizzi gli operatori. In particolare, il nuovo approccio integrato si focalizza sui seguenti aspetti: previsioni e piani di sviluppo realistici, fondati sulle future ed effettive esigenze dei clienti del servizio; incentivi per il migliorare il livello di performance, in termini di efficienza, economicità e qualità del servizio; rimozione di eventuali barriere regolatorie allo sviluppo di soluzioni innovative. L'ARERA non entra ancora nel dettaglio dei meccanismi regolatori che dovranno essere sviluppati e che entreranno in vigore a partire dal 2024 per il servizio di distribuzione e misura dell'energia elettrica, ma intende acquisire una prima valutazione da parte di operatori, clienti finali e altri soggetti interessati. Le osservazioni sono state inviate entro il termine previsto del 31 gennaio 2022.


Il mercato del Waste Management

In linea con i principi cardine dell'Agenda ONU 2030 e con gli impegni presi nella propria Politica QASE e Sostenibilità, nell'ambito dell'Area Ambiente, Acea si è fatta promotrice di una crescita industriale sostenibile e attenta alla tutela e alla salvaguardia del territorio. In tale contesto di mercato, data l'attuale situazione di produzione e capacità di trattamento dei rifiuti nelle aree di tradizionale operatività del Gruppo Acea e in quelle limitrofe, si evidenzia una "domanda potenziale" (smaltimento in discarica, termovalorizzazione, compostaggio e produzione di biogas, trattamento di fanghi e rifiuti liquidi, riciclaggio di materiali misti e produzione di Materie Prime Seconde) elevata. Questa è favorita da un quadro regolatorio nazionale, che prevede forme incentivanti, e dal supporto normativo delle direttive europee in tema di recupero di materia e di energia, oltre che dall'implementazione delle indicazioni politiche dell'Unione Europea sull'economia circolare (closing the loop), in corso di implementazione sul territorio nazionale in virtù di una legge delega che ha attribuito al Governo l'obbligo di aggiornamento della normativa ambientale  adeguandola ai nuovi standard comunitari. 

Si evidenziano, pertanto, opportunità di sviluppo del settore, agevolate anche dalla disponibilità di nuove tecnologie (ad esempio nel compostaggio) e da possibili forme di integrazione industriali con altri operatori. 

Infine, l'ampliamento delle potenzialità di smaltimento/recupero dei fanghi da depurazione - nell'ambito dei servizi ambientali a valore aggiunto (trattamento fanghi, compost) - potrebbe portare al completamento dell'integrazione con il business Idrico, in vista di una completa gestione in house dell'intera filiera.


Regolazione idrica

Nel corso dell'anno 2021 l'evoluzione del quadro regolatorio si è manifestata attraverso diversi importanti provvedimenti emanati dall'Autorità. Tra questi in particolare si segnalano l'integrazione della disciplina della misura - con introduzione tra l'altro di nuovi standard specifici, di tutele all'utenza in caso di perdite occulte, di specifiche disposizioni per le utenze raggruppate - e le direttive per l'aggiornamento delle tariffe relativamente al secondo biennio del terzo periodo regolatorio. Nel loro insieme peraltro i due provvedimenti modificano la regolazione della qualità tecnica, introducendo nuovi indicatori e modificando le modalità di computo del macroindicatore M1 relativo alle perdite idriche.

Nell'ambito delle proprie attività istituzionali, inoltre, l'Autorità ha presentato agli organi preposti considerazioni e proposte in merito al PNRR, con riferimento agli aspetti connessi ai servizi regolati, nonché sullo stato di criticità dei servizi idrici in alcune aree del Sud del Paese, finalizzate al superamento del cosiddetto Water Service Divide. Entrambi i documenti, analizzati più diffusamente nel seguito, sottolineano la necessità di rafforzamento della governance del settore, con l'obiettivo di giungere a configurare situazioni gestionali dotate delle necessarie capacità organizzative e realizzative. 

Da evidenziare anche l'avvio del processo per la predisposizione del nuovo Piano Strategico dell'ARERA, con la definizione degli obiettivi strategici e le principali linee di intervento per il periodo 2022-2025, alla luce dell'evoluzione del contesto settoriale di riferimento nazionale ed europeo.

Si segnala, infine l'approvazione da parte dell'Autorità di 45 istanze tariffarie ai sensi della delibera ARERA 580/2019/R/IDR, che si vanno ad aggiungere alle otto approvate nel corso dell'anno precedente, oltre agli schemi regolatori di convergenza proposti dall'Autorità Idrica della Calabria per 22 gestioni comunali afferenti al territorio di competenza. 

A seguire, viene riportata una sintetica analisi dei principali provvedimenti approvati dall'ARERA nel corso dell'anno 2021.


Metodo Tariffario

Delibera 639/2021/R/idr del 30 dicembre 2021criteri per l'aggiornamento biennale (2022-2023) delle predisposizioni tariffarie del Servizio Idrico Integrato

A valle della delibera 306/2021/R/idr del luglio 2021 di avvio del procedimento, e della relativa consultazione aperta nel mese di novembre con il documento 489/2021/R/idr, nel quale l'Autorità ha espresso i propri orientamenti in materia, a fine dicembre con la delibera in oggetto sono state approvate le disposizioni relative a regole e procedure per l'aggiornamento tariffario infraperiodo, in osservanza della metodologia di cui alla deliberazione 580/2019/R/idr (MTI-3). 

La scadenza per la presentazione dell'istanza tariffaria da parte degli Enti di governo dell'ambito (EGA) è fissata al 30 aprile 2022. 

Nell'ambito della consultazione dedicata, con scadenza fissata al 10 dicembre 2021, Acea Ato 2 ha comunicato le proprie posizioni e proposte nell'ambito del documento congiunto elaborato alle società del gruppo Acea afferenti al settore idrico.

Le previsioni della delibera 639/2021/R/idr, trattandosi di revisione infraperiodo, sono sostanzialmente in linea con quanto già definito dalla delibera 580/2019/R/idr.  Sono inoltre presenti disposizioni in adempimento all'esito di contenziosi relativi ai metodi tariffari precedenti e alla regolazione della qualità tecnica, nonché misure finalizzate ad un'efficace applicazione degli strumenti di supporto del Next Generation EU. 

Tra gli elementi di rilievo, relativamente alle componenti di costo riconosciute in tariffa, si possono evidenziare i punti seguenti:

Relativamente ai documenti di programmazione, viene stabilito che Piano degli Interventi e Piano delle Opere Strategiche recepiscano gli interventi finanziati dalle risorse pubbliche stanziate nell'ambito degli strumenti del Next Generation EU, con indicazione dello sviluppo temporale delle relative spese previste; tali documenti dovranno inoltre tenere conto dell'impatto degli adeguamenti della regolazione della qualità tecnica  e delle modalità di valutazione delle performance di qualità tecnica e contrattuale.

Si evidenziano inoltre le disposizioni in ottemperanza a diverse sentenze del Consiglio di Stato in ordine alle regole di computo tariffario relative alle annualità 2012 e 2013, nonché al periodo 21 luglio - 31 dicembre 2011. In proposito è prevista una specifica voce nell'ambito delle componenti a conguaglio, dedicata al recupero di quanto non riconosciuto dalle precedenti regole tariffarie (nello specifico si tratta delle modalità di computo di capitale circolante netto, oneri fiscali sul FoNI,  variazioni sistemiche o eventi eccezionali, onere finanziario relativo ai conguagli del vincolo riconosciuto ai ricavi, costi del capitale proprio nella determinazione dei ricavi ammissibili ai fini del calcolo dei rimborsi post-referendum).  

Sono inoltre introdotte modifiche alla regolazione della qualità tecnica, che comportano la revisione del macroindicatore M1 (Perdite idriche) in ottemperanza alla sentenza del Consiglio di Stato n. 2672/2021, con inclusione della lunghezza degli allacci della rete di distribuzione nel computo delle perdite idriche lineari e conseguente modifica della griglia di classificazione.

Per la copertura premi di qualità tecnica e contrattuale, sarà utilizzato il gettito della componente UI2, mentre il gettito della componente allocativa introdotta da MTI-3 in relazione all'efficientamento dei costi operativi viene dirottato sul nuovo conto istituito presso CSEA e dedicato alla promozione dell'innovazione nel servizio idrico integrato, con criteri di utilizzazione e modalità di gestione da definire con successivi provvedimenti. Gli elementi di flessibilità nei meccanismi di valutazione delle prestazioni di qualità contrattuale saranno estesi al biennio 2022-2023, con valutazione cumulata su base biennale degli obiettivi riferiti al 2022 e al 2023. 

Con riferimento specifico alla valutazione del raggiungimento degli obiettivi di qualità tecnica per gli anni 2018 e 2019, inizialmente prevista per l'anno 2020 e differita a causa della situazione pandemica, si attendono le evoluzioni, anche alla luce delle nuove disposizioni introdotte.

Per quanto riguarda l'adeguamento monetario, il tasso di inflazione è determinato allo 0,10% per il 2021 e allo 0,20% per il 2022, mentre i deflatori degli investimenti fissi lordi sono per il 2021/2020 pari a 1,005 e per il 2022/2021 pari a1,004; il tasso risk free reale è fissato a 0,13%, il Water Utility Risk Premium a 1,7% e il rendimento di riferimento delle immobilizzazioni, comprensivo anche del Debt Risk Premium, a 2,4%.

Infine, con decorrenza 1° gennaio 2022, in ragione del nuovo meccanismo di riconoscimento automatico del bonus sociale idrico, viene aggiornato il valore della componente perequativa UI3 a copertura del bonus, portandola a 1,79 centesimi di euro/mc.


Qualità contrattuale

Con la pubblicazione sul sito dell'Autorità, in data 8 febbraio 2021, del comunicato "Raccolta dati: Qualità contrattuale del SII - Anno 2020" è stata aperta ai gestori e agli Enti di governo dell'ambito la raccolta dei dati e delle informazioni relativi alla qualità contrattuale del servizio idrico integrato per il periodo 1 gennaio 2020 - 31 dicembre 2020, ai sensi dell'articolo 77, comma 1, della regolazione della qualità contrattuale del SII (RQSII - Allegato A alla Delibera 655/2015/R/IDR). La presente edizione della raccolta prevede anche la trasmissione dei dati relativi all'erogazione degli indennizzi automatici relativi alle casistiche descritte all'articolo 10 della regolazione della morosità nel SII (REMSI) di cui all'Allegato A alla deliberazione 311/2019/R/IDR e s.m.i.

La scadenza per i gestori è stata fissata al 15 marzo 2021, mentre la seconda fase riservata alla validazione degli EGA si è conclusa il successivo 26 aprile.

Sempre in merito alla Qualità contrattuale, il 24 marzo ARERA ha presentato nel corso di un webinar, organizzato in occasione della Giornata Mondiale dell'Acqua, i dati di qualità contrattuale dei gestori idrici, messi a disposizione sul proprio sito web attraverso strumenti interattivi di infodata journalism, per renderli fruibile a tutti gli stakeholder. Tabelle, mappe e grafici integrati, accompagnati da testi, saranno periodicamente pubblicati sul sito dell'Autorità e permetteranno di visualizzare le performance di qualità contrattuale delle singole gestioni idriche italiane, confermando l'impegno dell'Autorità nel fornire ai consumatori strumenti di trasparenza e di analisi comparativa.


Consultazione 572/2021/R/com del 14 dicembre 2021: aggiornamento delle modalità di verifica dei dati di qualità commerciale dei seirvizi di distribuzione, misura e vendita dell'energia elettrica e del gas naturale e di qualità contrattuale del servizio idrico integrato

Contestualmente all'avvio del procedimento, trasversale ai diversi settori e servizi, per l'aggiornamento delle modalità di verifica dei dati di qualità commerciale/contrattuale (aperto con delibera 571/2021/R/com del 14 dicembre 2021) l'Autorità ha posto in consultazione i propri orientamenti, con termine per l'invio delle osservazioni e proposte fissato all'11 febbraio 2022. Nel documento di consultazione si prospetta per quanto riguarda il servizio idrico integrato di sostituire la modalità attuale di calcolo delle penalità in esito al secondo controllo sulla base delle prestazioni non valide/non conformi riscontrate con il ricalcolo delle penalità in riapplicazione del metodo statistico già considerato per determinare gli esiti del primo controllo.


Bonus sociale idrico

Delibera 63/2021/R/com del 23 febbraio 2021: modalità applicative del regime di riconoscimento automatico agli aventi diritto del Bonus Sociale elettrico, gas e idrico per disagio economico

Con la delibera 63/2021/R/COM, l'ARERA disciplina il riconoscimento automatico dei bonus sociali elettrico, gas e idrico per disagio economico, ai sensi del decreto-legge 26 Ottobre 2019, n. 124, convertito con modificazioni dalla legge 19 Dicembre 2019, n. 157. 

Sono definite le modalità applicative del nuovo regime, in sostituzione delle disposizioni regolatorie del precedente sistema "a domanda", ed in particolare i connessi flussi di informazione: Acquirente Unico, gestore del Sistema Informativo Integrato (SII) riceverà da INPS i dati relativi ai nuclei familiari che in base alle Dichiarazioni Sostitutive Uniche attestate nel mese precedente risultano in stato di disagio economico; il SII verificherà che nessuno dei componenti del nucleo familiare sia già beneficiario di bonus per lo stesso anno di competenza. Per quanto riguarda specificamente il bonus sociale idrico, il SII, sulla base dei dati ricevuti da INPS e tramite l'Anagrafica Territoriale Idrica (ATID) dell'Autorità, individuerà il gestore idrico territorialmente competente, al quale saranno trasmesse le informazioni per la ricerca della fornitura da agevolare e la liquidazione del bonus. 

Il provvedimento produce effetti, in termini di riconoscimento delle agevolazioni agli aventi diritto (nuclei familiari con indicatore ISEE non superiore a 8.265 euro o con almeno 4 figli a carico e indicatore ISEE non superiore a 20.000 euro; titolari di Reddito di cittadinanza o Pensione di cittadinanza), a partire dal 1° gennaio 2021, coerentemente con quando disposto dal citato DL n. 124/196; tenuto conto dei tempi richiesti allo sviluppo dei correlati sistemi informatici, l'entrata in operatività del meccanismo è prevista dal 1° giugno 2021 per quanto riguarda le attività di competenza del SII e, conseguentemente, dal 1° luglio per quanto riguarda le attività di competenza degli operatori. 

Il provvedimento dettaglia inoltre le modalità transitorie di erogazione agli aventi diritto delle eventuali quote di bonus 2021 maturate prima della piena entrata in operatività del meccanismo.

Inoltre, Acquirente Unico trasmetterà periodicamente ad ARERA la reportistica relativa al rispetto degli adempimenti connessi al processo di accreditamento da parte dei gestori idrici, ai sensi del comma 6.1 dell'Allegato A alla delibera ARG/COM 201/10.

In proposito, a valle delle relative consultazioni con i soggetti interessati, Acquirente Unico ha pubblicato nel mese di aprile le Specifiche Tecniche funzionali all'implementazione delle disposizioni per l'individuazione delle forniture da agevolare, e a luglio le Specifiche Tecniche Relative Alla Rendicontazione del Bonus Sociale.

Come precisato dall'ARERA in un comunicato stampa del 25 febbraio 2021, il riconoscimento automatico dei bonus ai nuclei familiari in stato di disagio economico consentirà di garantire le agevolazioni alle oltre 2,6 milioni di famiglie aventi diritto, superando il meccanismo di bonus su richiesta, che negli anni aveva di fatto limitato l'applicazione delle agevolazioni solo a un terzo dei potenziali beneficiari.

Da evidenziare, infine, che con Comunicato del 5 marzo 2021, al fine di riscontrare gli obblighi informativi e di comunicazione dei dati relativi all'annualità 2020, l'Autorità ha richiesto ai gestori la trasmissione delle informazioni relative al bonus sociale idrico e al bonus idrico integrativo, di cui rispettivamente ai commi 12.3 e 12.4 del TIBSI (Allegato A alla Delibera 897/2017/R/IDR), corredati dalla relativa nota illustrativa prevista dal comma 12.5.


Delibera 223/2021/R/com del 27 maggio 2021: modalità di trasmissione dall'INPS al sistema informativo integrato gestito da Acquirente Unico SpA, dei dati necessari al processo di riconoscimento automatico dei bonus sociali elettrico, gas e idrico per disagio economico

Con il provvedimento l'Autorità disciplina le modalità tecniche con cui avviene la messa a disposizione delle informazioni necessarie al processo di riconoscimento automatico dei bonus sociali elettrico, gas e idrico per disagio economico, individuate dalla deliberazione 63/2021/R/com, da parte di INPS al Gestore del Sistema Informativo Integrato, le relative misure di sicurezza e le tempistiche in base alle quali INPS invia ad Acquirente Unico i dati relativi alle Dichiarazioni sostitutive uniche attestate dal 1° Gennaio al 30 Aprile 2021. Con la delibera inoltre l'Autorità assume la titolarità del trattamento dei dati personali relativamente al procedimento di riconoscimento automatico dei bonus sociali.


Delibera 366/2021/R/com del 3 agosto 2021: disposizioni in materia di riconoscimento automatico del bonus sociale idrico, del bonus sociale gas ai clienti domestici indiretti e del bonus sociale elettrico per disagio economico ai clienti finali di energia elettrica collegati a reti di distribuzione non interconnesse con il sistema elettrico nazionale 

La delibera dispone aggiornamenti relativi ai profili di privacy della gestione dei bonus, in particolare dettagliando i profili di responsabilità dei soggetti interessati. Con riferimento al bonus idrico, sono i gestori idrici territorialmente competenti, iscritti all'Anagrafe Territoriale Idrica dell'ARERA, ad essere responsabili per le attività di trattamento dei dati personali per l'individuazione delle utenze idriche cui applicare la relativa agevolazione tariffaria, nonché per le connesse attività di liquidazione della medesima; AU è invece responsabile del trattamento per le attività di individuazione del gestore idrico territorialmente competente e la c.d. verifica di unicità.  

Sono invece rinviate a successivi provvedimenti, a valle delle verifiche sull'effettivo livello di accreditamento dei gestori idrici all'ATID, eventuali misure volte a tutelare il diritto al riconoscimento del bonus sociale idrico in caso di omesso accreditamento dei gestori.


Regolazione della misura

Delibera 609/2021/R/idr del 21 dicembre 2021integrazione della disciplina in materia del Servizio Idrico Integrato (TIMSII)

La delibera è stata approvata a fine dicembre 2021, al termine dell'iter iniziato con l'avvio del procedimento (Delibera 83/2021/R/idr del 2 marzo 2021) e con la consultazione (405/2021/R/idr 08/09/2021, alla quale ACEA Ato 2 ha partecipato presentando le proprie posizioni e proposte attraverso il gruppo Acea). Si tratta di un provvedimento molto articolato, che comprende modifiche al TIMSII (Delibera 218/2016/R/IDR), alla regolazione della qualità tecnica (Delibera 917/2017/R/IDR), e alle disposizioni relative alla trasparenza dei documenti di fatturazione (Delibera 586/2012/R/IDR). 

Nel complesso le disposizioni hanno vigore a partire dal 1° gennaio 2022, ma sono previste scadenze diversificate per i vari adempimenti connessi; sono inoltre richiesti specifici aggiornamenti alla Carta del servizio e Regolamento di utenza.

Per quanto in particolare riguarda le innovazioni introdotte relativamente al TIMSII, da evidenziare l'equiparazione dell'autolettura validata al dato di misura ottenuto in base a raccolta da parte del personale incaricato dal gestore; sono inoltre introdotte la possibilità di comunicare l'autolettura anche presso gli sportelli del gestore e l'obbligo di comunicare la mancata validazione in bolletta qualora le usuali modalità di comunicazione con l'utente non siano disponibili.

Sempre in relazione alla regolazione della misura, sono introdotti a partire dal 1° gennaio 2023 due standard specifici (Numero minimo di tentativi di raccolta della misura e Tempo minimo di preavviso per i tentativi di raccolta della misura agli utenti finali dotati di misuratore non accessibile o parzialmente accessibile), da recepire, insieme ai relativi indennizzi automatici, nella Carta dei Servizi in sede di aggiornamento dello specifico schema regolatorio; conseguentemente, vengono aggiornati gli obblighi di registrazione.  

Un ulteriore aspetto di rilievo è l'introduzione di specifiche tutele per l'utente relativamente alle perdite occulte, per le quali sono definiti livelli minimi di tutela: accesso per consumi almeno pari al doppio del consumo medio giornaliero, tempistica per accedere nuovamente alla tutela non superiore a 3 anni dalla data di emissione della fattura con consumo anomalo, applicazione della tutela anche per le fatture successive per un periodo di almeno 3 mesi, esonero dall'applicazione delle tariffe di fognatura e depurazione al volume eccedente il consumo medio giornaliero di riferimento, per il servizio di acquedotto applicazione di una tariffa non superiore alla metà della tariffa base al volume eccedente il consumo medio giornaliero di riferimento, con franchigia sui volumi fatturabili non superiore al 30%. Dovranno inoltre essere applicate le modalità di rateizzazione previste dalla deliberazione 655/2015/R/idr (RQSII). Carta dei servizi e Regolamento di utenza dovranno essere aggiornati inserendo le tutele previste in caso di perdite occulte, entro sei mesi dalla data di adozione del provvedimento; tali tutele andranno inoltre esplicitate in sede di stipula del contratto e descritte sul sito web del gestore, riportando in bolletta il link dedicato, entro il 30 giugno 2022.

Ulteriori informazioni da fornire sul sito del gestore riportandone il link in bolletta, con la medesima scadenza, sono quelle previste dalla Direttiva UE 2184/2020 con riferimento alle acque destinate al consumo umano, nonché i dati relativi ai consumi medi annui degli utenti finali rilevati sul territorio gestito, suddivisi per tipologia di utenza. 

Particolare attenzione è dedicata alle utenze raggruppate, con la finalità di promuovere la consapevolezza dei consumi per gli utenti indiretti. In particolare, è prevista una serie di informazioni da fornire con cadenza annuale (in fase di prima applicazione per il tramite dell'amministratore di condominio o altro referente); il gestore dovrà inoltre, e entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore del provvedimento, mettere a disposizione dell'utenza condominiale uno strumento di calcolo per la ripartizione degli importi fatturati tra le singole unità immobiliari, che sia accessibile a tutti gli interessati (amministratori/referenti di condominio, singole utenze indirette, società di contabilizzazione).

Da parte degli EGA, è disposto l'obbligo di inserire nei Regolamenti di utenza, con riferimento alle nuove costruzioni la previsione di stipulare, ove tecnicamente possibile, un distinto contratto di fornitura per ogni singola unità immobiliare.

È inoltre prevista entro il 31 dicembre 2023 l'attribuzione di un codice identificativo unico e geolocalizzato per ogni utenza contrattualizzata. 

Infine, per quanto attiene alla regolazione della qualità contrattuale, è prevista a decorrere dal 1° gennaio 2022 l'introduzione di nuovi indicatori:  indicatori prestazionali da utilizzare per la valutazione di affidabilità dei valori del macro-indicatore M1 - Perdite idriche (Quota dei volumi di utenza misurati e Quota dei volumi di processo misurati, in sostituzione dell'attuale indicatore Quota dei volumi misurati), che costituiscono elementi di valutazione ai fini dell'attribuzione di punteggio e della formazione delle graduatorie del meccanismo incentivante premi/penalità; indicatori di diffusione delle tecnologie più innovative, da utilizzare a fini di monitoraggio  (Quota dei volumi - di utenza/di processo - con misura rilevata tramite modalità di telelettura da remoto).


Piano nazionale interventi del settore idrico

Delibera 58/2021/R/idr del 16 febbraio 2021: semplificazione delle modalità di erogazione delle risorse, di cui alla deliberazione dell'ARERA 425/2019/R/Idr, per la realizzazione degli interventi contenuti nel primo stralcio del piano nazionale degli interventi nel settore idrico - sezione acquedotti

Il provvedimento, in considerazione del perdurare della contingente emergenza sanitaria, introduce misure di semplificazione in ordine alle modalità di cui alla deliberazione 425/2019/R/IDR, al fine di garantire una tempestiva erogazione delle risorse per la progettazione e realizzazione degli interventi contenuti nell'Allegato 1 al dPCM 1° agosto 2019 recante "Adozione del primo stralcio del Piano nazionale degli interventi nel settore idrico - sezione acquedotti". In particolare, viene previsto che l'erogazione dei finanziamenti per la parte eccedente l'acconto e le eventuali quote già erogate avvenga, previa verifica del rispetto delle condizionalità, sulla base degli importi effettivamente spesi, comunicati in sede di rendicontazione dall'Ente di riferimento.


Nell'anno 2021 sono state inoltre approvate diverse delibere (294/2021/R/idr, 582/2021/R/idr, 583/2021/R/idr, 584/2021/R/idr) con le quali l'Autorità autorizza CSEA ad erogare quote di finanziamento successive alla prima (per un totale di oltre 5 milioni di euro) per la realizzazione degli interventi contenuti nell'Allegato I al dPCM 1 agosto 2019 "Adozione del primo stralcio del Piano nazionale degli interventi nel settore idrico - sezione acquedotti".

Con la delibera 633/2021/R/idr, invece, l'Autorità ha intimato a 9 gestori l'adempimento dell'obbligo di utilizzo della soglia percentuale minima dell'80% della spesa totale dei progetti finanziati nell'ambito del primo stralcio del Piano acquedotti, da raggiungere entro due anni dall'erogazione delle risorse. Gli EGA di riferimento hanno motivato i ritardi nell'esecuzione degli interventi evidenziando le criticità sopraggiunte, quali le misure di limitazione imposte dagli effetti della pandemia, i contenziosi in fase di aggiudicazione degli appalti e di realizzazione dei lavori, le inerzie delle imprese aggiudicatarie, la rideterminazione delle specifiche di progetto. Il termine concesso dall'Autorità per adempiere è il 30 novembre 2022.


Per quanto riguarda invece la sezione invasi del Piano nazionale, l'Autorità ha espresso il proprio parere favorevole (Parere 389/2021/I/idr) in merito ad uno schema di dPCM per la rettifica dell'intervento n. 22 riportato all'Allegato 1 del dPCM 17 aprile 2019 (adozione del primo stralcio degli interventi), in quanto per mero errore materiale era stata riportata un'altra opera della stessa regione (Molise).


Quadro strategico 2022 - 2025

Consultazione 465/2021/A del 29 ottobre 2021: quadro strategico 2022 - 2025 dell'ARERA

Il documento di consultazione presenta gli indirizzi dell'ARERA per il Piano Strategico, indicando gli obiettivi strategici e le principali linee di intervento per il periodo 2022-2025, alla luce dell'evoluzione del contesto settoriale di riferimento nazionale ed europeo. 

Al centro del Quadro Strategico la tutela e la consapevolezza del consumatore, attraverso strumenti e comunicazione, la digitalizzazione e la transizione energetica 'giusta' e sostenibile a livello trasversale nei settori energetici e ambientali, il miglioramento delle infrastrutture, dei servizi e della concorrenza.

La struttura e i contenuti del Quadro Strategico - suddivisi in temi trasversali a tutti i comparti e approfondimenti su singoli settori - sono articolati su due livelli: gli obiettivi strategici, che inquadrano la strategia complessiva basata sullo scenario attuale e di medio termine, e le linee di intervento, che descrivono sinteticamente le principali misure e azioni che l'Autorità intende condurre per la realizzazione di ciascun obiettivo strategico.

ACEA Ato2 ha preso parte alla consultazione nell'ambito del gruppo Acea, sia con la partecipazione alle audizioni del 22 e 24 novembre, che trasmettendo una memoria scritta.


Prescrizione biennale

Delibera 610/2021/R/idr del 21 dicembre 2021: integrazioni e modifiche alla deliberazione dell'ARERA 547/2019/R/idr in materia di fatturazione di importi riferiti a consumi risalenti a più di due anni

Il provvedimento conclude il procedimento finalizzato all'ottemperanza alle sentenze 14 giugno 2021, n. 1442, 1443 e 1448 del TAR Lombardia in materia di fatturazione di importi riferiti a consumi risalenti a più di due anni, avviato dall'ARERA con delibera 461/2021/R/idr e sviluppatosi con la consultazione 462/202/R/idr. ACEA Ato2 ha partecipato alla consultazione trasmettendo le proprie osservazioni e proposte nell'ambito del documento congiunto elaborato alle società idriche del gruppo Acea.

Con le sentenze sopra citate, il TAR Lombardia, pur riconoscendo che il contenuto precettivo della delibera 186/2020/R/idr fosse in linea con la modifica legislativa della Legge di bilancio 2020 (per effetto della quale il termine di prescrizione biennale trova applicazione anche quando l'erronea o mancata rilevazione dei dati di consumo dipenda  dall'utente) e con i principi generali del Codice civile in tema di prescrizione, e pur ritenendo manifestamente infondata la questione di illegittimità costituzionale avanzata dalle società ricorrenti, aveva comunque ritenuto fondata la censura relativa alla mancata attivazione da parte dell'ARERA della consultazione e conseguentemente annullato il provvedimento in questione.

Alla luce di quanto sopra esposto, l'ARERA con la delibera 461/2021 del 26 ottobre 2021, ha avviato un procedimento volto a rafforzare la chiarezza, la trasparenza e la certezza del quadro regolatorio vigente in materia di tutele degli utenti finali nei casi di fatturazione di importi riferiti a consumi risalenti a più di due anni e a garantire un'adeguata informazione all'utente finale nei casi in cui il gestore del servizio idrico integrato ritenga di poter fatturare importi riferiti a tali consumi risalenti a più di due anni, assumendo, in tali casi, la sussistenza di una causa ostativa alla maturazione della prescrizione ai sensi della normativa primaria e generale di riferimento.

A valle della sopra richiamata consultazione, con la delibera 610/2021 l'ARERA sono aggiornati gli obblighi informativi disposti dalla delibera 547/2019 a favore degli utenti finali ritenuti meritevoli di tutela rafforzata (utenti domestici, microimprese e professionisti), distinguendo le due casistiche di prescrizione maturata o non maturata. Nel primo caso, il gestore è tenuto ad integrare la fattura inserendo una nota che informi della presenza di consumi risalenti a più di due anni, che possono non essere pagati ed invitando l'utente a comunicare la propria volontà di eccepire la prescrizione relativamente agli importi in causa. In caso invece di fatturazione di importi riferiti a consumi risalenti a più di due anni per i quali non risulti maturata la prescrizione e in ragione della presunta sussistenza di cause ostative ai sensi della normativa primaria e generale di riferimento, la nota dovrà indicare la motivazione e informare della possibilità di inviare un reclamo scritto. Conseguentemente sono adeguate le disposizioni in materia di reclami (delibera 655/2015/R/IDR) prevedendo che nella risposta all'eventuale reclamo il gestore sia tenuto a riportare gli elementi che hanno determinato la richiesta di pagamento, nonché le informazioni per risolvere la controversia. In caso invece di morosità relativa ad importi non pagati per consumi risalenti a più di due anni, per i quali pur sussistendo i presupposti non sia stata eccepita la prescrizione, il gestore dovrà allegare alla comunicazione di costituzione in mora l'informazione che tali importi possono non essere pagati, invitando l'utente a comunicare la propria volontà di eccepire la prescrizione. Le nuove regole saranno efficaci a partire dalle fatture emesse nel primo ciclo di fatturazione utile successivo alla data di pubblicazione del provvedimento.

Nella delibera viene inoltre modificato il termine annuale per la presentazione da parte degli EGA della Relazione prevista dall'art. 2 della delibera 311/2019/R/idr nell'ambito dell'attività di monitoraggio sui casi in cui la procedura di limitazione della fornitura idrica ovvero la promozione della disalimentazione selettiva nelle utenze condominiali non risultino tecnicamente fattibili, fissandola al 28 febbraio di ogni anno. In proposito, con comunicato del 01 dicembre 2021 l'ARERA ha reso disponibile lo Schema tipo per la relazione relativa all'annualità 2021.


Memorie e relazioni

Memoria 86/2021/I/com del 2 Marzo 2021: Memoria dell'autorità di regolazione per energia reti ambiente in merito alla proposta di Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza 

Con la presente Memoria sono presentate alle Commissioni 10a Industria, commercio, turismo, 5a Bilancio e 14a Politiche dell'Unione europea del Senato le considerazioni e proposte dell'Autorità in merito al PNRR, nella versione approvata in Consiglio dei Ministri il 12 gennaio 2021. La memoria si concentra sugli aspetti maggiormente afferenti alle competenze dell'Autorità, facendo riferimento ad alcune delle componenti della Missione 2 "Rivoluzione verde e transizione ecologica", relativa ai grandi temi dell'economia circolare e della transizione energetica, in funzione degli obiettivi del Green Deal (riduzione delle emissioni climalteranti del 55% al 2030 e raggiungimento della neutralità climatica al 2030), ed in particolare, le componenti "Impresa/Agricoltura verde ed economia circolare", "Energia rinnovabile, idrogeno e mobilità sostenibile", e infine "Tutela del territorio e risorsa idrica". 

Alla Missione 2, "Rivoluzione verde e transizione ecologica", sono destinate oltre un terzo delle risorse complessive del Piano; l'Autorità segnala in proposito uno squilibrio sostanziale fra le risorse destinate al settore energia in confronto con quelle destinate all'ambiente.

In relazione alla governance del PNRR, l'Autorità richiama l'attenzione sull'indicazione della Commissione europea a individuare un organismo pubblico e indipendente (independent validation by an independent public body), offrendo in proposito il proprio supporto ai soggetti istituzionali che svolgeranno tale funzione, negli ambiti di propria competenza.

Con riferimento specifico al settore idrico, nell'ambito della Missione 2 è presente la componente Tutela del territorio e risorsa idrica, tesa, in generale, a rafforzare la resilienza dei sistemi idrici ai cambiamenti climatici, migliorando lo stato di qualità ecologica e chimica dei corpi idrici e la gestione e l'allocazione efficiente della risorsa idrica tra i vari usi/settori. Tra le relative linee di azione, l'Autorità enuclea quelle specificatamente riconducibili al SII, evidenziando le priorità sia relativamente agli investimenti che alle riforme. Per quanto riguarda gli investimenti sono posti all'attenzione la manutenzione straordinaria degli invasi e dei sistemi di approvvigionamento, il completamento dei grandi schemi idrici, la riduzione delle perdite di rete, anche favorendo lo sviluppo di reti "smart network", il potenziamento infrastrutture di fognatura e depurazione, anche in considerazione delle quattro procedure di infrazione UE per violazione della direttiva 91/271/CEE aperte nei confronti dell'Italia. In relazione alle riforme, invece, sono considerate prioritarie la semplificazione della normativa relativa al Piano nazionale degli interventi nel settore idrico e il rafforzamento della governance, con la finalità di promuovere la piena attuazione degli affidamenti nel SII.

L'Autorità evidenzia infine che, dalla ricognizione finalizzata all'aggiornamento della sezione «acquedotti» del Piano nazionale, è emerso un fabbisogno di investimenti aggiuntivo, per il prossimo quinquennio, di circa 10 miliardi di euro; in proposito, si evidenzia l'opportunità di rimodulare le risorse allocate mediante l'apporto di finanziamenti aggiuntivi sotto forma di contributi, nonché tenendo conto delle potenzialità e dell'effetto leva del Fondo di garanzia.


Relazione 295/2021/I/idr del 06 luglio 2021: tredicesima relazione ai sensi dell'art.172 comma 3-bis del dlgs 3 aprile n. 152 recante "Norme in Materia Ambientale"

La relazione, presentata con cadenza semestrale dall'Autorità alle Camere, ha la finalità di fornire un quadro aggiornato sugli assetti locali, sulla governance e sull'evoluzione degli affidamenti del servizio idrico integrato. Relativamente alla presente edizione, in quadro emergente può essere così sinteticamente sintetizzato:

Si evidenzia inoltre la permanenza di contesti potenzialmente critici, seppure con elementi di differenziazione, in particolare nel Mezzogiorno, con il persistere del cd Water Service Divide. Tali situazioni, e le conseguenti azioni di riforma complessiva del sistema finalizzate al rafforzamento della governance della gestione del servizio idrico integrato proposte dall'Autorità, sono diffusamente illustrate nella dedicata Segnalazione 331/2021/I/idr, trattata nel seguito.


Parere 554/2021/I/idr del 02 dicembre 2021: parere al ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili sullom schema di decreto ministeriale recante Investimenti in Infrastrutture idriche primarie per la sicurezza dell'approvvigionamento idrico dell'investimento 4.1, missione 2, componente C4 del PNNR

Con il presente provvedimento l'Autorità rilascia, ai sensi dell'articolo 1, comma 516, della legge 205/17 (come modificato dal decreto-legge 121/21, convertito con legge 156/21), parere favorevole sullo schema di decreto trasmesso dal Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili in data 30 novembre 2021. Il provvedimento delibera di rilasciare parere favorevole sullo schema di decreto trasmesso dal Mims recante "Investimenti in infrastrutture idriche primarie per la sicurezza dell'approvvigionamento idrico" dell'Investimento 4.1, Missione 2, Componente C4 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). 

Nelle premesse al parere ARERA si evidenzia inoltre che con la delibera 284/2020/R/IDR l'ARERA ha avviato il procedimento per l'individuazione del secondo elenco delle opere relative alla sezione acquedotti del Piano nazionale interventi degli interventi per il settore idrico, prevedendo di definire un'unica pianificazione basata su un programma pluriennale per il periodo 2021-2028, cui destinare la totalità delle risorse residue previste dall'art. 1 c. 155 della legge 145/18.  Dalla ricognizione in proposito avviata sono pervenuti all'Autorità 1.208 progetti/interventi per un totale di oltre 10 miliardi di euro.


Varie

Delibera 130/2021/A/ del 30 marzo 2021 "Rendicontazione delle attività svolte nel periodo 2019-2020 e revisione per l'anno 2021 del quadro strategico dell'ARERA per il triennio 2019-2021". L'Allegato A, in linea i contenuti del Quadro strategico per il triennio 2019-2021 (delibera 242/2019/A9) ed i relativi impegni in materia di accountability e trasparenza, riporta la rendicontazione delle attività svolte in attuazione degli obiettivi strategici nel biennio2019-2020, indicandone lo stato di avanzamento e le ragioni di eventuali scostamenti rispetto alle tempistiche originariamente previste. 

In particolare, sono riportate le diverse misure che caratterizzano i 23 obiettivi strategici, declinandole puntualmente nelle relative linee di intervento, raggruppati nelle tre aree strategiche (Temi trasversali, Area Ambiente e Area Energia), ciascuna ulteriormente articolata in 3 linee strategiche.


Delibera 503/2021/R/com del 16 novembre 2021: ulteriori misure in materia di servizio elettrico, gas e idrico integrato a sostegno delle popolazioni colpite dagli eventi sismici verificatisi nel 2016 e 2017

In esito alla consultazione 368/2021/R/com, il provvedimento proroga le agevolazioni tariffarie di cui alla deliberazione 252/2017/R/com a favore delle forniture ed utenze asservite a soluzioni di emergenza (SAE e MAPRE); i gestori potranno sospendere tali agevolazioni solo a seguito della richiesta di cessazione o voltura d'utenza, eccetto i casi di voltura mortis causa. 

Il provvedimento proroga altresì la disposizione della delibera 277/2021 che prevede che per tutta la durata delle agevolazioni si applichi la tariffa domestica residente sia all'abitazione di residenza inagibile sia all'eventuale utenza/fornitura in cui venga stabilito il solo domicilio successivamente all'evento sismico, senza che sia stata trasferita la residenza anagrafica. Tale fattispecie (l'unica che potrebbe interessare Acea Ato2), ad oggi non risulta presente nel territorio gestito.


Tutela dei consumatori

In merito alle novità sulla tutela dei consumatori intervenute nel primo semestre del 2021, si segnala la pubblicazione della Relazione annuale sull'attività svolta dal Servizio Conciliazione ed il relativo comunicato stampa del 5 febbraio 2021. Si evidenzia altresì la pubblicazione di un provvedimento con il quale l'ARERA formula una proposta al Ministro dello Sviluppo Economico per la realizzazione di progetti a vantaggio dei consumatori finanziati dal Fondo sanzioni dell'Autorità, ai sensi dell'art. 11-bis del DL 35/05. 

Per quanto riguarda la Relazione 2020 del Servizio di Conciliazione, il documento evidenzia che nel 2020 il Servizio Conciliazione dell'ARERA ha consentito a clienti e utenti di ottenere o risparmiare oltre 10,3 milioni di euro, risolvendo controversie con i gestori dei servizi regolati (settore idrico, elettrico e gas) e garantendo la sua piena operatività e continuità anche durante l'emergenza sanitaria; inoltre il comunicato sottolinea la possibilità, a breve, di scaricare la nuova App "Servizio conciliazione" e accedere direttamente alla propria area riservata per risolvere in modo ancor più semplice le controversie, utilizzando la nuova versione mobile della piattaforma con il proprio smartphone o tablet.

Di particolare interesse è l'informazione che nel corso del 2020 è cresciuto il numero di domande, passando dalle 16mila del 2019 a oltre 18mila, con il 70% di accordi tra le parti su procedure concluse. Nelle regioni Lazio e Abruzzo è registrato il più alto indice di concentrazione di domande di conciliazione, a seguire Calabria, Basilicata e Campania. 

La grande maggioranza delle domande riguarda casi legati ai settori elettricità (10.054) e gas (4.794); seguono il settore idrico (2.332) e il dual fuel (1.330). Nei settori energetici il tentativo di conciliazione è obbligatorio prima di rivolgersi al giudice, mentre nel settore idrico è ancora facoltativo. L'ammontare complessivo di 10,3 milioni di euro del 2020 (valore previsto in crescita una volta concluse le procedure ancora pendenti) rappresenta, a titolo esemplificativo, quanto restituito ai clienti sotto forma di rimborsi, indennizzi, ricalcolo di fatturazioni errate o rinuncia a spese e interessi moratori da parte dei fornitori. Tale valore, in costante aumento e raddoppiato rispetto ai 5,6 milioni del 2018, è suddiviso quasi a metà tra clientela non domestica (51%) e domestica (49%), anche se le domande presentate dalle famiglie sono numericamente superiori (oltre il 70% del totale).

Le questioni affrontate più spesso sono legate alla fatturazione, soprattutto nei settori gas e idrico, alla contrattualistica, in particolare per le forniture dual fuel, alle richieste di danni soprattutto nell'elettrico, allo scambio sul posto per i prosumer. Inoltre, in circa il 68% di tutte le domande inviate i clienti hanno preferito farsi rappresentare da un delegato (quale ad esempio un'associazione dei consumatori). Da segnalare infine che circa il 20% delle domande non è stato ammesso, principalmente perché il cliente ha deciso di non completare la domanda oppure per motivi procedurali (documentazione mancante, termini, ambito di applicazione).


Per quanto riguarda le proposte di progetti a vantaggio dei consumatori, con la delibera 483/2020 pubblicata il 4 febbraio 2021 l'Autorità propone al Ministro dello Sviluppo economico la destinazione di una quota pari a 1,6 milioni di euro al Conto per la perequazione dei costi relativi all'erogazione del bonus idrico, alimentato dalla componente tariffaria UI3, in modo tale da diminuire, per l'anno 2020, il fabbisogno del conto medesimo e ridurre gli oneri in capo agli utenti del SII. Il fondo per il finanziamento di progetti a vantaggio dei consumatori di energia elettrica e gas e del SII è stato istituito dal DL 35/2005 e viene alimentato dalle sanzioni irrogate da ARERA. Analogamente, con delibera 901/2017, l'ARERA aveva proposto di destinare, per l'anno 2018, un importo pari a 1,2 milioni di euro al Conto della UI3; la proposta era stata accettata dal Ministro con decreto 5 aprile 2018. 


Si segnala infine, che il 7 aprile 2021 è stato siglato uno storico accordo tra sette grandi aziende dei settori energetico, idrico e del teleriscaldamento (Acea SpA, A2A SpA, Edison Energia SpA, Enel Italia SpA, Eni Gas e Luce SpA, E.ON Energia SpA, Iren SpA) e 20 associazioni di consumatori appartenenti al Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti - CNCU. Per la prima volta in Italia, alla luce della positiva esperienza maturata negli scorsi anni, è stato sottoscritto un Protocollo Unitario con l'obbiettivo di rilanciare la negoziazione paritetica, rafforzare lo strumento di risoluzione alternativa delle controversie consolidando il dialogo tra aziende e associazioni consumeristiche e rafforzando il rapporto di fiducia con i consumatori. In particolare, con tale Protocollo le Parti "si impegnano a promuovere e sviluppare la Negoziazione paritetica, quale procedura di particolare pregio per la risoluzione extragiudiziale delle controversie e per l'affermazione della giustizia coesistenziale".


Sempre in merito alla tutela dei consumatori, è stata approvata la delibera 301/2021/E/com del 13 luglio 2021, che modificando in parte la delibera 142/2019/E/idr, riduce da 300 a 100 la soglia minima di abitanti residenti serviti oltre la quale gestore è obbligato a partecipare alle procedure attivate presso il Servizio Conciliazione dell'ARERA. A seguito della modifica del perimetro, l'Autorità aggiorna anche la tabella dei gestori obbligati sia a partecipare alle procedure che ad adempiere agli obblighi informativi già evidenziati nella citata delibera 142/2019. 

Il provvedimento estende anche al servizio idrico integrato la disciplina abbreviata per la convocazione del primo incontro delle parti dinanzi al Servizio Conciliazione, portando la convocazione da 10 a 5 giorni dalla comunicazione alle parti,  nei casi in cui l'utente alleghi alla domanda di conciliazione la comunicazione di costituzione in mora, nella quale sia indicata la data a partire dalla quale potrà essere effettuata l'eventuale limitazione/sospensione/disattivazione della fornitura, per una fattura tempestivamente contestata con il reclamo.

L'Autorità stabilisce che le disposizioni della delibera, relativamente al settore idrico, producano effetti a decorrere dal 1° gennaio 2022, anche al fine di concedere ai gestori interessati un tempo congruo per svolgere gli adempimenti richiesti ai fini dell'abilitazione alla piattaforma telematica del Servizio Conciliazione dell'Autorità. È infine previsto un ulteriore periodo di monitoraggio (almeno annuale) per la verifica dello stato di attuazione delle novità regolatorie introdotte, anche mediante la convocazione di ulteriori incontri del tavolo tecnico già istituito con la delibera 55/2018/R/com.


Con la delibera 343/2021/A del 3 agosto 2021, l'ARERA ha approvato la proposta di "Aggiornamento Progetto Sportello 2021-2022" presentata da Acquirente Unico il 20 luglio 2021, tenendo conto dell'impatto della nuova disciplina di riconoscimento del bonus automatico sulle attività svolte dallo Sportello per il Consumatore; in particolare, la proposta di aggiornamento formula una previsione aggiuntiva di spesa per il periodo 1° gennaio 2021 - 31 dicembre 2022, maggiore dell'11% rispetto alla previsione di spesa già approvata per il biennio, per un totale massimo complessivo pari a oltre 15 milioni di euro. Questa stima potrà essere oggetto di potenziali aggiornamenti che AU potrà inviare ad ARERA entro il 30 settembre 2021.


L'aumento della sensibilità in materia di tutela del consumatore ha determinato la presentazione, alla Camera dei deputati, della proposta di istituire una Commissione parlamentare di inchiesta sulla tutela dei consumatori e degli utenti (Doc. XXII, n.56). Nella Relazione al testo si specifica che è la prima volta che viene proposta l'istituzione di una Commissione su tale materia e che la sua finalità principale è quella di acquisire dati e informazioni che potranno costituire la base di futuri interventi legislativi o di indirizzo. In particolare, si prevede che la Commissione indaghi sulle forme principali e più ricorrenti di pratiche vessatorie e di comportamenti scorretti in danno dei consumatori e degli utenti e verifichi l'efficacia degli strumenti di tutela e dell'attività svolta dai soggetti associativi operanti nel settore consumeristico di livello nazionale e locale. 

Si prevede, inoltre, che la Commissione effettui un monitoraggio ad ampio spettro sullo stato di attuazione della legislazione vigente in materia di tutela dei consumatori e degli utenti, verificandone l'efficacia sia sotto il profilo della prevenzione che sul piano sanzionatorio. Un ulteriore obiettivo che si vuole perseguire, è una più ampia diffusione della conoscenza tra i consumatori e gli utenti degli istituti e delle norme esistenti per la loro tutela, al fine di diffondere una maggiore consapevolezza dei loro diritti e degli strumenti a loro disposizione per prevenire o per porre fine ad abusi ingiustificati. La proposta è stata presentata il 3 giugno 2021, alla Camera, che il 13 ottobre 2021 ha approvato il testo con 410 voti favorevoli e 1 astenuto; l'annuncio della costituzione della Commissione è stato dato ufficialmente dal Presidente della Camera il 2 dicembre 2021. 


Infine, si segnala la Relazione semestrale delle attività del Servizio Conciliazione del I° semestre 2021 (i cui dati sono aggiornati al 20 settembre 2021), pubblicata sul sito dell'ARERA nell'ultimo trimestre del 2021.

Dalla Relazione si evince che nel primo semestre 2021 le domande di conciliazione presentate sono state 11.376, di cui 2.112 del settore idrico, 5.420 del settore elettrico, 2.847 del settore gas e le restanti relative ai clienti Dual-Fuel e da Prosumer.

Per quanto riguarda gli argomenti oggetto delle domande del settore idrico, il 75% riguardano la fatturazione, il 4,9% i contratti, il 4,8% la misura, il 3,5% la morosità e sospensione e il 3,3% l'allacciamento e lavori. Le Regioni con il maggior numero di domande sono: la Sardegna, il Lazio, la Campania e la Liguria, seguite da Calabria, Basilicata, Puglia e Molise.  Al termine della procedura conciliativa è stato richiesto di compilare un questionario di gradimento al quale hanno aderito 4.108 clienti; il 95% di essi è risultato soddisfatto del servizio ricevuto. Si resta in attesa della pubblicazione della Relazione annuale 2021.


Determinazione tariffaria Ato2 Lazio Centrale-Roma

Con Delibera 197/2021/R/idr dell'11 maggio 2021 è stata approvata dall'ARERA la predisposizione tariffaria relativa al terzo periodo regolatorio (quadriennio 2020-2023), adottata dalla Conferenza dei Sindaci dell'ATO 2 Lazio Centrale - Roma ATO 2 S.p.A con delibera 6/20 nella seduta del 27 novembre 2020. Nelle more della approvazione da parte dell'Autorità, ai sensi del comma 7.3 lett. b) della delibera ARERA 580/2019/R/IDR (MTI-3) si è applicata la tariffa predisposta dall'Ente di governo dell'ambito.

Di seguito i principali punti della predisposizione tariffaria:

A valle dell'approvazione tariffaria da parte di ARERA, nel mese di luglio la STO ha recepito le prescrizioni espresse nella delibera 197/2021/R/IDR, in particolare adeguando alle prescrizioni dell'Autorità il file di calcolo RDT e, coerentemente, la Relazione di accompagnamento e quella relativa ad obiettivi di qualità e Piano degli Interventi / Piano delle Opere Strategiche. Le modifiche principali consistono in una differente distribuzione di alcune componenti VRG per gli anni 2022 e 2023 e nell'aggiornamento delle modalità di calcolo per alcuni indicatori di qualità tecnica, mentre non variano, rispetto a quanto approvato dalla Conferenza dei Sindaci, i valori dei moltiplicatori tariffari previsti per il quadriennio 2020-2023.

Con la sopra citata delibera della Conferenza dei Sindaci n. 6/2020 è stato inoltre aggiornato il Regolamento attuativo del bonus idrico integrativo per l'ATO2 Lazio Centrale Roma. Le nuove disposizioni introdotte consentono, in via straordinaria e fino al 31/12/2021 (salvo proroga), agli utenti al momento della richiesta risultati ammissibili al contributo con ISEE compreso nei limiti stabiliti dall'ARERA di accedere esclusivamente a copertura di morosità pregresse, oltre alla valorizzazione ordinaria, ad un ulteriore importo una tantum fino a tre volte la valorizzazione ordinaria.

Gli aventi diritto sono gli utenti diretti (titolari di una utenza ad uso domestico residente) ed indiretti (utilizzatori nell'abitazione di residenza di una fornitura idrica intestata ad un'utenza ad uso condominiale) con i seguenti requisiti: 

  1. indicatore ISEE fino a € 13.939,11 e nucleo familiare fino a 3 componenti;

  2. indicatore ISEE fino a € 15.989,46 e nucleo familiare con 4 componenti;

  3. indicatore ISEE fino a € 18.120,63 e nucleo familiare con 5 o più componenti.

Le Amministrazioni Comunali hanno inoltre, sotto la propria responsabilità e sulla base di apposita certificazione degli uffici preposti, la facoltà di autorizzarne l'erogazione per singole utenze in situazioni di comprovato particolare disagio economico/sociale, ampliando per il caso specifico la soglia ISEE di ammissione. 

L'importo del bonus "locale", consistente nell'erogazione di un contributo annuale una tantum riconosciuto in bolletta (nel caso di utenza indiretta nella bolletta dell'utenza condominiale), viene calcolato come la spesa corrispondente ai corrispettivi fissi e variabili di acquedotto, fognatura e depurazione per un consumo fino a 40 mc annui per ciascun componente del nucleo familiare, per le utenze dirette ed indirette con ISEE fino a  8.265 euro, e a 20 mc annui per ciascun componente del nucleo familiare per le altre utenze aventi diritto, sulla base delle tariffe in vigore nell'anno di riferimento. Il bonus ha validità annuale e viene erogato in bolletta in un'unica soluzione, di norma, entro 6 mesi dalla data di presentazione della domanda.

Da segnalare infine l'approvazione, con Delibera della Conferenza dei Sindaci n. 4-21 del 1° luglio 2021, del Regolamento di utenza del servizio idrico integrato nell'ATO2 Lazio Centrale - Roma, aggiornato con le integrazioni necessarie al recepimento delle innovazioni normative intervenute ope legis


Aggiornamento sui ricorsi avverso la regolazione tariffaria dell'ARERA 

Nel 2013 ACEA ATO2 ha presentato ricorso avverso la Delibera 585/2012 (MTT) e avverso le deliberazioni successive che ne hanno modificato e integrato i contenuti (Delibere 88/2013, 73/2013 e 459/2013). Il ricorso è stato parzialmente accolto con sentenza del TAR Lombardia 2528/2014, contro la quale hanno proposto appello sia ACEA Ato2 sia l'ARERA.

Nell'udienza pubblica tenutasi il 29 settembre 2015, è stata disposta  la sospensione del giudizio pendente e il rinvio della decisione a data successiva all'esito della consulenza tecnica d'ufficio disposta per i ricorsi proposti nel 2014 dal Codacons e dalle Associazioni Acqua Bene Comune e Federconsumatori, ritenendo esistere un rapporto di dipendenza-consequenzialità tra la decisione dell'appello proposto dall'ARERA e la decisione sui ricorsi promossi dalle Associazioni dei consumatori, incentrati in particolare sulla componente tariffaria relativa agli oneri finanziari del gestore del SII , ovverosia  sulle formule e sui parametri adottati nell'art. 18 dell'allegato A della deliberazione ARERA n. 585/2012del 28 dicembre 2012 (MTT), considerati come una reintroduzione del criterio di "adeguatezza del capitale investito" eliminato dall'esito del referendum 2011. 

Il collegio peritale, nominato a ottobre 2015, ha depositato la perizia il 15 giugno 2016, concludendo di considerare attendibili e ragionevoli, sotto il profilo della regolamentazione in ambito nazionale ed internazionale, le formule e i parametri diretti a calcolare il tasso di interesse di riferimento e la componente di copertura della rischiosità considerati nella Delibera. 

Il 15 dicembre 2016 si è tenuta l'udienza finale del giudizio e il 26 maggio 2017 è stata pubblicata la sentenza n. 2481/2017 con la quale il Consiglio di Stato, accogliendo le conclusioni del collegio peritale, ha ribadito la piena legittimità della metodologia tariffaria adottata dall'ARERA; in conseguenza di ciò ha respinto  gli appelli Codacons e Acqua Bene Comune/Federconsumatori sopra richiamati, con conseguente conferma delle sentenze impugnate; la successiva udienza dinanzi al Consiglio di Stato è stata fissata per il 20 settembre 2018. 

In esito all'udienza, tenutasi regolarmente nella data stabilita, il Consiglio ha rinviato la trattazione del giudizio, invitando le parti a depositare alcune memorie (da presentarsi entro il 19 dicembre 2018), per chiarire che non si siano verificati ritardi nella ripresa del giudizio d'appello. In occasione dell'udienza in questione, tuttavia il giudice non aveva fissato la data del rinvio, che è stata invece stabilita solo nei primi giorni del 2019. In occasione dell'udienza, fissata per il 13 giugno 2019, è stata formalizzata la rinuncia ad una parte dei motivi di ricorso e il Consiglio di Stato ha disposto l'acquisizione d'ufficio della relazione peritale resa nell'ambito dei giudizi promossi dai soggetti referendari sopra richiamati (Codacons, Acqua Bene Comune, Federconsumatori), per sottoporla al contraddittorio delle parti. L'udienza successiva è stata fissata per il 2 aprile 2020. Per emergenza Covid-19 la nuova udienza pubblica è stata fissata al 10 dicembre 2020 con invito alle parti a: 1) depositare i documenti entro il 19 novembre 2020; 2) depositare le memorie entro il 24 novembre 2020; 3) depositare le repliche entro il 28 novembre 2020. L'udienza al Consiglio di Stato è stata anticipata al 22 ottobre 2020 con invito alle parti a: 1) depositare i documenti entro il 1° ottobre 2020; 2) depositare le memorie entro il 6 ottobre 2020; 3) depositare le repliche entro il 10 ottobre 2020. 

Con sentenza parzialmente favorevole n. 8079/2020 del 16 dicembre 2020, è stato: 

Alla data della presente relazione, rimangono ancora pendenti gli altri ricorsi presentati da Acea Ato 2 al TAR Lombardia avverso la Delibera n.643/2013/R/Idr (MTI) e la Delibera 664/2015/R/idr (MTI-2) e la Delibera 580/2019/R/idr (MTI-3). 

Relativamente alla Delibera 643/2013, si segnala che l'8 maggio 2014 sono stati presentati dei motivi aggiunti per l'annullamento delle determinazioni ARERA n.2 e n.3 del 2014; in data 9 dicembre 2014 sono stati presentati dei secondi motivi aggiunti per l'annullamento della Delibera 463/2014/R/IDR; nelle more della fissazione dell'udienza, nel mese di aprile 2019 è pervenuto l'avviso di perenzione, (estinzione del processo amministrativo a causa dell' inerzia della parte); a seguito di tale comunicazione,  il 20 giugno 2019 Acea Ato2 ha presentato l'istanza di fissazione d'udienza unitamente alla nuova procura a firma del Presidente. L'udienza è stata dunque fissata al 22 febbraio 2022. Si è oggi in attesa delle decisioni finali.


Per quanto riguarda la Delibera 664/2015, si precisa che nel febbraio 2018 ACEA Ato2 ha esteso l'impugnazione originariamente proposta, presentando ulteriori motivi aggiunti avverso la Delibera ARERA 918/2017/R/Idr (Aggiornamento biennale delle predisposizioni tariffarie del servizio idrico integrato) e avverso l'Allegato A della Delibera 664/2015, come modificato dalla citata delibera 918/2017. Alla data odierna si resta in attesa della fissazione dell'udienza per la trattazione nel merito.

  

Nel mese di febbraio 2020, ACEA Ato2 ha proceduto ad impugnare anche la Delibera 580/2019/R/idr e che ha approvato il Metodo Tariffario del servizio idrico integrato per il terzo periodo regolatorio (MTI-3), ribadendo molti dei motivi dei precedenti ricorsi in materia tariffaria e introducendone di nuovi con riferimento a specifici aspetti introdotti per la prima volta con la nuova metodologia tariffaria. Tra le Società controllate e/o partecipate del Gruppo ACEA che hanno impugnato il MTI-3 figurano anche le Società Acea Ato5, Acea Molise e GESESA (che non hanno in precedenza impugnato le delibere relative al MTT, MTI e MTI-2). È stata inoltre oggetto di ricorso anche la Delibera 235/2020/R/idr per l'adozione di misure urgenti nel servizio idrico integrato, alla luce dell'emergenza da COVID-19. Si è in attesa della fissazione dell'udienza.


L'attività normativa della Regione Lazio in tema di assetto territoriale e governance del Servizio Idrico Integrato 

In relazione agli sviluppi in materia di ridefinizione degli ATOBI (Ambiti territoriali ottimali di bacino idrografico), previsti dalla DGR Lazio 218/18, si attendono gli sviluppi connessi alla proposta di legge regionale di modifica dell'attuale governance, sottoposta alla Regione dal Comitato Tecnico Scientifico, a tal scopo istituito, nonché alla costituzione del Comitato di consultazione istituzionale partecipato dai delegati delle Assemblee dei Sindaci di tutti gli ATO.

Da segnalare in proposito la pubblicazione nel BURL n. 73 del 22 luglio 2021 della Deliberazione del Consiglio Regionale 14 luglio 2021, n. 10 recante "Modifiche degli Ambiti Territoriali Ottimali n. 1 Lazio Nord - Viterbo e n. 2 Lazio Centrale - Roma, ai sensi dell'articolo 3 della Legge Regionale 22 gennaio 1996, n. 6 (Individuazione degli Ambiti Territoriali Ottimali e organizzazione del Servizio Idrico Integrato in attuazione della Legge 5 gennaio 1994, n. 36)", che comporta il passaggio del Comune di Campagnano dall'Ato 1 all'Ato 2  Lazio Centrale - Roma.


Si evidenzia anche la pubblicazione (BUR Regione Lazio N. 33 del 1° aprile 2021) dell'Avviso di adozione dei progetti di Piano di Gestione Acque (PGDAC) e Rischio Alluvioni (PGRAAC) relativi al distretto idrografico dell'Appennino Centrale. Si tratta dei progetti di secondo aggiornamento del PGDAC e primo aggiornamento PGRAAC, resi disponibili sul sito web dell'Autorità di bacino per la consultazione e la proposizione di osservazioni, unitamente al calendario degli incontri informativi e delle iniziative relative alla consultazione ed alla diffusione dei progetti di Piano per l'acquisizione delle osservazioni da parte dei diversi attori coinvolti. 


Inoltre, è stato pubblicato (BUR n. 56 del 10 giugno, Supplemento n. 2) il Piano territoriale paesistico regionale (PTPR), approvato dal Consiglio regionale il 24 aprile scorso. Il piano era già stato approvato nell'agosto 2019, ma non aveva, dopo il ricorso del Governo, superato l'esame della Corte costituzionale; la delibera era stata infatti bocciata in quanto non rispecchiava i requisiti previsti dal codice dei beni culturali e del paesaggio (c.d. Codice Urbani), i quali richiedono che l'elaborazione del PTPR venga effettuata con il procedimento della co-pianificazione fra Regione e Ministero della cultura.


Si segnala inoltre l'approvazione da parte del CIPESS - Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile - del Piano sviluppo e coesione di 18 Regioni e Province autonome, tra cui la Regione Lazio; la delibera 29 aprile 2021 relativa alla Regione Lazio, è stata pubblicata nella G.U. n. 198 del 19 agosto 2021. 


Infine, con la deliberazione di Giunta del 9 dicembre 2021, n. 905, pubblicata sul BUR della Regione Lazio n. 117 del 16 dicembre 2021, è stato approvato il "Piano regionale per la realizzazione e l'adeguamento delle reti idriche e fognarie e degli impianti di depurazione delle acque reflue per il triennio 2021-2023". Le opere finanziate sono contenute nell'allegato "A" del provvedimento e suddivise per ATO; in particolare gli interventi previsti nell'ATO 2 sono 13, tra i quali anche il comune di Roma, per un ammontare complessivo di oltre 2 milioni di euro. Il provvedimento prevede inoltre che, pena la decadenza dal finanziamento, il soggetto attuatore delle opere sia individuato nel soggetto gestore del SII di ciascun ATO e che, ove il comune dove debbano eseguirsi gli interventi sia ancora titolare del servizio idrico, si proceda al trasferimento del servizio stesso, in tutte le sue componenti, al gestore unico dell'ATO.


Si segnala infine che tra gli eventi successivi al periodo di osservazione l'ARERA ha pubblicato alcune delibere da evidenziare.

Deliberazione 18/2022/R/idr del 18 gennaio 2022: Proroga del termine per la conclusione del procedimento volto all'ottemperanza alla sentenza del Consiglio di Stato n. 5309/2021 in materia di regolazione tariffaria del servizio idrico integrato dal 31 dicembre 2021 al 15 marzo 2022. Con la deliberazione 373/2021/R/IDR, l'ARERA ha avviato un procedimento finalizzato all'ottemperanza alla sentenza 5309/2021 del Consiglio di Stato in relazione alla rinnovazione dell'istruttoria - limitatamente ai profili sopra richiamati - sottesa alle determinazioni tariffarie di cui alla deliberazione 104/2016/R/IDR (Approvazione, ai fini della valorizzazione dei conguagli nell'ambito del metodo tariffario per il secondo periodo regolatorio MTI-2, delle predisposizioni tariffarie relative all'Ambito Territoriale Ottimale Sarnese Vesuviano per il periodo 2012-2015).


Deliberazione 69/2022/R/idr del 22 febbraio 2022: Avvio di procedimento per le valutazioni quantitative, relative al biennio 2020-2021, previste dal meccanismo incentivante della qualità contrattuale del SII la cui conclusione è prevista entro il 31 dicembre 2022.

Il procedimento si articola nelle seguenti due fasi:

fase a) identificazione delle gestioni per le quali è disponibile un corredo completo delle informazioni finalizzate alla definizione della graduatoria per lo Stadio III (classe A - obiettivo di mantenimento, livello di eccellenza), nonché dell'attribuzione delle premialità e delle penalità riferite a tutti gli Stadi. In particolare, nell'ambito di tale fase verranno attribuiti i fattori premiali solo se:

fase b) attribuzione delle penalità associate agli Stadi I e II per tutte le gestioni che non abbiano inviato - nel rispetto dei termini fissati dall'Autorità - i dati necessari alla valutazione degli obiettivi di qualità contrattuale. Da evidenziare che per tali gestioni potranno essere valutati i seguiti di cui all'articolo 2, comma 20, lettera c), della legge 481/95 (sanzioni amministrative pecuniarie per inosservanza ai provvedimenti ARERA con facoltà, in caso di reiterazione delle violazioni, di sospendere l'attività di impresa). L'Autorità precisa che il parametro N da applicare al denominatore per il calcolo della penale (formula di cui al comma 96.4 della RQSII) è il medesimo quantificato nella fase sub a) quindi pari al numero di gestori per i quali è disponibile un set completo di informazioni. Sono esclusi da questo punto i soggetti interessati da perduranti criticità nell'avvio delle necessarie attività di programmazione e di organizzazione della gestione con applicazione dello schema regolatorio di convergenza (art. 31 MTI-3). 


È rimandata ad un ulteriore successivo provvedimento la determinazione della quota di gettito della componente UI2 destinata alle premialità, per gli anni 2020 e 2021anche tenuto conto dell'applicazione del meccanismo incentivante delle qualità tecnica di cui al Titolo VII della RQTI prevista per il medesimo biennio


Regolazione Elettrica


Prescrizione biennale

L'Autorità ha pubblicato la delibera 184/2020/R/com con la quale ha adeguato la normativa di settore alle previsioni stabilite dall'art.1 comma 295 della Legge di bilancio 2020, disponendo la modifica della frase da riportare nell'allegato alla fattura recante importi prescrivibili, eliminando l'ipotesi di responsabilità del cliente. In data 27 luglio 2020 Acea Energia ha presentato ricorso al TAR Lombardia avverso la presente delibera sollevando l'illegittimità della stessa in quanto, riconducendo l'applicazione della prescrizione al mero decorrere del tempo, senza considerare eventuali comportamenti ostativi dei clienti finali, condurrebbe ad un'interpretazione non costituzionalmente orientata della Legge di bilancio 2020. Con sentenza del 14 giugno 2021 il TAR Lombardia ha accolto il ricorso con conseguente annullamento della delibera 184/2020/R/com sulla base dell'interpretazione secondo cui la Legge di Bilancio del 2020 ha inciso solo sulla durata del termine di prescrizione (biennale anziché quinquennale) senza tuttavia escludere l'operatività della disciplina generale codicistica in materia di prescrizione. Con il documento di consultazione 457/2021/R/com, al fine di dare attuazione alle disposizioni della Legge di bilancio 2020 e in ottemperanza alle sentenze n. 1441, 1444 e 1449 del 2021, l'Autorità è intervenuta al fine di rivedere gli obblighi informativi disposti dalla deliberazione 569/2018/R/com nei casi di fatturazione di importi relativi a consumi risalenti a più di due anni a favore dei clienti finali di piccola dimensione ritenuti meritevoli di tutela rafforzata.


Con delibera 603/2021/R/com l'Autorità ha modificato la deliberazione 569/2018/R/com in materia di fatturazione di importi riferiti a consumi risalenti a più di due anni in esito al DCO 457/21 per l'ottemperanza alle sentenze 14 giugno 2021, n. 1441, 1444 e 1449 del TAR Lombardia. Con tale delibera l'Autorità ha confermato l'obbligo del distributore di comunicare al venditore, attraverso PEC, contestualmente al dato di misura o di rettifica riferito a consumi risalenti a un periodo precedente di più di due anni, l'indicazione della presunta sussistenza o meno di cause ostative alla maturazione della prescrizione ai sensi della normativa primaria e generale di riferimento. Ha inoltre confermato la suddivisione degli obblighi informativi in capo al venditore nei confronti del cliente finale in base alla presenza o meno di importi in fattura per i quali sia eccepibile la prescrizione. L'Autorità ha inoltre previsto una fase transitoria, nelle more dell'implementazione dei flussi tra i diversi soggetti della filiera ed il SII, che prevede una trasmissione tra le parti delle medesime informazioni in modalità non automatizzata ma con tempistiche definite.

Con consultazione 330/2020/R/com l'ARERA ha preannunciato l'introduzione di un meccanismo volto a sterilizzare gli effetti negativi della prescrizione biennale ricadenti sui trader a discapito delle imprese di distribuzione inefficienti. Più in dettaglio, il meccanismo di compensazione che intende introdurre opererebbe esclusivamente nei casi in cui la prescrizione venga eccepita dal cliente in conseguenza di conguagli derivanti dall'insorgere di rettifiche tardive di dati di misura precedentemente comunicati dal distributore. In questi casi il trader verrebbe compensato non soltanto degli oneri di trasporto versati al DSO ma anche degli oneri sostenuti per l'acquisto della materia prima e del dispacciamento sulla base di un meccanismo di ristoro finanziato dai DSO meno efficienti nella messa a disposizione dei dati di misura che generano rettifiche tardive possibili oggetto di prescrizione.

Alla consultazione non ha ancora fatto seguito alcun provvedimento.


Facendo seguito al DCO 386/2021, l'Autorità ha pubblicato la delibera 604/2021/R/com con la quale ha previsto:


Emergenza sanitaria COVID-19

In attuazione del DL Rilancio, è stata pubblicata la delibera 190/2020/R/eel in tema di riduzione delle tariffe per le utenze in bassa tensione usi non domestici. Con tale documento l'Autorità ha stabilito che:

In attuazione del D.L. Sostegni con delibera 124/2021/R/EEL l'Autorità ha disposto la transitoria riduzione delle tariffe per le utenze in bassa tensione usi non domestici, per il periodo 1° aprile- 30 giugno 2021. Con tale documento l'Autorità ha stabilito che:

In data 26 maggio è stato pubblicato il DL Sostegni bis che proroga fino a luglio 2021 la riduzione degli oneri sulle bollette per le Pmi. Successivamente, in attuazione dell'articolo 5, comma 1, del DL Sostegni Bis, l'Autorità ha pubblicato la delibera 279/2021/R/eel che ha prorogato le disposizioni già adottate con delibera 124/2021/R/eel disponendo per le utenze BT altri usi la riduzione fino al 31 luglio 2021 delle tariffe di distribuzione e misura e delle componenti a copertura degli oneri generali di sistema. Con delibera 278/2021/R/com l'Autorità ha conseguentemente ridimensionato gli oneri generali (Asos e Arim) per il trimestre luglio-settembre 2021. 

In attuazione delle disposizioni dell'art. 3 del decreto-legge 130/2021 del 27 settembre 2021, l'Autorità ha pubblicato la delibera 396/2021/R/com con la quale ha disposto:

Con la delibera 349/2021/R/eel è previsto l'incremento, con riferimento all'anno 2021, delle franchigie entro le quali non si attivano le penalità per ritardi rispetto alle previsioni di messa in servizio, senza però sospendere completamente tali penalità come effettuato nel 2020 (la franchigia passa dal 95% al 90% per le imprese che hanno avviato il PMS2 negli anni precedenti al 2021).


Misure per il contenimento dell'aumento dei prezzi in bolletta

Al fine di limitare gli effetti dell'aumento dei prezzi della materia prima gas/elettrica nell'ultimo trimestre del 2021 in data 27 settembre è stato pubblicato in GU il decreto-legge 130/2021 (c.d. Decreto Bollette) che, relativamente al settore del gas naturale, ha ridotto l'aliquota IVA al 5 per cento per le somministrazioni di gas metano usato per combustione per gli usi civili e industriali relativamente alle fatture emesse per i consumi stimati o effettivi dei mesi di ottobre, novembre e dicembre 2021. Relativamente al settore dell'energia elettrica, per il quarto trimestre dell'anno 2021 il DL Bollette ha ridotto gli oneri generali di sistema per tutte le utenze elettriche, in particolare ha annullato gli oneri generali per le utenze domestiche e non domestiche in BT con potenza disponibile fino a 16,5 Kw. In seguito, l'Autorità ha pubblicato la delibera 396/2021/R/com con cui ha dato attuazione alle disposizioni del DL Bollette. In particolare, l'Autorità, in relazione al settore elettrico, ha annullato con riferimento all'ultimo trimestre dell'anno 2021, le aliquote delle componenti tariffarie Asos e Arim per tutte le utenze domestiche e altri usi in BT con potenza disponibile fino a 16,5 kW. Il medesimo provvedimento, per il settore del gas naturale, ha annullato, per i mesi di ottobre, novembre e dicembre 2021, le aliquote delle componenti tariffarie RE, RET, GS e GST.

La delibera 396/2021/R/com ha introdotto inoltre un bonus sociale integrativo con riferimento al periodo di competenza delle fatturazioni compreso tra il 1° ottobre e il 31 dicembre 2021.


Bonus sociale 

Come disposto dal decreto-legge 124/19, l'ARERA ha pubblicato la delibera 63/2021/R/com, successivamente integrata dalla 257/2021/R/com, che ha disciplinato la nuova modalità di erogazione del bonus economico a partire dal 2021. La nuova disciplina, seguita ad una serie di Focus Group e consultazioni volute da ARERA, permette al cliente finale in condizioni disagiate di ricevere automaticamente lo sconto in bolletta senza doverne fare apposita richiesta.

Il nuovo processo di erogazione del bonus prevede un ruolo centrale per INPS, che deve individuare i soggetti destinatari dell'agevolazione, e del SII, il cui ruolo principale è quello di individuare la fornitura da agevolare e garantire l'unicità dell'agevolazione per nucleo familiare e per anno di competenza.

Con una serie di altri provvedimenti, l'Autorità ha inoltre provveduto a disciplinare l'erogazione dei ratei di bonus residui di competenza 2020 e l'erogazione del recupero dei ratei dovuti per i primi mesi del 2021 ma ancora non corrisposti in quanto la nuova disciplina è entrata in vigore solo dal 1° luglio 2021 per gli operatori della vendita.

Al fine di minimizzare gli incrementi della spesa per la fornitura previsti nel quarto trimestre dell'anno, con la successiva delibera 396/2021/R/com è stato introdotto un bonus sociale integrativo con riferimento al periodo di competenza delle fatturazioni compreso tra il 1° ottobre e il 31 dicembre 2021.


Completamento del processo di voltura contrattuale nel settore elettrico: voltura con cambio fornitore

Con delibera 135/2021/R/eel l'Autorità ha introdotto la facoltà di scelta della controparte commerciale in fase di voltura contrattuale, previa pubblicazione del documento di consultazione 586/2020/R/eel. Tali disposizioni trovano applicazione a decorrere dal 30 ottobre 2021 (delibera 360/2021/R/eel), mentre, con riferimento alle richieste di voltura su un punto di prelievo associato al servizio a tutele graduali già dal 1° luglio 2021 sarà possibile scegliere la controparte commerciale.

Resta fermo che in caso di rifiuto il cliente rimane libero di rivolgersi ad altro venditore del mercato libero o all'esercente il servizio di ultima istanza, nei confronti del quale permane l'obbligo di accettazione della voltura.

L'Autorità ha pubblicato la delibera 360/2021/R/eel con la quale ha, inoltre, previsto che nel caso di voltura con cambio fornitore, la preesistente controparte commerciale ha l'obbligo di comunicare al preesistente cliente finale titolare del contratto di fornitura la cessazione del contratto specificandone la motivazione


Perdite di rete

Con la delibera 449/2020/R/eel l'Autorità ha modificato la regolazione delle perdite di rete per il triennio 2019-2021:



Continuità del servizio

Con il Testo Integrato della regolazione output-based in vigore dal 1° gennaio 2020, l'Autorità ha introdotto la possibilità per i DSO di presentare esperimenti regolatori per il miglioramento della qualità del servizio in ambiti particolarmente critici. Peculiarità di tali esperimenti è la sospensione delle penali per il periodo di sperimentazione e la loro mancata applicazione retroattiva in caso di raggiungimento dei livelli obiettivo degli indicatori di numero e di durata delle interruzioni senza preavviso, fissati dalla normativa vigente.

In tale contesto, areti ha presentato la propria proposta, declinando un percorso di miglioramento degli indicatori di qualità tecnica differente da quello definito dalla regolazione ordinaria. Tale proposta è stata approvata dall'Autorità con determina 20/2020 del 20 novembre 2020.

In estrema sintesi, il provvedimento rimanda al 2024 il calcolo dei premi e delle penali per l'intero quadriennio 2020-2023 e prevede l'attivazione di un meccanismo di premialità aggiuntivo in caso di raggiungimento del target proposto al 2023 e di conseguimento di livelli annuali effettivi migliori rispetto a quelli proposti nella sperimentazione. Due precisazioni:

Quanto alla competenza 2019, sono stati resi noti con delibera 462/2020/R/eel i risultati nazionali di continuità del servizio che hanno confermato per areti una penalità di € 5,4 milioni.


Piano di Resilienza

È stato approvato con delibera 500/2020/R/eel il Piano di Resilienza 2020-2022 inviato da areti il 30 giugno 2020, inclusivo della consuntivazione degli interventi conclusi nel 2019: per gli interventi già precedentemente inseriti nel piano 2019-2021 e non ancor conclusi sono state confermate le date di completamento, senza tenere in considerazione gli effetti ritardanti legati alla situazione emergenziale in corso.

Inoltre, con delibera 563/2020/R/eel è stato riconosciuto alla Società il premio di circa € 3,1 milioni con riferimento agli interventi completati nel 2019.

Con delibera 536/2021 l'Autorità ha stabilito quali sono gli interventi di incremento della resilienza sulle reti di distribuzione eleggibili a premio e/o a penalità, relativi al piano 2021-2023, nel quadro del meccanismo incentivante definito nel TIQE (per areti 47 interventi su 56 risultano eleggibili a premio/penalità e 9 a penalità). Inoltre, con delibera 537/2021/R/EEL sono stati determinati i premi e le penalità relativi agli interventi di incremento della resilienza della rete di distribuzione dell'energia elettrica conclusi nel 2020 (per areti l'importo della premialità di resilienza 2020 è pari a € 5.278.960,80 che CSEA ha versato alla Società entro la fine del 2021). 


Titoli di efficienza energetica e contributo tariffario riconosciuto ai distributori

Il 14 luglio 2020 è stata pubblicata la delibera 270/2020/R/efr contenente le nuove regole di definizione del contributo tariffario a copertura dei costi sostenuti dai DSO con riferimento agli obblighi derivanti dal meccanismo dei titoli di efficienza energetica. Il provvedimento conferma il valore del cap al contributo tariffario pari a 250 euro/Tee e introduce, a partire dal corrente anno d'obbligo, un corrispettivo addizionale a tale contributo, da riconoscere a ciascun distributore per ogni Tee utilizzato per ottemperare ai propri obblighi. Da un lato, l'ARERA ribadisce che ritiene il cap uno strumento necessario per limitare le variazioni dei prezzi di mercato, dall'altro, ritiene opportuno prevedere un corrispettivo addizionale a sostegno dei distributori alla luce delle perdite economiche che sono costretti a sostenere per via della scarsità di Tee disponibili. areti in data 13 ottobre 2020 ha presentato ricorso per l'annullamento della delibera.

La delibera ha, inoltre, introdotto la possibilità di richiedere a CSEA il corrispettivo straordinario in acconto pari al 18% dell'obiettivo specifico per l'anno d'obbligo 2019, al fine di finanziare i distributori che avendo già acquisito Tee a inizio periodo, hanno poi subito gli effetti negativi delle proroghe della data di conclusione dell'anno d'obbligo disposte dal DL Rilancio (30 novembre 2020). areti ha presentato istanza il 31 agosto 2020. 

A dicembre 2020, la delibera 550/2020/R/efr ha confermato il valore di 250 €/Tee per il contributo tariffario riconosciuto per l'anno d'obbligo 2019 e fissato a 4,49 €/Tee il valore del corrispettivo addizionale.

Alla luce dei prezzi in continuo rialzo anche nel corso del primo trimestre del 2021, le principali associazioni di settore hanno provveduto ad inviare una lettera al Mite al fine di sollecitare l'adozione di misure urgenti, in particolare la correzione sull'anno in corso ed il ristoro degli extra costi.

In data 31 maggio 2021 è stato pubblicato in GU il decreto del ministero della Transizione ecologica recante "Determinazione degli obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico che possono   essere   perseguiti   dalle   imprese   di distribuzione dell'energia elettrica e del gas per gli anni 2021-2024 (cd. certificati bianchi)". Il decreto ha prorogato la scadenza dell'anno d'obbligo 2020 al 16 luglio 2021 e successivamente l'Autorità ha pubblicato la Determina 6/2021 - DMRT con cui ha determinato gli obblighi di risparmio di energia primaria in capo ai distributori di energia elettrica e di gas naturale per l'anno d'obbligo 2020, prevedendo per areti un obbligo pari a 54.848 certificati bianchi.


Il 3 agosto 2021con la delibera 358/2021/R/efr l'Autorità conferma il cap a 250 €/Tee e il corrispettivo addizionale unitario a 10 €/Tee. In considerazione della proroga del termine dell'anno d'obbligo 2020 al 16 luglio 2021 e dell'incertezza normativa ancora in essere in prossimità di tale scadenza, l'Autorità ha pubblicato la delibera 547/2021/R/efr con la quale ha confermato gli intendimenti illustrati nel DCO 359/2021/R/efr. In particolare, l'Autorità ha stabilito che ai distributori di energia elettrica e gas naturale sia riconosciuta una componente addizionale eccezionale pari a 7,26 €/TEE per ciascun titolo consegnato in occasione del termine dell'anno d'obbligo 2020, a valere sull'obiettivo specifico a proprio carico per tale anno d'obbligo e sulle eventuali quote residue degli obiettivi per gli anni d'obbligo 2018 e 2019, non oltre il raggiungimento del proprio obiettivo specifico aggiornato. La componente eccezionale è stata prevista a copertura degli extracosti sostenuti dagli operatori per il difficoltoso approvvigionamento dei TEE necessari agli obiettivi in scadenza.


L'Autorità ha pubblicato la determina 16/2021 - DMRT con la quale ha definito l'obbligo TEE 2021 per areti che ammonta a 16.580 TEE.


Regolazione tariffaria

Con delibera 461/2020/R/eel del 17 novembre 2020 l'Autorità ha introdotto il meccanismo di reintegro dei crediti afferenti i servizi a rete altrimenti non recuperabili da parte dei DSO, che ha consentito l'incasso da parte di areti di un acconto pari al 50% entro fine 2020 ed il saldo del reintegro entro il 31 agosto 2021. 

Con la delibera 614/2021/R/com, a valle di un processo consultivo nel secondo semestre del 2021, l'Autorità ha aggiornato i criteri per la determinazione e l'aggiornamento del tasso di remunerazione del capitale investito per i servizi infrastrutturali dei settori elettrico e gas per il periodo 2022-2027, fissandolo per la distribuzione e misura energia elettrica al 5,2%.

Contestualmente ARERA ha pubblicato il documento per la consultazione 615/2021/R/com recante le "Linee guida per lo sviluppo della regolazione ROSS-base da applicare a tutti i servizi infrastrutturali regolati dei settori elettrico e gas" nel quale descrive l'approccio metodologico che intende seguire nello sviluppo di sistemi ROSS (Regolazione per Obiettivi di Spesa e di Servizio) per la regolazione tariffaria dei servizi infrastrutturali dell'energia elettrica e del gas. La metodologia ROSS andrà a sostituire l'attuale approccio regolatorio che prevede il riconoscimento separato dei costi operativi e quelli di capitale, a favore di un sistema basato sul concetto di "spesa totale di riferimento", sull'applicazione di coefficienti di ripartizione (sharing) dell'efficienza totale e sull'applicazione di tassi di capitalizzazione fissati dal regolatore. Tale nuovo approccio è attualmente ancora all'inizio della fase consultiva.

Nel mese di dicembre 2021, inoltre, sono state resi noti gli aggiornamenti delle tariffe obbligatorie di trasmissione, distribuzione e misura per l'anno 2022, oltre alle condizioni economiche per l'erogazione del servizio di connessione.


Codice di rete tipo per il servizio di trasporto dell'energia elettrica

Con delibera 261/2020/R/eel sono state introdotte modifiche alla disciplina del codice di rete con applicazione a partire da gennaio 2021.

Le principali disposizioni introdotte riguardano la riduzione a 4 mesi dell'esposizione dei DSO tramite la contrazione delle tempistiche di risoluzione contrattuale e, conseguentemente, l'ammontare delle garanzie a carico dei venditori.

A seguito delle richieste di chiarimento inviate dagli operatori agli uffici dell'Autorità circa le corrette modalità di applicazione della nuova disciplina, è stato pubblicato un successivo provvedimento 490/2020/R/eel che ha introdotto, per i trader con rating creditizio, l'obbligo di presentare una garanzia integrativa in forma tradizionale nei casi di aumento rilevante dei punti di prelievo serviti, limitatamente ai nuovi POD (c.d. GARnewPOD). Con successivo ulteriore provvedimento 583/2020/R/eel, l'ARERA ha inoltre stabilito che nei casi di inadempimento del trader, qualora la garanzia tradizionale GARnewPOD non risulti capiente rispetto all'esposizione debitoria del trader, il DSO è tenuto a procedere, contestualmente all'escussione, alla richiesta di reintegro della garanzia da effettuarsi entro i successivi 7 giorni lavorativi, nonché a una nuova diffida ad adempiere alla corresponsione degli importi dovuti entro i successivi 7 giorni lavorativi, solo decorsi i quali, in assenza di reintegro e contestuale completa corresponsione degli importi dovuti, il contratto di trasporto può intendersi risolto. 

In seguito, l'Autorità ha pubblicato la delibera 81/2021/R/com con la quale modifica ulteriormente, rispetto ai precedenti provvedimenti (delibera 116/2020/R/COM, delibera 248/2020/R/COM, delibera 261/2020/R/EEL e delibera 490/2020/R/EEL), le condizioni generali del contratto di trasporto con riferimento alle garanzie da versare ai distributori. In particolare, con la presente delibera viene disposta:


Oneri generali di sistema

L'Autorità ha pubblicato la delibera 32/2021/R/eel con la quale approva il meccanismo di riconoscimento per i venditori degli oneri generali non riscossi dai clienti finali e già versati alle imprese distributrici, che fa seguito al precedente DCO 445/2020/R/eel.

Il medesimo provvedimento conferma inoltre, come già disposto con delibera 109/2017, che la garanzia che l'utente del trasporto è tenuto a prestare all'impresa distributrice a copertura dell'obbligo di pagamento degli OGdS continui a essere dimensionata a un valore che rappresenta la miglior stima degli importi normalmente riscossi dagli operatori, ovvero che le imprese distributrici riducano l'ammontare GAR definito ai sensi del paragrafo 2.7 dell'Allegato B alla deliberazione 268/2015/R/EEL e l'importo massimo della garanzia, funzionale alle disposizioni di cui al paragrafo 3.3 del medesimo Allegato B, di una percentuale pari a 4,9% da applicare alla quota parte dell'ammontare GAR relativa ai soli Oneri Generali di Sistema. Tale valore sarà aggiornato con cadenza biennale dall'Autorità in base all'andamento del valore dell'unpaid ratio nelle zone del Paese in cui la morosità si attesta su livelli mediamente più elevati.

Con delibera 123/2021/R/com l'Autorità ha aggiornato le tariffe degli oneri generali del settore elettrico, annunciando il trasferimento della componente Asos da GSE a CSEA, da destinare al Conto per nuovi impianti da fonti rinnovabili e assimilate (di cui al comma 41.1, lettera b), del TIT). Il trasferimento delle responsabilità di esazione della componete Asos a CSEA, a decorrere dal 1° luglio 2021, è stato ufficialmente definito con delibera 231/2021/R/eel.

Il 30 giugno 2021 l'Autorità ha pubblicato la delibera 278/2021/R/com con la quale ha aggiornato le componenti tariffarie destinate alla copertura degli oneri generali e di ulteriori componenti del settore elettrico e del settore gas.

Il documento di consultazione 380/2021/R/eel propone un meccanismo unificato che coordini il reintegro alle imprese distributrici degli oneri generali di sistema e degli oneri di rete non riscossi e non altrimenti recuperabili e che incentivi l'efficienza nel recupero del credito.

In attuazione delle disposizioni dell'art. 3 del decreto-legge 130/2021, con delibera 396/2021/R/com l'Autorità ha disposto l'annullamento, per il trimestre ottobre-dicembre 2021, delle aliquote delle componenti tariffarie ASOS e ARIM per tutte le utenze domestiche e non domestiche in BT con potenza disponibile fino a 16,5 kW.

Si informa inoltre che, tra gli eventi successivi, si evidenzia la pubblicazione della delibera 35/2022/R/eel con la quale l'ARERA dà attuazione alle disposizioni di cui all'articolo 14 del decreto Sostegni-ter, annullando per il I° trimestre 2022 le aliquote vigenti delle componenti tariffarie ASOS e ARIM per tutte le utenze con vigenza dal 1° gennaio 2022, rettificando quanto già disposto dalla deliberazione 635/2021/R/com. 

L'Autorità ha anche specificato che: (i) se alla data di entrata in vigore del provvedimento di azzeramento degli oneri per le imprese oltre i 16,5 kW di potenza fossero state già emesse dai venditori fatture relative alla fornitura di energia elettrica riferite al periodo 1° gennaio-31 marzo 2022, i conguagli spettanti dovranno essere effettuati entro la seconda bolletta successiva; e (ii) se l'offerta commerciale sottoscritta dal cliente non prevedesse l'applicazione diretta delle componenti degli oneri generali (ASOS e ARIM), ciascun venditore dovrà garantire al cliente una riduzione della spesa pari alla differenza tra i valori delle aliquote degli oneri senza e con azzeramento.


Mobilità elettrica

Con la delibera 541/2020/R/eel l'Autorità ha avviato una sperimentazione nazionale rivolta ai clienti BT, finalizzata a facilitare l'installazione di ricariche e-car in ambito privato.

L'adesione è volontaria e gratuita e l'accesso è subordinato al rispetto di alcune condizioni:

misurare e registrare la potenza attiva di ricarica e trasmettere tale dato ad un soggetto esterno (es. un aggregatore);

ridurre/incrementare o ripristinare la potenza massima di ricarica.

L'applicazione della sperimentazione decorre dal 1° luglio 2020 e dura fino al 31 dicembre 2023.

Infine, in ambito mobilità elettrica pubblica, si segnala il documento di consultazione 201/2020/R/eel con il quale l'Autorità ha dato una prima attuazione al decreto del Ministro dello Sviluppo Economico 30 gennaio 2020, illustrando i propri primi orientamenti in materia di partecipazione dei veicoli elettrici al Mercato per il Servizio di Dispacciamento (MSD), per il tramite delle infrastrutture di ricarica dotate di tecnologia vehicle to grid.

La Delibera 352/2021/R/eel avvia una sperimentazione delle soluzioni regolatorie più appropriate per l'approvvigionamento dei servizi ancillari locali predisposti dai gestori della distribuzione e per la relativa remunerazione. La sperimentazione tiene conto delle definizioni e dei principi generali già presenti nel quadro normativo europeo e serve anche al fine di raccogliere informazioni utili per possibili contributi al dibattito europeo.


Progetto "Contatori Digitali 2G"     

ARERA ha pubblicato la delibera 105/2021/R/eel con la quale modifica il requisito R-4.01 dell'allegato A alla delibera 87/2016 precisando che, nel caso di misuratori di seconda generazione installati su punti di prelievo già dotati di precedente misuratore, tra le informazioni visualizzabili sul display devono risultare le letture dei totalizzatori del mese precedente alla sostituzione, per un periodo di 26 mesi e 15 giorni a partire dalla sostituzione. La precedente versione della normativa prevedeva "almeno" 26 mesi e 15 giorni. Tale modifica è stata implementata, anche con riferimento ai sistemi 2G già in servizio, entro il 30 luglio 2021.


Energia Reattiva

Con la delibera 568/2019 di dicembre 2019, l'Autorità ha introdotto con decorrenza 2022 una regolazione tariffaria delle immissioni di energia reattiva da parte dei clienti finali e delle imprese distributrici per tutti i livelli di tensione. L'Autorità ha pubblicato la determina 2/2021 - DIEU con la quale ha stabilito che ciascuna impresa distributrice direttamente connessa alla rete di trasmissione nazionale in alta o altissima tensione trasmetta all'Autorità - entro il 30 giugno 2021 - informazioni quantitative inerenti ai volumi di energia reattiva, la tipologia e l'ammontare economico annuo degli interventi realizzati a partire dal 2017 e di quelli pianificati entro il 2024 al fine di controllare la tensione e di gestire le immissioni e i prelievi di energia reattiva con la rete di trasmissione. Inoltre, l'Autorità attende da parte di Terna e le imprese distributrici una relazione congiunta sugli esiti delle attività di coordinamento della pianificazione degli interventi per il controllo della tensione e la gestione degli scambi di energia reattiva entro il 31 ottobre 2021.

A dicembre 2021, ARERA ha inoltre pubblicato un documento di consultazione (515/2021) nel quale ipotizza il posticipo dell'applicazione dei corrispettivi per la reattiva immessa da luglio 2022 e nella sola fascia F3 in una fase di breve termine ed una regolazione per aggregati di aree con eventuale applicazione di deroghe per la fase di medio termine (dal 2023 o dal 2024). La consultazione è tutt'ora in corso.


Servizi di trasmissione, distribuzione e dispacciamento all'energia elettrica prelevata per la successiva immissione in rete 

L'Autorità ha pubblicato la delibera 109/2021/R/eel - che fa seguito al documento di consultazione 345/2019 - con la quale definisce le modalità di erogazione del servizio di trasmissione, distribuzione e dispacciamento nel caso dell'energia elettrica prelevata per i consumi relativi ai servizi ausiliari di generazione e nel caso dell'energia elettrica prelevata e successivamente re-immessa in rete dai sistemi di accumulo. L'obiettivo prioritario del provvedimento è quello di uniformare la regolazione dei servizi di trasmissione, distribuzione e dispacciamento per l'energia elettrica prelevata funzionale a consentire la successiva immissione in rete ed estendere la predetta regolazione ai casi, più complessi, in cui i prelievi di energia elettrica per il tramite del medesimo punto di connessione non siano destinati solo ai sistemi di accumulo e/o ai servizi ausiliari di generazione, ma anche a ulteriori carichi distinti da essi. La delibera ha stabilito che dal 1° gennaio 2022, su istanza del produttore, l'energia elettrica prelevata funzionale a consentire la successiva immissione in rete sia trattata come energia elettrica immessa negativa ai fini dell'accesso ai servizi di trasporto, distribuzione e dispacciamento.

Il Comunicato dell'Autorità del 28 luglio 2021 anticipa una revisione delle tempistiche definite dalla Delibera 109/2021/R/eel ed il posticipo dell'applicazione.

L'ARERA ha pubblicato la Delibera 560/2021/R/EEL con la quale ha posticipato al 1° gennaio 2023, anziché al 1° gennaio 2022, l'applicazione della disciplina dei servizi di trasmissione, distribuzione e dispacciamento per gli accumuli elettrochimici di cui alla Delibera 109/2021/R/EEL, dando seguito al comunicato del 28 luglio 2021.

Il differimento è motivato dalla mancata definizione da parte di Terna dell'Allegato al Codice di rete recante i principi, i criteri e le modalità di calcolo degli algoritmi funzionali alla quantificazione dell'energia elettrica prelevata ai fini della successiva immissione in rete (al momento in consultazione), che Terna dovrà pubblicare entro il 28 febbraio 2022.


Si segnala tra gli eventi successivi il documento di consultazione DCO 45/2022/R/eel dell'8 febbraio 2022 relativo al Servizio a tutele graduali per le microimprese del settore dell'energia elettrica di cui all'art. 1, comma 60 della Legge n. 124/17. Il documento illustra gli orientamenti dell'ARERA con riferimento alla regolazione e alle modalità di affidamento del servizio a tutele graduali destinato alle microimprese in vigore da gennaio 2023.



Regolazione Ambiente

A valle del documento di consultazione 351/2019, il 31 ottobre 2019 ARERA ha approvato la delibera 443/19 contenente il primo metodo tariffario servizio integrato di gestione dei rifiuti 2018-2021.

Con riferimento al MTR - Metodo Tariffario Rifiuti, si specifica che le nuove regole definiscono i corrispettivi TARI da applicare agli utenti nel 2020-2021, i criteri per i costi riconosciuti nel biennio in corso 2018-2019 e gli obblighi di comunicazione. 

Come in altri settori soggetti a regolazione, nel nuovo metodo tariffario rifiuti si fa riferimento a dati ex post e riferibili a fonti contabili certe (bilanci) relativi all'anno a-2 e applicati all'anno a (inserendo indicazioni di conguagli che permeano l'intera struttura algebrica del metodo) e non più a dati previsionali. 

Nel nuovo metodo ARERA applica un approccio ibrido, mutuato dalle altre regolazioni dei servizi, quali energia elettrica e gas, con un diverso trattamento dei costi di capitale e dei costi operativi, ovverosia:

Il metodo, inoltre, come anticipato già nelle consultazioni, prevede limiti tariffari alla crescita dei ricavi oltre alla introduzione di quattro diversi schemi adottabili dagli enti locali e dai gestori, in relazione agli obiettivi di miglioramento del servizio. Il metodo regola, in particolare, le fasi del servizio integrato rifiuti così come identificate: spazzamento e lavaggio strade, raccolta e trasporto, trattamento e recupero, trattamento e smaltimento dei rifiuti urbani, gestione tariffe e rapporti con gli utenti. 

Sulle fasi di trattamento e recupero e trattamento e smaltimento, ARERA indica specificatamente che saranno valutati, con successivi provvedimenti, i criteri per la determinazione dei corrispettivi da applicare agli impianti di trattamento e smaltimento, indicando nelle more di tale valutazione (da svolgere in base ai criteri di cui all'articolo 1, comma 527, lettera g), della legge n. 205/17) di applicare, per la TARI 2020, i corrispettivi per tali attività come segue: a) in presenza di tariffe amministrate, la tariffa approvata e/o giustificata dall'Ente territoriale competente; e b) in tutti gli altri casi, la tariffa praticata dal titolare dell'impianto determinata in esito a procedure negoziali. 

ARERA ha, in questa prima definizione del metodo tariffario, mantenuto la struttura algebrica del metodo fissato dal DPR 158/1999, inserendo fattori tariffari corrispondenti ad ulteriori componenti addizionali per la determinazione dei corrispettivi, alcuni dei quali come segue:

Al fine di tener conto delle diverse condizioni territoriali di partenza, il Regolatore, come avvenuto in precedenza nel settore idrico, ha introdotto una metodologia che definisce i criteri per la quantificazione delle tariffe all'interno di una regolazione di carattere asimmetrico, dove sono previsti quattro diversi tipi di schemi tariffari nell'ambito dei quali ciascun soggetto competente potrà individuare la soluzione più efficace, a seconda dei propri obiettivi di miglioramento qualitativo e di sviluppo gestionale al momento applicabile agli operatori della prima parte della filiera del servizio rifiuti integrato, in particolare alle fasi di spazzamento e lavaggio strade e di raccolta e trasporto.

Il PEF (Piano Economico Finanziario) resta lo strumento di riferimento per la valorizzazione del ciclo integrato e per la predisposizione delle tariffe TARI e viene predisposto dal "gestore del sistema integrato rifiuti", ove fosse anche il Comune, mentre "gli operatori che gestiscono pezzi della filiera mettono a disposizione di chi redige il PEF i propri dati per la corretta elaborazione dell'intero Piano".

Relativamente al Testo Integrato TITR - 444/2019/R/rif - Disposizioni in materia di trasparenza nel servizio di gestione dei rifiuti urbani e assimilati, si specifica che tale testo definisce le disposizioni in materia di trasparenza del servizio di gestione dei rifiuti urbani e assimilati per il periodo di regolazione 1° aprile 2020 - 31 dicembre 2023. Nell'ambito di intervento sono ricompresi gli elementi informativi minimi da rendere disponibili da parte del gestore del ciclo integrato attraverso siti internet, gli elementi informativi minimi da includere nei documenti di riscossione (avviso di pagamento o fattura) e le comunicazioni individuali agli utenti relative a variazioni di rilievo nella gestione.

Con Delibera 138/21, ARERA ha avviato il procedimento per l'aggiornamento del MTR (cosiddetto MTR-2), che entrerà in vigore a partire dal 2022 ed in cui è presente anche l'individuazione della metodologia per la definizione delle cosiddette "tariffe al cancello", che impatterà direttamente sull'operatività di taluni impianti della Società.

Con Determina 01/DRIF/2021, l'Autorità ha altresì avviato una raccolta dati relativa agli impianti di trattamento della filiera dell'indifferenziato (inceneritori D10 e R1, trattamento meccanico/meccanico-biologico, discariche), cui la Società ha prontamente dato riscontro nei termini previsti.

È stato poi pubblicato il Documento di Consultazione 196/21 riguardante le tariffe al cancello, nel quale è stato chiarito il perimetro di regolazione previsto dall'Autorità: attualmente, pertanto, ARERA è orientata a ricomprendere tutti gli impianti che gestiscono rifiuti urbani ad eccezione di quelli "riconducibili alle filiere del riciclaggio, destinati al recupero di materia, gestiti da Consorzi di filiera (finanziati dal versamento di contributi da parte delle aziende aderenti), o da altri soggetti, con i quali i Comuni possono sottoscrivere specifiche convenzioni per la copertura degli oneri sostenuti per le raccolte differenziate dei rifiuti".

Infine, con Delibera 363/2021/R/RIF, l'Autorità ha approvato la modalità di determinazione delle entrate tariffarie per l'erogazione del servizio integrato di gestione dei rifiuti urbani, ovvero dei singoli servizi che lo compongono (quale quello di recupero/smaltimento, svolto direttamente dalla Società), con applicazione per le annualità del periodo 2022-2025. In tale sede, è stato approvato il cosiddetto MTR-2 (Metodo Tariffario Rifiuti per il secondo periodo regolatorio), che ha previsto la determinazione delle tariffe di accesso agli impianti di trattamento soltanto per quelli che vengono individuati come "impianti minimi" nell'ambito della pianificazione territoriale. I gestori di tali impianti minimi dovranno pertanto predisporre il Piano Economico Finanziario per il periodo 2022-2025 secondo le indicazioni previste nel predetto MTR-2. 


Per ciò che concerne, invece, la pubblicazione delle quattro direttive europee si rappresenta che, le stesse, prevedono le modifiche di sei direttive europee riguardanti la materia dei rifiuti e cioè;

In estrema sintesi la novità principale che tali provvedimenti apportano alla normativa ambientale riguarda le percentuali di raccolta differenziata da raggiungere nei prossimi anni, in particolare sino al 2035 (prevedendo tuttavia degli step intermedi dal 2020 al 2030 e dal 2030 al 2035). E segnatamente:

Sul tema delle discariche si segnala l'introduzione dell'art. 15-ter alla direttiva del 1999, il quale prevede che la Commissione adotta atti di esecuzione per stabilire il metodo da utilizzare per determinare, in loco e per tutta l'area di estensione dell'area, il coefficiente di permeabilità delle discariche. E, altresì, l'introduzione dell'art. 15-quater, il quale conferisce alla Commissione il compito di adottare atti di esecuzione per sviluppare un criterio per il campionamento dei rifiuti (fino alla concreta emanazione di tale nuovo metodo gli Stati membri utilizzano i sistemi nazionali attualmente vigenti):

Tali obiettivi potranno essere rivisti nel 2024 (soprattutto in considerazione della circostanza per cui, gli stessi, sono considerati eccessivamente ambiziosi per taluni Stati che ad oggi, ad esempio, ricorrono sovente all'utilizzo delle discariche ai fini dello smaltimento. In tal senso il Legislatore ha pertanto previsto che, riconoscendo le significative differenze di trattamento tra i diversi Stati, sarà possibile concedere una proroga, fino ad un massimo di 5 anni, per gli Stati che nel 2013 hanno preparato per il riutilizzo e hanno riciclato meno del 20% dei rifiuti urbani o hanno collocato in discarica oltre il 60% dei rifiuti urbani). 

In ottemperanza alla soprarichiamata Legge di Delegazione Europea, sono stati approvati il D.Lgs. 116/2020 relativi a rifiuti ed imballaggi, il D.Lgs. 118/2020 relativo ai rifiuti di pile e accumulatori (RPA) e rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), il D.Lgs. 119/2020 per veicoli fuori uso ed il D.Lgs. 121/2020 relativo alle discariche.


Da ultimo su tali Delibere merita un breve passaggio la riscrittura dell'art. 6 della direttiva 98/2008/Ce relativo alla cessazione della qualifica del rifiuto (End of Waste). In particolare, il Legislatore europeo, mediante la nuova delibera di modifica, impone agli Stati membri di adottare misure appropriate per garantire che, quando una sostanza od oggetto rispetta i requisiti richiesti per l'End of Waste, questa non possa essere qualificata come rifiuto.

In particolare è previsto che, premessa la competenza della Commissione europea sulla definizione dei criteri generali sull'applicazione uniforme delle condizioni End of Waste, a determinati tipi di rifiuti, qualora quest'ultima non procedesse in tal senso, gli Stati membri possono stabilire criteri EoW dettagliati a determinati tipi di rifiuti che devono tener conto di tutti i possibili effetti negativi sull'ambiente e sulla salute umana della sostanza o dell'oggetto e soddisfano i requisiti EoW previsti dalla direttiva. Tali decisioni dovranno essere notificate dallo Stato membro alla Commissione.

Non solo, la stessa delibera prevede inoltre che gli Stati membri possono altresì decidere caso per caso o adottare misure appropriate al fine di verificare che determinati rifiuti abbiano cessato di essere tali in base alle condizioni indicate nella direttiva, rispecchiando, ove necessario i criteri Ue dell'EoW e tenendo conto dei valori limite per le sostanze inquinanti e di tutti i possibili effetti negativi sull'ambiente e sulla salute umana. Tali decisioni adottate caso per caso non devono essere notificate alla Commissione.

Infine, sulla materia EoW si segnala l'emendamento approvato in data 6 giugno 2019 ed inserito all'interno del decreto c.d. Sblocca Cantieri (D.L. 32/2019, convertito con legge n. 1248). In particolare, la norma stabilisce che nelle more di adozione di uno o più decreti recanti i criteri EoW per specifiche tipologie di rifiuti, le autorizzazioni ordinarie per gli impianti di recupero rifiuti devono essere concesse sulla base dei criteri indicati nei provvedimenti che disciplinano il recupero semplificato dei rifiuti (Dm 5 febbraio 1998, Dm 161/2002 e Dm 269/2005) "per i parametri ivi indicati per i parametri relativi a tipologia, provenienza e caratteristiche dei rifiuti, attività di recupero e caratteristiche di quanto ottenuto da tali attività". Le autorizzazioni ordinarie devono invece individuare le condizioni e le prescrizioni necessarie "per quanto riguarda le quantità di rifiuti ammissibili nell'impianto e da sottoporre alle operazioni di recupero". 

Il Ministero dell'Ambiente (ora Ministero della Transizione Ecologica) viene autorizzato ad emanare "con decreto non avente natura regolamentare", apposite linee guida per l'applicazione uniforme sul territorio nazionale della disciplina.

Si segnala infine tra gli eventi successivi la Delibera n. 68/2022/R/RIF del 22 Febbraio 2022 relativa alla Valorizzazione dei parametri finanziari alla base del calcolo dei costi d'uso del capitale in attuazione del metodo tariffario rifiuti (MTR-2), sulla base dei criteri recati dal TIWACC di cui alla deliberazione dell'Autorità 614/2021/R/com per la determinazione delle tariffe di accesso agli impianti di chiusura del ciclo "minimi" per gli anni 2022 - 2025.


Scenario di riferimento per gli aspetti ESG (environmental, social, governance)

Lo sviluppo sostenibile

Il 2021 è stato l'anno di avvio del rilancio dei sistemi economico-produttivi, della ripresa delle relazioni sociali verso la "nuova normalità" che segue la discontinuità generata dalla crisi sanitaria. L'emergenza pandemica si è unita alla crisi climatico-ambientale, in un rapporto reciproco di cause ed effetti, con ricadute sul contesto sociale che ancora oggi condizionano lo scenario di sostenibilità futuro. Tale situazione di contesto è chiave di lettura anche di numerosi avvenimenti internazionali e nazionali. A livello politico è da segnalare l'insediamento del 46° Presidente degli Stati Uniti d'America, Joe Biden, ed il rientro degli USA negli accordi di Parigi per la lotta al cambiamento climatico. Nel contesto italiano, con la formazione del nuovo Governo Draghi è stato approntato ed avviato il PNRR per il rilancio post emergenziale dell'Italia. Tramite il PNRR, ed i fondi collegati previsti dall'UE (Next Generation), viene proposto un piano strategico che ruota intorno agli assi strategici della digitalizzazione e innovazione; transizione ecologica; inclusione sociale. In Europa è stata approvata la legge sul clima che fissa l'obiettivo della neutralità carbonica al 2050, con la tappa al 2030 di riduzione dei GHG del 55% rispetto al 1990. Il provvedimento si inserisce, insieme alle iniziative legislative "Fit for 55" proposte dalla Commissione von der Leyen, nel quadro strategico del Green Deal europeo. Nel G20 di Roma sono stati affermati impegni per la sicurezza alimentare e l'adeguata nutrizione (Dichiarazione Matera) e per la parità di genere, l'empowerment e la leadership delle donne e delle ragazze a tutti i livelli per uno sviluppo inclusivo e sostenibile. Il 2021 è stato caratterizzato dall'attenta gestione dell'emergenza pandemica attraverso le campagne vaccinali, la conferma del remote working, l'introduzione di sistemi di prevenzione e monitoraggio della popolazione funzionali a garantire le migliori condizioni di sicurezza durante la ripresa delle attività lavorative e sociali. A livello ambientale si sono registrati fenomeni estremi (uragani, alluvioni, incendi), con perdite di vite umane ed impatti economici in tutto il Pianeta, dalla costa nord-occidentale degli USA all'Europa, dalla regione dell'Henan in Cina all'area dell'India, dal Canada al Sud Sudan.

A fine anno si sono evidenziate nuove criticità sia sanitarie, con la diffusione di nuove varianti del Covid, sia sociali, con l'innalzamento dei prezzi energetici, dovuti al costo del gas, sia ambientali, con la registrazione dell'aumento dei livelli di emissioni climalteranti. Nel Paese, il rapporto Asvis indica i progressi verso uno sviluppo sostenibile ancora altalenanti, pur a fronte di alcune importanti iniziative, quali il progetto di integrazione della tutela dell'ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell'interesse delle future generazioni, nei principi fondamentali della Costituzione e la disciplina a livello nazionale della parità retributiva di genere.

In tale contesto, le imprese di servizi essenziali, prossime alle dinamiche vissute dal territorio, avvertono le sollecitazioni e le suggestioni che provengono dai framework regolamentari, come la Tassonomia ambientale europea, e manageriali, con la diffusione di concetti quali lo stakeholder capitalism o il "successo sostenibile" per le imprese quotate.


La legislazione nei mercati di riferimento, a livello locale, nazionale e sovra-nazionale

Il contesto normativo di riferimento per il Gruppo Acea è ampio ed articolato in funzione della specificità dei business gestiti e della varietà degli ambiti su cui intervengono le discipline normative e regolatorie che incidono sull'operatività aziendale, dai profili amministrativi autorizzativi a quelli di tutela del mercato e della concorrenza. A tali aspetti si aggiunge la peculiarità della natura di Società quotata, con i relativi impatti normativi, ad esempio in termini di disciplina delle comunicazioni al mercato. Lo scenario normativo, pertanto, viene analizzato in ottica multidisciplinare, effettuando una ricognizione circolare ed un'analisi interpretativa continua, al fine di segnalare sviluppi di particolare rilevanza, individuando e valutando rischi e opportunità su strategia e gestione operativa. 

Tra i temi di rilievo si evidenziano le misure introdotte dal D. L 77/2021, c.d. "decreto Semplificazioni bis" recante "governance del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e prime misure di rafforzamento delle strutture amministrative e di accelerazione e snellimento delle procedure" convertito dalla L. 108/2021. Si tratta di un pacchetto di riforme strutturali ed investimenti per il periodo 2021-2026 volte a velocizzare l'attuazione delle opere previste dal Recovery Plan, rafforzando le strutture amministrative, snellendo le procedure e disciplinando la relativa governance.

Il citato Decreto apporta novità anche in materia di appalti pubblici in quanto le disposizioni non incidono esclusivamente sul quadro normativo ordinario dei contratti pubblici (Codice dei contratti pubblici, D. Lgs. 50/2016), ma vanno a modificare anche le normative emergenziali di deroga come lo "Sblocca-cantieri" (D. L. 32/2019) e il "Decreto Semplificazioni" (D. L. 76/2020), nato per rispondere alla crisi pandemica. Particolare attenzione è posta, infine, al D. L. 2469 "Disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021", con disposizioni volte a promuovere lo sviluppo della concorrenza, rimuovere gli ostacoli regolatori all'apertura dei mercati e garantire la tutela dei consumatori.


Gli impatti ambientali ed energetici 

L'ambiente naturale è lo scenario entro cui si sviluppano le attività del Gruppo, e come tale viene preservato, con un uso responsabile ed efficiente delle risorse, la tutela delle sorgenti, la salvaguardia delle aree naturali dove insistono impianti e reti di servizio, la mitigazione degli impatti fisici e delle esternalità generate sul contesto ecologico dai processi operativi.  Nonostante l'adozione a livello globale di periodi di fermo o rallentamento delle attività economiche per limitare la diffusione del Covid-19, il giorno dell'Overshoot Day, in cui la Terra esaurisce le sue risorse rinnovabili disponibili per l'anno in corso, nel 2021 è arrivato il 29 luglio, come nel 2019, a fronte di un ritardo del 2020 (22 agosto). A livello nazionale tale limite è stato raggiunto il 13 maggio 2021, in anticipo di un giorno rispetto all'anno precedente.

Le prospettive ambientali globali sono state l'oggetto della COP26 di Glasgow. In tale consesso, in cui l'Italia ha assunto un ruolo di guida e co-leadership, sono stati affrontati temi critici e assunte importanti decisioni. I 196 Paesi aderenti alla Convenzione ONU sui cambiamenti climatici, sebbene con esiti inferiori alle attese, hanno condiviso importanti obiettivi, come il mantenimento della temperatura entro 1,5° rispetto al periodo preindustriale, impegni nuovi e vincolanti verso la decarbonizzazione, il blocco della deforestazione entro il 2030 e la riduzione delle perdite di metano del 30%. È stato altresì deciso di raddoppiare i fondi internazionali per le azioni di adattamento, specie nei Paesi più vulnerabili agli impatti dei cambiamenti climatici, ed approvato un programma di lavoro per definire il "Global Goal on Adaptation", che identificherà gli indicatori per monitorare le azioni di adattamento dei Paesi. L'Unione Europea ha proseguito i lavori per disciplinare, tramite il Regolamento 852/2020, la Tassonomia delle attività eco-compatibili con lo scopo di guidare gli investimenti privati verso la promozione di un'economia ambientalmente sostenibile.

Nel 2021 sono continuati i lavori della Taskforce on climate-related financial disclosure (di seguito TCFD), che promuove la rendicontazione, da parte delle imprese, dei rischi e delle opportunità legati ai cambiamenti climatici e la descrizione degli impatti che questi generano sull'azienda, al fine di rispondere alle aspettative e alle esigenze degli investitori. Di particolare importanza, in questo ambito, le analisi di scenario che le imprese sono chiamate a svolgere per valutare gli impatti futuri che i rischi/opportunità climate-related generano sul business.


Cambiamento climatico

La sensibilità all'evolversi del cambiamento climatico ed ai suoi effetti sui business gestiti è tema ormai consolidato a livello internazionale che si riflette anche in una maggiore richiesta di informativa nella relazione finanziaria annuale. Sebbene non esista un principio contabile internazionale che disciplini come gli impatti del cambiamento climatico siano da considerare nella predisposizione del bilancio, lo IASB ha emesso taluni documenti per supportare gli IFRS-Adopter nel soddisfare tale richiesta di informativa delle parti interessate. Parimenti, ESMA, nelle sue European Common Enforcement Priorities del 29 ottobre 2021, ha evidenziato che gli emittenti debbano considerare nella preparazione dei bilanci IFRS i rischi climatici nella misura in cui i medesimi siano rilevanti a prescindere dal fatto che detti rischi siano o meno esplicitamente previsti dagli standard contabili di riferimento.

Il Gruppo Acea descrive le proprie considerazioni in merito alle azioni riconducibili alla mitigazione degli effetti del cambiamento climatico così come all'adattamento al cambiamento climatico nella dichiarazione non finanziaria. In tale ambito, considerando i settori di attività in cui opera il Gruppo per il tramite delle sue partecipate, il Gruppo Acea, nel proseguire la definizione di aggiornati piani futuri ad oggi in corso di sviluppo e predisposizione, ha identificato taluni rischi derivanti dall'attuale processo di mitigazione ed adattamento. 

Di seguito si fornisce una sintesi delle considerazioni svolte dal management con riferimento agli aspetti ritenuti rilevanti ai fini della predisposizione del bilancio nei settori di attività in cui si opera.

Con riferimento al breve periodo il management non rileva impatti specifici di rilevante entità derivanti da rischi legati al clima, da considerare nell'applicazione dei principi contabili. Il Gruppo in tutti i settori di attività serviti persegue l'eccellenza dell'erogazione del servizio; questo comporta un costante impegno nello sviluppo di infrastrutture adeguate e nell'evoluzione della gestione delle medesime, con applicazione di innovazione tecnologica e digitalizzazione, nonché nella preservazione e tutela della risorsa idrica, nello sviluppo di capacità di generazione di energia elettrica da fonti rinnovabili, nell'efficientamento energetico dei processi produttivi, nel perseguimento di un approccio all'economia circolare e nell'espletamento dei controlli riguardo le commodity fornite alla clientela.

Con riferimento al medio-lungo periodo il management, nel proseguire la definizione di aggiornati piani di sviluppo ad oggi in corso di predisposizione, non ravvede ulteriori considerazioni specifiche da fattorizzare nell'applicazione dei principi contabili per la predisposizione di bilancio. 

Si segnala che la valutazione e, più specificamente, la quantificazione dei rischi legati al clima, richiede l'applicazione di analisi di scenario climatico - attività che il Gruppo ha avviato - ed è tuttavia esposta anche ad assunzioni su sviluppi futuri altamente incerti, come futuri sviluppi tecnologici, azioni del governo o ancora evoluzioni di equilibri politici internazionali.

Per i principali settori in cui il Gruppo opera, gli effetti principali derivanti dal cambiamento climatico sono stati identificati nella necessità di proseguire negli investimenti nelle infrastrutture per prevenire e/o mitigare gli impatti derivanti prevalentemente dai rischi fisici. 

Il management ha valutato che tali investimenti non riducono o modificano l'aspettativa con riferimento ai benefici economici connessi all'utilizzo delle attività iscritte tra le immobilizzazioni materiali in quanto gli stessi sono investimenti con rilevanza regolatoria e dunque soggetti a meccanismi di ristoro specifici. Pertanto, non si è resa necessaria la rivisitazione critica della vita utile delle immobilizzazioni in bilancio.

Con specifico riferimento alla vendita di commodity, il Gruppo monitora come potenziale effetto derivante dal rischio reputazionale la vita utile della customer base e delle valutazioni di bilancio ad essa correlate. 

Con riferimento all'esistenza di rischi di impairment delle attività, il management ha considerato che, sebbene le azioni di mitigazione/adattamento del rischio climatico comportino la necessità di pianificare la manutenzione/evoluzione degli impianti per garantire la qualità del servizio, la sicurezza degli asset gestiti ed il mantenimento delle prestazioni degli stessi - queste attività comunque sono considerate nell'ambito della previsione dei flussi di cassa utilizzati alla base della determinazione del value in use.

Si evidenzia infine che la legislazione introdotta in risposta ai cambiamenti climatici potrebbe dar luogo a nuovi obblighi che prima non esistevano.

L'andamento dei costi di acquisto delle materie prime insieme a quello dei derivati di copertura richiede un'attenta politica di monitoraggio dei fabbisogni e della copertura dei prezzi. L'andamento del costo delle commodity in derivazione degli effetti del cambiamento climatico potrebbe rendere onerosi taluni contratti di vendita. Inoltre, l'indisponibilità delle materie prime potrebbe rendere inefficaci coperture di flussi di cassa derivanti da transazioni future altamente probabili.

Infine, con particolare riferimento ai settori regolati, la presenza di rischi fisici cronici potrebbe portare ad una riduzione della qualità del servizio con conseguente sorgere di passività per penalità.


Lo sviluppo e l'innovazione tecnologica 

In Acea, la Funzione Technology & Solutions, a diretto riporto dell'Amministratore Delegato, ha il compito di assicurare un modello di innovazione di Gruppo, tramite l'adozione di processi e approcci tipici dell'open innovation, con il coinvolgimento degli stakeholder di riferimento interni ed esterni secondo quanto definito dal Piano Industriale. La ricerca di soluzioni innovative utili a traguardare obiettivi di lungo periodo per un'economia decarbonizzata e per infrastrutture smart urbane, continuano ad essere un tema centrale nello scenario tecnologico generale. In tale contesto è da segnalare la partecipazione di Acea a Zero Accelerator, nato dalla collaborazione di importanti operatori, per supportare startup e PMI innovative impegnate su riduzione emissioni climalteranti, ottimizzazione del ciclo dei rifiuti ecc., e alla Casa delle Tecnologie Emergenti di Roma, primo living lab permanente per delle idee della futura Roma Smart City. Le reti di collaborazioni e lo sviluppo di partnership per esplorare soluzioni innovative, opportunità di business e tecnologiche e attrarre talenti rappresentano un driver focale per il posizionamento di Acea nell'ecosistema dell'innovazione. A tale fine ha aderito ad iniziative quali InnovUp (ex Italia Startup), SEP (Startup Europe Partnership), il programma di Open Innovation che mette in contatto le Scaleup europee con le Corporate, e Open Italy. Acea si confronta anche con il mondo accademico e con specifici Osservatori, come quello sulla Digital Innovation, sulla Startup Intelligence e sulla Space Economy tutti afferenti il Politecnico di Milano. Le aree industriali del Gruppo sono impegnate nell'individuazione di approcci innovativi e tecnologici per migliorare processi industriali in ottica di sostenibilità sociale e ambientale. Tale impegno è riconosciuto anche in sede europea, basti pensare all'accesso a programmi di finanziamento HORIZON 2020 già per il progetto Platone, in area reti elettriche, per sviluppare soluzioni tecnologiche d'avanguardia in grado di abilitare i meccanismi di flessibilità energetica, e nel 2021 per il progetto PROMISCES finalizzato alla rimozione di sostanze molto persistenti nel sistema suolo-sedimenti-acqua, mobili e potenzialmente tossiche (identificate all'interno del Regolamento Europeo REACH) e contribuire all'obiettivo dell'inquinamento zero e migliorare la protezione della salute umana. 


Lo sviluppo del personale 

Le Persone rappresentano per ogni organizzazione un asset fondamentale per rimanere competitivi in un contesto economico e sociale in trasformazione. Nel periodo in cui la pandemia ha continuato a rappresentare la sfida più complessa, l'impegno costante delle persone ha permesso al Gruppo di gestire con eccellenza i propri servizi, dando continuità al business senza alcuna interruzione ed in totale sicurezza. Acea presta ascolto alle esigenze delle proprie persone ed elabora una People Strategy declinata in progetti e iniziative che, valorizzando i principali asset del Piano Industriale, risponde ai bisogni di innovazione tecnologica, cultura aziendale, analisi e monitoraggio dei dati, valorizzazione delle competenze e sviluppo del benessere. Il tema della Diversity & Inclusion ha assunto sempre più importanza per le organizzazioni e Acea promuove una maggiore sensibilità a tutti i livelli organizzativi attraverso progetti, iniziative e strumenti per l'integrazione di questi temi nel modus operandi dell'Azienda e dei propri stakeholder di riferimento: nel 2021 ha definito un Piano Diversity & inclusion e una Dashboard sulla people strategy. Tramite la formazione, leva principale di crescita delle persone, Acea valorizza le capacità e i talenti di ciascuno e incrementa sempre di più le competenze manageriali e digitali. La cura del benessere delle persone rientra nella consapevolezza delle responsabilità dell'Azienda verso i dipendenti, soprattutto in contesti, come quelli ancora in corso, di particolare emergenza sanitaria e sociale. Con riferimento a ciò, in Acea è sviluppato un sistema integrato di welfare aziendale, fondato sull'ascolto dei dipendenti e dei loro fabbisogni e declinato in sei ambiti: salute, benessere psicofisico, famiglia, misure di conciliazione, misure di sostegno al reddito e previdenza complementare. 


La gestione sostenibile della catena di fornitura 

Acea, consapevole del contributo positivo che una gestione sostenibile della catena di fornitura può offrire alla tutela dell'equilibrio ambientale, si impegna nel definire modalità d'acquisto che includano caratteristiche intrinseche dei prodotti e aspetti di processo che limitino l'impatto ambientale e favoriscano l'attivazione di iniziative mirate alla minimizzazione degli sprechi, al riutilizzo delle risorse e alla tutela degli aspetti sociali coinvolti negli appalti di beni, servizi e lavori. Nell'affrontare tale percorso, in tema di green procurement, Acea si avvale da diversi anni dell'utilizzo dei Criteri Ambientali Minimi vigenti, contemplando nelle proprie gare d'appalto anche aspetti premianti, non obbligatori. Per il monitoraggio della catena di fornitura, Acea ha continuato a sviluppare il sistema di Vendor Rating di Gruppo volto ad analizzare, valutare e monitorare le performance dei fornitori di beni, servizi e lavori per incrementare la qualità delle prestazioni rese. Ciascuna impresa può contribuire a promuovere la sostenibilità lungo la catena di fornitura, a tal fine Acea ha intrapreso una collaborazione con Ecovadis, per effettuare l'assessment delle performance su specifici criteri di sostenibilità dei propri partner, con la prospettiva di integrare l'indicatore di sostenibilità nell'ambito del modello di Vendor Rating.   




La salute e sicurezza sui luoghi di lavoro

La sicurezza vista come strategia, e non solo come compliance, si basa sulla volontà di incidere sulla diffusione capillare della cultura della sicurezza, coinvolgendo la totalità dei dipendenti e sulla possibilità di misurare e monitorare i risultati. A tale fine Acea realizza campagne di sensibilizzazione sul tema ed ha adottato un avanzato modello di valutazione dei rischi e delle misure di controllo e mitigazione messe in atto. Iniziative di sensibilizzazione e coinvolgimento sui temi della sicurezza riguardano anche gli appaltatori e sub appaltatori del Gruppo, partner fondamentali per la realizzazione dei business. Acea promuove una partecipazione attiva all'analisi dell'andamento degli indicatori; tale aspetto è spesso considerato rivelatore del livello di maturità della cultura della sicurezza e della cultura del miglioramento in un'organizzazione. All'interno del Gruppo è attivo un Comitato di Coordinamento RSPP con l'obiettivo di condividere i risultati delle prestazioni di sicurezza, mettere a fattor comune esperienze, buone pratiche e soluzioni sostenibili ai fini della prevenzione del fenomeno infortunistico in azienda. La sicurezza è al centro di numerose sperimentazioni di innovazione. Anche nel corso del 2021 sono proseguiti progetti volti a rendere sempre più sicura l'operatività sul campo, come lo sviluppo di dispositivi di protezione individuale dotati di sensori in grado di segnalare il corretto equipaggiamento (Smart DPI). Nell'anno è continuato il pieno presidio alla prevenzione e protezione dal rischio di contagio da Covid-19, tramite: riorganizzazione dell'attività lavorativa e smart working, corsi di formazione, definizione di protocolli specifici, canali di comunicazione dedicati, revisione dei Documenti di valutazione rischi e dei piani di emergenza sanitaria, campagne di vaccinazione e di screening per le persone Acea e attivazione di coperture assicurative dedicate.




 

Andamento delle Aree di attività

Risultati economici per area di attività

La rappresentazione dei risultati per area è fatta in base all'approccio utilizzato dal management per monitorare le performance del Gruppo negli esercizi posti a confronto nonché nel rispetto del principio contabile IFRS 8. Si evidenzia che i risultati dell'area "Altro" accolgono quelli derivanti dalle attività corporate di ACEA oltre che le elisioni di tutti i rapporti intersettoriali.









Infrastrutture Energetiche


Altro


Milioni di euro 31.12.2021

Ambiente

Commerciale e Trading

Estero

Idrico

Generazione

Areti

IP

Elisioni

Totale

Ingegneria e Servizi

Corporate

Elisioni di Consolidato

Totale di Consolidato

Ricavi

235

2.078

77

1.238

126

585

41

0

626

112

140

(639)

3.993

Costi 

171

1.998

50

583

47

210

44

0

254

95

179

(639)

2.737

Margine operativo lordo

64

81

27

655

80

375

(3)

0

372

17

(39)

0

1.256

Ammortamenti e perdite di valore

31

66

11

348

30

152

2

0

154

7

28

0

675

Risultato operativo

33

15

16

308

49

222

(5)

0

217

11

(67)

0

581

Investimenti

36

49

5

522

39

271

4

0

275

10

34

0

970


Tra i ricavi dell'Area Idrico è incluso il risultato sintetico delle partecipazioni (di natura non finanziaria), consolidate con il metodo del patrimonio netto, nonché i risultati delle partecipazioni operanti nella distribuzione del gas in Abruzzo.








Infrastrutture Energetiche


Altro


Milioni di euro 31.12.2020

Ambiente

Commerciale e Trading

Estero

Idrico

Generazione

Areti

IP

Elisioni

Totale

Ingegneria e Servizi

Corporate

Elisioni di Consolidato

Totale di Consolidato

Ricavi

200

1.585

62

1.208

79

577

41

0

619

89

131

(571)

3.403

Costi 

150

1.513

37

594

34

208

43

0

251

74

166

(571)

2.247

Margine operativo lordo

50

72

25

614

45

370

(2)

0

368

15

(35)

0

1.155

Ammortamenti e perdite di valore

31

61

13

304

27

156

2

0

158

4

21

0

620

Risultato operativo

19

12

12

310

18

213

(4)

0

209

10

(56)

0

535

Investimenti

24

44

3

476

39

282

4

0

286

7

28

0

907


Aree Industriali

La macrostruttura di Acea è articolata in funzioni Corporate e in sette aree industriali: Idrico, Infrastrutture Energetiche, Generazione Commerciale e Trading, Ambiente, Estero e Ingegneria e Servizi.



Picture 5

Ambiente

Dati operativi e risultati economici e patrimoniali del periodo 


Dati operativi

U.M

31/12/2021

31/12/2020

Variazione

Variazione %

Conferimenti a WTE

KTon

412

416

(3)

(0,7%)

Rifiuti in Discarica

KTon

41

32

9

27,9%

Conferimenti in Impianti di Compostaggio

KTon

209

188

20

10,9%

Conferimenti in Impianti di Selezione

KTon

237

184

52

28,5%

Rifiuti intermediati

KTon

155

206

(51)

(24,8%)

Liquidi trattati presso Impianti

KTon

426

423

3

0,7%

Conferimenti M&A

KTon

35

0

35

n.s.

Energia Elettrica ceduta netta

GWh

328

320

8

2,4%

Rifiuti prodotti

KTon

222

158

64

40,1%



Risultati economici e patrimoniali

(€ milioni)

31/12/2021

31/12/2020

Variazione

Variazione %

Ricavi

234,7

200,0

34,7

17,3 %

Costi

170,9

149,7

21,3

14,2 %

Margine operativo lordo (EBITDA)

63,7

50,3

13,4

26,6 %

Risultato operativo (EBIT)

32,5

19,4

13,1

67,6 %

Dipendenti medi (n.)

615

619

(4)

(0,5 %)

Investimenti

36,1

23,6

12,6

53,3 %

Posizione Finanziaria Netta

320,1

268,0

52,1

19,5 %



Margine Operativo Lordo (EBITDA) 

(€ milioni)

31/12/2021

31/12/2020

Variazione

Variazione %

Margine operativo lordo Area AMBIENTE

63,7

50,3

13,4

26,6 %

Margine operativo lordo GRUPPO

1.256,1

1.155,5

100,6

8,7 %

Peso percentuale

5,1 %

4,4 %

0,7 p,p,



Ambiente chiude l'esercizio 2021 con un livello di EBITDA pari a € 63,7 milioni in crescita di € 13,4 milioni (+ 26,6 %). L'incremento registrato è imputabile ad Acea Ambiente (+ € 11,4 milioni) come conseguenza dei maggiori prezzi di conferimento rifiuti e per i maggiori margini generati dalla cessione di energia elettrica dovuto alla crescita del PUN. La variazione di perimetro contribuisce all'incremento per € 4,4 milioni, in prevalenza per il consolidamento di Cavallari Ferrocart a partire dalla fine del mese di aprile 2020 (+ € 2,8 milioni); mentre il restante incremento è dovuto al consolidamento di MegDeco e AS Recycling acquisite negli ultimi mesi del 2021. L'incremento è tuttavia compensato in parte da Demap che registra una riduzione per € 2,8 milioni dovuta sia ai minori margini sia al fermo dell'impianto di selezione di imballaggi in plastica. Si segnala inoltre che a metà dicembre l'impianto di Demap è stato interessato da un incendio che ha riguardato unicamente il magazzino dove sono stoccati i materiali da selezionare. Nel paragrafo dedicato alla società è riportata la descrizione di quanto accaduto nell'impianto.


L'organico medio al 31 Dicembre 2021 si attesta a 615 unità e risulta in diminuzione di 3 unità rispetto al 31 Dicembre 2020.


Gli investimenti dell'Area si attestano a € 36,1 milioni (+ € 12,6 milioni rispetto al 31 Dicembre 2020) e si riferiscono principalmente agli investimenti effettuati da Acea Ambiente (+ € 8,9 milioni) per lavori eseguiti: nell'impianto di Orvieto (+ €1,0 milioni), per l'acquisto del capannone di Borgorose (+ € 2,4 milioni), per i lavori di revamping dell'impianto di Aprilia (+ € 3,2 milioni) e per i lavori nell'impianto di San Vittore (+ € 0,9 milioni); Berg (+ € 1,4 milioni) per la realizzazione di un concentratore. Infine, si segnala che la variazione di perimetro contribuisce per € 2,0 milioni in prevalenza imputabili a Ferrocart. 


La posizione finanziaria netta di Ambiente si attesta ad € 320,1 milioni in aumento rispetto al 31 Dicembre 2020 di € 52,1 milioni, imputabile in prevalenza ad Acea Ambiente (+ € 81,7 milioni) influenzato in prevalenza dalle acquisizioni operate a fine 2021, mitigato dall'effetto positivo delle società neoconsolidate, in prevalenza e Ecologica Sangro (- € 20,6 milioni). 


Eventi significativi dell'esercizio 2021

Con riferimento alle singole unità locali si segnala che:


Terni (UL1): durante l'esercizio la pianificazione contrattuale per conferimenti del rifiuto pulper ha garantito il fabbisogno del combustibile per l'intero periodo. Si segnala che in data 27 Aprile 2021 è stata presentata specifica istanza al Comitato nazionale per la gestione della Direttiva 2003/87/CE e per la gestione delle attività di progetto del protocollo di Kyoto presso il Ministero della Transizione Ecologica, finalizzata all'esclusione dell'impianto di termovalorizzazione di Terni dall'ambito del meccanismo c.d. Emission Trading System (ETS), ai sensi dell'art. 2, comma 2, lettera c) del D.Lgs. 30/13, per riconducibilità dello scarto pulper al novero "dei rifiuti speciali non pericolosi prodotti da impianti di trattamento, alimentati annualmente con rifiuti urbani per una quota superiore al 50% in peso". L'iter non è ancora addivenuto ad una conclusione. È stata inoltre presentata in data 20 ottobre 2021 istanza di Riesame con valenza di rinnovo dell'Autorizzazione Integrata Ambientale per l'adeguamento della medesima alle BAT Conclusions per impianti di incenerimento di rifiuti (di cui alla Decisione di Esecuzione (UE) 2019/2010 della Commissione del 12 novembre 2019), attualmente in corso di avanzamento con previsione di conseguire il provvedimento entro l'esercizio 2022.


Paliano (UL2): in data 26 Aprile 2021 sono ripresi i lavori per la demolizione dell'impianto di depurazione, delle vasche interrate e dell'ex fabbricato di produzione acqua mineralizzata, a seguito dell'aggiornamento del progetto esecutivo. I lavori sono al momento regolarmente in corso. Con riferimento al Permesso di Costruire n.116 rilasciato in data 16 Giugno 2020, in data 29 Aprile 2021 è stato comunicato al Comune di Paliano l'inizio dei lavori con le attività di apprestamento del cantiere. Si informa inoltre che in data 17 dicembre 2021, l'ARPA Lazio ha trasmesso la relazione tecnica di sopralluogo e campionamento redatta dagli stessi tecnici ARPA a seguito delle attività di campionamento in contradditorio. Sono in corso di svolgimento i necessari approfondimenti con i Tecnici consulenti incaricati, al fine di predisporre ed inviare le eventuali osservazioni in merito. Si rimane in attesa della convocazione, da parte del Ministero della Transizione Ecologica, della conferenza di servizi per l'approvazione dell'Analisi di rischio già trasmessa agli Enti.


San Vittore del Lazio (UL3): l'impianto di termovalorizzazione è oggi l'unico impianto di termovalorizzazione su scala regionale e rappresenta un terminale strategico per la filiera rifiuti.

Per quanto riguarda le Linee 2 e 3, dopo la scadenza della Convenzione CIP 6 avvenuta in data 13 Luglio 2019, l'energia elettrica ceduta in rete viene valorizzata alle tariffe di mercato. L'energia elettrica ceduta in rete dalla Linea 1 viene valorizzata alle tariffe di mercato e gode dell'incentivo riconosciuto per la quota parte riferibile alla frazione biodegradabile del rifiuto.

Nel corso dell'esercizio le linee 1, 2 e 3 dell'impianto hanno garantito un esercizio regolare in termini di ore di funzionamento.

In riferimento all'attività di smaltimento/recupero dei rifiuti prodotti nel processo di termovalorizzazione, la Società ha provveduto a perfezionare per l'anno in corso un adeguato numero di rapporti contrattuali che garantiscono l'esercizio delle tre Linee senza soluzione di continuità.

Le prestazioni attese dell'impianto nel periodo di riferimento, sia per quanto concerne le attività di trattamento rifiuti, che per quanto concerne la produzione di energia elettrica, hanno risentito delle condizioni meteorologiche avverse registrate nel primo bimestre dell'anno. Le prestazioni hanno risentito anche del rinvio, alla fine del secondo semestre 2021, del tagliando del gruppo turboalternatore della linea 2 e degli investimenti pianificati per migliorare le performance della linea 1.

Da marzo 2020 a tutt'oggi, in ragione dell'emergenza epidemiologica da Covid-19, con ordinanza n. Z00015 del 25 Marzo 2020, la Regione Lazio ha prescritto ad Acea Ambiente, relativamente all'impianto in questione, di accettare in ingresso e di avviare a combustione nelle linee 2 e 3, unitamente al CSS, rifiuti urbani indifferenziati provenienti da abitazioni in cui sono presenti soggetti positivi al tampone per SARS-Cov-2 in isolamento o in quarantena obbligatoria.

Per l'avvio delle attività ordinate dalla Regione Lazio, sono stati predisposti specifici contratti commerciali con i soggetti conferitori e sono state elaborate procedure specifiche per la gestione delle operazioni di ricezione, stoccaggio e alimentazione dei rifiuti contaminati da COVID -19 da avviare a termodistruzione.


Orvieto (UL4): nel corso del periodo, in conformità con quanto riportato nell'Autorizzazione Integrata Ambientale ed alla contrattualistica sottoscritta con il Sub-Ambito 4 dell'AURI dell'Umbria (Autorità Umbra per Rifiuti e Idrico - ex ATI4 Umbria) ed i Comuni dell'Ambito di riferimento, sono proseguiti i conferimenti di rifiuti urbani e speciali non pericolosi, attuando le attività di recupero e smaltimento nei termini ivi previsti. Nel periodo in esame il polo impiantistico di Orvieto è stato caratterizzato da una principale attività di cantiere che riguarda la realizzazione del capannone di stoccaggio e maturazione compost che, dopo una sospensione a causa dell'emergenza sanitaria dovuta al COVID-19, per effetto della sospensione il termine dei lavori previsto inizialmente dal rispettivo cronoprogramma ha subito delle dilazioni temporali; in data 4 giugno 2021 è stato emesso il certificato di collaudo prestazionale relativo ai lavori di realizzazione del capannone di maturazione e stoccaggio compost e con successiva nota Acea Ambiente prot. n. 3440 è stata comunicata alla Regione Umbria l'avviamento impianto al 7 luglio 2021. Le operazioni sono state rallentate a causa di un problema strutturale ad un pilastro causato da un urto con un mezzo d'opera nel corso del carico delle platee. Una volta ripristinato il pilastro le attività sono riprese e le analisi di messa a regime sono state programmate entro il mese di ottobre 2021. Si informa infine che sono inoltre stati ultimati e collaudati i lavori di realizzazione del gradone nr. 10 della discarica. E' stata anche rilasciata dalla Regione Umbria la determina di modifica non sostanziale con la quale si potrà dare corso ai lavori di sistemazione delle pendici calanchive. Si rileva infine che in data 8 novembre 2021, l'AURI ha avviato l'iter di programmazione flussi per il 2022 con la consueta richiesta di informazioni ai diversi gestori alla quale la Società ha prontamente risposto in data 24 novembre 2021. In data 13 dicembre 2021, l'AURI ha inviato la propria proposta di programmazione nella quale sono evidenti dei quantitativi molto superiori a quelli concessi. A tale proposta Acea Ambiente ha dato riscontro in data 16 dicembre 2021 evidenziando diverse criticità. Sempre l'AURI in data 23 dicembre 2021 ha comunicato sostanzialmente di non poter procedere con una programmazione dei flussi complessiva per il 2022 e ha prorogato di fatto le prime settimane del 2022 alle stesse condizioni dell'anno 2021. Anche a tale nota Acea Ambiente ha dato riscontro facendo notare che siffatta modalità non permette una corretta contrattualizzazione dei conferitori proponendo quindi di poter contare sullo stesso quantitativo di rifiuti speciali autorizzato per il 2021. L'AURI a sua volta ha dato consenso a tale impostazione.

Allo stato attuale si resta in attesa della programmazione complessiva dei flussi per il 2022. Ma tale ritardo è legato alla criticità di volumetria residua delle discariche Umbre, fatto questo ben noto e per la cui risoluzione la Regione Umbria è in procinto di emanare una delibera, attesa per i primi giorni di gennaio 2022.


Monterotondo Marittimo (UL5): in data 27 Agosto 2020, nel rispetto delle tempistiche previste dal calendario approvato dalla Regione Toscana, la Società ha presentato istanza di riesame dell'Autorizzazione Integrata Ambientale per l'adeguamento della medesima alle BAT Conclusions per impianti di trattamento di rifiuti (di cui alla Decisione di Esecuzione (UE) 2018/1147 della Commissione del 10 Agosto 2018). In merito a tale procedimento, sono state effettuate due Conferenze dei Servizi e richieste due diverse integrazioni documentali, cui la Società ha prontamente riscontrato, in ultimo il 4 Maggio 2021. In data 17 settembre 2021 la Regione Toscana ha trasmesso il D.R. n. 15895 del 15/09/2021 quale riesame dell'A.I.A. L'atto, che presentava dei refusi e delle incongruenze tra i diversi documenti (es. rapporto istruttorio e PMeC), sono stati successivamente sanati mediante la rettifica rilasciata con Determinazione Dirigenziale 19226 del 4 novembre 2021. La nuova AIA, in virtù del conseguimento della certificazione del Sistema di Gestione Ambientale alla norma UNI EN ISO 14001, autorizza comunque l'impianto per una durata di 12 anni.

Nel mese di dicembre 2021, è stata trasmessa una nota esplicativa ad ARPA Toscana e Regione fornendo informazioni e spiegazioni in merito ad alcuni superamenti registrati nel corso delle analisi alle emissioni del biofiltro con riferimento al parametro odore e per un singolo settore all'ammoniaca. Sono in corso diversi approfondimenti anche con il supporto di laboratori esterni e sono stati programmati degli interventi straordinari, in parte anche in collaborazione con l'ATI che ha costruito l'impianto, che si concluderanno con la sostituzione totale o parziale della biomassa biofiltrante.  

 

Sabaudia (UL6): con riferimento alla sezione compostaggio dell'impianto di Sabaudia, l'autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata dalla Regione Lazio in data 1° Dicembre 2008 risulta ancora in fase di rinnovo. L'AIA è comunque formalmente prorogata dalla Regione Lazio nelle more di conclusione dell'iter autorizzativo. 


Si è proceduto con l'espletamento della procedura di gara ed i lavori per l'adeguamento dell'impianto alle prescrizioni del Consorzio di Bonifica Agro Pontino sono stati affidati a seguito di verifica di congruità delle offerte di gara. I lavori sono stati consegnati in data 24 Giugno 2020 e sono stati ultimati in data 10 Marzo 2021. Allo stato attuale non si è comunque potuto dare corso ad una parte dei lavori (demolizione e ricostruzione di una tettoia) perché vincolata al rilascio da parte del Comune di Sabaudia, più volte formalmente sollecitato, di    un condono a cui dovrà seguire un nulla osta paesaggistico. Taluni lavori previsti originariamente in appalto sono stati stralciati, mentre quelli eseguiti sono stati collaudati nel settembre 2021. In data 23 settembre 2021 il Comune di Sabaudia ha trasmesso alla Soprintendenza la relazione tecnico illustrativa, con proposta di provvedimento, per il rilascio del provvedimento di condono/Nulla Osta Paesaggistico su una porzione di fabbricati esistenti.  Con prot. 51589 del 30/11/2021 il Comune di Sabaudia ha rilasciato, con allegato il parere positivo della Soprintendenza, il Parere Paesaggistico che di fatto risolve la decennale questione dei condoni edilizi. Resta da concludere l'istruttoria finale del Comune per il permesso in sanatoria. Si auspica quindi che nel primo trimestre del 2022 si concluda l'iter comunale e venga riattivato l'iter autorizzativo in Regione Lazio per la definizione della VIA e del riesame AIA nella configurazione di ampliamento impianto.

In attesa della ripresa dell'attività dell'impianto nella sua nuova configurazione, prevista per gennaio 2024, tutto il Personale Operativo di UL6 è stato progressivamente trasferito presso l'impianto di compostaggio UL7 di Aprilia con gli ultimi spostamenti avvenuti il 15 giugno 2020.


Aprilia (UL7): l'impianto è autorizzato all'esercizio con Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata dalla Regione Lazio con DD n. G00101 del 12 gennaio 2021 quale riesame della precedente autorizzazione D.D. n. G08408 del 7 luglio 2015 e s.m.i.

Il 14 Dicembre 2017 è intervenuto un provvedimento di sequestro preventivo d'urgenza dell'intero impianto di compostaggio attualmente in esercizio, dovuto alle risultanze di un'attività di verifica da parte delle Autorità di controllo che hanno riscontrato la presenza di forti miasmi provenienti dal ciclo produttivo. 

In data 20 Dicembre 2019, concluse tutte le attività tecniche ed amministrative con il gestore della rete è stato effettuato il primo parallelo con la rete elettrica. Da questa data quindi l'impianto è formalmente in esercizio.

Nel corso del 2020 si è proceduto con la fase di avviamento che dovrà terminare con la messa a regime e collaudo funzionale.

Con Determinazione Dirigenziale GR3000-000003 del 9 agosto 2021, la Regione Lazio ha autorizzato la variante non sostanziale per rimodulazione dei flussi di rifiuti in ingresso, installazione di una centrifuga ed installazione di un impianto ad osmosi inversa.

In data 17 agosto 2021 la Società ha presentato istanza per variante non sostanziale per la realizzazione del progetto di riconversione dell'esistente impianto di produzione di energia elettrica da biogas in impianto per la produzione di biometano. Con nota del 3 novembre 2021, la Regione Lazio ha ritenuto di classificare la variante come sostanziale, richiedendo l'aggiornamento dell'istanza, che la Società ha prontamente trasmesso con i relativi allegati aggiornati in data 22 novembre 2021. Attualmente il procedimento non ha avuto avanzamenti. Vi è da sottolineare che diversi aspetti stanno determinando comunque un raffreddamento nella ipotesi di upgrading: in primo luogo l'attuale incertezza normativa relativamente alla futura applicazione degli incentivi del biometano ed in secondo luogo le difficoltà nelle trattative con i proprietari dei terreni per una rivisitazione dell'attuale diritto di superficie. 

In data 17 settembre 2021 è stato notificato dal GSE il diniego alla richiesta di accesso al meccanismo di incentivazione per l'immissione dell'energia elettrica in rete, a causa principalmente della fusione per incorporazione di Kyklos (originariamente iscritta al registro) in Acea Ambiente. Avverso tale diniego la Società ha presentato ricorso al TAR.

L'impianto è stato altresì oggetto, nel corso del periodo di riferimento, di prescrizioni funzionali alla successiva ammissione al pagamento di sanzioni amministrative relativamente al superamento di alcuni limiti sull'ammendante compostato con fanghi prodotto nell'esercizio precedente, alla contestazione relativa alle emissioni odorigene del 2017 (che hanno portato al sequestro dell'impianto, successivamente revocato) ed al superamento di taluni limiti acustici riscontrati nell'esercizio in esame. Tutte i verbali prescrittivi sono stati risolti con ottemperanza alle prescrizioni ed ammissione al pagamento per successiva oblazione.

Nel periodo considerato sono stati ultimati i collaudi funzionali di due importanti opere realizzate in impianto quali la linea di produzione di CSS a partire dai sovvalli di impianto, che consentirà di conferire il rifiuto presso l'impianto di San Vittore del Lazio e la linea di insacchettamento del compost grazie alla quale si apriranno ulteriori sbocchi di mercato per la collocazione dell'ammendante.


Impianto per il trattamento di rifiuti liquidi e acque reflue urbane di Chiusi: l'impianto è autorizzato in base all'Autorizzazione Integrata Ambientale n. 2217 dell'08 agosto 2013, valida fino al 29 ottobre 2022, per un quantitativo autorizzato pari a 99.900 ton/anno, con Decreto della Regione Toscana n. 10664. Nel corso del 2021, è stato dato ulteriore impulso per acquisire capacità residua di trattamento nel comparto biologico a biomassa sospesa e per renderlo maggiormente efficiente sotto l'aspetto dei consumi elettrici. La sostituzione del letto di ossigenatori del secondo reattore di ossidazione ha permesso di introdurre un notevole risparmio economico. Parimenti, è stata ottenuta un'evidente maggior capacità ossidativa del comparto, che ha permesso di aumentare il flusso di rifiuti da avviare al trattamento. E' stato quindi possibile ingressare un quantitativo di rifiuti liquidi nettamente superiore rispetto alla previsione attesa a budget. Già nell'esercizio precedente era stata avviata la pulizia meccanica della vasca di stoccaggio e di omogeneizzazione dei rifiuti della linea di trattamento biologica, da avviare a disidratazione meccanica. L'intervento è stato comprensivo dell'installazione di un nuovo sistema di miscelazione meccanica con mixer sommergibili in sostituzione della precedente miscelazione con aria compressa. La miglioria impiantistica ha permesso di standardizzare il rifiuto prima della disidratazione in centrifuga, per una maggiore efficacia del trattamento, e di minimizzare le potenziali emissioni odorigene.


Aquaser: opera prevalentemente, quale impresa comune, come intermediario di rifiuti con i propri Clienti/Azionisti appartenenti al Gruppo ACEA. Nel periodo di riferimento, la società ha consolidato la propria posizione di mercato potenziando l'attività di trasporto attraverso l'acquisizione di mezzi e personale che consentono ora la gestione, almeno parziale, dei corrispondenti servizi.

Aquaser attualmente svolge, in tutto o in parte, il servizio di carico, trasporto e recupero/smaltimento dei rifiuti derivanti dalla depurazione delle acque per le società del Gruppo Acea. Gestisce inoltre singole commesse relative al servizio di carico, trasporto e recupero/smaltimento di rifiuti o ammendanti in favore della società Acea Ambiente, nonché altre attività accessorie per conto di clienti terzi (principalmente servizi di trasporto). Le attività di recupero vengono svolte mediante il conferimento presso impianti di recupero energetico, di condizionamento o di compostaggio di terzi e, in parte, presso gli impianti riconducibili alla controllante, mentre le attività di smaltimento vengono svolte nella quasi totalità presso impianti di trattamento/discariche di terzi.

Nell'ottica di riorganizzare il Gruppo con riferimento all'Area Ambiente, Acea SpA ha conferito la sua quota di partecipazione in Aquaser ad Acea Ambiente e successivamente Acea Ambiente ha provveduto a cedere ad ACEA Ato5 ed ad ACEA Ato2 una quota pari all'1% ciascuna del capitale sociale di Aquaser. La Società, pertanto, alla data odierna risulta partecipata da Acea Ambiente nella misura dell'85,29%, da Acea S.p.A., da ACEA Ato5 e da ACEA Ato2 nella misura dell'1% ciascuna e dagli altri soci di minoranza che hanno mantenuto invariata la loro partecipazione rispetto al precedente esercizio.


Iseco: opera nel Settore Acque (Water Business), le cui attività prevalenti sono, la gestione, manutenzione e costruzione di impianti ed il Settore Lattiero - Caseario le cui attività prevalenti sono la produzione di siero di latte in polvere e commercializzazione dei relativi prodotti ad uso zootecnico e alimentare e la lavorazione di sieroderivati per conto terzi. Si segnala che con riferimento a quest'ultimo settore di business, in conseguenza del forte rialzo registrato nel mercato del siero di latte, nel corso dell'esercizio è stato dato forte impulso alla lavorazione conto terzi di questo prodotto in forma concentrata e cristallizzata.  


Acque Industriali: svolge, tramite la gestione di specifiche piattaforme, i servizi d'intermediazione e di trattamento di rifiuti liquidi in favore di società private operanti sia in ambito regionale che nazionale, nonché attività collaterali a quelle del ciclo integrato delle acque costituite prevalentemente dalle attività di recupero e smaltimento dei fanghi biologici.

La Società esegue attività di progettazione e realizzazione di impianti connessi principalmente al trattamento delle acque reflue e dei fanghi e dei rifiuti in genere oltre al trattamento delle emissioni in aria, curandone la successiva gestione ordinaria e straordinaria, oltre a svolgere attività di progettazione, direzione ed esecuzione lavori nel settore delle bonifiche ambientali di siti inquinati, prevalentemente in ambito industriale. Svolge inoltre attività di ricerca e sviluppo nei settori di riferimento in collaborazione con gli Enti di ricerca a livello sia regionale che nazionale. Nel 2021 sono state implementate ed ulteriormente sviluppate le attività di business della Società tese al raggiungimento degli obiettivi e della mission aziendale oltre ad attività specifiche in coordinamento con la Capogruppo Acea S.p.A. e con le società appartenenti al business "Ambiente" al fine di implementare le potenziali sinergie con i diversi ambiti operativi del gruppo di appartenenza, con particolare riferimento al settore del trattamento e smaltimento dei rifiuti liquidi e dei fanghi biologici oltre alle attività connesse all'intermediazione dei rifiuti liquidi e solidi non pericolosi.  

Risultano ancora pienamente operative le iniziative ed i servizi storicamente gestiti garantendo così il mantenimento di un perimetro operativo principalmente nel territorio della Regione Toscana. Il 2021 è stato caratterizzato da una piovosità nella norma che ha garantito flussi continuativi alle piattaforme.


Demap: svolge la propria attività nel settore della selezione degli imballaggi in plastica provenienti da raccolte differenziate urbane. Rappresenta uno dei circa 33 Centri di Selezione Spinta (CSS) convenzionati con il Consorzio Corepla, Consorzio istituito per legge ai sensi del D.lgs 22/97 ed ora regolato dal decreto legislativo 152/06 e deputato al raggiungimento degli obiettivi di riciclo e recupero degli imballaggi in plastica immessi al consumo.

La raccolta differenziata degli imballaggi in plastica è regolata a livello nazionale da un accordo quadro stipulato tra Anci e Conai e dagli allegati tecnici stipulati tra Anci e i singoli Consorzi di Filiera che nel caso degli imballaggi in plastica prevedono che la raccolta possa essere conferita al Centro di Selezione in modo selettivo (raccolta monomateriale) o in modo congiunto (raccolta multimateriale). Demap svolge la propria attività nel rispetto della normativa vigente ed è autorizzata ai sensi del Decreto legislativo 152/06 con procedimento rilasciato dalla Provincia di Torino n° 133-25027/2010 del 23 Giugno 2010.

La raccolta differenziata degli imballaggi in plastica è regolata a livello nazionale da un accordo quadro stipulato tra Anci e Conai e dagli allegati tecnici stipulati tra Anci e i singoli Consorzi di Filiera che nel caso degli imballaggi in plastica prevedono che la raccolta possa essere conferita al Centro di Selezione in modo selettivo (raccolta monomateriale) o in modo congiunto (raccolta multimateriale).

Si segnala che in data 12 dicembre 2021 è divampato un incendio presso il capannone di stoccaggio (denominato DEMAP2), sito in Beinasco Via Aosta, 16, di rifiuti costituiti da imballaggi in plastica provenienti dalla raccolta urbana delle frazioni differenziate, attiguo all'impianto e nella titolarità della Società. Il sinistro occorso, sebbene siano ancora in corso le indagini da parte della Procura, sembra essersi originato da un carrello elevatore alimentato a gasolio.

il 14 dicembre 2021, Arpat ha installato un laboratorio mobile al fine di monitorare l'evoluzione della qualità dell'aria nelle aree circostanti l'incendio sul lungo periodo. Le operazioni di spegnimento da parte dei Vigili del Fuoco sono durate a lungo. Stante le difficoltà di spegnimento, l'incendio, seppur in forma decisamente minore e controllata, è proseguito anche nelle giornate successive all'evento. Pertanto, l'incendio iniziato il 12 dicembre e terminato - nella fase di possibile impatto ambientale - intorno al 24 dicembre 2021, ha liberato in atmosfera gas pericolosi e tossici che hanno portato il Comune di Beinasco ad intraprendere, sentita la Protezione Civile e l'ASL, una serie di atti volti a limitare o perlomeno ridurre al minimo possibile una eventuale esposizione della popolazione. Tali provvedimenti si sono resi necessari visti i livelli di contaminanti rilevati nelle prime ore di intervento in campo e confermati anche nelle giornate immediatamente successive all'incendio dai monitoraggi eseguiti in campo con strumentazione portatile. A distanza di circa dieci giorni dallo sviluppo dell'incendio, in corrispondenza di una maggiore instabilità atmosferica su tutto il territorio, le concentrazioni di quasi tutti gli inquinanti misurati dal laboratorio mobile ARPA sono ritornate nella media del periodo. Nei giorni immediatamente successivi all'evento, la Società si è attivata al fine di individuare un soggetto specializzato nelle attività di demolizione e rimozione del materiale combusto e del capannone parzialmente crollato. Con Decreto di Sequestro del 16 dicembre 2021, notificato in data 20 dicembre 2021 ad opera dei NOE di Torino, è stato disposto il sequestro probatorio ex art 253 cpp del capannone DEMAP2, dei rifiuti combusti ivi contenuti, di quelli presenti sul piazzale antistante nonché del muletto dal quale presumibilmente ha avuto origine l'incendio. Con provvedimento del 30 dicembre 2021, notificato in data 7 gennaio 2022, la Procura della Repubblica di Torino ha autorizzato l'allontanamento dei rifiuti combusti presso la discarica esaurita di COVAR14 di Vinovo, e la demolizione del capannone già parzialmente crollato, con smaltimento controllato delle macerie contenenti amianto, apponendo allo stesso alcune prescrizioni tecniche. Nel corso della settimana del 14 gennaio 2022 sono state svolte tutte le operazioni di verifica, necessarie alla riattivazione del CPI, al fine di consentire, nel più breve tempo possibile, la ripresa completa delle attività, previ interventi di pulizia, manutenzione meccanica ed elettrica. In data 2 febbraio il professionista incaricato ha presentato ai Vigili del Fuoco la SCIA asseverata con la quale ha riattivato il CPI di DEMAP1. In data 16 febbraio 2022, a seguito dei collaudi necessari, l'impianto ha ripreso regolarmente la sua funzionalità.     


Berg: opera nel settore dei servizi ambientali ed in particolare nel campo del trattamento dei rifiuti liquidi e solidi. Ai sensi dell'art. 2428 del C.C., si segnala che le attività sono svolte presso l'impianto di Frosinone, nel quale viene effettuato lo Stoccaggio ed il Trattamento di Rifiuti Liquidi e Solidi, Pericolosi e Non Pericolosi. Dal punto di vista autorizzativo, l'impianto è dotato di Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata dalla Regione Lazio con Determinazione Dirigenziale B0201/09 del 30 Gennaio 2009, con scadenza al 30 Gennaio 2025 (durata di 16 anni in virtù della registrazione EMAS del sito). La Società ha presentato a maggio 2021, nel rispetto delle tempistiche previste dal calendario approvato dalla Regione Lazio, istanza di riesame dell'Autorizzazione Integrata Ambientale per l'adeguamento della medesima alle BAT Conclusions per impianti di trattamento di rifiuti (di cui alla Decisione di Esecuzione (UE) 2018/1147 della Commissione del 10 agosto 2018). Si segnala che nel corso dell'anno si è conseguita, con Determinazione Dirigenziale della Regione Lazio GI0926/2021, l'autorizzazione sperimentale ex art. 211 del D.Lgs. n. 152/06 per l'impianto pilota combinato per il recupero di Fly ash, Bottom Ash e PSR, con durata pari a 2 anni dalla data del rilascio della presa d'atto del certificato di collaudo.

Infine, si evidenzia che nel periodo in esame l'andamento della gestione è stato pressoché in linea con i risultati attesi.  


Cavallari: il 2021 è stato caratterizzato dall'emergenza sanitaria Covid-19 che ha fortemente condizionato sia l'operatività che il mercato del comparto. È proseguita la crescita dei prezzi di tutte le materie prime per l'intero esercizio 2021, per la combinazione di fattori di mercato che, a livello globale, hanno progressivamente reso sempre più difficoltoso la disponibilità e il reperimento delle stesse.

Nonostante ciò, la Società ha esercito sempre a pieno regime e, nonostante l'ultima asta risultasse solo parzialmente soddisfacente, in una immediatamente successiva asta compensatoria è stato reperito il resto dei quantitativi di materiale necessario al fabbisogno dell'impianto per la copertura a pieno regime.

Nel 2021 il quantitativo totale di materiale processato nell'impianto selezione secondaria plastica è stato pari a ton 36.300, mentre nell'impianto di produzione combustibile secondario si è raggiunto il nuovo target di ton 12.000 processate nell'anno. 

Grazie alla pluralità di siti autorizzati si è riusciti a rendere compatibile l'aumento dei volumi totali trattati, consentendo la gestione di quantità in ingresso ad Ostra che sfiorano il limite totale imposto dall'autorizzazione. 

Infatti, per impedire la saturazione del limite autorizzativo e il relativo fermo dell'impianto ad Ostra, sono stati ri-organizzati alcuni importanti volumi di flussi verso altri siti di Cavallari fino a determinare le condizioni necessarie e sufficienti a poter continuare le attività presso il principale sito di Ostra fino al 31 dicembre 2021.


Ferrocart: rappresenta un punto di riferimento nel territorio, essendo piattaforma per i principali consorzi di filiera come Comieco (Consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi a base cellulosica), Corepla (Consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi in plastica), Rilegno (Consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi in legno), Ricrea (Consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi in acciaio) e Cial (Consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi in alluminio). Nel corso del 2021, la Società ha proseguito con regolarità le prestazioni riferite ai rapporti in essere stipulati con le aziende che gestiscono la raccolta differenziata attraverso contratti per affidamento diretto o attraverso gare d'appalto. Sono inoltre regolarmente proseguiti i rapporti con tutti i consorzi di filiera così come è regolarmente proseguito il servizio di intermediazione del pulper. Si informa inoltre che a partire dal 7 Gennaio 2021 sono iniziati i lavori di smantellamento e montaggio del nuovo impianto per la lavorazione delle bottiglie in plastica; ad oggi l'impianto è ancora in fase di collaudo.

Si segnala che in data 20 Febbraio 2022 l'impianto è stato caratterizzato da un incendio che ha interessato un cumulo di rifiuti di scarto dalla selezione della raccolta differenziata (identificato dal codice EER 19 12 12), espandendosi poi progressivamente fino a danneggiare talune strutture di copertura. Prontamente nel corso della stessa giornata, l'incendio è stato domato. Sono intervenuti alcuni tecnici dell'ARPA che hanno proceduto ad effettuare campionamenti dell'aria al fine di monitorare la qualità di tale matrice ambientale nelle circostanze del sito. L'impianto non essendo stato interessato dall'incendio ha potuto riprendere regolarmente il suo utilizzo già a partire dal giorno 22 Febbraio 2022. Attualmente sono in corso di accertamento le cause che hanno prodotto tale evento e la Società è stata interessata da richieste di documentazione che ha prontamente fornito, nonché campionamenti effettuati da ARPA Umbria sul rifiuto parzialmente combusto senza peraltro dover interrompere l'operatività dello stabilimento.


Deco: opera nel settore dei rifiuti in Abruzzo e si occupa della progettazione, realizzazione e gestione di impianti di trattamento, smaltimento e recupero dei rifiuti solidi urbani e di impianti di recupero energetico da fonti rinnovabili. Il perimetro di attività comprende: un impianto di trattamento meccanico biologico (TMB) con una capacità autorizzata di 270.000 tonn./anno, un impianto fotovoltaico, un impianto a biogas e due impianti di smaltimento. La Società detiene inoltre il 100% di Ecologica Sangro

società operante sempre in Abruzzo nel settore della gestione integrata dei rifiuti solidi urbani.


Meg: ubicata a San Giovanni Ilarione in provincia di Verona, opera nel business del riciclo della plastica, segmento che si pone a valle rispetto a quello della selezione della plastica post-consumo in cui Acea è già presente con le società Demap e Cavallari. 


AS Recycling: società attualmente non operativa ma che diventerà un Centro convenzionato Corepla per selezione secondaria plastica CSS (Suddivisione della plastica nelle diverse categorie polimeriche da avviare a selezione).


Si segnala infine che nel corso del mese di gennaio 2022, Acea Ambiente ha acquisito il 70% di Serplast operante nello stesso settore di attività di Meg. La Società è ubicata a Cellino Attanasio in provincia di Teramo.

 

Commerciale e Trading

Dati operativi e risultati economici e patrimoniali del periodo 


Dati operativi

U.M

31/12/2021

31/12/2020

Variazione

Variazione %

Energia Elettrica venduta Libero

GWh

6.562

5.051

1.511

29,9%

Energia Elettrica venduta Tutela

GWh

1.694

1.977

(283)

(14,3%)

Energia Elettrica Nr. Clienti Libero (P.O.D.)

N/1000

488

437

51

11,7%

Energia Elettrica Nr. Clienti Tutela (P.O.D.)

N/1000

700

739

(38)

(5,2%)

Gas Venduto

MSmc

214

165

49

29,7%

Gas Nr. Clienti Libero

N/1000

228

212

16

7,6%



Risultati economici e patrimoniali

(€ milioni)

31/12/2021

31/12/2020

Variazione

Variazione %

Ricavi

2.078,3

1.585,5

492,9

31,1 %

Costi

1.997,8

1.513,1

484,8

32,0 %

Margine operativo lordo (EBITDA)

80,5

72,4

8,1

11,2 %

Risultato operativo (EBIT)

14,6

11,8

2,8

23,5 %

Dipendenti medi (n.)

427

373

54

14,4 %

Investimenti

49,4

44,1

5,3

12,0 %

Posizione Finanziaria Netta

(297,4)

(95,7)

(201,7)

n.s.










Margine Operativo Lordo (EBITDA) 

(€ milioni)

31/12/2021

31/12/2020

Variazione

Variazione %

Margine operativo lordo Area Commerciale e Trading

80,5

72,4

8,1

11,2 %

Margine operativo lordo GRUPPO

1.256,1

1.155,5

100,6

8,7 %

Peso percentuale

6,4 %

6,3 %

0,1 p,p,




L'Area, responsabile della gestione e sviluppo delle attività di vendita di energia elettrica e gas e correlate attività di relazione con il cliente nonché delle politiche di energy management del Gruppo, chiude il 2021 con un livello di EBITDA pari a € 80,5 milioni, in aumento rispetto al 2020 di € 8,1 milioni. La variazione in aumento è principalmente imputabile ad Acea Energia (+ € 6,8 milioni), per effetto per effetto dell'incremento dei margini energia e gas (+ € 19,8 milioni) e degli altri ricavi (+ € 4,0 milioni) parzialmente compensati da un peggioramento dei costi esterni e del costo del lavoro (€ 17,0 milioni).


In merito agli effetti sul primo margine, l'incremento fatto registrare da Acea Energia deriva da effetti contrapposti. 

Nel dettaglio, il margine energia relativo al mercato libero registra un miglioramento di € 17,6 milioni, rispetto al 31 Dicembre 2020, dovuto sia all'incremento dei consumi nel settore Business sia alla crescita dei clienti nel settore Retail (+ 15% medio), equivalentemente per i clienti domestici che per le microimprese. Il margine energia relativo al mercato tutelato risulta in diminuzione di € 2,8 milioni rispetto al 31 Dicembre 2020 in conseguenza all'assegnazione automatica dei clienti "piccole" e "micro" imprese al Servizio a Tutele Graduali (gestione provvisoria), creato a partire dal 1° gennaio 2021 e gestito fino al 30 Giugno 2021, il cui margine si attesta ad € 1,3 milioni; in aggiunta la diminuzione dei margini è in parte dovuta alla "naturale" fuoriuscita dei clienti dal Servizio Maggior Tutela verso il Mercato Libero, che sul periodo si attesta al 5%, non compensata dall'applicazione di tariffe superiori. Il mercato del gas genera un aumento dei margini di € 6,2 milioni rispetto al 31 Dicembre 2020, per effetto del miglioramento nel settore Retail dovuto all'incremento dei clienti e dei margini unitari, mentre il settore Business, evidenzia una lieve flessione della base clienti. Il margine energia concernente l'attività di ottimizzazione dei flussi energetici risulta in diminuzione di € 2,0 milioni rispetto al precedente esercizio. Tale margine include al suo interno anche le attività di compravendita, scambio e trading di energia elettrica, calore, gas naturale, metano e altri combustibili e vettori energetici, da qualsiasi fonte prodotti o acquisiti, per sé o per terzi. 


Il risultato operativo evidenzia un aumento di € 2,8 milioni prevalentemente dovuto all'effetto combinato di: (i) maggiori margini relativi al mercato libero; (ii) maggiori ammortamenti derivanti dall'incremento dei costi di acquisizione nuovi clienti in parte compensati dalla riduzione degli ammortamenti sui software a seguito dell'incremento dei costi esterni per gli effetti derivanti dagli accordi relativi alle Licenze in cloud (Software-as-a-Service del nuovo CRM) che non trovano più allocazione tra le immobilizzazioni bensì tra i costi esterni, in ossequio all'interpretazione dell'IFRS Interpretations Committee.. Si segnalano inoltre maggiori accantonamenti (+ € 4,1 milioni) prevalentemente operati da Acea Energia e dovute alla stima delle indennità suppletiva e meritocratica da riconoscere agli agenti, al rischio per conteziosi legali ed infine al fondo isopensione.


Con riferimento all'organico, la consistenza media al 31 Dicembre 2021 si è attestata a 427 unità in aumento rispetto al 31 Dicembre 2020 per 54 unità in prevalenza riferibili ad Acea Energia (+ 46 unità).


Gli investimenti dell'Area si attestano a € 49,4 milioni, in aumento di € 5,3 milioni rispetto al 31 Dicembre 2020 e sono imputabili in prevalenza ad Acea Innovation per € 3,9 milioni per i progetti di e-Efficiency e Acea Energia per € 0,7 milioni per i maggiori costi di acquisizione di nuovi clienti (€ 27,6 milioni nel 2021 verso € 24,9 milioni del 2020) compensati dai minori investimenti in ambito IT per effetto dalla riclassifica dei costi relativi alle licenze in cloud, che in ossequio all'interpretazione dell'IFRS Interpretations Committee vengono esposte non più tra le immobilizzazioni ma nei costi esterni.


La posizione finanziaria netta al 31 Dicembre 2021 risulta positiva per € 297,4 milioni e registra un miglioramento pari ad € 201,7 milioni rispetto al 31 Dicembre 2021. Le variazioni sono principalmente imputabili ad Acea Energia e derivano in prevalenza dagli effetti legati alla vendita eseguita alla fine dell'anno della partecipazione in Acea Produzione ad Acea SpA. Tale cessione è la diretta conseguenza del riordino delle partecipazioni del Gruppo previsto nel Piano Strategico. La restante variazione è riferibile alle dinamiche di cash flow operativo.


Eventi significativi dell'esercizio 2021 

Energy Management

Acea Energia svolge le attività di "Energy Management" necessarie per il funzionamento delle operazioni del Gruppo, con particolare riguardo alle attività di vendita e di produzione. Svolge anche la funzione di interfaccia con il Gestore dei Mercati Energetici (GME) e con TERNA; verso quest'ultimo soggetto istituzionale la Società è Utente del dispacciamento in immissione per conto di Acea Produzione e di altre società del Gruppo. Essa ha svolto nel corso dell'esercizio le seguenti principali attività:

Nel 2021 Acea Energia ha effettuato acquisti di energia elettrica dal mercato per complessivi 10.224 GWh, di cui 7.885 GWh tramite contratti bilaterali e 2.339 GWh tramite Borsa, per la rivendita ai clienti finali del mercato libero e per l'attività di ottimizzazione dei flussi energetici e del portafoglio acquisti.


Vendita di energia elettrica e gas

Per quanto riguarda il mercato della vendita prosegue la crescita del portafoglio retail e il miglioramento della qualità del servizio. Nel corso del 2021 Acea Energia ha venduto energia elettrica sul servizio della Maggior Tutela per complessivi 1.694 GWh con una riduzione del 14,3% su base tendenziale. Il numero dei punti di prelievo è pari a 719.380 unità (erano 754.426 al 31 Dicembre 2020). La vendita di energia elettrica sul Mercato Libero è stata pari a 6.074 GWh per Acea Energia e 487 GWh per Umbria Energy, per un totale di 6.562 GWh, con un incremento rispetto allo stesso all'anno precedente del 29,9% relativo principalmente al segmento B2B. Il numero medio dei punti di prelievo per il 2021 è pari a 478.127 unità (416.886 unità al 31 Dicembre 2020).

Inoltre, Acea Energia e le altre società di vendita del Gruppo hanno venduto 214 milioni di Smc di gas a clienti finali e grossisti che hanno riguardato 226.687 punti di riconsegna mentre al 31 Dicembre 2020 erano 200.539.


Accordi Commerciali

Nel mese di Luglio 2021, è stato sottoscritto un accordo di partnership commerciale tra Acea Energia S.p.A. e Wind Tre S.p.A. avente ad oggetto la definizione, promozione e pubblicizzazione delle offerte relative alla fornitura di energia elettrica e di gas da parte di Acea Energia caratterizzate dal brand "Wind Tre powered by Acea Energia". La promozione delle offerte commerciali dedicate all'iniziativa avverrà a partire da Luglio 2021 all'interno dei punti vendita appartenenti alla rete di vendita di Wind Tre delle regioni Veneto e Puglia, estendendosi poi nel corso del 2022 a tutto il territorio nazionale.

Tale scelta è in linea con il piano strategico dell'azienda, che punta ad ampliare il portafoglio clienti al di fuori del proprio territorio di riferimento beneficiando della capillarità della rete di punti vendita WIND sul territorio nazionale.  


Con riferimento ai procedimenti aperti dall'AGCM e dall'ARERA sono di seguito descritti i principali aggiornamenti:


Procedimento PS9815 dell'AGCM per attivazioni non richieste: in data 15 Maggio 2019 la Corte di Giustizia dell'UE si è pronunciata sul rinvio pregiudiziale del TAR Lazio disponendo che: (i) non sussiste un conflitto tra le direttive sulle pratiche commerciali scorrette e sui contratti a distanza (29/2005 e 83/2011) e le direttive settoriali (72/2009 e 73/2009); (ii) anche nel settore dell'energia è possibile applicare la disciplina generale a tutela dei consumatori (con conseguente competenza dell'AGCM, ai sensi dell'art. 27, comma 1bis, del Codice del Consumo). Ne deriva che l'ARERA, ai sensi delle direttive 2009/72 e 2009/73, non è competente a sanzionare le suddette condotte. In data 28 Febbraio 2020 Acea Energia ha ricevuto una comunicazione con la quale il TAR Lazio ha fissato per il 20 Luglio 2020 l'udienza pubblica per l'annullamento del provvedimento sanzionatorio. In data 24 Settembre 2020 è stata ricevuta la sentenza con la quale il TAR Lazio ha respinto il ricorso proposto nel 2016 da Acea Energia contro il provvedimento AGCM sulla PCS riguardante le attivazioni non richieste di forniture di energia elettrica e gas.

In data 23 Dicembre 2020 è stato depositato l'appello per la riforma della sentenza del TAR Lazio.


Procedimento A513 dell'AGCM per abuso di posizione dominante: in data 17 Ottobre 2019, il TAR del Lazio, ha pronunciato la sentenza n. 03306/19, con la quale è stato accolto il ricorso proposto da Acea SpA e le sue controllate e, per l'effetto, ha annullato il provvedimento sanzionatorio del 20 Dicembre 2018 n. 27496 con il quale era stato accertato che Acea SpA e le sue controllate avevano commesso un abuso di posizione dominante, in violazione dell'art. 102 del TFUE, che aveva determinato l'irrogazione di una sanzione amministrativa di € 16.199.879,09.

In data 17 Gennaio 2020 è stato notificato l'atto di appello con il quale l'Autorità, rappresentata e difesa dall'Avvocatura Generale dello Stato, ha chiesto al Consiglio di Stato di annullare e/o riformare la sentenza n. 11960/2019 resa dal TAR Lazio e, per l'effetto, respingere la domanda proposta dalle società in I° grado. 

In data 14 Febbraio 2020 è stato depositato l'atto di appello incidentale contenente anche la riproposizione dei motivi di ricorso che sono stati assorbiti dalla sentenza di I° grado. In particolare, in una prima parte, l'appello si sofferma sull'unico motivo di ricorso respinto dal TAR Lazio, riguardante la carenza di istruttoria in merito alla definizione del mercato rilevante; in una seconda parte, ripropone - ricopiandoli dunque integralmente - i motivi da IV a VII del ricorso che il TAR ha dichiarato "assorbiti", avendo il TAR ritenuto sufficiente l'accoglimento dei motivi II e III del ricorso ai fini dell'annullamento del provvedimento sanzionatorio.

In data 30 Aprile 2020 Acea ha ricevuto una comunicazione nella quale AIGET, in data 23 Aprile 2020, ha depositato un atto di costituzione formale a supporto dell'appello di AGCM.


Procedimento PS10958 dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM): in data 21 Aprile 2020 l'AGCM ha fatto pervenire ad Acea Energia una richiesta di informazioni riguardante "ciascuna offerta commerciale inerente i servizi di energia elettrica e gas naturale, proposta all'utenza domestica e alle microimprese, a far data dal secondo semestre 2019 fino al primo quadrimestre 2020", in particolare: i) copia delle condizioni tecnico economiche - CTE - e delle condizioni generali di fornitura - CGF - inerenti le suddette offerte commerciali, ii) numero dei contratti sottoscritti dagli utenti domestici e dalle microimprese in relazione a ciascuna offerta commerciale proposta nel periodo considerato; iii) copia dei messaggi promozionali relativi alle medesime offerte commerciali diffusi mediante i diversi canali di comunicazione (web, radio, TV, brochure pubblicitarie); iv) copia degli script utilizzati dagli agenti di vendita nel medesimo periodo (secondo semestre 2019 - primo quadrimestre 2020) al fine di proporre alla clientela le offerte commerciali suddette, sia attraverso il canale di vendita teleselling che porta a porta.

In data 23 Aprile 2020 la Società, a seguito della richiesta, ha inviato all'AGCM, una comunicazione nella quale, in considerazione dell'art. 103 del d.l. n. 18 del 2020 e della Comunicazione sull'interpretazione dell'art. 103 del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, così come modificato dall'art. 37 del decreto legge 8 aprile 2020, n. 23, approvata dal Collegio dell'Autorità nelle sedute del 1° Aprile e del 10 Aprile, chiedeva conferma che il termine per la risposta alla richiesta di informazioni fosse sospeso ed iniziasse a decorrere solo a far data dal giorno 16 Maggio 2020.

A seguito di interlocuzioni telefoniche, pur in mancanza di un riscontro formale dell'AGCM alla suddetta richiesta della Società, si conveniva con l'Autorità un maggior termine per l'invio della documentazione richiesta.

In data 21 Maggio 2020 Acea Energia ha quindi provveduto a raccogliere tutta la documentazione richiesta e ad inviarla all'AGCM, unitamente ad una nota di riscontro, illustrando, inoltre, i criteri adottati per la raccolta della documentazione.


Istruttoria conoscitiva in merito alle partite economiche relative all'energia elettrica destinata agli Stati interclusi nello Stato italiano: ai sensi della delibera 58/2019/E/eel, in data 20 Marzo 2019 l'Autorità ha avviato un'istruttoria conoscitiva nei confronti di Acea Energia finalizzata all'acquisizione di informazioni e dati utili in merito alla gestione delle partite economiche relative all'energia elettrica destinata al punto di dispacciamento in epsortazione. 

Ai sensi della stessa delibera e nelle more della conclusione della citata istruttoria, l'Autorità ha indicato alla Cassa per i servizi energetici e ambientali di procedere, in via transitoria e salvo conguaglio, alla perequazione dei costi, sostenuti da Acea Energia in relazione all'anno 2017, di acquisto e dispacciamento dell'energia elettrica destinata ai clienti in maggior tutela.

Con la delibera 180/2019/C/EEL, l'Autorità ha deliberato di proporre opposizione al ricorso straordinario, proposto dall'Azienda Autonoma di Stato per i Servizi Pubblici della Repubblica di San Marino, per l'annullamento della deliberazione 670/2018/R/eel (che aggiornava le tariffe di trasmissione per l'anno 2019) e della deliberazione 58/2019/R/eel.

Nelle more della conclusione dell'istruttoria l'Autorità ha richiesto alla Cassa per i servizi energetici e ambientali di sospendere, in via transitoria e salvo conguaglio, eventuali erogazioni relative alla perequazione dei costi, sostenuti da Acea Energia in relazione all'anno 2018, di acquisto e dispacciamento dell'energia elettrica destinata ai clienti in maggior tutela.

Con la delibera 491/2019/E/eel, l'Autorità ha chiuso l'istruttoria conoscitiva indicando ad Acea Energia e ad Areti le azioni da porre in essere, entro la fine del 2019. Acea Energia ha dato evidenza all'Autorità di aver adempiuto a quanto prescritto. La delibera 491/2019/E/eel, inoltre, ha dato mandato (i) a Terna, alle imprese distributrici competenti e a CSEA di effettuare i ricalcoli delle partite economiche sottese ai prelievi di energia elettrica destinata al punto di dspacciamento in esportazione applicando i criteri evidenziati nelle risultanze istruttorie allegate alla medesima delibera (ii) al Direttore della Direzione Sanzioni e Impegni dell'Autorità per gli atti conseguenti alle evidenze riscontrate. A seguito di ciò l'Autorità, con la determina 5/2020/eel, ha avviato due procedimenti sanzionatori nei confronti di Acea Energia e di Areti. In data 12 Giugno 2020, Acea Energia ha inviato ad ARERA la propria proposta di impegni contenente la rinuncia al credito maturato verso il sistema, il versamento di un indennizzo ad ARERA e l'obbligo di inviare una reportistica bimestrale per 10 anni. Con delibera 262/2021 l'Autorità ha parzialmente modificato le modalità per effettuare le attività di ricalcolo indicate nella delibera 491/2019 e CSEA ha quindi trasmesso ad Acea Energia i ricalcoli definitivi in data 12 luglio 2021. La liquidazione delle partite economiche dovrà avvenire al termine dei procedimenti sanzionatori avviati con la determina 5/2020/eel. Acea Energia è attualmente in fase di discussione degli impegni con ARERA.

Con la delibera 576/2021 ARERA ha riformato la regolazione relativa alle partite economiche relative all'energia elettrica destinata al punto di dispacciamento in esportazione, con lo scopo di uniformarla ai principi della regolazione nazionale. In particolare, l'Autorità è intervenuta sui corrispettivi di trasmissione e trasporto, sul dispacciamento e sulla regolazione degli sbilanciamenti. 


Procedimento PS11216 dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM): in data 29 Aprile 2021 l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha fatto pervenire ad Acea Energia S.p.A.  una richiesta di informazioni riguardante gli accorgimenti utilizzati dalla società per evitare l'addebito degli importi potenzialmente soggetti a prescrizione biennale in caso di utilizzo da parte dei clienti, della domiciliazione bancaria o di altre modalità di pagamento automatico della bolletta.

In data 20 Maggio 2021 Acea Energia ha riscontrato la richiesta dell'Autorità, rappresentando alla stessa le modalità attraverso le quali vengono gestite le eccezioni di prescrizione. In particolare, l'eccezione di prescrizione, su fatture domiciliate e non, può essere avanzata attraverso distinti canali, tra i quali, a titolo esemplificativo:

- sportello;

- reclamo

- e-mail per Mercato Libero: prescrizioneML@aceaenergia.it;

- e-mail per Servizio di Maggior Tutela: prescrizioneSMT@aceanergia.it;

- posta: casella postale 5114_00154 Roma Ostiense.

Acea Energia ha introdotto un sistema di contatto telefonico che consente al cliente domiciliato di essere informato circa l'emissione di una fattura contenente importi prescrittibili, al fine di agevolarlo nell'esercizio del diritto ad eccepire la prescrizione.

La società ha ritenuto, altresì, opportuno sensibilizzare la propria clientela all'utilizzo dell'autolettura, al fine di ridurre il più possibile il fenomeno dell'addebito di importi potenzialmente prescrittibili.

Ciò posto, la Società, sta portando avanti uno sviluppo dei propri sistemi informatici al fine di implementare una funzionalità che consenta di bloccare automaticamente la domiciliazione bancaria con esclusivo riferimento alla quota parte di consumi prescrittibili per le fatture contenenti importi rispetto ai quali sia maturata la prescrizione biennale. Nelle more della definizione del suddetto processo, con riferimento ai clienti domiciliati, la Società ha deciso di attivare transitoriamente il meccanismo - già implementato con riferimento alla prescrizione quinquennale - volto a rendere automaticamente inesigibili gli importi soggetti a prescrizione biennale. In data 2 luglio 2021 è pervenuta alla Società una comunicazione con la quale l'AGCM ha rappresentato che nell'adunanza del 1° luglio 2021, sulla base delle informazioni fornite dalla società stessa in data 21 maggio 2021, è stata deliberata l'insussistenza di elementi sufficienti per un approfondimento istruttorio e, pertanto, è stata disposta l'archiviazione del procedimento.


Procedimento PS12106 dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM): in data 18 ottobre 2021, l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (di seguito anche "AGCM") ha fatto pervenire ad Acea Energia un invito a rimuovere i profili di possibile scorrettezza della condotta commerciale, ai sensi dell'art. 4, comma 5, del "Regolamento sulle procedure istruttorie in materia di pubblicità ingannevole e comparativa, pratiche commerciali scorrette, violazione dei diritti dei consumatori nei contratti, violazione del divieto di discriminazioni e clausole vessatorie" adottato dall'Autorità con delibera del 1° aprile 2015.

In particolare, l'invito riguardava, da un lato, il mancato richiamo all'esistenza e all'entità degli "oneri di commercializzazione", indicati nelle condizioni tecnico economiche presenti sul sito, all'interno del materiale pubblicitario delle offerte veicolate dalla Società tramite il proprio sito web e, dall'altro, la circostanza che le condizioni tecnico-economiche e le condizioni generali di fornitura, non precisassero il valore monetario del deposito cauzionale previsto dall'art. 6 co. 9 delle CGF attraverso un rinvio alle delibere ARERA e non nel suo valore monetario.

In data 19 novembre 2021 la Società ha provveduto a riscontrare la citata richiesta raccogliendo l'invito formulato dall'Autorità e comunicando alla stessa la disponibilità ad aggiornare tutte le offerte veicolate attraverso il proprio sito web, indicando in maniera evidente, per ciascuna di esse, l'esistenza e l'importo di eventuali ulteriori componenti discrezionalmente applicate dalla Società.

Altresì, la Società, ha comunicato all'AGCM che per tutte le offerte diverse dalla PLACET e tutela gas ha provveduto a rimuovere dalle Condizioni generali di fornitura ogni riferimento alla "facoltà di richiedere al cliente di versare un importo a titolo di deposito cauzionale a garanzia di ciascuna Fornitura secondo i criteri dettati dall'ARERA" ed inserito, all'interno del paragrafo della scheda sintetica denominato "Garanzie richieste al cliente", la dicitura "Nessuna".

Successivamente, a seguito di interlocuzioni intercorse per le vie brevi con l'AGCM, la Società ha provveduto a trasmettere all' Autorità una integrazione al riscontro precedentemente inviato, contenente una specifica delle modalità di rappresentazione delle offerte veicolate attraverso il proprio sito web. In particolare, 

 

Estero

Dati operativi e risultati economici e patrimoniali del periodo 


Dati operativi

U.M

31/12/2021

31/12/2020

Variazione %

Variazione %

Volumi Acqua

Mm3

41

41

0,10 

0,25%

Volumi immessi in rete

Mm3 

77 

79 

(2,7)

(3,5%)

Numero di clienti (utenze servite)

Nr.

122.308

121.172 

1.136 

0,9%



Risultati economici e patrimoniali

(€ milioni)

31/12/2021

31/12/2020

Variazione

Variazione %

Ricavi

77,1

62,4

14,7

23,6 %

Costi

49,7

37,1

12,6

34,0 %

Margine operativo lordo (EBITDA)

27,4

25,3

2,1

8,3 %

Risultato operativo (EBIT)

16,4

12,1

4,3

35,5 %

Dipendenti medi (n.)

2.238

987

1.251

126,8 %

Investimenti

4,6

3,1

1,5

48,2 %

Posizione Finanziaria Netta

(18,9)

(9,0)

(9,9)

109,3 %



Margine Operativo Lordo (EBITDA) 

(€ milioni)

31/12/2021

31/12/2020

Variazione

Variazione %

Margine operativo lordo Area Estero

27,4

25,3

2,1

8,3 %

Margine operativo lordo GRUPPO

1.256,1

1.155,5

100,6

8,7 %

Peso percentuale

2,2 %

2,2 %

0,0 p,p,



L'Area comprende attualmente le società che gestiscono il servizio idrico in America Latina. In particolare: 

L'Area chiude il 2021 con un EBITDA di € 27,4 milioni con un incremento rispetto al 31 Dicembre 2020 di € 2,1 milioni. La variazione deriva in prevalenza dal consolidamento di Consorcio Acea Lima Norte (+ € 1,0 milioni) che nel 2021 ha iniziato le attività di manutenzione della rete idrica e fognaria nella zona nord di Lima e dall'incremento dei margini di Aguas de San Pedro (+ € 1,2 milioni).


L'organico medio al 31 Dicembre 2021 si attesta a 2.238 unità e risulta in aumento di 1.251 unità rispetto al 31 Dicembre 2020. La variazione deriva dalla variazione dell'area di consolidamento (+ 1.571 unità) compensata dalla riduzione imputabile ad Acea Perù (- 217 unità) che nel primo semestre del 2020 gestiva in contratto semestrale per la manutenzione nella zona di Lima Nord in situazione di emergenza.

Gli investimenti al 31 Dicembre 2021 si attestano ad € 4,6 milioni in aumento di € 1,5 milioni rispetto precedente esercizio. La variazione è da attribuire principalmente al Consorcio Acea Lima Norte, al Consorcio Acea Lima Sur (+ € 0,8 milioni) e Aguas de San Pedro (+ € 0,7 milioni).


La posizione finanziaria netta al 31 Dicembre 2021 è positiva per € 18,9 milioni e registra un miglioramento di € 9,9 milioni rispetto al 31 Dicembre 2020 imputabile in prevalenza ad Aguas de San Pedro (€ 7,1 milioni) e ad Acea International (€ 2,0 milioni).


Eventi significativi dell'esercizio 2021

Non si segnalano eventi significativi nel periodo. 

Idrico

Dati operativi e risultati economici e patrimoniali del periodo 


Dati operativi

U.M

31/12/2021

31/12/2020

Variazione

Variazione %

Volumi Acqua

Mm3

532 

530 

0,4%

Energia Elettrica Consumata

GWh

726

691

35

5,1%

Fanghi Smaltiti

KTon

209

169

40

23,7%

Gas Vettoriato

Mc

83.453.608

57.354.910

26.098.698

45,5%

Gas Nr. Utenti attivi

Nr.

93.926

62.058

31.868

51,35%

Rete Realizzata

Km

844

835

9

1,1%.

Certificati Bianchi

Nr.

4.220

4.066

154

3,79%



Risultati economici e patrimoniali

(€ milioni)

31/12/2021

31/12/2020

Variazione

Variazione %

Ricavi

1.237,9

1.208,4

29,5

2,4 %

Costi

582,6

594,0

(11,4)

(1,9 %)

Margine operativo lordo (EBITDA)

655,3

614,4

40,9

6,7 %

Risultato operativo (EBIT)

307,7

309,9

(2,2)

(0,7 %)

Dipendenti medi (n.)

3.475

3.292

183

5,5 %

Investimenti

522,0

476,0

46,0

9,6 %

Posizione Finanziaria Netta

1.681,4

1.483,7

197,6

13,3 %




Margine Operativo Lordo (EBITDA) 

(€ milioni)

31/12/2021

31/12/2020

Variazione

Variazione %

Margine operativo lordo Area Idrico

655,3

614,4

40,9

6,7 %

Margine operativo lordo GRUPPO

1.256,1

1.155,5

100,6

8,7 %

Peso percentuale

52,2 %

53,2 %

(1,0 p,p,)



L'EBITDA dell'Area al 31 Dicembre 2021 si attesta a € 655,3 milioni e registra un incremento di € 40,9 milioni rispetto al 31 Dicembre 2020 (+ 6,7 %). 

L'incremento è da imputare in prevalenza ad ACEA Ato2 (+ € 26,6 milioni) a seguito del maggior valore degli ERC Capex valorizzati sulla base di quanto previsto dal MTI-3 con riferimento agli investimenti entrati in esercizio nel 2019 e del FONI, compensato dal minor valore dei Capex, degli Opex e dei conguagli. Concorrono al miglioramento dei margini l'efficientamento dei  costi (- € 11 milioni) le maggiori capitalizzazioni (+ € 8 milioni) la diminuzione dei costi per smaltimento fanghi, per effetto del superamento della crisi della gestione dei fanghi prodotti dagli impianti di depurazione all'interno del territorio regionale (- € 7,2 milioni); contribuiscono inoltre all'aumento dei margini ACEA Ato5 (+ € 7,0 milioni) e AdF (+ € 2,3 milioni) entrambe per l'efficientamento dei costi. La variazione di perimetro per effetto dei nuovi consolidamenti è data da SII (+ € 11,6 milioni) e da Adistribuzionegas (+ € 3,1 milioni).

Infine, il contributo all'EBITDA delle società idriche valutate a patrimonio netto, pari a € 16,7 milioni, risulta in diminuzione di € 10,8 milioni per l'effetto dei decrementi registrati da Publiacqua (- € 5,9 milioni) e dal Gruppo Acque (- € 3,2 milioni) imputabili in prevalenza a maggiori ammortamenti anche in considerazione dell'approssimarsi della scadenza della concessione.

Di seguito si rappresenta in dettaglio il contributo all'EBITDA delle società valutate a Patrimonio Netto:

(€ milioni)

2021

2020

Variazione

Variazione %

Publiacqua

4,7

10,6

(5,9)

(55,3%)

Gruppo Acque

9,4

12,6

(3,2)

(25,1%)

Umbra Acque

1,6

2,2

(0,6)

(28,9%)

Nuove Acque e Intesa Aretina 

0,7

0,8

(0,0)

(2,8%)

Geal

0,2

0,8

(0,6)

(69,1%)

SII

0,0

0,6

(0,6)

(100,0%)

Totale

16,7

27,6

(10,8)

(39,3%)

La quantificazione dei ricavi del periodo, rinvenienti dal servizio idrico integrato, è valorizzata in coerenza con il nuovo metodo MTI - 3. La voce comprende la stima dei conguagli tariffari relativi alle partite c.d. passanti del periodo che saranno fatturati a partire dal 2021. Nel prosieguo della presente sezione sono riportate due tabelle che sintetizzano da un lato lo status degli iter di approvazione delle proposte tariffarie e dall'altra i ricavi da SII distinti per società e per componente nonché le considerazioni alla base della determinazione dei ricavi di competenza del periodo.


Il risultato operativo risente della crescita degli ammortamenti (+ € 34,9 milioni) principalmente legati al consolidamento di SII (+ € 8,5 milioni) e Adistribuzionegas (+ € 3,0 milioni) e per la restante parte in via principale ai maggiori ammortamenti registrati da ACEA Ato2 anche dovuti all'entrata in esercizio di nuovi impianti (+ € 19,6 milioni).


L'organico medio al 31 Dicembre 2021 pari a 3.475 unità si incrementa rispetto al valore al 31 Dicembre 2020 di 183 unità principalmente imputabili a ACEA Ato2 (+ 71 unità) e Gori (+ 78 unità).


Gli investimenti dell'Area si attestano a € 522,0 milioni con un incremento di € 46,1 milioni, riconducibili ai maggiori investimenti registrati da ACEA Ato2 per € 32,9 milioni e Gori per € 6,0 milioni mentre il consolidamento di SII contribuisce per € 8,3 milioni e Adistribuzionegas per € 2,5 milioni. Tale variazione è compensata dai minori investimenti registrati da ACEA Ato5 (- € 6,3 milioni). Gli investimenti si riferiscono principalmente agli interventi manutenzione straordinaria, rifacimento, ammodernamento e ampliamento degli impianti e delle reti, alla bonifica e all'ampliamento delle condotte idriche e fognarie dei vari Comuni e agli interventi sui depuratori e agli impianti di trasporto (adduttrici ed alimentatrici).


La posizione finanziaria netta dell'Area si attesta al 31 Dicembre 2021 a € 1.681,4 milioni e registra un peggioramento di € 197,6 milioni rispetto al 31 Dicembre 2020 imputabile in prevalenza ad ACEA Ato2 per gli investimenti di periodo e per le dinamiche di cash flow operativo.


Eventi significativi dell'esercizio 2021

Area Lazio - Campania


ACEA Ato2

Il Servizio Idrico Integrato nell'ATO2 Lazio Centrale - Roma è stato avviato il 1° gennaio 2003. La presa in carico dei servizi dai Comuni dell'ATO è avvenuta gradualmente e i Comuni attualmente gestiti sono 80 rispetto ai 113 dell'intero ATO. Tuttavia, rispetto allo scorso esercizio, si segnala che in data 14 luglio 2021 con Delibera di Consiglio Regionale n° 10, che faceva seguito alla deliberazione della Giunta regionale n° 752 del 3 novembre 2020 con pari oggetto, è stato modificato l'Ambito Territoriale Ottimale n° 2 Lazio Centrale-Roma inserendovi il Comune di Campagnano di Roma prima appartenente all'ATO n° 1 Lazio Nord-Viterbo. In questo modo il numero complessivo di Comuni dell'ATO2 è passato da 112 agli attuali 113. Inoltre, con decorrenza 1° dicembre 2021 è stato acquisito il servizio di idrico potabile del Comune di Arsoli mentre, per la fognatura, l'acquisizione verrà effettuata all'avverarsi della condizione sospensiva prevista nello stesso Verbale. Di seguito è riportata la situazione complessiva del territorio gestito che non ha subito variazioni rispetto all'esercizio precedente.

Situazione acquisizioni

n° comuni

Comuni che hanno dichiarato di non voler entrare nel S.I.I.*

7

Comune con Soggetto Tutelato

2

Comuni interamente acquisiti al S.I.I.

80

Comuni parzialmente acquisiti nei quali Acea ATO2 svolge uno o più servizi:

17

Comuni da acquisire 

7

* Sono Comuni sotto i 1.000 abitanti che potevano esprimere la loro volontà in base al comma 5 del D.Lgs. 152/06.

La Società cura il servizio di distribuzione di acqua potabile nella sua interezza (captazione, adduzione, distribuzione al dettaglio e all'ingrosso). L'acqua è derivata dalle sorgenti in virtù di concessioni a durata pluriennale.

Le fonti di approvvigionamento forniscono l'acqua potabile a circa 3.900.000 abitanti di Roma e Fiumicino e in più di 61 Comuni del Lazio, attraverso cinque acquedotti ed un sistema di condotte in pressione.

Tre ulteriori fonti di approvvigionamento forniscono la risorsa non potabile da immettere nella rete di innaffiamento di Roma.

ACEA Ato2, al fine di salvaguardare le fonti di approvvigionamento e attuare una gestione sempre più sostenibile della risorsa idrica, nel corso del 2021 ha perfezionato lo studio della disponibilità, in termini quantitativi, delle potenziali risorse idriche sotterranee e dei possibili impatti relativi al prelievo di risorsa idrica tramite il monitoraggio di alcune variabili e l'implementazione di adeguati modelli interpretativi. Inoltre, è proseguita la campagna di interventi finalizzati alla riduzione delle perdite fisiche e commerciali e all'efficientamento delle reti.

In particolare, nell'anno 2021:


Al 31 dicembre 2021, ACEA Ato2 gestisce un totale di circa 7.011 chilometri di rete fognaria, 675 impianti di sollevamento fognari - di cui 180 nel territorio di Roma Capitale - ed un totale di 160 impianti di depurazione - di cui 33 nel territorio di Roma Capitale-, per un totale di acqua trattata pari a 591 Mmc (dato riferito ai soli depuratori gestiti al 31 dicembre 2021).


La Società gestisce il sistema depurativo e gli impianti di sollevamento annessi alla rete ed ai collettori fognari.

Al 31 dicembre 2021, i sei principali impianti di depurazione hanno trattato un volume di acqua pari a circa 16,37 Mmc in linea rispetto a quanto trattato nel corso del 2020 (16,20 Mmc).

Durante il 2021 è proseguito il programma di monitoraggio in tempo reale delle portate trattate dagli impianti che ad oggi hanno raggiunto un totale di 591 Mmc su 160 impianti gestiti.

In merito alla produzione delle matrici solide e liquide, superate le criticità dettate dall'emergenza fanghi ed il COVID non si ravvedono situazioni critiche e si conferma il trend complessivo di diminuzione della produzione, ascrivibile principalmente alla riduzione dei fanghi a seguito della realizzazione di impianti di essiccamento e all'ottimizzazione dei processi di digestione anaerobica negli impianti principali, oltre che alla realizzazione di impianti di ozonolisi. 

Relativamente ai certificati analitici relativi ai fanghi e reflue, durante il 2021 si evidenzia una lieve diminuzione del numero di analisi eseguite da ACEA Elabori (laboratorio esterno certificato) rispetto alla media dello stesso periodo degli anni passati, anche in virtù della mancanza di campioni straordinari contestuali ARPA condizionati dall'emergenza COVID-19. Si evidenzia altresì che il numero di determinazioni riportato sulla maggior parte di certificati analitici è aumentato (analizzate tipologie più estese). 

Si segnala infine che l'assemblea del 20 dicembre 2021 ha deliberato l'aumento di capitale sociale a pagamento in via scindibile da € 362.834.320,00 ad € 362.834.340,00, mediante emissione di 2 azioni del valore nominale di € 10,00 da riservare ai Comuni di Fonte Nuova e Campagnano di Roma, con esclusione del diritto di opzione, ai sensi del comma 5 dell'art. 2441 del c.c. e di fissare al 31 dicembre 2022 il termine per la sottoscrizione e l'esecuzione del deliberato aumento.


ACEA Ato5

Svolge il servizio idrico integrato sulla base di una convenzione per l'affidamento del servizio di durata trentennale sottoscritta il 27 giugno 2003 tra la società e la provincia di Frosinone (in rappresentanza dell'Autorità d'Ambito costituita da 86 comuni). A fronte dell'affidamento del servizio, ACEA Ato5 corrisponde un canone di concessione a tutti i Comuni in base alla data di effettiva acquisizione della gestione.

La gestione del servizio idrico integrato sul territorio dell'ATO 5 - Lazio Meridionale - Frosinone interessa un totale di 86 comuni (resta ancora da rilevare la gestione del Comune di Paliano, mentre i Comuni di Conca Casale e di Rocca D'Evandro sono "fuori ambito") per una popolazione complessiva di circa 489.000 abitanti, una popolazione servita pari a circa 455.164 abitanti, con una copertura del servizio pari a circa il 93% del territorio. Il numero di utenze è pari a 201.878.

Il sistema idrico - potabile è costituito da impianti e reti, di adduzione e di distribuzione, che fanno capo a 7 fonti principali da cui hanno origine altrettanti sistemi acquedottistici. 

Il sistema fognario e di depurazione consta di una rete fognaria e di collettori collegati a impianti terminali di depurazione delle acque reflue.

Sono 229 gli impianti di sollevamento fognario gestiti dalla Società e 127 gli impianti di depurazione, compresi gli impianti "inaccessibili" e quelli fuori ATO (Rocca d'Evandro e Conca Casale).

Nel corso dell'anno 2021, è continuata la digitalizzazione delle reti del territorio gestito, con l'inserimento dei dati nel sistema informativo GIS - Geographic Information System. Stante il piano 2019-2022 per le attività di rilievo, al 31 dicembre 2021 la consistenza della rete idrica è pari a 6.027 km totali (1.207 km adduzione + 4.820 km distribuzione).


Per quanto attiene l'acquisizione degli impianti afferenti la gestione nel Comune di Paliano, nel mese di novembre 2018 il Consiglio di Stato definitivamente pronunciandosi sull'appello proposto dal Comune di Paliano avverso la sentenza del TAR n. 6/2018 - che ha accolto il ricorso proposto dalla Società nei confronti del Comune di Paliano, al fine di ottenere l'annullamento del provvedimento con il quale il Comune ha opposto il proprio diniego al trasferimento del servizio - con sentenza n. 6635/2018 ha rigettato l'appello proposto dal Comune di Paliano e conseguentemente ha confermato la sentenza del TAR Latina - ribadendo che il regime di salvaguardia riconosciuto in favore di AMEA era "circoscritto al periodo di tre anni decorrenti dalla sottoscrizione della Convenzione di gestione tra l'AATO 5 ed ACEA Ato5; detto termine veniva quindi a scadere nel 2006 di talché, successivamente a tale data, la gestione posta in essere da AMEA andava considerata sine titulo".

Avendo ACEA Ato5 sin qui omesso l'attivazione del giudizio di ottemperanza nella prospettiva di verificare l'adempimento spontaneo da parte del Comune, idoneo a prevenire l'eventuale nomina del commissario ad acta, come già avvenuto in casi simili, sono intercorsi una serie di incontri presso la STO dell'AATO 5 Lazio Meridionale - Frosinone, finalizzati a ricercare un bonario componimento della controversia e a dare avvio alle attività propedeutiche al trasferimento ad ACEA Ato5 della gestione del S.I.I. nel territorio del Comune di Paliano. In tale prospettiva, le Parti - con verbali del 26 Novembre 2018 e 29 Novembre 2018 - hanno provveduto ad eseguire l'aggiornamento della precedente ricognizione delle reti e degli impianti esistenti nel Comune di Paliano, funzionali alla gestione del SII.

Ad oggi le parti stanno condividendo il verbale di trasferimento del SII, la cui sottoscrizione dovrebbe altresì comportare la rinuncia ai giudizi pendenti tra le stesse. Le Parti hanno successivamente effettuato altri incontri al fine di definire non solo il perimetro tecnico ma anche quello amministrativo e commerciale per finalizzare il trasferimento della Gestione del Servizio Idrico del Comune di Paliano ad ACEA Ato5 tuttavia il Comune non ha fornito tutte le informazioni richieste. Di tale circostanza ACEA Ato5 ha informato la STO il 3 Dicembre 2020 e, nelle more, in data 15 Dicembre 2020 anche la Regione Lazio ha chiesto chiarimenti al Comune di Paliano ed all'Ente d'Ambito circa il mancato completamento delle operazioni di trasferimento dei Servizio Idrico Integrato ad ACEA Ato5 avvertendo che, in mancanza di tale adempimento, sarebbero state avviate le procedure per l'applicazione dei poteri sostitutivi ai sensi dell'art. 172, comma 4, del D.lgs. 152/2006 e ss.mm.ii. Il Comune di Paliano ha chiesto una proroga del termine di trenta giorni assegnato dalla Regione Lazio. Si è pertanto in attesa dell'iniziativa del Comune di Paliano e dell'Ente d'Ambito volta a finalizzare il trasferimento del SII del Comune di Paliano.

Relativamente al Comune di Atina, la cui gestione del SII è stata trasferita ad ACEA Ato5 ormai a far data dal 19 Aprile 2018, si segnala la delibera del Consiglio Comunale n. 14 del 17 Aprile 2019, con la quale il Comune ha deliberato di "istituire il sotto/ambito territoriale ottimale denominato Ambito Territoriale Atina 1, in riferimento all'ambito territoriale ottimale n. 5, per la continuità della gestione in forma autonoma e diretta del servizio idrico ai sensi dell'art. 147 comma 2 bis D.Lgs. 152/2006, dichiarando il Servizio idrico Integrato "sevizio pubblico locale privo di rilevanza economica".

Avverso la predetta delibera, l'AATO 5 ha presentato ricorso dinnanzi al TAR Lazio - Sezione di Latina - notificandolo anche nei confronti della Società e della Regione Lazio.

Per quanto attiene ACEA Ato5, benchè l'azione giudiziaria esperita dall'EGA sia idonea a tutelare anche gli interessi della Società, la stessa ha ritenuto opportuno costituirsi nell'instaurando procedimento.

In data 1° giugno 2021 con Nota n. 2241/2021 si è espressa sul tema anche la Regione Lazio, ribadendo l'irricevibilità della richiesta del Comune di riconoscimento del Sub Ambito Atina 1 all'interno dell'Ambito Territoriale Ottimale 5 Frosinone, perché contraria alla normativa nazionale e regionale vigente (D. lgs 3 aprile 2006, n. 152 e Legge regionale 22 gennaio 1996, n.6). Permane pertanto in capo al Comune l'obbligo di procedere ad affidare in concessione d'uso gratuita al gestore del servizio idrico integrato le infrastrutture idriche di proprietà, così come previsto dall'art. 153 comma 1 del D.Lgs. 152/2006.


Con riferimento ai fatti di rilievo intervenuti nel periodo e al complesso stato del contenzioso, si segnala:

Ricorso al TAR Lazio - Latina (RG. 308/2021 sez.1) per l'annullamento della Deliberazione n.1 del 10 Marzo 2021

ACEA Ato5 ha presentato ricorso al TAR Lazio, sez. Latina, per l'annullamento, previa adozione di adeguate misure cautelari, della Deliberazione n. 1 del 10 Marzo 2021 (pubblicata in data 18 Marzo 2021) con la quale la Conferenza dei Sindaci dell'ATO 5 recante Determinazioni tariffarie 2020-2023 ai sensi della Deliberazione ARERA n. 580/2019/r/idr "Approvazione del Metodo Tariffario Idrico per il terzo periodo regolatorio MTI-3 " e s.m.i. ha approvato la proposta tariffaria del SII (servizio idrico integrato) per il periodo regolatorio 2020-2023, nella parte in cui non accoglie le istanze motivate del Gestore ACEA Ato5 in ordine al riconoscimento dei maggiori costi per l'adeguamento agli standard di qualità del servizio (OpexQC), al riconoscimento dei maggiori costi di morosità (COmor),nonché nella parte in cui rinvia il riconoscimento dei conguagli spettanti al gestore (RcTOTa) a successivi periodi regolatori e a fine concessione (sul Valore Residuo - VR a fine concessione).

All'udienza del 26 Maggio 2021 il TAR, rilevando che la questione è molto complessa e richiede un approfondimento nel merito, ha fissato il merito al 15 Dicembre 2021. In data 21 dicembre 2021 il TAR Lazio - sezione di Latina con sentenza n.691/2021 ha ritenuto inammissibile il ricorso. La Società ha proposto ricorso al Consiglio di Stato con udienza fissata al 10 marzo 2022 ad esito della quale il Collegio ha rigettato l'istanza cautelare.


Decreto ingiuntivo di € 10.700.000 e domanda riconvenzionale AATO5 canoni concessori 

Il 28 febbraio 2017 è stata pubblicata la sentenza n. 304/2017 del Tribunale di Frosinone, relativa al giudizio civile, RG 1598/2012, pendente tra ACEA Ato5 e l'Autorità d'Ambito Territoriale Ottimale n.5.

Rammentiamo, infatti, che Acea ATO 5 S.p.A. aveva agito, nel 2012, con la proposizione di un'azione monitoria finalizzata al recupero del proprio credito (dell'importo di € 10.700.00,00) nascente dall'Atto Transattivo sottoscritto con l'Ente d'Ambito in data 27 Febbraio 2007, in attuazione della deliberazione della Conferenza dei Sindaci n. 4 del 27 Febbraio 2007, relativa al riconoscimento dei maggiori costi operativi sostenuti nel triennio 2003-2005 nella fase di avvio della Concessione.

L'Ente d'Ambito si era opposta al decreto ingiuntivo, contestando l'esistenza del credito e la validità della Transazione sul presupposto che la stessa fosse stata travolta dall'annullamento in via di autotutela della Deliberazione n. 4/2007 (intervenuta in forza della successiva Deliberazione della Conferenza dei Sindaci n. 5/2009). Inoltre, lo stesso Ente d'Ambito aveva contestato la legittimità della Transazione poiché, a suo dire, la stessa sarebbe stata adottata in violazione della disciplina pro tempore vigente e segnatamente del Metodo Normalizzato di cui al DM 1.08.1996. Infine, l'Ente d'Ambito - nel formulare opposizione al decreto ingiuntivo, per le ragioni sostanziali sopra richiamate - aveva altresì formulato domanda riconvenzionale volta ad ottenere la condanna della Società al pagamento dei canoni concessori relativi al periodo 2006-2011 e quantificati in € 28.699.699,48.
Ciò posto, il Tribunale di Frosinone, con sentenza n. 304/2017 ha:

a. l'impegno di ACEA Ato5 a corrispondere € 1.370.000 entro il mese di dicembre 2017; 

b. la contestazione di ogni ulteriore debenza in ordine ai canoni di concessione.

A fronte della suddetta produzione documentale, la controparte - inizialmente convinta a riconoscere le somme di cui ai bonifici del 31 Luglio 2017 e del 4 Ottobre 2017 a concorrenza delle somme dovute da ACEA Ato5 a titolo di Canone di Concessione - ha preso atto della produzione documentale, dichiarando l'esigenza, anche in ragione del contenuto della Nota del 16 Novembre 2017, di dover "riferire" all'A.A.T.O. 5. Alla luce di quanto sopra, il Giudice, preso atto della richiesta di controparte, ha rinviato l'udienza al 27 Febbraio 2018. Nel corso della predetta udienza sono stati depositati i documenti attestanti gli ultimi pagamenti di ACEA Ato5 in favore di A.A.T.O.5.

Conseguentemente, la Società - per il tramite dei propri legali - ha rappresentato che:

  1. a fronte dell'impegno di corrispondere € 1.370.000 entro il mese di dicembre 2017 - ACEA Ato5 ha corrisposto:

  1. con tali ultimi pagamenti, ACEA Ato5 ha complessivamente saldato l'intero canone concessorio relativo al periodo 2006-2012: quanto sopra risulta in modo espresso anche dalla Determinazione Dirigenziale della STO n. 88 dell'08.11.2017. In particolare, viene dato espressamente atto che "a fronte di preordinati e/o successivi pagamenti del canone concessorio da parte del Gestore, che a oggi ha saldato fino all'annualità 2012".   


All'esito della predetta udienza, il nuovo Giudice che ha preso in carico la causa, preso atto delle discrepanze emerse nei rispettivi conteggi di ACEA Ato5 e dell'A.A.T.O. 5, ha concesso un rinvio al 4 Maggio 2018, invitando le parti a chiarire le motivazioni di tali discrepanze e segnalando che in caso contrario, avrebbe provveduto alla nomina di un CTU. In occasione di tale udienza, è stato disposto ulteriore rinvio al 21 Settembre 2018.

In tale sede, le Parti, alla luce del Collegio di Conciliazione instaurato in data 11 Settembre 2018 con l'A.A.T.O. 5 - ai sensi dell'art. 36 della Convenzione di Gestione - al quale è stata rimessa - tra le altre - anche la questione inerente la determinazione dei canoni concessori, hanno chiesto al Giudice un rinvio, disposto per l'udienza del 15 Febbraio 2019, ulteriormente rinviata al 17 Settembre 2019. A tale udienza è stato disposto rinvio al 20 Dicembre 2019. Il procedimento è stato rinviato, dapprima, al 17 Marzo 2020, successivamente d'ufficio al giorno 11 Settembre 2020 e in seguito al 15 Dicembre 2020. La causa è stata ulteriormente rinviata al 12 Febbraio 2021, poi ulteriormente rinviata al 26 Marzo 2021. All'udienza del 27 Aprile 2021 il Giudice si è riservato sulla CTU e, in data 30 Aprile 2021 ha fissato all'11 Maggio 2021 la data di conferimento dell'incarico al CTU e, successivamente, in data 26 Maggio 2021 l'avvio delle operazioni peritali. Il deposito dell'elaborato del CTU era previsto entro il 10 Novembre 2021 e l'esame del CTU era previsto per l'udienza del 30 Novembre 2021. La Società alla successiva udienza del 15 dicembre 2021 ha formalizzato una proposta transattiva, al fine di definire bonariamente la controversia. Tale proposta sarà oggetto di valutazione da parte della Conferenza dei Sindaci dell'AATO 5. Il Giudice ha fissato l'udienza al 12 aprile 2022 per la precisazione delle conclusioni. 


Collegato a tale giudizio deve essere considerato l'appello - RG 6227/2017 - avverso la sentenza n. 304/2017 del Tribunale di Frosinone che ha revocato il decreto ingiuntivo di € 10.700.000 inizialmente emesso dal medesimo Tribunale.

La prima udienza è stata rinviata d'ufficio all'11 Maggio 2018. In tale sede la Corte, udite le rispettive posizioni delle parti, ha rinviato la causa al 20 Novembre 2020, per la discussione orale e la pronuncia della sentenza ex art. 281 sexies c.p.c. Il procedimento è stato rinviato al 30 Giugno 2021. All'udienza del 30 Giugno 2021, la Corte d'Appello ha disposto un rinvio d'ufficio all'udienza del 6 Luglio 2022.

La Società non ha ritenuto di cancellare il credito né di appostare alcun fondo rischi per due ordini di ragioni:

La fondatezza dell'appello e della decisione di non cancellare il credito sono state ulteriormente confermate dalle conclusioni del Collegio di Conciliazione, instaurato tra l'Ente d'Ambito ed il Gestore, in conformità a quanto previsto dall'art. 36 della Convenzione di Gestione, per giungere ad una composizione delle varie controversie pendenti tra le parti.

Nella propria Proposta di Conciliazione trasmessa alle parti il 26 Novembre 2019, già approvata dal Consiglio di Amministrazione della Società in data 19 Dicembre 2019 e attualmente al vaglio della Conferenza dei Sindaci dell'AATO5, il Collegio di Conciliazione ha, infatti, previsto - tra l'altro - quanto segue: 

All'udienza del 30 giugno 2021, la Corte d'Appello ha disposto un rinvio d'ufficio all'udienza del 6 luglio 2022.


Adeguamento del Canone Concessorio 

Con la deliberazione n. 1 del 26 Marzo 2018, la Conferenza dei Sindaci ha disposto che il pagamento delle rate dei mutui contratti dai Comuni, a far data dal secondo semestre 2013 e fino al termine della Concessione, venisse erogato direttamente dal Gestore. Conseguentemente, in occasione dell'aggiornamento tariffario disposto in data 1° Agosto 2018, dando immediata attuazione alle prescrizioni rese dall'ARERA contenute nel provvedimento sanzionatorio DSAI/42/2018/Idr, in merito, tra l'altro ai canoni relativi ai Comuni non gestiti, si è provveduto ad adeguare la componente mutui del Canone di Concessione inserendo per l'annualità 2019 l'importo degli stessi indicato nell'allegato della suddetta deliberazione n. 1 del 26 Marzo 2018. Nessun adeguamento della componente mutui è stato recepito per le annualità 2013-2017 in quanto la deliberazione n. 1 del 26 Marzo 2018 non implicava alcuna modifica all'importo della componente mutui approvato nelle varie predisposizioni tariffarie. Inoltre, l'eventuale ricalcolo dei costi per mutui (MTp) dovrà essere oggetto di approvazione da parte della Conferenza dei Sindaci e dovrà essere recepita nel Piano Economico Finanziario (PEF) del prossimo aggiornamento tariffario, in considerazione del fatto che, anche in sede di approvazione dell'aggiornamento tariffario 2018-2019, deliberata dalla Conferenza dei Sindaci del 1° Agosto 2018, nulla è stato disposto in merito ai canoni delle annualità suddette. 

Per i motivi di seguito specificati la Società non ha ritenuto che l'obbligazione a pagare tale differenza all'Ente d'Ambito fosse venuta meno e, quindi, non ha proceduto alla riduzione degli stanziamenti passivi presenti nei propri bilanci per canoni concessori:    

Va anche osservato che trattandosi di un cosiddetto "costo passante" nella definizione tariffaria, cioè imputato in tariffa senza che per il Gestore ci sia alcun ritorno economico (una sorta di riscossione per conto di terzi), il suo effetto è sostanzialmente neutro nel Bilancio del Gestore: viene iscritto come ricavo e contestualmente, ed in egual misura, come costo. Per questo motivo, anche ove la Società erroneamente non essendo venuta meno l'obbligazione a pagare la differenza avesse rilevato una sopravvenienza attiva a rettifica dell'importo dovuto a titolo di canone di concessione, avrebbe poi dovuto rilevare parallelamente una sopravvenienza passiva di pari importo conseguente ad una riduzione dei conguagli relativi agli anni 2013-2017 con evidenti effetti economici nulli sia dal punto di vista civilistico che fiscale.

Si segnala che in data 27 Novembre 2019 il citato Collegio di Conciliazione ha sottoposto alla Società e all'Ente d'Ambito apposita Proposta di Conciliazione, con allegato atto ancora da sottoscrivere. In detti documenti il Collegio di Conciliazione ha - tra l'altro - avanzato la proposta di portare a decurtazione dei conguagli tariffari vantati dal Gestore la differenza di € 12.798 mila tra i canoni concessori approvati nelle varie predisposizioni tariffarie per le annualità 2013-2017 e le somme da riconoscere direttamente ai Comuni in base alla Deliberazione n. 1 del 26 Marzo 2018. Tale proposta di destinazione a compensazione di crediti esistenti conferma la debenza da parte del Gestore di tale differenza, corroborando la decisione della Società di non rilasciare i relativi stanziamenti passivi nei propri Bilanci.


Collegio di Conciliazione con l'AATO5 e interlocuzioni successive con l'EGA

Con riferimento ai rapporti con l'AATO5 la Società ha cercato di giungere ad una composizione delle varie controversie pendenti nei confronti dell'Autorità d'Ambito, sulla convinzione della necessità di far cessare una lunghissima stagione caratterizzata da una netta contrapposizione tra Ente Concedente e Società Concessionaria culminata con la deliberazione assunta dalla Conferenza dei Sindaci dell'ATO5 volta alla risoluzione della Convenzione di Gestione che ha costretto la Società a proporre ricorso al TAR Latina che ha annullato la predetta deliberazione.

In questo contesto, negli ultimi anni, e in special modo nel corso del 2018, è stato compiuto un enorme sforzo, anche organizzativo, volto ad una ricostruzione dei rapporti tra la Società, l'Autorità d'Ambito e le singole Amministrazioni Comunali dell'ATO5.

Nel medesimo contesto, si è dunque concretizzata la possibilità di aprire un Collegio di Conciliazione con l'Autorità d'Ambito finalizzato a verificare una possibile composizione sulle principali questioni ancora controverse tra le parti.

In tale direzione, in data 11 Settembre 2018, l'AATO5 e la Società hanno sottoscritto il verbale n.1 con il quale le parti manifestavano la reciproca disponibilità ad aprire un Collegio di Conciliazione sulle varie controversie pendenti tra le stesse.

Sempre con il medesimo verbale, le Parti hanno altresì condiviso le regole di funzionamento del nominando Collegio di Conciliazione e i criteri di nomina del Collegio stesso e, in particolare, ciascuna parte ha nominato il proprio componente. 

Il Presidente del Collegio di Conciliazione è stato indicato dal Prefetto di Frosinone, su richiesta congiunta delle parti ed è stato nominato congiuntamente in data 16 Maggio 2019. Il Collegio si è ufficialmente insediato in data 27 Maggio 2019, decorrendo in tal modo dalla predetta data il termine di 120 gg entro cui lo stesso era tenuto a formulare una proposta di amichevole composizione delle questioni rimesse alla sua valutazione. In data 17 settembre 2019 il Collegio di Conciliazione ha comunicato di aver completato l'attività istruttoria in merito a tutti i punti devoluti al Tavolo. Ha rilevato, tuttavia, che, in ragione della numerosità e della complessità delle questioni oggetto di esame, risultasse necessaria una notevole attività ai fini della redazione di un documento che presentasse una complessiva e motivata proposta conciliativa. Ha pertanto richiesto alle parti, ed ottenuto dalle stesse, una proroga di 30 giorni a far data dal 24 settembre 2019. 

All'esito di un'articolata e approfondita attività istruttoria, il Collegio di Conciliazione ha elaborato una bozza di Proposta di Conciliazione illustrata ai legali rappresentanti delle parti nella seduta dell'11 Novembre 2019. In occasione di tale seduta, le Parti hanno invitato il Collegio ad elaborare una vera e propria bozza di Conciliazione che tenesse conto della relazione illustrata in quella sede, nonché delle proposte formulate dal Gestore, da sottoporre all'esame e all'approvazione dei relativi Organi. 

In data 27 Novembre 2019, il Collegio di Conciliazione trasmetteva alle parti la 'Proposta di Conciliazione' definitiva, nonché la bozza dell'Atto di Conciliazione, che ciascuna parte sarà libera di accettare o meno, a proprio insindacabile giudizio, ovvero di accettarla in toto o anche solo parzialmente. Le valutazioni del Collegio infatti hanno avuto come obiettivo e criterio ispiratore la formulazione di una proposta conciliativa unitaria, in grado di costituire un punto di equilibrio tra le rispettive posizioni ed interessi delle parti, minimizzando gli impatti negativi sugli utenti e sulla tariffa del servizio e che consentirà l'instaurazione di un clima più mite nei rapporti tra il Gestore, l'Ente d'Ambito e gli utenti dell'AATO5, superando il precedente periodo caratterizzato da un clima conflittuale, che ha generato grave pregiudizio per il Gestore anche nei rapporti con gli utenti. 

Nello specifico, con riferimento alle singole reciproche pretese rimesse alla sua valutazione, le soluzioni prospettate dal Collegio di Conciliazione nella succitata Proposta di Conciliazione sono le seguenti: 

La 'Proposta di Conciliazione' e la bozza di 'Atto di Conciliazione' sono stati approvati dal CdA della Società tenutosi in data 19 Dicembre 2019. In data 4 Febbraio 2020, la Società ha comunicato alla STO dell'AATO 5, con nota protocollata n. 53150/20, che in data 19 Dicembre 2019 il CdA ha approvato la Proposta di Conciliazione formulata dal Collegio di Conciliazione e la bozza di Atto di Conciliazione tra l'AATO5 ed ACEA Ato5 e che, inoltre, è stato conferito mandato al Presidente di sottoscrivere l'Atto di Conciliazione, confermando, in particolare, l'impegno a realizzare interventi per un importo complessivo pari ad € 4.500.000 senza alcun riconoscimento tariffario, in via conciliativa e per le ragioni sopra rappresentate. 

Purtuttavia, alla luce dei comportamenti assunti nel corso di tutto il processo di conciliazione e, in particolare, nel corso della seduta conclusiva dell'11 Novembre 2019 in cui il Collegio di Conciliazione ha illustrato ai legali rappresentanti delle parti la Proposta di Conciliazione e avendo il Consiglio di Amministrazione della Società già approvato il relativo Atto di Conciliazione in data 19 Dicembre 2019 e poi comunicato tale decisione all'AATO5 in data 4 Febbraio 2020, la Società ha ritenuto che al 31 Dicembre 2019 fosse già sorta un'obbligazione implicita per gli impegni previsti dall'Atto di Conciliazione e, in particolare, per il sopra citato impegno a realizzare interventi sul territorio senza alcun riconoscimento tariffario, avendo già creato nell'Ente d'Ambito e nei Comuni del territorio dell'AATO5 la valida aspettativa che la Società intenda onorare tali impegni e farsi carico dei relativi oneri. Considerando probabile, in base alle informazioni disponibili, l'approvazione dell'Atto di Conciliazione da parte della Conferenza dei Sindaci e ritenendo, conseguentemente, anche probabile la correlata obbligazione implicita, a fine esercizio 2019 la Società ha deciso di stanziare a Bilancio a fronte della stessa un fondo rischi di € 4.500.000. 

Ad oggi, non risulta ancora fissata la Conferenza dei Sindaci in occasione della quale si provvederà alla approvazione definitiva dei due documenti suddetti. Nello specifico si segnala che la Conferenza dei Sindaci del 28 ottobre 2021 ha deliberato che l'approvazione dell'Atto di Conciliazione potrà essere valutata solo all'esito, almeno, della fase preliminare del Procedimento Penale 2031/2016 pendente innanzi al Tribunale di Frosinone. Successivamente, in data 26 gennaio 2022, la STO dell'AATO5 ha trasmesso alla Società una missiva intimando la costituzione, entro e non oltre 15 giorni, di un "escrow account" fruttifero d'interessi su cui far confluire la somma di € 12,8 relativa alle summenzionate economie sui canoni concessori per il periodo 2012-2017, come quantificate nella relazione congiunta del 29 aprile 2019 allegata ai lavori del tavolo di conciliazione, che - a quanto sostenuto dalla STO - sarebbe stata asseritamente fatturata dal Gestore. La Società ha riscontrato tale missiva in data 10 febbraio 2022, facendo presente, tra l'altro, che lo stesso Collegio di Conciliazione nella propria relazione, con specifico riferimento alle economie sui canoni concessori 2012-2017, aveva chiarito che "tali somme solo virtualmente ed astrattamente (e non anche in termini finanziari effettivi) possono essere considerate nella disponibilità del Gestore" e che le stesse rappresenterebbero invero una fonte finanziaria idonea alla copertura del debito di € 10,7 milioni nei confronti del Gestore ovvero, in subordine, - come proposto nella bozza di accordo di conciliazione - per ridurre l'ammontare complessivo dei conguagli tariffari ancora dovuti in favore del Gestore, che superano di gran lunga l'importo in questione. 

La Società si è comunque resa disponibile all'attivazione di un tavolo di confronto nel quale approfondire ulteriormente i termini della questione ed individuare la soluzione più idonea a contemperare i reciproci interessi. Alla data della presente relazione, non risulta pervenuto riscontro a tale nota da parte della STO dell'EGA.


Stante quanto sin qui rappresentato e nelle more dell'esame della Proposta di Conciliazione da parte della Conferenza dei Sindaci dell'AATO5, la Società considera la bozza di Conciliazione approvata dal Consiglio di Amministrazione di ACEA Ato5 nella riunione del 19 dicembre 2019, come un riferimento ancora valido in relazione alla complessiva composizione delle tematiche sottoposte dalle parti al Collegio di Conciliazione e, quindi, ritiene che la stessa continui a rappresentare - nella misura dell'importo netto di € 4,5 milioni da riconoscere all'EGA in forza della stessa - una obbligazione implicita che potrà essere fatta valere nei propri confronti. Pertanto, il fondo rischi originariamente iscritto nel bilancio al 31 dicembre 2019 si ritiene riconfermato anche in sede di redazione del bilancio 2021 della Società.


A ulteriore conferma della perdurante validità della Proposta di Conciliazione tra le parti, si segnala che in data 1° febbraio 2022 l'EGA ha sollecitato il pagamento delle fatture per oneri concessori emesse con riferimento agli anni 2019-2022 e non anche di quelle emesse con riferimento agli anni 2012-2018, oggetto del Tavolo di Conciliazione.

La Società ha riscontrato tale sollecito con tre distinte missive inviate il 3 febbraio 2022, il 17 febbraio 2022 e - da ultimo - il 2 marzo 2022, in cui, rispettivamente, ha contestato gli importi di alcune delle fatture sollecitate dall'EGA (il cui ammontare non corrisponde a quello delle fatture in suo possesso), ha avanzato una proposta di piano di rientro rateale e ha comunque ribadito che tale proposta rateale non è alternativa rispetto al Tavolo di Conciliazione, né ne modifica in alcun modo i contenuti, bensì riguarda unicamente la sistemazione della quota di debiti riferiti al periodo 2019-2021.


Procedimento penale n. 3910/18 

Relativamente al procedimento penale n. 3910/18 r.g.n.r. della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Frosinone, in data 2 gennaio 2019 è stato notificato decreto di sequestro preventivo emesso in data 18 dicembre 2018 dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Frosinone, nell'ambito del procedimento penale n. 3910/18 r.g.n.r., pendente per la presunta violazione dell'art. 4 D.Lgs. 74/2000 (dichiarazione infedele). In forza del predetto provvedimento è stato disposto il sequestro preventivo delle disponibilità finanziarie presenti su c.c. intestati ad ACEA Ato5 fino al valore di € 3.600.554,51. In data 11 gennaio 2019 è stata depositata richiesta di riesame, la cui udienza di discussione è stata fissata per il 1° febbraio 2019 dinnanzi il Tribunale di Frosinone, in composizione collegiale. All'esito della predetta udienza in Camera di Consiglio, il Tribunale di Frosinone ha accolto la richiesta di riesame proposta e per l'effetto ha annullato il decreto di sequestro preventivo, disponendo la restituzione all'avente diritto di quanto in sequestro. In forza del predetto provvedimento di restituzione, la Società ha provveduto a trasmettere al Fondo Unico Giustizia formale richiesta di restituzione delle somme dissequestrate. A oggi il procedimento di restituzione è stato definito con lo sblocco delle somme da parte del Fondo Unico Giustizia. Tale procedimento è stato riunito con il procedimento penale n. 2031/16 r.g.n.r.

Contestualmente, però, è stato notificato nei confronti di un ex Dirigente della Società il Decreto di citazione a giudizio. All'udienza fissata per la trattazione delle questioni preliminari al dibattimento e per la dichiarazione di apertura del dibattimento stesso, verrà rilevato che i fatti di cui al capo di imputazione sono i medesimi per i quali è pendente il procedimento penale RGNR 2031/2016.

La prima udienza dibattimentale è stata celebrata in data 19 ottobre 2021. Rinviato al 16 novembre 2021, per scioglimento riserva su eccezione proposta dal legale dell'imputato relativa alla competenza territoriale del Tribunale di Frosinone. Rigettata questione preliminare e rinviato al 19 aprile 2022 per esame testi del Pubblico Ministero. Per altri dettagli relativi ai rapporti con l'Ente d'Ambito si rinvio al precedente paragrafo "Collegio di Conciliazione con l'AATO5 e interlocuzioni successive con l'EGA".



Provvedimento sanzionatorio ARERA in materia di regolazione tariffaria del SII

Con la determinazione n. DSAI/42/2018/Idr del 21 Maggio 2018 ARERA ha avviato un procedimento sanzionatorio in materia di regolazione tariffaria del servizio idrico integrato, risultato della visita ispettiva effettuata dall'ARERA, in collaborazione con il Nucleo Speciale per l'energia e il sistema idrico della Guardia di Finanza, dal 20 al 24 Novembre 2017, presso la sede della Società. 

In data 4 Luglio 2019 l'ARERA ha pubblicato la Deliberazione 253/2019/S/IDR del 25 Giugno 2019 con cui venivano irrogate, nei confronti di ACEA Ato5, ai sensi dell'articolo 2, comma 20, lett. c) della legge 481/95, sanzioni amministrative pecuniarie per un importo complessivo di € 955.000,00, in riferimento alle violazioni contestate con la Determinazione DSAI/42/2018/idr. 

Avverso il predetto provvedimento, la Società in data 3 Ottobre 2019 ha depositato ricorso dinnanzi al TAR Lombardia, al fine di ottenere l'annullamento dello stesso, nonché il riesame in punto di quantificazione della sanzione. 

Altresì, successivamente alla presentazione del ricorso, la Società ha provveduto a trasmettere all'Autorità specifica istanza, al fine di avere conoscenza dei tempi di definizione dei procedimenti di approvazione delle tariffe 2016 - 2019, nonché dell'aggiornamento 2018 - 2019.

In merito al ricorso in discorso, non si hanno, a oggi, notizie circa la fissazione dell'udienza di trattazione. Ad ogni modo, anche in ragione del sollecito di pagamento della sanzione trasmesso dall'ARERA in data 16 ottobre 2019, la Società ha provveduto al pagamento dell'intera sanzione a essa ascritta.


Provvedimento sanzionatorio AGCM - Procedimento PS9918

In data 5 luglio 2018, in attuazione della deliberazione assunta dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in data 27 giugno 2018, ha avuto luogo presso la sede legale della Società un'ispezione a seguito dell'avvio del procedimento ai sensi dell'art. 27, co. 3, del D.Lgs. n. 206 del 2005, nonché ai sensi dell'art. 6 del "Regolamento sulle procedure Istruttorie in materia di pubblicità ingannevole e comparativa, pratiche commerciali scorrette, violazioni dei diritti dei consumatori nei contratti, clausole vessatorie" (di seguito Regolamento). Il procedimento è stato aperto a fronte delle segnalazioni effettuate all'Autorità, dalle Associazioni dei consumatori CO.DI.CI. e Federconsumatori Frosinone relativamente a presunti comportamenti scorretti ed aggressivi nei confronti di consumatori e piccole imprese, posti in essere da ACEA Ato5 nel periodo Gennaio 2015 - Giugno 2018.

In data 10 Gennaio 2019 si è svolta audizione presso l'AGCM a fronte di formale istanza di parte formulata contestualmente al riscontro alle richieste di informazioni di cui al provvedimento di estensione oggettiva del procedimento. Nel corso della predetta audizione, la Società ha evidenziato la costante attenzione mostrata dalla Società stessa verso i propri consumatori, adottando a tale scopo una serie di misure e miglioramenti nelle procedure inerenti la gestione delle attività oggetto di contestazione da parte dell'Autorità. La Società, ribadendo quanto già ampiamente esplicitato nei riscontri trasmessi all'Autorità, ha provveduto a fornire ulteriori informazioni e documentazione in merito alle attività poste in essere (collaborazione con l'OTUC, apertura sportello del consumatore, attività volte alla soluzione delle morosità storiche) in un'ottica di costante attenzione alle tematiche consumeristiche. 

In data 20 Febbraio 2019 l'AGCM, in riferimento al procedimento PS/9918, ha comunicato di aver disposto la proroga del termine di conclusione del procedimento al 23 Maggio 2019.

In data 28 Febbraio 2019 l'AGCM ha comunicato di aver disposto la proroga del termine di conclusione della fase istruttoria del procedimento PS/9918 - fissato alla data del 20 Marzo 2019 - con contestuale precisazione delle contestazioni elevate a carico della Società. In particolare, l'Autorità ha abbandonato alcune delle iniziali contestazioni, confermando, invece, di aver rilevato delle criticità in materia di: (i) avvio delle procedure di recupero del credito in pendenza di reclamo, per il periodo antecedente alla procedura aziendale del 2018; (ii) prescrizione dei consumi, per il periodo antecedente alla modifica apportata a gennaio 2019 alla procedura adottata dalla Società in tema di prescrizione; (iii) gestione delle perdite idriche occulte. Il 20 Marzo 2019 la Società ha provveduto a depositare memoria difensiva e documentazione a supporto. 

In data 4 Luglio 2019 l'Autorità ha notificato alla Società il provvedimento sanzionatorio con il quale è stata disposta una sanzione amministrativa pecuniaria per complessivi € 1,0 milioni. La Società ha provveduto ad effettuare apposita integrazione in Bilancio. Avverso il predetto provvedimento sanzionatorio, la Società ha provveduto a depositare, in data 3 Ottobre 2019, ricorso al TAR Lazio - iscritto al n. di RG 12290/2019 sez. I - al fine di ottenerne l'annullamento, previa sospensione cautelare. Nella Camera di Consiglio del 6 Novembre 2019 per la discussione dell'istanza cautelare, il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ha pronunciato l'Ordinanza n. 7223 con la quale ha respinto l'istanza di sospensione cautelare.

La decisione del TAR non affronta i singoli motivi di ricorso sui quali si pronuncerà solo in sede di merito, la cui udienza di trattazione, ad oggi, non risulta ancora fissata. In particolare, secondo il giudice amministrativo "in relazione alla entità della comminata sanzione pecuniaria e alle paventate conseguenze sull'attività di impresa, non appaiono ravvisabili profili di estrema gravità e urgenza di cui all'art. 119, comma 4, c.p.a. per la concessione della tutela cautelare richiesta, tenuto anche conto del fatto che la società ricorrente è comunque facoltizzata a presentare istanza di rateizzazione del relativo pagamento".

In ragione della predetta decisione, essendone facoltà della Società, la stessa ha provveduto a presentare all'Autorità, in data 3 Dicembre 2019, istanza di rateizzazione che l'Autorità ha accolto in data 21 Gennaio 2020. 

In data 26 febbraio 2020 è pervenuta richiesta di informazioni dalla Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ai sensi dell'art. 3, comma 2, del "Regolamento sulle procedure istruttorie in materia di pubblicità ingannevole e comparativa, pratiche commerciali scorrette, violazione dei diritti dei consumatori nei contratti, violazione del divieto di discriminazioni e clausole vessatorie", in merito all'efficacia delle misure poste in essere da ACEA Ato5 a seguito del Provvedimento sanzionatorio n. 27798 del 5 giugno 2019, adottato all'esito del procedimento istruttorio PS9918.

In particolare, con riferimento al periodo luglio-dicembre 2019 e gennaio-febbraio 2020, l'Autorità ha richiesto specifiche informazioni circa:

a. numero reclami ricevuti, distinguendo e precisando causale di ogni singolo reclamo;

b. numero reclami accolti e numero reclami respinti;

c. numero di solleciti pagamento e minacce di slaccio inviate agli utenti;

d. numero procedure esecutive avviate per recupero morosità;

e. numero dei distacchi forniture idriche effettuate con indicazione motivazioni e procedure seguite.

In data 17 Marzo 2020 la Società ha provveduto a fornire riscontro alla predetta richiesta con la quale si è data evidenza della rafforzata gestione in chiave pro-consumeristica del rapporto con gli utenti.  

In particolare, le evidenze presentate hanno confermato: 

Alla luce di tali considerazioni e tenuto conto dei dati a oggi disponibili non sono emersi elementi di rilievo in riferimento alle richieste avanzate dall'Autorità. Allo stato non ci sono aggiornamenti né ulteriori richieste pervenute dall'Autorità.


Procedimento penale n. 2031/2016

Relativamente al procedimento penale n. 2031/2016 che riguarda gli esercizi 2015, 2016 e 2017, per ipotesi di reato asseritamente riconducibili al falso in bilancio e false comunicazioni sociali in data 4 gennaio 2019 è stato notificato al Presidente della Società attualmente in carica il provvedimento di invito a comparire di persona sottoposta ad indagini ed informazione di garanzia. Il predetto provvedimento ha interessato anche i Presidenti della Società, nonchè i rappresentanti degli organi di controllo in carica nei suddetti esercizi. L'udienza preliminare si è svolta il giorno 26 ottobre 2021, rinviata al 15 novembre 2021, per valutare ammissione parti civili e successivamente rinviata al 13 dicembre 2021 per gli stessi incombenti e poi al 10 gennaio 2022, per scioglimento riserva su ammissione parti civili. Il GUP, a scioglimento della riserva, ha emesso ordinanza dove è stata disposta, fatta eccezione per le associazioni "Free Monte" e "Codici Onlus", l'ammissione di tutti i soggetti pretesamente danneggiati a causa dei fatti di reato oggetto di contestazione nei confronti degli imputati. Infine, si segnala che, su impulso di alcune parti civili, è stata autorizzata la citazione, quali responsabili civili, di ACEA Ato5 e dell'Ato5 Lazio Meridionale Frosinone. Disposto il rinvio al 18 febbraio 2022. Nel corso dell'udienza si è costituita ACEA Ato5 come responsabile civile e il giudice ha disposto il rinvio al 14 marzo 2022 per consentire al pubblico ministero ed alle parti civili di controdedurre sulla questione di competenza territoriale avanzata dalla difesa degli imputati.

All'udienza del 14 marzo 2022 il GUP ha rigettato la questione di competenza territoriale e rinviato all'udienza del 28 marzo 2022 per la prosecuzione delle attività.


Giudizio civile RG 4164/2013 (Opposizione al decreto ingiuntivo del Comune di Fiuggi)

Con decreto ingiuntivo n. 1131/13, n. rg 1966/2013, emesso dal Tribunale di Frosinone il 25 Luglio 2013, si ingiungeva al Comune di Fiuggi il pagamento a favore di ACEA Ato5 della somma di € 185.685,00 per fatture insolute relative alla fornitura idrica di utenze riconducibili al Comune.

Il Comune di Fiuggi, notificava atto di citazione in opposizione a detto decreto ingiuntivo, chiedendo la revoca dello stesso nonché in via riconvenzionale, la condanna di Acea al pagamento in favore del Comune di Fiuggi della somma di € 752.505,86 a titolo di ratei di mutuo maturati e non corrisposti dal 2009 alla data del 1° agosto 2013, oltre successivi maturati e maturandi, oltre interessi sino al soddisfo e condannare l'ACEA Ato5, a rifondere al Comune di Fiuggi tutte le spese che, a causa dei mancati tempestivi interventi da parte dell'obbligato gestore idrico sono state dal Comune sostenute.

L' Amministrazione comunale ha chiesto, altresì, la condanna di ACEA Ato5, al risarcimento in favore del Comune di Fiuggi dei danni patrimoniali e non patrimoniali subiti e subendi demandando in subordine alla CTU la quantificazione. Veniva pertanto disposta CTU finalizzata alla verifica e alla quantificazione delle spettanze rivendicate dalle parti.

Nelle more del procedimento le Parti hanno avviato un tavolo negoziale al fine di verificare la possibilità di chiudere in via bonaria la controversia. Allo stato le proposte formulate dalla controparte non sono ritenute accettabili, pertanto, pur non escludendo la possibilità di addivenire a un accordo, si è ritenuto opportuno riconsiderare la prosecuzione del giudizio.

A seguito del deposito dell'elaborato peritale, contestato in ogni suo punto dalla Società, è stato accordato un supplemento di indagini, per il quale sono state calendarizzate le relative attività. Il giudizio è pendente dinanzi il Tribunale di Frosinone nr. 4164/2013.

All'udienza del 2 marzo 2021 si è svolto l'esame della Ctu e il Giudice, sciogliendo la riserva, ha rinviato la causa per la precisazione delle conclusioni all'udienza dell'11 marzo 2022.

Il contenzioso è stato definito in via transattiva con accordo conciliativo del 30 dicembre 2021; il giudizio resterà sospeso al fine di verificare l'adempimento degli impegni assunti. La Società ha provveduto ad effettuare l'accantonamento in bilancio coerentemente con l'accordo conciliativo raggiunto in via prudenziale in modo da garantire la copertura di eventuali costi derivanti dall'accordo.


Si richiamano integralmente le ulteriori informazioni contenute nel paragrafo "Informativa sui servizi in concessione" e con riferimento ai procedimenti D.Lgs. 231/2001 al paragrafo della presente "Relazione Principali Rischi e Incertezze". Inoltre, con riferimento alle ulteriori complesse vicende relative ai contenziosi legali, instaurati ed instaurandi, tra ACEA Ato5 e l'Autorità d'Ambito, si rinvia a quanto illustrato al paragrafo "Aggiornamento delle principali vertenze giudiziali" del presente documento.


Avviso di accertamento annualità 2013 e successive e verifiche GdF

In data 3 Gennaio 2019 è stato notificato dall'Agenzia delle Entrate - Dir. Prov. Di Frosinone - Uff. Controlli l'avviso di accertamento ai fini IRAP per l'anno 2013. La Società ha provveduto a presentare ricorso. In data 3 Luglio 2019 si è tenuta la relativa udienza presso la Commissione Tributaria di Frosinone. In data 23 Ottobre 2019 è avvenuto il deposito della Sentenza n. 475/1/2019 con cui la Commissione Tributaria Provinciale di Frosinone ha respinto il suddetto ricorso presentato dalla Società avverso la sanzione amministrativa pecuniaria irrogata dall'Agenzia delle Entrate in relazione alle violazioni accertate dalla Guardia di Finanza per l'annualità 2013.

È intenzione della Società impugnare la predetta Sentenza e presentare appello avverso di essa innanzi alla Commissione Tributaria Regionale.

La scadenza prevista a tal fine è di sei mesi decorrenti dalla data del deposito della Sentenza, con conseguente termine ultimo del 23 Aprile 2020. Tale termine, a causa dell'emergenza sanitaria è stato posticipato al giorno 11 Maggio 2020. Il ricorso è stato presentato e a oggi si è in attesa di fissazione dell'udienza.

Nel corso del 2019 è inoltre proseguita l'attività ispettiva condotta dalla Guardia di Finanza - Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria in materia di imposte sui redditi per le annualità dal 2014 al 2018.

In data 31 Dicembre 2019 alla capogruppo Acea S.p.A. ed alla controllata ACEA Ato5 sono stati notificati dall'Agenzia delle Entrate - Dir. Prov. Di Frosinone - Uff. Controlli - due avvisi di accertamento, ai fini IRES, per l'annualità 2013 e per l'annualità 2014.  

Tali avvisi di accertamento sono conseguenza di quanto emerso dai Processi Verbali di Constatazione redatti, rispettivamente, in data 25 Ottobre 2018 (di cui si è fatta ampiamente menzione in precedenza) e in data 30 Ottobre 2019, nei quali i verificatori della Guardia di Finanza hanno rilevato:

Con tale Processo Verbale di Constatazione, il secondo e terzo punto vengono superati posto che le criticità rilevate dai verbalizzanti e inizialmente ascritte all'anno di imposta 2013 hanno avuto riflessi su annualità successive:

Avverso tali sanzioni, la Società ha presentato ricorso dinnanzi la Commissione Tributaria provinciale di Frosinone in data 28 febbraio 2020, nel rispetto del termine previsto dei 60 giorni decorrenti dalla data di notifica dei suddetti avvisi di accertamento, in solido con la controllante Acea, per quanto concerne l'accertamento ai fini IRES per il 2013. L'udienza di trattazione fissata al 18 Novembre 2020 è stata rinviata al 19 Gennaio 2021. La Società, anche supportata dal parere dei propri consulenti fiscali, ritiene il rischio di soccombenza nel giudizio tributario "remoto". Ad esito del procedimento in data 13 Aprile 2021 la Commissione Tributaria Provinciale di Frosinone ha notificato alla società di aver accolto i ricorsi IRAP 2014 e IRES 2014, condannando inoltre l'Agenzia delle Entrate alla rifusione delle spese del giudizio. Avverso la predetta sentenza è stato proposto appello da parte della soccombente in giudizio. 

In data 23 dicembre 2021, 29 e 30 dicembre 2021 ad Acea S.p.A. ed alla Società sono stati notificati dall'Agenzia delle Entrate - Dir. Prov. Di Frosinone - Uff. Controlli - due avvisi di accertamento, ai fini IRES, per l'annualità 2016 e IRAP per le annualità 2015 e 2016. Anche tali avvisi di accertamento sono conseguenza di quanto emerso dal Processo Verbale di Constatazione redatto in data 30 ottobre 2019, nel quale i verificatori della Guardia di Finanza hanno rilevato:

Avverso tali avvisi di accertamento, la Società ha presentato ricorso dinnanzi la Commissione Tributaria provinciale di Frosinone entro il termine previsto dei 60 giorni decorrenti dalla data di notifica dei suddetti avvisi di accertamento, in solido con la controllante Acea SpA. La Società, anche supportata dal parere dei propri consulenti fiscali, ritiene il rischio di soccombenza nel giudizio tributario "remoto".


Riscontro AGCM per la depurazione e addebito canoni fognatura e depurazione

In data 13 Marzo 2020 è pervenuta dall'AGCM richiesta di informazioni ai sensi dell'art. 3, comma 2, del "Regolamento sulle procedure istruttorie in materia di pubblicità ingannevole e comparativa, pratiche commerciali scorrette, violazione dei diritti dei consumatori nei contratti, violazione del divieto di discriminazioni e clausole vessatorie", con specifico riferimento all'applicazione della tariffa per il servizio di depurazione nel territorio del comune di Vicalvi e degli altri Comuni gestiti da ACEA Ato5.

Tale richiesta scaturisce dalla nota di chiarimento inviata dal Comune di Vicalvi ad inizio 2020 e richiamata dalla stessa Autorità, nella quale è stato chiesto di motivare tale attribuzione in considerazione del fatto che sul territorio comunale insistono solo vasche Imhoff e non sono presenti impianti di depurazione.

In particolare, l'Autorità ha chiesto di conoscere:

Al riguardo, dovendo la Società fronteggiare le eccezionali difficoltà operative legate alla straordinaria situazione emergenziale venutasi a creare a seguito della diffusione del COVID-19, che hanno inevitabilmente inciso sulla tempistica di raccolta delle informazioni richieste e sulla elaborazione della successiva risposta - il cui termine di trasmissione era fissato al 2 aprile 2020 - si è ritenuto opportuno chiedere una proroga del termine entro il al 30 Aprile 2020.

In data 30 Aprile 2020, la Società ha provveduto a fornire riscontro alla richiesta di informazioni pervenuta dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in merito all'applicazione della tariffa per il servizio di depurazione nel territorio del Comune di Vicalvi e degli altri Comuni gestiti da ACEA Ato5, con nota protocollo n. 0141201/20.

In particolare, con riferimento agli utenti residenti nei Comuni ad oggi non serviti da depurazione, ai quali viene addebitato il predetto servizio, pari a n. 387 (su circa 17.028 utenze), la Società ha rappresentato all'Autorità di essersi tempestivamente attivata al fine di procedere alla restituzione di ogni addebito, nonché all'esonero delle predette utenze dalla quota tariffaria inerente la depurazione. La restituzione è stata disposta in automatico ed a prescindere da ogni istanza o richiesta da parte degli utenti e finanche in assenza di ogni segnalazione circa la mancanza di un sistema di depurazione a servizio dell'utenza, in accordo con quanto disposto dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 335/2008.

Ulteriormente, la Società ha dato atto delle numerose iniziative attualmente in corso, al fine di garantire l'entrata in funzione di impianti di depurazione ubicati presso i Comuni ad oggi non serviti, anche sulla base di specifici impegni assunti con l'Autorità di Ambito Territoriale Ottimale n. 5 ed inseriti nel Programma degli Interventi (PdI).

Infine, con specifico riferimento alla posizione del Comune di Vicalvi, la Società ha fornito i dovuti chiarimenti in merito all'intervenuto addebito agli utenti residenti nel predetto Comune della tariffa relativa al servizio di depurazione, precisando che tale addebito è legittimato dalla presenza nel territorio comunale di vasche Imhoff, consegnate alla Società all'atto del trasferimento del S.I.I., che sono di fatto, sia a livello operativo che regolatorio, impianti di depurazione, tanto che i costi di gestione degli stessi sono stati riconosciuti e approvati dall'AATO5 nella predisposizione tariffaria 2016-2019.

Quanto sopra, dimostra, dunque, che diversamente da quanto rappresentato dal Comune di Vicalvi, la previsione di un addebito in tariffa dei costi di gestione delle fosse Imhoff - attraverso la voce tariffaria relativa al servizio di depurazione applicata agli utenti i cui scarichi confluiscono in tali impianti è del tutto lecita - come riconosciuto dalla stessa STO dell'AATO5 - risulta conforme non soltanto al metodo tariffario approvato dall'ARERA con delibera n. 580/2019/idr, ma anche e soprattutto con i principi affermati dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 335 del 2008, secondo cui la tariffa, quale corrispettivo contrattuale, deve "essere espressiva del costo industriale del servizio idrico rappresentato […] dall'integrazione dei servizi di captazione, adduzione, distribuzione, collettamento e depurazione". Allo stato non ci sono aggiornamenti né ulteriori richieste pervenute dall'Autorità.

Con riferimento allo stato di avanzamento dell'iter di approvazione delle tariffe idriche dell'AATO5, si riporta che, a oggi, risultano approvate dall'ARERA le tariffe idriche per il periodo 2012-2015 (Delibera n. 51/2016/R/Idr dell'11 febbraio 2016).

Infatti, si ricorda che le tariffe idriche sono predisposte dagli Enti di governo dell'ambito, o dagli altri soggetti competenti individuati dalla legge regionale, e poi trasmesse all'ARERA per l'approvazione. In caso di inerzia dell'Ente di governo dell'ambito, l'iniziativa spetta al Gestore.



Periodo regolatorio 2016 - 2019

Con Deliberazione n. 664/2015/R/Idr del 28 Dicembre 2015, l'ARERA ha approvato il Metodo Tariffario per il secondo periodo regolatorio "MTI-2" definendo le regole per il computo dei costi ammessi al riconoscimento tariffario, nonché l'individuazione dei parametri macroeconomici di riferimento e dei parametri legati alla ripartizione dei rischi nell'ambito della regolazione del settore idrico. A seguito della pubblicazione del suddetto MTI-2, la Società ha continuato a fornire all'Ente d'Ambito le informazioni e i chiarimenti utili alla predisposizione tariffaria 2016-2019. Nonostante l'invio della documentazione l'Ente d'Ambito non ha provveduto a predisporre alcuna proposta tariffaria per il quadriennio 2016-2019. Pertanto, vista l'inerzia dell'Ente d'Ambito, in data 30 maggio 2016, la Società ha provveduto a trasmettere via PEC all'AATO5, e per conoscenza all'ARERA, l'istanza tariffaria ai sensi dell'art. 7 comma 7.5 della Deliberazione n. 664/2015. Con nota prot. N. 19984/P del 13 Luglio 2016, l'ARERA convocava l'Ente di Governo d'Ambito e il Gestore a un incontro in data 19 Luglio 2016. A seguito di tale incontro, e sulla base della predisposizione tariffaria espletata dalla STO dell'AATO5, veniva convocata la Conferenza dei Sindaci il 29 Luglio 2016; anche tale Conferenza non produceva alcuna deliberazione tariffaria. A riscontro dell'istanza tariffaria prodotta dal Gestore in data 30 Maggio 2016, l'ARERA ha provveduto a notificare all'AATO5, in data 16 Novembre 2016, formale diffida a provvedere, entro 30 giorni, alle determinazioni tariffarie di propria competenza per il secondo periodo regolatorio 2016-2019, con l'avvertenza che, decorso tale termine, l'istanza del Gestore si sarebbe intesa accolta e trasmessa all'Autorità ai fini della sua valutazione entro i successivi 90 giorni. A seguito della diffida dell'ARERA, in data 13 Dicembre 2016, l'AATO5 ha approvato la proposta tariffaria.

Ad oggi si è in attesa dell'approvazione definitiva da parte dell'ARERA.


Aggiornamento biennale 2018 - 2019

Con la Delibera n. 918/2017/R/Idr del 27 Dicembre 2018, l'ARERA ha regolato l'aggiornamento biennale delle predisposizioni tariffarie del servizio idrico integrato.

In attuazione di tale disciplina regolatoria, in data 1° Agosto 2018 la Conferenza dei Sindaci dell'AATO5, con Deliberazione n. 7, ha formalizzato l'approvazione del moltiplicatore tariffario per le annualità 2018 e 2019 nella misura massima prevista dal Metodo Tariffario, pari all'8%, fermo restando l'istruttoria da parte dell'ARERA per la variazione del theta che determina variazioni tariffarie superiori al limite previsto dal MTI-2. Inoltre, con Deliberazione n. 8 del 1° Agosto 2018 la Conferenza dei Sindaci ha approvato, ai sensi dell'art. 3, comma 1, della Deliberazione ARERA del 28 Settembre 2017, n. 665/2017/R/Idr, la nuova articolazione tariffaria (TICSI).

Come dettagliatamente rappresentato nel prosieguo, si riporta che in data 21 Maggio 2018, con la Determinazione n. DSAI/42/2018/IDE del 21 Maggio 2018 ARERA ha avviato un procedimento sanzionatorio, poi conclusosi con l'irrogazione di un provvedimento sanzionatorio, nei confronti della Società in relazione a una serie di rilievi in materia di regolazione tariffaria del servizio idrico integrato per gli anni 2012-2017 (quindi anche avuto riguardo a tariffe già approvate dall'Autorità stessa (2012-2015).

A ogni modo, in sede di aggiornamento tariffario 2018-2019 approvato dalla Conferenza dei Sindaci dell'AATO5 in data 1° Agosto 2018, si è provveduto ad apportare le opportune rettifiche secondo quanto indicato dall'Autorità di Regolazione nell'ambito del procedimento sanzionatorio anzidetto.

Ad oggi si è in attesa dell'approvazione da parte dell'ARERA.

Si precisa tuttavia che l'articolo 15 comma b) della Deliberazione ARERA n. 918/2017/R/Idr del 27 Dicembre 2017 stabilisce che i Gestori siano tenuti ad applicare, a seguito della predisposizione dell'aggiornamento biennale da parte degli Enti di Governo dell'Ambito, e fino all'approvazione da parte dell'Autorità, l'aggiornamento delle tariffe predisposto dal suddetto Ente di Governo, nel rispetto del limite di prezzo di cui al comma 3.2 della Deliberazione 664/2015/R/IDR.

Altresì, nel corso del mese di ottobre 2019, la Società ha provveduto a trasmettere all'Autorità specifica istanza, al fine di avere conoscenza dei tempi di definizione dei procedimenti di approvazione delle tariffe 2016 - 2019, nonché dell'aggiornamento 2018 - 2019.

A tal proposito, si riporta quanto chiarito dall'ARERA con il Comunicato del 5 Febbraio 2020, secondo cui: "Con riferimento alle proposte di aggiornamento biennale delle predisposizioni tariffarie per gli anni 2018 e 2019 trasmesse dagli Enti di Governo dell'Ambito ai sensi delle Deliberazioni 917/2017/R/idr e 918/2017/R/idr, ma non ancora interessate da puntuali atti di approvazione da parte dell'Autorità, si chiarisce che:

Periodo regolatorio 2020 - 2023

Con Deliberazione 580/2019/R/Idr del 27 Dicembre 2019, l'ARERA ha approvato il Metodo Tariffario per il terzo periodo regolatorio "MTI-3" definendo le regole per il computo dei costi ammessi al riconoscimento tariffario, nonché l'individuazione dei parametri macroeconomici di riferimento e dei parametri legati alla ripartizione dei rischi nell'ambito della regolazione del settore idrico. A seguito della pubblicazione del suddetto MTI-3, la Società ha fornito all'Ente d'Ambito i dati, le informazioni e i chiarimenti utili alla predisposizione tariffaria 2020-2023. Nonostante l'invio della documentazione l'Ente d'Ambito non ha provveduto a predisporre la proposta tariffaria per il quadriennio 2020-2023 entro i termini previsti dalla vigente regolazione (31 Luglio 2020). Pertanto, vista l'inerzia dell'Ente d'Ambito, in data 15 Dicembre 2020, la Società ha provveduto a trasmettere via PEC all'AATO5 e all'ARERA, l'istanza tariffaria ai sensi dell'art. 5 comma 5.5 della Deliberazione 580/2019.

In data 10 Marzo 2021 la Conferenza dei Sindaci dell'AATO5 con delibera n.1/2021 ha approvato la proposta tariffaria 2020-2023.

Tale predisposizione si pone in contrasto con l'istanza di aggiornamento tariffario, predisposta dal gestore ai sensi dell'art. 5 comma 5.5 della deliberazione ARERA 580/2019/R/idr, recante lo schema regolatorio per il terzo periodo 2020-2023 ed evidenzia nel quadriennio 2020-2023 significative differenze in riferimento ai costi operativi e al moltiplicatore tariffario

Con riferimento ai costi operativi si evidenzia che il mancato riconoscimento da parte dell'AATO5 dei costi operativi sostenuti dal Gestore, documentati nelle istanze presentate nel corso dei lavori preparatori alla predisposizione tariffaria e definitivamente formalizzati dal Gestore nell'istanza di aggiornamento tariffario trasmessa in data 15 Dicembre 2020, non è stato adeguatamente motivato e tecnicamente rappresentato nella Relazione Tecnica prodotta dall'AATO5 che accompagna la propria proposta tariffaria. Pertanto, ad oggi, non sono note al Gestore le cause di esclusione di tali costi dal riconoscimento tariffario approvato dall'AATO5 il 10 Marzo 2021. 

Con riferimento al moltiplicatore tariffario si evidenzia che la Predisposizione Tariffaria approvata dall'AATO5 ha stabilito un moltiplicatore tariffario che presenta le seguenti criticità:


Come noto, a seguito dello scenario tariffario approvato con la Deliberazione della Conferenza dei Sindaci dell'AATO5 n°1 del 10 marzo 2021 e di cui alla delibera ARERA n. 580/2019/R/idr del 27 dicembre 2019, la Società ha posto in essere due distinte azioni:

Con riferimento alla prima iniziativa il TAR ha rigettato il ricorso eccependo il difetto di competenza. La Società ha provveduto ad impugnare la sentenza innanzi al Consiglio di Stato.

Con riferimento all'istanza di riequilibrio, recante l'illustrazione delle cause e dell'entità dello squilibrio economico - finanziario della gestione del SII dell'ATO 5 e la proposta delle misure di riequilibrio ipotizzate, ivi compresa la richiesta di accesso alle misure di perequazione finanziaria, la Segreteria Tecnico Operativa dell'AATO5 competente per la trasmissione all'ARERA ha avviato le verifiche del caso avvalendosi di consulenze esterne qualificate. Alla data di redazione della presente non si ravvisano elementi utili a prevedere l'esito dell'istanza.

Si segnala inoltre che, in conseguenza dell'approvazione della predisposizione tariffaria 2020-2023, gli amministratori di ACEA Ato5 hanno preso atto della presenza di significative incertezze che possono far sorgere dubbi significativi sulla continuità aziendale della società stessa, quali, in particolare: l'esito favorevole del Tavolo Tecnico con l'Ente d'Ambito finalizzato alla definizione delle partite reciproche e il positivo accoglimento del ricorso avverso la deliberazione n. 1/2021 della Conferenza dei Sindaci. 

A fronte della situazione di squilibrio finanziario venutasi a creare, sono allo studio interventi da parte di Acea SpA volti a mettere in sicurezza la controllata. Nel mentre, gli amministratori della società controllata hanno avviato una serie di azioni tese a migliorare la posizione finanziaria della società stessa tra i quali si segnala:

La Società con le azioni intraprese è riuscita a gestire la situazione finanziaria evidenziata nel bilancio 2020 mitigando parzialmente la situazione di squilibrio finanziario.


GORI

La Società gestisce il Servizio Idrico Integrato dell'Ambito Distrettuale "Sarnese-Vesuviano" della Regione Campania (che ricomprende 59 Comuni della Provincia di Napoli e 17 Comuni della Provincia di Salerno), per un totale di 76 Comuni (tuttavia, i Comuni di Calvanico e Roccapiemonte in Provincia di Salerno stanno provvedendo alla gestione in economia dei servizi idrici, non avendo ancora assicurato l'avvio della gestione del SII da parte della società). L'affidamento della predetta gestione del SII di durata trentennale e decorrente dal 1° Ottobre 2002 (e scadenza nel 2032), è stata perfezionata con la stipula di apposita convenzione con l'autorità concedente Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano (oggi sostituito dall'Ente Idrico Campano di cui alla citata legge Regione Campania 15/2015) in data 30 Settembre 2002.

L'Ambito Distrettuale Sarnese-Vesuviano della Regione Campania, costituito ai sensi della legge regionale 15/2015, ha una superficie di circa 900 kmq ed una popolazione di circa 1,47 milioni di abitanti.


La rete idrica attualmente gestita si sviluppa per una lunghezza complessiva di 5.141 km e si articola in una rete di adduzione primaria che si estende per 869 km e in una rete di distribuzione di circa 4.272 km, mentre la rete fognaria si estende per circa 2.625 km.

Per quanto riguarda gli impianti, GORI, ad oggi gestisce n. 13 sorgenti, n. 116 pozzi, n. 206 serbatoi, n. 123 sollevamenti idrici, n. 191 sollevamenti fognari e n. 11 impianti di depurazione.




Accordo Operativo tra Regione Campania, Ente Idrico Campano e GORI

In data 8 novembre 2018 è stato stipulato un Accordo Operativo tra la Regione Campania, l'Ente Idrico Campano e GORI  ("Accordo Operativo") finalizzato alla completa attuazione del Servizio Idrico Integrato nell'Ambito Distrettuale Sarnese-Vesuviano in un quadro di equilibrio economico-finanziario della gestione per la sua intera durata residua ed al perseguimento dei seguenti connessi obiettivi: (i) l'assunzione da parte di GORI della gestione del servizio e la presa in carico, a titolo di concessione e secondo le previsioni della vigente Convenzione di Gestione del S.I.I. dell'ATO, delle "Opere Regionali" (cioè, alcune rilevanti infrastrutture del S.I.I. ricadenti nel territorio dell'Ambito Distrettuale Sarnese-Vesuviano, gestite per lungo periodo dalla Regione Campania e da quest'ultima trasferite al gestore GORI nel periodo tra il 2019 e il 2021; nel prosieguo indicate "Opere Regionali") e il loro conseguente efficientamento, incluso il ricollocamento ed il reimpiego efficiente del relativo personale addetto in attività del S.I.I. (inoltre, entro il 31 gennaio 2022, è previsto il trasferimento anche dell'impianto di depurazione del comprensorio della Penisola Sorrentina); (ii) l'approvazione da parte della Regione Campania di piani di pagamento rateizzato della debitoria maturata dalla Società per le forniture all'ingrosso (di acqua e dei servizi di fognatura e depurazione) erogate dal 2013 in avanti, e il contestuale superamento del complesso contenzioso giudiziario instauratosi relativamente al pagamento per le forniture regionali di "acqua all'ingrosso" e i servizi regionali di "collettamento e depurazione delle acque reflue"; (iii) la creazione di condizioni utili per favorire l'accesso al mercato del credito da parte di GORI; (iv) l'impegno delle parti a ripristinare/mantenere, per quanto di competenza, l'equilibrio economico-finanziario della gestione del S.I.I. dell'ATO, laddove dovesse venire meno.  

L'Accordo Operativo ha quindi permesso alla Società di sottoscrivere, in data 18 luglio 2019, un contratto di finanziamento a lungo termine con un pool di banche con periodo di disponibilità di 4 anni, durata decennale e scadenza finale per il rimborso al 31 Dicembre 2029.

Tuttavia, l'emergenza sanitaria da covid-19 ha comportato, inevitabilmente, come è noto, rilevanti criticità socio-economiche, per le quali il Governo nazionale, la Giunta Regionale della Campania ed anche l'ARERA hanno adottato e stanno adottando una serie di misure al fine di attenuarne gli effetti, soprattutto - per quanto qui di interesse - per fornire una tutela rafforzata agli utenti del S.I.I. (sospensione attività di riscossione del credito e delle attività di sospensione/interruzione del servizio per gli utenti morosi, nonché dilazione dei pagamenti). 

In ragione di tale situazione, la Regione Campania e GORI - anche al fine di assicurare una tariffa socialmente sostenibile in questa fase storica e, contestualmente, mantenere il livello degli investimenti programmati nonché, più in generale, garantire l'equilibrio economico-finanziario della gestione del S.I.I. dell'Ambito Distrettuale Sarnese-Vesuviano anche funzionalmente al soddisfacimento dei generali presidi di bancabilità - si sono determinate nel senso di rimodulare i pagamenti delle somme dovute da GORI alla Regione a titolo di debito per forniture all'ingrosso pregresse, pervenendo in data 20 novembre 2020 alla stipula di un Atto Aggiuntivo all'Accordo Operativo, con cui il pagamento delle rate in scadenza nel periodo da dicembre 2020 a dicembre 2021, pari a circa € 34,4 milioni,  è posticipato al 2028. 

Parimenti, nell'ambito della predisposizione dello Schema Regolatorio 2020÷2023 approvato dall'Ente Idrico Campano con deliberazione del comitato Esecutivo n. 35 del 12 agosto 2021 è programmata la posticipazione delle rate previste dai piani di rientro stabiliti dall'Accordo Operativo per gli anni 2022, 2023 e 2024 (e pari complessivamente a circa € 34,4 milioni) agli anni 2030, 2031 e 2032.


Schema Regolatorio 2020-2023

Il Comitato Esecutivo dell'Ente in data 12 agosto 2021 ha definitivamente approvato lo schema regolatorio 2020-2023 per il gestore GORI SpA con delibera n. 35; sempre in data 12 agosto 2021, gli uffici dell'EIC hanno poi trasmesso all'ARERA lo schema regolatorio tramite la procedura informatica. Nell'ambito di tale schema regolatorio approvato dall'EIC, è previsto un Theta pari a 1 per le annualità 2020, 2021 e 2023 ed un incremento del Theta pari al 2.4 per l'anno 2022.  


L'EIC nella delibera in parola ha inoltre stabilito di rinviare ogni ulteriore e definitiva determinazione in merito ad eventuali manovre correttive sugli schemi regolatori riferiti ai periodi pregressi non considerate nella proposta approvata, al fine di attendere i provvedimenti che l'ARERA dovrà assumere in esecuzione di quanto stabilito dalla sentenza del Consiglio di Stato, Sezione Sesta, n. 5309/2021 del 13 luglio 2021; più specificamente, il Consiglio di Stato ha disposto che l'ARERA provveda a rinnovare l'istruttoria sottesa alle determinazioni tariffarie approvate dalla medesima ARERA con la deliberazione 104/2016/R/idr recante "Approvazione, ai fini della valorizzazione dei conguagli nell'ambito del metodo tariffario per il secondo periodo regolatorio MTI-2, delle predisposizioni tariffarie relative all'Ambito Territoriale Ottimale Sarnese Vesuviano per il periodo 2012-2015", fermo restando che "la rinnovazione dell'istruttoria non ha alcun contenuto vincolato, essa potrebbe concludere ovviamente anche nel senso di confermare la decisione tariffaria qui annullata solo per difetto di istruttoria".  


Pertanto, con la deliberazione n.373/2021/R/idr del 7 settembre 2021 e la successiva deliberazione 18/2022/R/idr del 18 gennaio 2022, ARERA ha avviato il procedimento per la rinnovazione della predetta istruttoria, all'esito della quale dovrà adottare il provvedimento conclusivo entro il 15 marzo 2022, in ragione della proroga del termine intervenuta con la citata deliberazione 18/2022/R/idr. 

Peraltro, al momento, nell'ambito del su menzionato procedimento istruttorio avviato dall'ARERA, l'Ente Idrico Campano ("EIC") - su specifica richiesta dell'Autorità e in riscontro a quanto richiesto dalla sentenza del Consiglio di Stato n. 5309/2021 - ha accertato la vigenza del Piano d'Ambito, approvato nel 2000 e regolarmente aggiornato nel 2007, nonché ha accertato che il soggetto gestore GORI ha dato effettivamente attuazione al Piano d'Ambito fino a tutto il 2011 secondo le previsioni della normativa di settore. Conseguentemente, sulla base di quanto fino ad oggi accertato dall'EIC, si potrebbe fondatamente escludere - almeno in linea astratta - qualsiasi decurtazione agli incrementi tariffari stabiliti con la deliberazione 104/2016/R/idr dell'ARERA.


I ricavi al 31 dicembre 2021, che ammontano complessivamente a € 208,4 milioni, sono stati determinati sulla base dello schema regolatorio approvato dall'Ente Idrico Campano con la delibera 35/2021, in adempimento alla delibera ARERA 580/2019/R/idr, evidenziando che, al fine del raggiungimento dell'equilibrio finanziario della gestione dell'Ambito Distrettuale Sarnese Vesuviano nel rispetto del vincolo dell'incremento tariffario entro il limite massimo alla variazione annuale, è stata determinata la rimodulazione del VRG, mediante il rinvio regolatorio della quota parte dei costi eccedente il limite massimo alle annualità successive, secondo quanto previsto dallo Schema Regolatorio di riferimento. 

La verifica dei parametri per l'individuazione del quadrante regolatorio e la presenza di OPnew relativi ai cambiamenti sistematici delle attività del gestore in "presenza di fornitura di un nuovo servizio (es. depurazione o fognatura per un operatore la cui gestione precedentemente limitata al servizio di acquedotto, ovvero, in altri casi, in presenza di integrazione della filiera a monte)" ai sensi degli art. 18.2, 18.3 lettera c) e 18.4 dell'Allegato A alla delibera ARERA 580/2019/R/idr, hanno determinato il collocamento nel VI quadrante regolatorio, tuttavia, l'Ente Idrico Campano, al fine di garantire la sostenibilità sociale della tariffa, nel rispetto dell'equilibrio economico-finanziario della gestione del S.I.I., ha deliberato incrementi tariffari inferiori rispetto al limite massimo applicabile riconosciuto dal metodo regolatorio MTI-3.

Si evidenzia inoltre che, per la valorizzazione del VRG al 31 dicembre 2021, la componente di vincolo relativamente al bonus idrico integrativo Opsocial è stata posta pari a zero in quanto, pur essendo stata riconosciuta nell'ambito dello schema regolatorio approvato dall'EIC, di fatto manca un atto deliberativo specifico, tenuto conto che "l'erogazione del bonus idrico integrativo è subordinata alle eventuali determinazioni che saranno assunte, a tale riguardo, dall'Ente Idrico Campano per mantenere l'agevolazione prevista nel biennio 2018-2019, individuando contestualmente la platea dei beneficiari aventi diritto al Bonus idrico integrativo e le relative modalità di accesso".

È stata invece considerata la componente puramente regolatoria COfanghi.

Le componenti OpexQC e OpexQT sono state valorizzate nella misura di quanto richiesto nelle relative istanze di riconoscimento costi, ovvero nel limite di quanto rendicontato nel 2019.

Gli OPnew portati in computo, anche in questo caso, non essendoci stata approvazione da parte dell'ARERA delle istanze presentate per il riconoscimento di costi aggiuntivi come componente Opexend per il nuovo perimetro, sono stati quantificati in continuità con quanto fatto negli esercizi precedenti, e pertanto trovano copertura in vincolo, per il principio del full cost recovery, i costi effettivamente sostenuti sugli impianti trasferiti al 31 dicembre 2021, come desumibili dalle fonti contabili.

Al 31 dicembre 2021 le Opere trasferite in capo al Gestore sono: Centrale idrica di Mercato Palazzo con trasferimento avvenuto ad Ottobre 2016, le Centrali idriche di Boscotrecase e Cercola con trasferimento avvenuto a Marzo del 2018, le Centrali idriche relative all'Area Nolana con trasferimento avvenuto a Settembre 2018, le Centrali idriche di Campitelli e Boccia a Mauro per il completamento dell'Area Vesuviana con trasferimento avvenuto a Dicembre 2018, il Campo Pozzi di Angri con trasferimento avvenuto a Febbraio 2019, l'impianto di depurazione dell'Area Nolana con trasferimento avvenuto a Marzo 2019, il completamento dell'Area Sarnese con trasferimento avvenuto ad Aprile 2019, l'impianto di depurazione Medio Sarno 2 con trasferimento avvenuto a Luglio 2019, il trasferimenti relativi all'impianto di depurazione Medio Sarno 3 ed all'Area idrica Penisola Sorrentina avvenuti a Dicembre 2019, il trasferimento dell'impianto di depurazione Foce Sarno avvenuto a dicembre 2020, ed in fine il trasferimento dell'impianto di depurazione Alto Sarno avvenuto a gennaio 2021.

I costi operativi endogeni Opexend sono stati definiti secondo quanto stabilito all'art. 17.1 dell'Allegato A alla delibera ARERA 580/2019/R/idr dove sono state introdotte misure volte ad incentivare comportamenti efficienti da parte dei gestori; a tal fine, il calcolo del livello pro capite del costo operativo sostenuto da GORI nell'anno 2016 ha posizionato GORI nella Classe B1 della matrice regolatoria di cui all'art. 17.1 della delibera ARERA 580/2019/R/idr, mentre il calcolo del costo operativo stimato, calcolato secondo il modello statistico di cui all'art. 17.2 dell'Allegato A alla delibera ARERA e trasformato in termini pro capite, ha collocato il gestore nel Cluster A della matrice regolatoria. Pertanto, GORI si è posizionata nel quadrante n. 4 della matrice regolatoria, determinando quindi Opexend pari a € 74,6 milioni.

Il VRG è stato inoltre, aggiornato ai sensi dell'art. 27.1 dell'Allegato A della deliberazione ARERA n. 580/2019/R/idr il quale articolo prevede, infatti, che, ai fini della determinazione del VRG per il periodo regolatorio 2020-2023, alcune voci di costo (costo dell'energia elettrica, saldo conguagli e penalizzazioni, contributo Autorità, costo delle forniture all'ingrosso, costi delle attività afferenti al SII sostenuti per variazioni sistemiche nelle condizioni di erogazione del servizio o per il verificarsi di eventi eccezionali) siano oggetto di valutazione a consuntivo, come componenti a conguaglio (Rc), relativa all'anno (a-2). 

Per quanto concerne il computo in Vincolo dei costi per i servizi di acqua all'ingrosso dalla Regione Campania al 31 dicembre 2021, è stata considerata la tariffa approvata dall'EIC con delibera n. 7 del 26 febbraio 2021 cha determina lo schema regolatorio 2020-2023 per la Proposta Tariffa Acqua all'ingrosso per il gestore "Regione Campania", e pari a 0,192941 €/mc, con l'applicazione, sia per l'anno 2020 che per l'anno 2021, di un teta pari a 1.

Il costo di competenza al 31 dicembre 2021 a valere sui COws relativi alle forniture idriche regionali, secondo il principio del full cost recovery, è pari a circa € 4,1 milioni, iscritto per pari importo in VRG e nei costi di competenza. 

Per quanto attiene ai COws del servizio di collettamento e depurazione, sono stati determinati, anche in tal caso, partendo dalla quantificazione dei costi riconosciuti che, per la determinazione dei costi di competenza al 31 dicembre 2021 secondo il principio del full cost recovery, risultano pari a circa € 7,4 milioni, in ragione della tariffa per servizi di collettamento e depurazione delle acque reflue, pari a 0,310422 €/mc, (applicazione delibera ARERA 338/2015/R/idr alle tariffe regionali per servizi all'ingrosso, riconosciuta dalle Parti nell'ambito del Verbale di riunione del 4 Marzo 2016 fra Regione Campania, Ente d'Ambito e Gori), applicandola ai volumi di depurazione trattati dagli impianti regionali.

Inoltre, nella determinazione del VRG di competenza al 31 dicembre 2021, sono stati considerati anche gli effetti regolatori sull'annualità 2020 derivanti dall'applicazione dello schema regolatorio approvato dall'EIC, a valere sul VRG di bilancio 2020, con l'allocazione nella componente "eventi eccezionali" per un valore complessivo pari a € 0,5 milioni.

Si evidenzia che l'incremento dei costi sostenuti su Opere Regionali trasferite in virtù del completamento del cronoprogramma di trasferimento, e portati in computo nel VRG di competenza come OPnew, è stato compensato da minori costi sostenuti su forniture elettriche e acquisto acqua da Regione Campania; per tale motivo, nonostante la mancata applicazione di incrementi tariffari in quanto, come già precedentemente rappresentato, lo schema regolatorio approvato dall'Ente Idrico Campano prevede, per l'anno 2021, l'applicazione del moltiplicatore tariffario theta=1, il gettito tariffario ha consentito il recupero di conguagli tariffari pari a € 4,9 milioni. Inoltre, si evidenzia che, a completamento del ciclo di fatturazione relativamente all'anno di competenza 2019, si è registra un residuo di stanziamenti del rateo da emettere, pari a 8,4 milioni, che sono stati imputati ad incremento dei conguagli tariffari da recuperare.

Pertanto, i conguagli tariffari, alla data del 31 dicembre 2021, ammontano complessivamente a € 146,8 milioni. 


Il Consiglio di Stato, in parziale accoglimento del ricorso in appello dei predetti Comuni, con la recente sentenza n. 5309 del 13 luglio 2021, ha riformato la sentenza del T.A.R. Lombardia, sede di Milano n. 1619/2018, sul presupposto che l'ARERA non abbia effettuato una corretta attività istruttoria riguardo "la quantificazione delle tariffe", in quanto non avrebbe valutato se il Piano d'Ambito sia stato effettivamente attuato dopo il 2009 e, cioè, dopo che è stato avviato il procedimento della sua revisione; ha quindi argomentato, ai fini della predetta "quantificazione delle tariffe", sulla verifica dell'effettiva attuazione del Piano d'Ambito «… tenuto conto dell'esigenza di verificare la congruità dei costi rispetto agli obiettivi pianificati anche "in relazione agli investimenti programmati" (art. 149 d. lgs. 152/06) … il che implica l'esigenza di una istruttoria … sullo stato di attuazione del piano [d'ambito] quale presupposto per valutare concretamente i costi della gestione ed un eventuale concreta valutazione della situazione determinatasi al fine di individuare l'adeguata tariffazione …». Il Consiglio di Stato ha poi concluso prevedendo una temporanea riduzione del 30% dell'incremento tariffario previsto dalla delibera n. 104/2016/R/idr "in attesa della rinnovazione del procedimento" istruttorio dell'ARERA propedeutici all'assunzione di nuove determinazioni (anche confermative delle determinazioni assunte con la deliberazione ARERA 104/2026/R/idr) in ordine alla "quantificazione delle tariffe" - «non essendo comunque in discussione la misura delle pregresse consolidate tariffe e dovendosi attribuire comunque un peso preponderante all'avvenuta approvazione del piano» - fermo restando che «La rinnovazione dell'istruttoria non ha alcun contenuto vincolato, essa potrebbe concludere ovviamente anche nel senso di confermare la decisione tariffaria qui annullata solo per difetto di istruttoria ma sulla base di nuovi elementi ossia la verifica puntuale dell'attuazione del piano e della presumibile giustificata modulazione futura degli interventi programmati o sulla base di una più specifica diversa motivazione o, in caso contrario, ove l'Autorità lo ritenesse, potrebbe concludersi per confermare in toto od in parte il disposto annullamento giurisdizionale ( che ha solo un effetto conformativo istruttorio in attesa della rinnovazione delle valutazioni tecniche ). Tale riduzione è disposta, fino alla nuova determinazione dell'Autorità, che dovrà sollecitamente intervenire ed espressamente e concretamente motivare sugli effetti derivanti, ai fini della copertura dei costi, dai residui eventuali profili di non attuazione del piano, salvo eventuali conguagli finali da ordinarsi all'esito della rinnovazione (ove la riduzione dell'incremento qui annullato fosse da calcolarsi in misura inferiore al trenta per cento)». Si precisa, in merito, che non avendo l'Ente Idrico Campano (cioè, l'ente di governo d'ambito competente) adottato le predisposizioni tariffarie per il quadriennio 2020÷2023, l'ARERA ha diffidato l'Ente Idrico Campano in data 02/07/2021 ad "adempiere ai sensi del comma 5.6 della deliberazione 580/2019/R/IDR e dell'art. 3, comma 1, lett. f), del dPCM 20 luglio 2012" e, quindi, a provvedere, entro 30 giorni dal ricevimento della medesima nota, alle determinazioni e alle trasmissioni di propria competenza con riferimento agli anni 2020-2023, "con l'avvertenza che, decorso inutilmente tale termine, l'istanza del gestore si intenderà accolta dal soggetto competente medesimo quale predisposizione tariffaria, per effetto di quanto già previsto dal richiamato art. 20 della legge n. 241/1990, e sarà trasmessa all'Autorità ai fini della sua valutazione e approvazione, entro i successivi 90 giorni". Successivamente alla sentenza del Consiglio di Stato n. 5309/2021, l'ARERA ha diffidato nuovamente l'Ente Idrico Campano (che aveva comunicato "di rinviare l'approvazione dello schema regolatorio 2020 - 2023, come predisposto dagli uffici, al fine di verificare l'impatto della Sentenza [del Consiglio di Stato] sullo schema Regolatorio in discussione e nelle more di acquisire appositi chiarimenti …" dall'Autorità in ordine agli effetti della citata sentenza) e il Gestore - ciascuno per quanto di competenza e «…nelle more della rinnovazione citata [dell'attività istruttoria supplementare ordinatagli dal Giudice Amministrativo] » - a provvedere ad adottare la predisposizione tariffaria 2020-2023 «…comunque garantendo il mantenimento dell'equilibrio economico finanziario della gestione…» e tenendo conto «…(anche ai fini della verifica del rispetto del limite di prezzo fissato dalla regolazione pro tempore vigente) degli effetti di quanto statuito dalla sentenza sopra richiamata…», in termini quindi di "limiti di prezzo" di fatturazione agli utenti. Pertanto, l'ARERA - con la deliberazione 373/2021/R/idr del 7 settembre 2021 - ha già avviato il procedimento per l'ottemperanza della sentenza del Consiglio di Stato n. 5309/2021, al precipuo ed espresso fine della "… rinnovazione dell'istruttoria - limitatamente ai profili richiamati in motivazione [della sentenza n. 5309/2021] - sottesa alle determinazioni tariffarie di cui alla deliberazione 104/2016/R/idr". Più specificamente, secondo le previsioni della citata deliberazione 373/2021/R/idr, il procedimento in esame dovrà essere concluso dall'ARERA "…entro il 31 dicembre 2021", termine poi prorogato al 15 marzo 2022 dalla deliberazione ARERA 18/2022/R/idr del 18 gennaio 2022. Peraltro, al momento, nell'ambito del su menzionato procedimento istruttorio avviato dall'ARERA, l'Ente Idrico Campano - su specifica richiesta dell'Autorità - ha accertato la vigenza del Piano d'Ambito, approvato nel 2000 e regolarmente aggiornato nel 2007, nonché ha accertato che il soggetto gestore GORI ha dato effettivamente attuazione al Piano d'Ambito fino a tutto il 2011 secondo le previsioni della normativa di settore. Conseguentemente, sulla base di quanto accertato dall'EIC, è già possibile - almeno in linea logica - escludere qualsiasi decurtazione agli incrementi tariffari stabiliti con la deliberazione 104/2016/R/idr dell'ARERA, atteso che la medesima Autorità dovrà adottare le determinazioni richieste dal Consiglio di Stato anche all'esito delle predette verifiche dell'EIC. Oltretutto, nell'ambito degli accertamenti svolti, emerge che non dovrebbe comunque essere effettuata alcuna restituzione immediata, atteso che l'eventuale decurtazione del 30% (semmai fosse confermata) sarebbe comunque assorbita dai conguagli tariffari maturati dal Gestore GORI ed ancora aperti, così come confermato dalla deliberazione del Comitato Esecutivo dell'EIC n. 35 del 12 agosto 2021. Allo stato, si rende quindi opportuno attendere di conoscere i provvedimenti che l'Autorità adotterà nel termine previsto (15.03.2022) in esecuzione della sentenza del Consiglio di Stato n. 5309/2021.

Conclusivamente, la Società deve attendere le determinazioni che adotterà l'ARERA, per cui - sulla base delle considerazioni sopra esposte e del parere dei consulenti legali allo scopo consultati - non si prevedono al momento impatti economici derivanti da tale sentenza anche in ragione del fatto che occorrerà, comunque, attendere le eventuali nuove determinazioni dell'ARERA.


Cause pendenti innanzi il T.A.R. Campania, sede di Napoli, incardinate con ricorso presentato dai Comuni di Nocera Inferiore (SA), Roccapiemonte (SA), Roccarainola (NA), Casalnuovo di Napoli (NA), Scisciano (NA) e Lettere (NA), per l'annullamento delle deliberazioni del Commissario Straordinario dell'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano n. 19/2016 del 08/08/2016 (con cui è stata approvata la predisposizione dello Schema Regolatorio 2016÷2019 dell'Ambito Distrettuale Sarnese-Vesuviano della Regione Campania ai sensi della deliberazione ARERA 664/2015/R/idr e ss. mm. e ii.) e n. 39/2018 del 17/07/2018 (con cui è stato approvato l'aggiornamento di tale Schema Regolatorio)

I Comuni in epigrafe hanno impugnato innanzi al TAR Campania, sede di Napoli, la deliberazione del Commissario Straordinario dell'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano n. 19/2016 del 8 agosto 2016 con cui è stato predisposto lo Schema Regolatorio 2016÷2019 e la deliberazione del medesimo Commissario Straordinario n. 39/2018 del 17 luglio 2018 con cui è stato aggiornato il predetto Schema Regolatorio. Entrambi i giudizi avente ad oggetto la deliberazione 19/2016 (RG 5192/16) e la deliberazione n.39/2018 (RG 4698/18), sono stati sospesi in attesa degli esiti del giudizio pendente in Consiglio di Stato ed incardinato dai Comuni di Angri (SA), Roccapiemonte (SA), Roccarainola (NA), Casalnuovo di Napoli (NA) e Scisciano (NA), per la riforma della sentenza del TAR Lombardia, sede di Milano, n. 1619 del 29 giugno 2018 con cui è stata confermata la legittimità della deliberazione dell'ARERA 104/2016/R/idr di approvazione dello Schema Regolatorio 2012÷2015 dell'Ambito Distrettuale Sarnese Vesuviano. A tale riguardo, essendo intervenuta la su citata sentenza del Consiglio di Stato n. 5309 del 13 luglio 2021, il TAR - ritenendo sussistere il rapporto di pregiudizialità tra gli atti impugnati e l'esito del giudizio di appello - ha disposto che i giudizi proseguano mediante la presentazione di una nuova istanza di fissazione di udienza all'esito del passaggio in giudicato della predetta sentenza del Consiglio di Stato n. 5309/2021.


Causa pendente innanzi al Consiglio di Stato su ricorso proposto da GORI per la riforma delle sentenze del T.A.R. Campania, sede di Napoli, nn. 4846/2015, 4848/2015, 4849/2015 e 4850/2015 relativamente al riconoscimento delle partite pregresse ante 2012 per conguagli tariffari approvati dall'autorità concedente Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano (dante causa dell'Ente Idrico Campano) 

La Società ha provveduto ad addebitare all'utenza la componente tariffaria 2014 denominata "Recupero partite pregresse ante 2012", in ossequio alle disposizioni di cui alla delibera del Commissario Straordinario dell'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano n. 43 del 30 giugno 2014, come modificata ed integrata dalla delibera n. 46 del 3 luglio 2014 (provvedimento tariffario a sua volta adottato ai sensi dell'articolo 31 dell'Allegato A della delibera n. 643/2013/R/idr dell'AEEGSI e sulla base delle delibera dell'Assemblea dei Sindaci dell'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano n. 5 del 27 ottobre 2012). Diversi soggetti, tra i quali Comuni, associazioni e utenti hanno proposto azioni giudiziarie per chiedere, in sede amministrativa, l'annullamento, previa sospensiva, delle delibere in questione, mentre in sede civile è stato richiesto l'annullamento delle fatture contenenti l'importo dei conguagli. In particolare, si segnala che sono stati promossi n. 7 ricorsi innanzi al T.A.R. Campania, sede di Napoli e n. 4 ricorsi straordinari innanzi al Capo dello Stato. Inoltre, l'Associazione Federconsumatori Campania ha impugnato la deliberazione del Commissario Straordinario dell'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano n. 14 del 29 giugno 2015 nonché il Comune di Angri ed altri 11 Comuni dell'ATO 3 hanno impugnato con motivi aggiunti la deliberazione del Commissario n. 15 del 30 giugno 2015. La I sezione del T.A.R. Campania - Napoli, in data 15 ottobre 2015, ha emesso le sentenze nn. 4846/2015, 4848/2015, 4849/2015 e 4850/2015, in accoglimento dei ricorsi presentati dall'Associazione Federconsumatori Campania e dai Comuni di Angri, Casalnuovo di Napoli e Nocera Inferiore, ha dichiarato nulle le deliberazioni commissariale n. 43 del 30 giugno 2014 e n. 46 del 3 luglio 2014 relativamente alla determinazione ed approvazione dei conguagli tariffari per il periodo 2003÷2011 ed alla modalità di riscossione. In particolare, il T.A.R. ha ritenuto che tali deliberazioni siano state adottate in difetto assoluto di attribuzione, atteso che il Commissario straordinario, a far data dal 21 luglio 2013 (e, cioè, sei mesi successivi alla sua nomina avvenuta il 21/01/2013), sarebbe decaduto e, quindi, da detta data non avrebbe più avuto i poteri. Il T.A.R. non è quindi entrato nel merito della legittimità o meno dei conguagli tariffari, ma si è limitato a rilevare la carenza di poteri del Commissario con la conseguente nullità degli atti posti in essere dopo il 21/07/2015, sulla base di una interpretazione delle norme non condivisibile per l'Ente d'Ambito e la GORI. In ogni caso, con la nuova legge regionale n. 15 del 2 dicembre 2015, è stato superato ogni dubbio interpretativo, in considerazione del fatto che l'art. 21, comma 9, ha chiarito - anche ai fini dell'interpretazione autentica delle norme oggetto della pronuncia del TAR - che: "i poteri dei Commissari nominati per la liquidazione dei soppressi Enti d'Ambito e per l'esercizio delle funzioni di cui al decreto legislativo 152/2006, in continuità e conformità a quanto previsto dall'articolo 1, comma 137 della legge regionale 6 maggio 2013, n. 5 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2013 e pluriennale 2013- 2015 della Regione Campania - legge finanziaria regionale 2013) cessano entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge". Peraltro, al comma 9-bis del citato art. 21 è stato stabilito che "In sede di prima attuazione della presente legge, gli atti adottati dai Commissari nominati per la liquidazione dei soppressi Enti d'Ambito in materia tariffaria e di conguagli tariffari in attuazione della delibera AEEGSI n. 643/2013 e per i quali pendono ricorsi in sede giurisdizionale amministrativa, sono inefficaci fino alle determinazioni definitive adottate da parte del costituendo Ente Idrico Campano, sentito il Consiglio Distrettuale competente": in altre parole, accertati per effetto del comma 9 dell'art. 21 i poteri del Commissario Straordinario dell'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano ad aver adottato legittimamente i provvedimenti in materia di conguagli tariffari, è stato comunque previsto che per detti conguagli tariffari l'Ente Idrico Campano, quale nuova autorità concedente/regolatrice ed avente causa del Commissario Straordinario, debba assumere nuove e definitive determinazioni. Ed infatti, a quanto consta, l'Ente Idrico Campano ha ultimato l'attività istruttoria (tra l'altro nel senso di riconoscere che sono state correttamente determinate le partite pregresse per conguagli tariffari ante 2012) sulla base della quale i suoi organi competenti dovranno assumere i provvedimenti richiesti. Di conseguenza, in ragione di tale ultima circostanza e del fatto che occorre altresì attendere i provvedimenti dell'ARERA all'esito del procedimento avviato con la su menzionata deliberazione 373/2021/R/idr, il Consiglio di Stato ha rinviato al 16 giugno 2022 l'udienza pubblica di trattazione del merito.


Si richiamano integralmente le ulteriori informazioni contenute nel paragrafo "Informativa sui servizi in concessione" anche a proposito dei riflessi di natura finanziaria derivanti dalla conclusione delle attività al riconoscimento delle misure di perequazione.


Gesesa

La Società opera all'interno dell'Autorità dell'Ambito Territoriale Ottimale ATO n. 1 Calore Irpino che promuove e sviluppa l'iniziativa per la Gestione del SII sui Comuni delle Province di Avellino e Benevento. Attualmente, l'Autorità, retta dal Commissario Straordinario di cui al D.G.R. n. 813/2012 e confluita nell'E.I.C. regionale a fine anno 2018, non ha provveduto ancora ad affidare ad un gestore Unico la gestione del Servizio Idrico Integrato (acquedotto, fognatura e depurazione). Gesesa gestisce il Servizio Idrico Integrato in 22 Comuni della provincia di Benevento per una popolazione complessiva residente servita di 120.922 abitanti distribuiti su un territorio di circa 710 Kmq con una infrastruttura idrica di estensione pari a circa 1.547 km, una rete fognaria di 553 km ed un numero di impianti gestiti pari a circa 332 unità. Le utenze complessive ammontano a 57.247, per le quali è stato stimato un consumo per l'anno 2021 di circa 7,8 milioni di metri cubi di acqua. 

Il servizio di fognatura è fornito a circa l'80% degli utenti mentre quello di depurazione è fornito a circa il 40% degli utenti.

Uno degli obiettivi aziendali è stato quello di consolidare, estendere ed efficientare in particolare il servizio di fognatura e depurazione. Per tali ragioni gli investimenti si sono anche concentrati sul miglioramento e adeguamento delle reti fognarie e sulla ristrutturazione degli impianti di depurazione e sulla progettazione preliminare di quelli non ancora presenti sul territorio.


Si informa che nel mese di maggio 2020 a seguito di provvedimento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Benevento sono stati posti sotto sequestro 12 impianti di depurazione della società con nomina di un Amministratore giudiziario per la gestione degli stessi. Il procedimento penale 5548/16 R.G.N.R., che vede coinvolti a vario titolo dirigenti e dipendenti di Gesesa e versa attualmente nella fase delle indagini preliminari, afferisce alla gestione del sistema di depurazione nel territorio del Beneventano ed a una sua possibile connessione con l'inquinamento dei corpi idrici che insistono su quell'area.

Secondo l'impostazione accusatoria gli indagati si sarebbero resi responsabili, in particolare, del delitto di frode in pubbliche forniture ex art.356 c.p. nonché del delitto di inquinamento ambientale di cui all'art. 452 bis c.p. che, ad avviso del Pubblico Ministero, sarebbe una diretta conseguenza delle pratiche di mala gestio degli impianti di depurazione.

Nell'ambito delle sue prerogative, l'Amministratore Giudiziario ha provveduto a svolgere un'articolata attività di audit al fine di effettuare uno stato di ricognizione degli impianti e di individuare le soluzioni e gli interventi finalizzati all'efficientamento della resa depurativa degli stessi.

La Società ha manifestato la propria disponibilità a sostenere i costi per le attività indicate nella relazione conclusiva del suddetto audit e, con provvedimento del 25 Gennaio 2021, il GIP presso il Tribunale di Benevento ha concesso il proprio nulla osta all'esecuzione di dette attività, già avviate dall'Amministratore Giudiziario. 

All'esito di un confronto tra la Società e l'Amministrazione Giudiziaria si è giunti alla determinazione, per ragioni di trasparenza ed efficienza, ma soprattutto per assicurare che il convergente fine del miglior efficientamento possibile degli impianti avvenga in tempi brevi, di far sì che le procedure necessarie alla effettuazione degli interventi descritti nella relazione sia affidata all' Amministratore Giudiziario, utilizzando a tal fine le norme ed i principi in materia di mandato con rappresentanza. La predetta determinazione è stata trasferita in una Bozza di Convenzione; in data 2 Marzo 2021 è stato concesso il Nulla Osta dal Gip. 

In data 17 Marzo 2021 è stata sottoscritta la convenzione con l'Amministratore Giudiziario per avviare concretamente le opere con riferimento ai 12 impianti ancora sotto sequestro. Nel corso della riunione del Comitato Tecnico, tenutasi il 4 novembre 2021, del Comitato Tecnico, costituito per la gestione delle attività previste dalla convenzione, con l'Amministratore Giudiziario è stato rideterminato il cronoprogramma degli interventi necessari con un incremento di circa il 15% di costi dei lavori che ha portato la stima max a circa € 800 mila. I partecipanti alla riunione hanno anche preso atto del rallentamento avuto nell'esecuzione dei lavori, dovuti in gran parte a ritardi nell'approvvigionamento di materiali riscontrato a causa dell'emergenza Covid, ed hanno rideterminato la data di termine degli interventi di riqualificazione prorogandola al 31 marzo 2022. In relazione al procedimento 231 a carico della società è da evidenziare che, con provvedimento dell'11 novembre 2021 il GIP, su richiesta dei C.T e del P.M., ha disposto il sequestro di denaro, direttamente riconducibile al profitto del reato nella disponibilità della Società e il sequestro, finalizzato alla confisca per beni fungibili, immobili e quant'altro di patrimonialmente rientrante nella disponibilità della società, fino alla concorrenza di oltre € 78.000.000, con la nomina di un Amministratore Giudiziario. Avverso tale provvedimento GESESA ha proposto immediatamente ricorso al Tribunale del Riesame. L'istanza di riesame è stata interamente accolta dal Tribunale il 21 dicembre 2021 e, pertanto, il decreto di sequestro preventivo è stato annullato con conseguente dissequestro dei beni e la conseguente riconsegna alla Società.

La conseguenza principale di tale evento è stata un forte incremento dell'attenzione da parte delle banche finanziatrici e, nell'immediato, la sospensione della firma di una significativa linea di credito (circa € 1.500.000) e il mancato rinnovo automatico della linea di anticipi sugli incassi delle bollette idriche in scadenza il 20 dicembre 2021. Per far fronte a tale impegno la Società ha richiesto un finanziamento al socio ACEA Molise erogato nei primi del mese di gennaio 2022.

Si auspica che l'avvenuto dissequestro consenta alla società di riprendere le interlocuzioni con i due istituti di credito relativamente alle due operazioni finanziarie.

Relativamente ad eventuali rischi circa l'esito finale del procedimento 231 gli Amministratori, anche sulla scorta del parere dei difensori incaricati, secondo i quali, allo stato, non è possibile formulare previsioni circa la durata, l'esito e il rischio potenziale per la Società derivanti dal completamento dell'iter giudiziale, ritengono che, per la fase in cui verte il procedimento, non è possibile effettuare una previsione circa le passività che potrebbero eventualmente derivare per la Società per effetto dell'evoluzione delle ulteriori fasi del citato procedimento. In ogni caso, la Società sta ponendo in essere ogni possibile attività di collaborazione con l'Autorità Giudiziaria. 

Riguardo all'aggiornamento biennale delle tariffe 2018-2019, la Società ha redatto i consuntivi riferiti alle annualità 2016 e 2017 e del Programma degli Interventi per la predisposizione della proposta di revisione tariffaria con la definizione dei VRG e dei Teta degli anni 2018-2019, rivedendo la programmazione degli investimenti per gli anni 2018-2019, recependo anche gli esiti della verifica ispettiva del 16-20 ottobre 2017 contenuti nella determinazione ARERA n. DSAI/26/2018/IDR, del 10 aprile 2018, avente ad oggetto l'avvio di un procedimento per l'adozione di provvedimenti sanzionatori e prescrittivi in materia di regolazione tariffaria del Servizio Idrico Integrato. Relativamente al procedimento sanzionatorio di cui al DSAI/26/2018/IDR l'Autorità nel mese di ottobre 2021 ha inviato una richiesta di informazioni sulle attività poste in essere in relazione ai rimborsi da effettuare agli utenti e agli altri rilievi del procedimento.

Nel riscontro la Società ha relazionato sullo stato dei rimborsi effettuati, prevedendo di concludere l'attività entro 6 mesi. Per gli altri punti ha evidenziato che nella proposta di aggiornamento biennale della predisposizione tariffaria 2016/2019, di cui alla delibera 918/2017, la Società ha recepito gli esiti della verifica ispettiva ARERA contenuti nella determinazione n. DSAI/26/2018/IDR, apportando le modifiche necessarie alla precedente predisposizione tariffaria 2016-2017. Tale proposta è in approvazione dell'EIC.

A seguito di tale corrispondenza nel mese di gennaio 2022 sono pervenute le risultanze istruttorie da parte di ARERA, con le quali l'Autorità ha evidenziato l'archiviazione di alcuni punti dell'accertamento ed evidenziato che il completamento delle attività di rimborso prescritte, sarebbe stato considerato favorevolmente in sede di chiusura del procedimento. Al riguardo la Società nel mese di febbraio ha terminato l'attività di rimborso a tutti gli utenti e ha inviato una memoria di riscontro all'Autorità, evidenziando ciò e ribadendo che, per gli altri punti oggetto del procedimento, si è ancora in attesa dell'approvazione dell'aggiornamento biennale MTI2.  Sulla base di tali considerazioni, essendo stato dato riscontro a tutti i punti del procedimento sanzionatorio, la Società non ha ritenuto necessario dover procedere ad alcun accantonamento al fondo rischi.La proposta tariffaria 2018-2019 è in attesa di approvazione da parte dell'EIC che in ogni caso, a seguito dell'esame della documentazione prodotta, l'ha giudicata coerente con il quadro regolatorio approvato dall'ARERA.

A seguito della Deliberazione 27 dicembre 2019 580/2019/R/idr, è stata avviata, di concerto con l'EIC, l'attività di raccolta dati per la predisposizione della proposta tariffaria per il periodo oggetto della delibera (2020-2023) ed è stata effettuata la validazione dei dati nel mese di Luglio 2020. Nel 2020 la proposta tariffaria relativa al periodo 2020/2023 è stata in fase di analisi e valutazione da parte dell'EIC, con il quale sono intercorsi continui rapporti per la definizione finale dei dati economici/finanziari e del Piano degli interventi. Considerata l'inerzia dell'EIC nel definire ed inviare per l'approvazione ad ARERA le due proposte tariffarie, a fine anno 2020 e precisamente in data 29 dicembre 2020, la Società ha richiesto all'ARERA l'esercizio dei poteri sostitutivi per l'approvazione delle proposte tariffarie di aggiornamento 2018-19 (MTI-2) e 2020-2023 (MTI-3) ed in data 5 gennaio 2021, a seguito dell'apertura del portale da parte dell'Autorità, è stata inviata ad ARERA, in via telematica, tutta la documentazione relativa. 

Per effetto di quanto sopra esposto, i ricavi sono stati aggiornati ed iscritti nel 2021, sulla base del nuovo Vincolo Ricavi del Gestore ("VRG") previsto per il 2021 nel Tool di calcolo di cui al nuovo metodo MTI-3 del periodo 2020/2023 in attesa attualmente dell'approvazione da parte dell'ARERA.


Acea Molise

Acea Molise Srl gestisce il Servizio Idrico Integrato nei seguenti contesti multi-regionali e multi-ambito: 

Le concessioni di Termoli e Campagnano sono scadute a fine 2021 e sono state prorogate dagli Enti concedenti al 30 giugno 2022 per il Comune di Termoli e al 31 dicembre 2022 per il Comune di Campagnano, per il tempo necessario per attivare le procedure di subentro e passaggio di consegne al nuovo Gestore.

Il Contratto di Servizio con il Comune di Valmontone scade invece nel mese di aprile 2022.

La Società gestisce dal 1993 il servizio idrico nel Comune di Termoli e, dal 1999, anche il servizio di depurazione delle acque reflue urbane, in forza delle relative convenzioni n. 170 del 30 giugno 1993 e n. 778 del 18 gennaio 1999. 

Dietro richiesta del Gestore Acea Molise, nel 2019 dette Convenzioni sono state oggetto di rivisitazione da parte dell'Ente Concedente Comune di Termoli, con l'obiettivo di omogeneizzare la gestione dell'intero comparto idrico cittadino in un unico documento, e di adeguare il quadro normativo contrattuale alle evoluzioni di settore nel tempo intervenute, in particolare, alla convenzione-tipo approvata dall'ARERA con Delibera n. 656/2015/R/IDR del 23 dicembre 2015.

In data 17 dicembre 2019 il Comune di Termoli, con Delibera di Giunta n. 299, ha approvato la nuova Convenzione di Gestione rivista secondo lo schema della Convenzione tipo ARERA.

Si informa infine che i vertici societari di Acea Molise Srl, nel mese di giugno 2021 hanno valutato favorevolmente l'opportunità di predisporre e presentare all'Ente Concedente Comune di Termoli (CB), in qualità di soggetto promotore, un "Progetto di Finanza per l'esecuzione di interventi a tutela del territorio e delle acque e per il miglioramento del servizio idrico integrato del Comune di Termoli". Gli uffici Amministrativo e Tecnico della Società hanno provveduto quindi all'elaborazione del Progetto di Finanza, e lo stesso è stato ufficialmente presentato al Comune di Termoli in data 1° ottobre 2021. Successivamente, in data 9 dicembre 2021 con Delibera di Giunta n. 276, il Comune di Termoli, ha valutato positivamente il Progetto di Finanza privato presentato, dichiarandolo di pubblico interesse. Nelle condizioni descritte, il Servizio idrico Integrato svolto dalla società Acea Molise, in scadenza al 31 dicembre 2021, sarà tecnicamente prorogato per il tempo necessario per l'espletamento della relativa gara. Ai fini della continuità aziendale, si ricorda che qualora in sede di gara, fossero presentate offerte economicamente più vantaggiose, Acea Molise, in qualità di promotore del Progetto, ha facoltà di avvalersi del diritto di prelazione.



Area Toscana - Umbria

Acque

In data 21 Dicembre 2001 è stata sottoscritta la convenzione di gestione, entrata in vigore il 1° gennaio 2002, avente inizialmente durata ventennale (la scadenza è ora fissata al 2031). Sulla base di tale convenzione il Gestore riceve in affidamento in via esclusiva il servizio idrico integrato dell'ATO2 costituito dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue. Dell'Ambito fanno parte 57 comuni. A fronte dell'affidamento del servizio, Acque corrisponde un canone di concessione a tutti i Comuni comprensivo delle passività pregresse a carico delle gestioni preesistenti all'affidamento.

Il Consiglio Direttivo dell'Autorità Idrica Toscana con Deliberazione n° 6/2018 del 22 Giugno 2018 avente ad oggetto "Aggiornamento della predisposizione tariffaria 2018-2019" ha modificato, a parità di moltiplicatori tariffari, la composizione delle tariffe 2016 e 2017 approvate con delibera AIT n°32/2017 del 5 Ottobre 2017 prevedendo ora una rimodulazione del recupero dei conguagli tariffari per circa € 9,7 milioni nel periodo 2022-2023.

Con la stessa deliberazione il Consiglio Direttivo dell'Autorità Idrica Toscana ha approvato la proposta tariffaria 2018-2019, l'aggiornamento del programma degli interventi, l'aggiornamento del piano economico finanziario e l'estensione della durata della concessione di affidamento del servizio dal precedente termine al 31 Dicembre 2026 al nuovo termine 31 Dicembre 2031. In data 9 Ottobre 2018 con Deliberazione n. 502/2018/R/Idr l'ARERA ha approvato la proposta tariffaria.

Il nuovo piano Tariffario fino al termine della concessione al 31 Dicembre 2031, rispetto al precedente piano con termine della concessione 31 Dicembre 2026, contiene la previsione di maggiori investimenti in infrastrutture del servizio e incrementi tariffari più contenuti.

Si informa infine che in data 24 Gennaio 2019, con l'invio della documentazione prevista, con l'estinzione del precedente finanziamento e dei relativi contratti di hedging e con la stipula dei nuovi contratti di copertura del tasso di interesse, si sono verificate le condizioni sospensive e, pertanto, il nuovo contratto di finanziamento ha acquisito efficacia. Il nuovo finanziamento è stato stipulato con un pool di banche e prevede due linee di credito: (i) Linea Term pari ad € 200,0 milioni erogata in un unico utilizzo e con scadenza finale unica al 29 Dicembre 2023 e, (ii) Linea RCF pari ad € 25,0 milioni erogabile in uno o più utilizzi entro il periodo di utilizzo e con scadenza finale il 29 Dicembre 2023. Tale linea dovrà essere utilizzata esclusivamente per far fronte alle esigenze finanziarie della Società connesse alla propria ordinaria attività.

Contestualmente all'operazione di stipula dei nuovi contratti di finanziamento sono stati stipulati 6 nuovi contratti di copertura fluttuazione dei tassi di interesse. I nuovi contratti prevedono il pagamento con periodicità semestrale da parte della Società, a partire dal 24 Gennaio 2019, di un tasso fisso alle controparti e in corrispondenza, un pagamento da parte delle controparti ad Acque di un tasso variabile. L'importo dei ricavi da tariffa inseriti nel bilancio 2021 rappresenta il valore del VRG riconosciuto al gestore.

In data 18 Dicembre 2020 il Consiglio Direttivo dell'Autorità Idrica Toscana, con deliberazione n° 7, ha approvato la proposta tariffaria anni 2020-2023 (secondo la delibera ARERA 580/2019/R/idr del 27 dicembre 2019) da sottoporre all'approvazione di ARERA. In data 28 settembre 2021 con delibera n. 404/ 2021/R/IDR, l'ARERA ha approvato tale proposta. Sono stati inoltre approvati gli obiettivi dei Macro-indicatori di qualità contrattuale e tecnica per l'anno 2020 e 2021 ed i Valori del moltiplicatore tariffario per gli anni 2020 - 2023. È stato inoltre indicato l'importo massimo della quota residua delle componenti a conguaglio, di cui all'articolo 27 dell'Allegato A della deliberazione 580/2019/R/IDR, prevista in tariffa successivamente al 2023, pari complessivamente ad € 2.895.690.

Come noto, con la deliberazione 639/2021 ARERA ha rideterminato il WACC per le annualità 2022 e 2023. A parità di investimenti, ciò determinerà una riduzione degli Oneri Finanziari e Fiscali riconosciuti e tale decremento viene parzialmente compensato dalla rivalutazione della RAB per effetto del deflatore. 

In relazione al riconoscimento di cui all'art. 29bis All. A "Altre regole per i conguagli in ottemperanza alle sentenze del Consiglio di Stato in ordine alle regole di computo tariffario relative alle annualità 2012 e 2013 nonché al periodo 21-luglio - 31 dicembre 2011", per Acque avranno effetto in relazione al punto "d" relativo al ricalcolo della remunerazione del capitale e al punto 27-bis2, relativo riconoscimento dell'onere finanziario Kd sui conguagli con effetti previsti positivi.

Inoltre, in relazione al costo medio definito per l'energia elettrica, Acque risulta aver acquistato a un costo medio inferiore alla soglia definita, avendo pertanto diritto al riconoscimento integrale del conguaglio.

Si segnala infine che a partire dal 1° gennaio 2022, la Società subentra ad Acque Toscane nella gestione del servizio idrico nei comuni di Montecatini e Ponte Buggianese.


Publiacqua

In data 20 Dicembre 2001 è stata sottoscritta la convenzione di gestione, entrata in vigore il 1° Gennaio 2002, avente durata ventennale. Sulla base di tale convenzione il Gestore riceve in affidamento in via esclusiva il servizio idrico integrato dell'ATO n. 3 costituito dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue. Dell'Ambito fanno parte 49 comuni, di cui 6 gestiti tramite contratti ereditati dalla precedente gestione di Fiorentinagas. A fronte dell'affidamento del servizio il Gestore corrisponde un canone di concessione a tutti i Comuni comprensivo delle passività pregresse a carico delle gestioni preesistenti all'affidamento.

In merito alla nuova articolazione tariffaria l'AIT con delibera n. 29/2016 del 5 Ottobre 2016 ha approvato le tariffe per il secondo periodo regolatorio 2016-2019 (MTI-2) ai sensi della deliberazione ARERA 664/2015. L'ARERA ha approvato con delibera 687/2017R/idr le tariffe proposte dall'Autorità Idrica Toscana in data 12 Ottobre 2017. A seguito dell'approvazione della nuova articolazione tariffaria prevista dalla Delibera ARERA n. 665/2017/R/idr (TICSI), Publiacqua ha proceduto a fatturare secondo la nuova articolazione fin dal mese di agosto. Infine con delibera n. 24 del 7 Dicembre 2018, l'EGA ha approvato le tariffe 2018-2019 e contestualmente ha approvato l'allungamento della concessione della Società fino al 2024. La Società ha iniziato quindi un'indagine di mercato con i principali istituti finanziari, volta a verificare la disponibilità e le condizioni economiche per procedere all'erogazione di un finanziamento bancario a medio lungo termine finalizzato in parte ad estinguere le esposizioni finanziarie in essere ed in parte a sostenere gli investimenti previsti nel nuovo Piano degli Interventi approvato. In data 18 Giugno 2019 le banche sono state invitate a presentare un'offerta vincolante sulla base di un term sheet. A seguito delle offerte ricevute, in data 31 Luglio 2019 la Società ha sottoscritto il nuovo finanziamento per € 140,0 milioni suddiviso fra 5 banche finanziatrici. La Linea Base dovrà essere utilizzata per il rimborso integrale del Finanziamento esistente sottoscritto in data 30 marzo 2016 con BNL e Banca Intesa, per il pagamento dei costi accessori del nuovo Finanziamento e per il fabbisogno connesso alla realizzazione degli investimenti previsti dal PEF mentre la Linea Investimenti servirà a coprire integralmente il fabbisogno per ulteriori investimenti previsti nel PEF. Tra le condizioni sospensive all'erogazione del finanziamento le banche finanziatrici hanno richiesto l'approvazione del nuovo Piano Tariffario, comprensivo dell'allungamento della concessione, da parte della ARERA. In data 6 Febbraio 2020 l'ARERA ha inviato una comunicazione in merito alle predisposizioni tariffarie del Servizio Idrico Integrato per il biennio 2018-2019 confermando la validità delle determinazioni tariffarie adottate (e di conseguenza l'approvazione del Piano Economico Finanziario di Publiacqua 2018-2024), per cui si è potuto superare la condizione sospensiva, dopo la chiusura dell'esercizio.

Si informa che in data 26 Giugno 2020 l'AIT ha approvato le tariffe per il terzo periodo regolatorio (2020-2023) e ha prontamente inviato la proposta tariffaria all'ARERA. Sostanzialmente il Piano Economico Finanziario (PEF) regolatorio evidenzia un andamento tariffario, e di conseguenza un Valore ai Ricavi Garantiti (VRG), costante nel tempo con il solo riconoscimento dell'inflazione annua. In data 16 Febbraio 2021, l'ARERA con Delibera n. 59/2021/R/idr ha approvato lo specifico schema regolatorio recante le predisposizioni tariffarie per il periodo 2020-2023 ai sensi della Deliberazione dell'Autorità 27 Dicembre 2019, 580/2019/R/IDR e il relativo Allegato A, recante "Metodo tariffario idrico 2020-2023 MTI-3.

In data 31 Marzo 2021, successivamente alla delibera ARERA 59/2021 è stata firmata con l'AIT la convezione che sancisce l'allungamento della convezione al 31 dicembre 2024. 

Con riferimento ai rapporti con l'Autorità Idrica Toscana si evidenzia che:


Acquedotto del Fiora

Sulla base della convenzione di gestione, sottoscritta il 28 dicembre 2001, il Gestore (Acquedotto del Fiora) ha ricevuto in affidamento in via esclusiva il servizio idrico integrato dell'ATO n. 6 costituito dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue. La convenzione di gestione ha una durata originaria di venticinque anni decorrenti dal 1° gennaio 2002 e nel corso del 2020 prorogata fino al 2031.

Con riferimento all'aggiornamento delle tariffe per il periodo 2018-2019, in data 27 Luglio 2018 l'AIT, sulla base dei dati consuntivi raccolti riferiti alle annualità 2016 e 2017 e del Piano degli Investimenti, ha approvato la proposta di revisione tariffaria fissando i VRG ed i Teta degli anni 2018-2019 e ridisegnando anche l'intero profilo tariffario fino a fine concessione SII (Deliberazione Consiglio Direttivo dell'AIT n.17/2018 del 27 Luglio 2018). A seguito di ulteriori approfondimenti sui maggiori fabbisogni per investimenti di AdF legati alla qualità tecnica, il Consiglio Direttivo dell'Autorità Idrica Toscana, con Deliberazione n. 10/2019 del 1° Luglio 2019 ha prodotto e trasmesso ad ARERA una nuova proposta tariffaria con rimodulazione della scadenza concessoria al 2031, che l'Autorità ha infine approvato con Delibera 465/2019/R/IDR del 12 Novembre 2019, confermando i livelli dei teta 2018-2019 proposti in origine. In data 27 Novembre 2020 l'Ente di Governo d'Ambito toscano (AIT), sulla base dei dati consuntivi raccolti riferiti alle annualità 2018 e 2019 e del Piano degli Investimenti, ha approvato la proposta di revisione tariffaria in regime MTI-3, fissando i VRG ed i Teta degli anni 2020-2023 e ridisegnando anche l'intero profilo tariffario fino a fine concessione SII (Deliberazione Consiglio Direttivo dell'AIT n.6/2020 del 27 Novembre 2020). Tale proposta tariffaria è stata poi trasmessa dall'EGA toscano ad ARERA ed approvata dalla stessa ARERA in data 2 marzo 2021. I ricavi del periodo ammontano complessivamente, compresi i conguagli delle partite passanti, a € 111,8 milioni ed una quota di FoNI pari ad € 11,1 milioni.


Umbra Acque

In data 26 Novembre 2007 ACEA si è aggiudicata definitivamente la gara indetta dall'Autorità d'Ambito dell'ATO 1 Perugia per la scelta del socio privato industriale di minoranza di Umbra Acque S.p.A. (scadenza della concessione 31 Dicembre 2027) L'ingresso nel capitale della società (con il 40% delle azioni) è avvenuto con decorrenza 1° gennaio 2008. La Società esercita la sua attività su tutti i 38 Comuni costituenti gli ATO 1 e 2.

La tariffa applicata agli utenti per l'anno 2019 è quella determinata dalla Delibera n.489/2018/R/idr del 27 Settembre 2018 con cui l'ARERA ha approvato l'aggiornamento delle predisposizioni tariffarie per il biennio 2018 - 2019, precedentemente proposto dall'Assemblea dei Sindaci dell'AURI con Delibera n. 9 del 27 Luglio 2018. Si informa infine che in data 29 Dicembre 2018, è stata predisposta ed inviata formalmente all'AURI e all'ARERA l'istanza di estensione della durata dell'affidamento al 31 Dicembre 2031 ex artt. 5.2 e 5.3 della Convenzione e Delibera 656/2015/R/IDR. Si evidenzia inoltre che la determinazione del nuovo piano tariffario per il periodo regolatorio 2020-2023 (MTI-3), approvato dall'ARERA con delibera 36/2021/R/IDR in data 2 febbraio 2021, include l'esito dell'istanza di estensione della durata dell'affidamento dal 4 Marzo 2028 al 31 Dicembre 2031 e dell'acquisizione del nuovo finanziamento strutturato collegato ad un PEF regolatorio bancabile, potrebbero riflettersi in maniera significativa sull'operatività dell'azienda e, quindi, sul perseguimento degli scopi istituzionali della Società. Si evidenzia inoltre che a seguito della Delibera n.639/2021/R/IDR, l'ARERA ha fissato i criteri per l'aggiornamento biennale (2022-2023) delle predisposizioni tariffarie. Nei prossimi mesi la Società sarà pertanto chiamata a partecipare con l'AURI alla predisposizione delle tariffe e del relativo piano degli interventi del prossimo biennio.   

Alla data del 31 dicembre 2021 la tariffa applicata agli utenti è quella determinata sulla base del Metodo Tariffario Idrico 3 (MTI-3), a fronte della Delibera n. 36/2021/R/idr del 2 Febbraio 2021 con cui l'ARERA ha approvato la predisposizione della manovra tariffaria 2020-2023 precedentemente approvata dall'Assemblea dei Sindaci dell'AURI con Delibera n. 10 del 30 Ottobre 2020, che prevedono per l'anno 2021 un theta applicabile dell'1,105 ed un incremento del 4,44% rispetto al 2020. La tariffa media €/mc è pari ad € 2,85 al 31 dicembre 2021. Il numero delle utenze servite è pari a circa 234 mila unità, sostanzialmente invariato rispetto all'anno precedente. Con riferimento ai volumi, al 31 dicembre 2021 risultano fatturati (misurati e stimati) circa 28,2 milioni di mc di acqua in crescita rispetto all'anno precedente (+ 2,2%). L'Assemblea dei Sindaci dell'AURI con Delibera n. 10 del 30 Ottobre 2020 ha approvato la proposta tariffaria MTI-3 per il quadriennio 2020-2023 (Piano Tariffario o PT), il relativo Piano Economico e finanziario regolatorio (PEF Regolatorio) ed il correlato Piano degli interventi (PdI), approvando nello stesso atto deliberativo l'estensione del termine di durata della concessione al 31 Dicembre 2031.


Geal

La Società gestisce il Servizio idrico Integrato nel Comune di Lucca in base alle Convenzioni di gestione con l'ente locale aventi scadenza naturale il 31 Dicembre 2025 aggiornata nel corso del 2013 per tener conto del protocollo di intesa siglato con l'AIT il 29 Novembre 2011 e nel 2016 ai sensi della Delibera ARERA n. 656/2015. In merito alle tariffe, si segnala che ARERA ha approvato il piano per il quadriennio 2016-2019 con la delibera n.726 del 26 Ottobre 2017 ed ha approvato il relativo aggiornamento con la delibera 387 del 12 Luglio 2018, recependo anche l'istanza formulate da GEAL per il riconoscimento della componente OpexQt per € 180.000/annui. Riguardo al quadriennio 2020-2023, in base alle regole fissate dalla delibera ARERA n. 580 del 27 Dicembre 2019, GEAL ha fornito tutta la documentazione necessaria per l'elaborazione del nuovo piano nei primi mesi del 2020, secondo le scadenze fissate da AIT. Sulla base di tali dati e delle verifiche operate congiuntamente tra la Società e l'ARERA, è stata elaborata la predisposizione tariffaria per gli anni 2020-2023, approvata con delibera n.4 dell'AIT del 28 Settembre 2020. La dinamica degli incrementi tariffari prevista per il quadriennio 2020-2023 è analoga a quella approvata da ARERA nel 2018, sebbene le nuove regole del MTI-3 abbiano posto nuovi limiti ai gestori. Si evidenzia che con delibera ARERA n. 265 del 22 Giugno 2021 è stata approvata la predisposizione tariffaria per il periodo 2020-2023. In particolare, tale delibera ha confermato gli incrementi previsti dalla delibera AIT n. 4 del 28 Settembre 2020, pari al 6,2% per ciascuno dei 4 anni. Poiché la delibera ARERA del 22 giugno 2021 ha confermato il contenuto del precedente atto di AIT, vi è stata continuità di calcolo della tariffa per l'intero anno. Si rammenta che sono previste otto tipologie d'uso tra le quali quella relativa all'uso domestico, differenziata tra residenti, non residenti e condomini e che la quota variabile della tariffa domestica per residenti è definita in base all'effettiva numerosità dei componenti il nucleo di ciascuna utenza.


Servizio Idrico Integrato Terni Scpa

L'Autorità dell'Ambito Territoriale Ottimale n. 2 Umbria (A.T.O. Umbria n°2), ha affidato ad S.I.I. S.c.p.a. dal 1° gennaio 2002, data di sottoscrizione della Convenzione per la durata di trenta anni, la gestione del Servizio Idrico Integrato (acquedotto, fognatura e depurazione, d'ora in avanti SII) nei 32 comuni della Provincia di Terni (oggi Sub-ambito n.4 dell'AURI Umbria). L'Ambito di Terni ha un'estensione territoriale pari a 1.953 Km2 con territorio collinare per il 93% e montuoso per il 7%. Con esclusione delle aree industriali di Terni e Narni l'utilizzo del suolo è prevalentemente forestale ed agricolo. La popolazione complessiva residente nel territorio servito ammonta a circa 220.000 abitanti. Gli utenti serviti sono circa 121 mila ed una quantità di acqua erogata nel corso del 2021 di 12,8 milioni di mc. 

Come noto in data 16 Novembre 2020 l'Assemblea Straordinaria dei Soci, approvando la revisione dello statuto che ha previsto la modifica della governance industriale, ha valorizzato il ruolo di pianificazione, monitoraggio e controllo dei soci pubblici, e al contempo ha reso efficace un'operazione di riorganizzazione societaria attraverso la cessione del 15% di quote azionarie dal socio ASM Terni S.p.A. al socio Umbriadue S.c.ar.l. La modifica ha consentito inoltre il consolidamento integrale di SII nel bilancio del Gruppo ACEA. In data 10 marzo 2021, l'AURI ha approvato la nuova versione della Carta del Servizio, aggiornata ai sensi delle delibere ARERA n. 655/2015 (Qualità Contrattuale), n. 218/2016 (Regolazione del Servizio di Misura), n. 917/2017 (Qualità Tecnica), n. 311/2019/R/idr (REMSI) e n. 547/2019/R/idr (Prescrizione Breve). Si segnala infine che l'AURI in data 22 giugno 2021, ha approvato il regolamento per l'applicazione del bonus idrico integrativo. La Società nel corso della seconda metà dell'anno ha provveduto ai necessari sviluppi informatici e con efficacia retroattiva a partire dal primo ciclo di fatturazione del 2022 ne darà applicazione. Nel mese di settembre la Società ha presentato richiesta di rimodulazione degli investimenti ad AURI al fine di intercettare gli scostamenti sino ad allora presentatisi tra la pianificazione e il realizzato. Dopo varie interlocuzioni ed il riallineamento del monte investimenti per manutenzioni straordinarie a valori medi individuati da AURI attraverso un'analisi di benchmark, con delibera di assemblea n°20 del 21 dicembre 2021 l'EGA ha approvato la rimodulazione degli investimenti. Infine, si informa che nel mese di maggio la Società ha presentato una richiesta di waiver alle banche finanziatrici con variazione dei parametri finanziari fissati col contratto di finanziamento sottoscritto in data 16 novembre 2020. Gli istituti hanno approvato la proposta della Società e il relativo PEF aggiornato che rispetto a quello oggetto di finanziamento originario ha accolto la nuova pianificazione tariffaria da MTI-3. Come conseguenza, la Società ha tirato la parte rimanente del finanziamento di € 5 milioni. Con la chiusura dell'erogazione nel mese di luglio nel rispetto delle previsioni contrattuali la Società ha sottoscritto due contratti derivati di copertura del rischio tasso per il controvalore di € 16,65 milioni.

 

Stato di avanzamento dell'iter di approvazione delle tariffe

Nel prospetto seguente viene rappresentata la situazione aggiornata dell'iter di approvazione delle predisposizioni tariffarie del SII per le società del Gruppo relative al periodo regolatorio 2016-2019, all'aggiornamento biennale tariffario 2018-2019 e al periodo regolatorio 2020-2023.

Società

Status approvazione (fino al MTI2 "2016 - 2019")

Status aggiornamento biennale (2018 - 2019)

Status approvazione MTI-3 2020-2023

ACEA Ato2

In data 27 luglio 2016 l'EGA ha approvato la tariffa comprensiva del premio ex art. 32.1 lettera a) delibera

664/2015/R/idr. Intervenuta approvazione da parte dell'ARERA con delibera 674/2016/R/idr con alcune variazioni rispetto alla proposta dell'EGA; confermato premio qualità. 

La Conferenza dei Sindaci ha approvato l'aggiornamento tariffario in data 15 Ottobre 2018. L'ARERA ha approvato l'aggiornamento tariffario 2018-2019. in data 13 Novembre 2018 con delibera 572/2018/R/Idr La Conferenza dei Sindaci ha recepito le prescrizioni della delibera ARERA in data 10 dicembre 2018.

 In data 27 novembre 2020, l'EGA ha approvato la tariffa del periodo regolatorio 2020-2023 con delibera n.6/2020

L'ARERA ha approvato le tariffe 2020-2023 il 12 maggio 2021 con deliberazione 197/2021/R/IDR

ACEA Ato5

È stata presentata istanza tariffaria dal Gestore in data 30 Maggio 2016 con istanza di riconoscimento degli Opexqc. ARERA ha diffidato l'EGA in data 16 Novembre 2016 e l'EGA ha approvato la proposta tariffaria in data 13 Dicembre 2016 respingendo, tra l'altro, l'istanza di riconoscimento degli Opexqc. Si è in attesa dell'approvazione da parte dell'ARERA

La Conferenza dei Sindaci ha approvato l'aggiornamento tariffario 2018-2019 in data 1° Agosto 2018. Non è ancora intervenuta l'approvazione da parte dell'ARERA.

 In data 14 dicembre 2020 il Gestore ha presentato istanza di aggiornamento tariffario ai sensi dell'articolo 5, comma 5.5, della deliberazione ARERA 580/2019/R/IDR MTI-3 del 27 dicembre 2019.

In data 10 Marzo 2021 la Conferenza dei Sindaci dell'AATO5 con delibera n.1/2021 ha approvato la proposta tariffaria 2020-2023. Non è ancora intervenuta l'approvazione da parte dell'ARERA.

Il Gestore ha proposto ricorso avverso suddetta deliberazione al TAR, che ha rigettato detto ricorso. la Società ha proposta ricorso al Consiglio di Stato e trasmesso istanza di riequilibrio economico finanziario.

GORI

In data 1° Settembre 2016 il Commissario Straordinario dell'EGA ha approvato la tariffa con Opexqc a partire dal 2017. Si è in attesa dell'approvazione da parte dell'ARERA.

In data 17 Luglio 2018 il Commissario Straordinario dell'EGA ha approvato l'aggiornamento tariffario 2018-2019. Non è ancora intervenuta l'approvazione da parte dell'ARERA.

In data 18 dicembre 2020 il Gestore ha presentato istanza di aggiornamento tariffario ai sensi dell'articolo 5, comma 5.5, della deliberazione ARERA 580/2019/R/IDR MTI-3 del 27 dicembre 2019.

l'ARERA ha diffidato l'EIC in data 2 luglio 2021, e con delibera del 12 agosto 2021 ha approvato la proposta tariffaria 2020-2023

Acque

In data 5 Ottobre 2017 l'AIT ha approvato la tariffa con riconoscimento degli Opexqc. Approvato dall'ARERA in data 9 Ottobre 2018 (nel contesto dell'approvazione dell'aggiornamento 2018-2019). 

In data 22 Giugno 2018 il Consiglio Direttivo dell'AIT ha approvato l'aggiornamento tariffario 2018-2019 e, contestualmente, anche l'istanza di estensione della durata dell'affidamento di 5 anni, ovvero sino al 31 Dicembre 2031. L'ARERA con delibera 502 del 9 Ottobre 2018 ha approvato l'aggiornamento tariffario 2018-2019.

 In data 18 dicembre 2020 il Consiglio Direttivo AIT con deliberazione n.7 ha approvato la predisposizione tariffaria 2020-2023

L'approvazione ARERA è intervenuta con deliberazione 404/2021/R/idr del 28 settembre 2021.

Publiacqua

In data 5 Ottobre 2016 l'AIT ha approvato la tariffa con riconoscimento del premio ex art. 32.1 lettera a) delibera 664/2015/R/idr. In data 12 Ottobre 2017, con delibera 687/2017/R/idr, ARERA ha approvato gli specifici schemi regolatori per il periodo 2016-2019 proposti dall'AIT.

In data 7 Dicembre 2018 l'AIT ha provveduto ad approvare le tariffe 2018-2019 con l'allungamento della concessione di 3 anni. L'ARERA ha approvato la predisposizione tariffaria 2020-2023 l'aggiornamento biennale 2018-2019 con deliberazione 59/2021 del 16 febbraio 2021.

In data 26 giugno 2020 il Consiglio Direttivo AIT con deliberazione n.3 ha approvato la predisposizione tariffaria 2020-2023

L'ARERA ha approvato la predisposizione tariffaria 2020-2023 con deliberazione 59/2021 del 16 febbraio 2021.

Acquedotto del Fiora

In data 5 ottobre 2016 l'AIT ha approvato la tariffa con riconoscimento degli OpexqcIn data 12 ottobre 2017,

con delibera 687/2017/R/idr, ARERA ha approvato gli specifici schemi regolatori per il periodo 2016-2019 proposti dall'AIT.

Il Consiglio Direttivo dell'AIT ha approvato l'aggiornamento tariffario 2018-2019 nella seduta del 27 Luglio 2018. Nelle more dell'approvazione da parte di ARERA, il Consiglio Direttivo dell'AIT ha anche approvato l'istanza di allungamento della concessione al 31 dicembre 2031, presentata dalla Società ad aprile 2019 e approvata dal Consiglio Direttivo dell'AIT il 1 luglio 2019. E' stata quindi presentata la proposta tariffaria aggiornata con la previsione di allungamento al 2031 che comunque ha confermato l'incremento tariffario (theta) ed il Vincolo ai Ricavi Garantiti (VRG) per le annualità 2018 e 2019 già approvati da AIT con la delibera di luglio 2018.  L'ARERA ha provveduto ad approvare l'aggiornamento biennale (con una piccola rettifica sugli OpexQC riconosciuti) e l'allungamento della concessione con la Delibera 465 del 12 novembre 2019.

In data 26 novembre 2020 il Consiglio Direttivo AIT con deliberazione n.6 ha approvato la predisposizione tariffaria 2020-2023

L'ARERA ha approvato con deliberazione 84/2021/R/IDR del 2 marzo 2021

Geal

In data 22 Luglio 2016 l'AIT ha approvato la tariffa con riconoscimento degli Opexqc. In data 26 Ottobre 2017, con delibera 726/2017/R/idr, ARERA ha approvato gli specifici schemi regolatori per il periodo 2016-2019 proposti dall'AIT.

In data 12 Luglio 2018 l'ARERA ha approvato l'aggiornamento tariffario 2018-2019 proposto dall'AIT.

In data 28 settembre 2020 il Consiglio Direttivo AIT con deliberazione n.4 ha approvato la predisposizione tariffaria 2020-2023, aggiornata con delibera n. 13 e 14 del 30 dicembre 2020.  

ARERA ha approvato con deliberazione 265/2021/R/idr del 22 giugno 2021.


Acea Molise

A seguito della Delibera 664/2015/R/idr, sia per il Comune di Campagnano di Roma (RM) che per il Comune di Termoli (CB), comuni dove Crea Gestioni svolge il SII, né l'Ente Concedente né l'Ente d'Ambito di riferimento hanno presentato alcuna proposta tariffaria per il periodo regolatorio 2016-2019, La Società ha provveduto ad inoltrare in autonomia le proposte tariffarie. Si è oggi in attesa dell'approvazione da parte dell'ARERA.

La Società ha provveduto ad inoltrare ai soggetti competenti/EGA i dati ai fini dell'aggiornamento tariffario 2018-2019.

Per la gestione del SII nel Comune di Campagnano di Roma (RM) vista l'inerzia dei soggetti preposti, la Società ha provveduto a presentare ad inizio gennaio 2019, istanza all'ARERA per adeguamento tariffario 2018-2019 peraltro rivedendo anche la proposta 2016-2019. L'ARERA non si è ancora pronunciata né ha ancora proceduto alla diffida all'EGA e/o ai soggetti competenti.

Per la gestione del SII nel Comune di Termoli (CB), la Giunta Comunale di Termoli con delibera del 17.12.2019 ha approvato l'adeguamento della Convenzione preesistente alla Convenzione tipo, ha prolungato la scadenza della stessa al 31 dicembre 2021, ed ha confermato l'incremento tariffario (theta) ed il Vincolo ai Ricavi Garantiti (VRG) per le annualità 2018 e 2019, peraltro rivedendo anche la proposta 2016-2019.  Non è ancora intervenuta l'approvazione da parte dell'ARERA. 

Il Comune di Termoli ha approvato la predisposizione tariffaria 2020-2023 il 4 febbraio 2021. La stessa è stata trasmessa dall'EGAM il 4 marzo 2021.

Per il Comune di Campagnano il Gestore ha inviato la predisposizione tariffaria ad ARERA il 30 marzo 2021 in accordo con le disposizioni di cui all'art. 5.5 della Delibera 580/2019/R/idr.

Gesesa

In data 29 Marzo 2017 l'AATO1 con deliberazione n. 8 del Commissario Straordinario ha approvato la predisposizione tariffaria per gli anni 2016-2019. Si è oggi in attesa dell'approvazione da parte dell'ARERA.

La Società ha trasmesso all'Ente d'Ambito la documentazione relativa alla revisione tariffaria 2018-2019 e a fine febbraio 2020 si è conclusa l'istruttoria da parte degli Uffici tecnici dell'EGA competente (EIC-Ente Idrico Campano). Non è ancora intervenuta l'approvazione definitiva da parte del Comitato Esecutivo dell'EIC. 

In data 29 dicembre 2020 il Gestore ha presentato istanza di aggiornamento tariffario ai sensi dell'articolo 5, comma 5.5, della deliberazione ARERA 580/2019/R/IDR MTI-3 del 27 dicembre 2019.

L'EIC ha convocato il Consiglio di Distretto per il 22 luglio p.v. (verbale di chiusura delle attività di verifica verbale del 31/7/20) a seguito di diffida dell'ARERA pervenuta in data 2 luglio 2021. 

Nuove Acque

In data 22 Giugno 2018 il Consiglio Direttivo dell'AIT ha approvato le tariffe 

In data 16 Ottobre 2018 l'ARERA, con Delibera 520, ha approvato l'aggiornamento tariffario 2018-2019 proposto dall'AIT.

In data 27 novembre 2020 il Consiglio Direttivo AIT con deliberazione n.5 ha approvato la predisposizione tariffaria 2020-2023

ARERA ha approvato con deliberazione 220/2021/R/IDR del 25 maggio 2021

Umbra Acque

In data 30 Giugno 2016 l'EGA ha approvato la tariffa con riconoscimento degli OpexqcIntervenuta approvazione da parte dell'ARERA con delibera 764/2016/R/idr del 15 Dicembre 2016.

L'Assemblea deIl'AURI, nella seduta del 27 Luglio 2018, ha approvato l'aggiornamento tariffario 2018-2019. L'ARERA ha provveduto ad approvare le tariffe 2018-2019 con delibera n. 489 del 27 Settembre 2018 

L'AURI ha approvato la predisposizione tariffaria 2020-2023 il 30 ottobre 2020 con delibera n.10

L'ARERA ha approvato la stessa con deliberazione 36/2021 del 2 febbraio 2021

SII Terni S.c.a.p.a.

In data 29 aprile 2016 con delibera n. 20 l'AURI ha approvato il moltiplicatore tariffario per il quadriennio 2016-2019 e con la determina n. 57 ha approvato il conguaglio delle partite pregresse.

L'ARERA ha approvato la predisposizione tariffaria 2016-2019 con deliberazione 290/2016 del 31 maggio 2016  

Con deliberazione del consiglio direttivo dell'AURI n. 64 del 28-12-2018 è stato approvato l'aggiornamento biennale 2018-2019.

L'ARERA ha approvato con propria deliberazione del 20 settembre 2018 464/2018 l'aggiornamento biennale 2018-2019.

L'AURI ha approvato la predisposizione tariffaria 2020-2023 con deliberazione dell'Assemblea dei Sindaci n. 12 del 30 ottobre 2020

L'ARERA ha approvato con deliberazione 553/2020 del 15 dicembre 2020. 

 Per maggiori dettagli in merito all'argomento si rinvia al paragrafo "Informativa sui servizi in concessione".


Ricavi da Servizio Idrico Integrato

La tabella che segue indica, per ciascuna Società dell'Area Idrico, l'importo dei ricavi dell'esercizio 2021 valorizzati sulla base del nuovo Metodo Tariffario MTI-3. I dati sono comprensivi anche dei conguagli delle partite passanti e della componente Fo.NI.


Società

Ricavi da SII

(valori pro quota in € milioni)

FONI

(valori pro quota in € milioni)

ACEA Ato2

677,6

FNI = 56,1

AMMFoNI = 13,4

ACEA Ato5

80,8

FNI = 3,9

AMMFoNI = 5,2

GORI

209,4

AMMFoNI = 4,4

Acque

71,2

-

Publiacqua

97,3

FNI = 2,7

AMMFoNI = 10,4

AdF

111,8

AMMFoNI = 11,1

Gesesa

12,9

AMMFoNI = 0,2

Geal

8,6

AMMFoNI = 1,1

Acea Molise

5,4

-

SII

38,0

AMMFoNI = 1,1

Umbra Acque

30,7

AMMFoNI = 1,2

Infrastrutture Energetiche

Dati operativi e risultati economici e patrimoniali del periodo


Dati operativi

U.M

31/12/2021

31/12/2020

Variazione

Variazione %

Energia Elettrica distribuita

GWh

9.172

9.096

76

0,8%

Numero Clienti

N/1000

1.647

1.644

4

0,2%

Km di Rete (MT/BT)

Km

31.160

30.785

375

1,2%

Gruppi di Misura 2G

Nr.

316.176

59.275

256.901

n.s.


Risultati economici e patrimoniali

(€ milioni)

31/12/2021

31/12/2020

Variazione

Variazione %

Ricavi

626,0

618,7

7,3

1,2 %

Costi

254,4

251,1

3,3

1,3 %

Margine operativo lordo (EBITDA)

371,6

367,6

4,1

1,1 %

Risultato operativo (EBIT)

217,4

209,1

8,3

4,0 %

Dipendenti medi (n.)

1.275

1.269

6

0,5 %

Investimenti

274,5

286,2

(11,7)

(4,1 %)

Posizione Finanziaria Netta

1.583,9

1.342,5

241,5

18,0 %




Margine Operativo Lordo (EBITDA) 

(€ milioni)

31/12/2021

31/12/2020

Variazione

Variazione %

Margine operativo lordo Area Infrastrutture Energetiche

371,6

367,6

4,1

1,1 %

Margine operativo lordo GRUPPO

1.256,1

1.155,5

100,6

8,7 %

Peso percentuale

29,6 %

31,8 %

(2,2 p,p,)



L'EBITDA dell'area al 31 Dicembre 2021 si è attestato a € 371,6 milioni e registra un incremento di € 4,1 milioni rispetto al 31 Dicembre 2020. L'EBITDA di areti risulta in aumento per € 3,0 milioni come conseguenza, tra gli altri, del margine derivante dalla commessa open fiber (+ € 1,5 milioni), dagli effetti del piano di resilienza (+ € 2,2 milioni) e dai minori costi operativi (- € 1,7 milioni), in parte compensati dagli effetti derivanti dal bilanciamento energetico (- € 2,1 milioni); al 31 Dicembre 2021 areti ha distribuito ai clienti finali 9.172 GWh in lieve aumento rispetto al precedente esercizio.

L'EBITDA della pubblica illuminazione negativo per € 3,4 milioni, registra un peggioramento di € 1,0 milioni rispetto 31 Dicembre 2020 dovuto ai minori ricavi prevalentemente per mancate autorizzazioni per le nuove realizzazioni.


L'organico medio presenta un lieve incremento rispetto al precedente esercizio (+ 6 unità).


Il risultato operativo risente in via principale dei minori ammortamenti e svalutazioni di periodo (- € 1,2 milioni), in linea con i minori investimenti rispetto la precedente esercizio e delle minori svalutazioni (- € 1,9 milioni).


Gli investimenti si attestano a € 274,5 milioni, registrano una riduzione di € 11,7 milioni si riferiscono principalmente all'ampliamento e potenziamento della rete AT, MT e BT, agli interventi sulle cabine primarie e secondarie e sui contatori, sui gruppi di misura e sugli apparati di Telecontrollo nell'ambito dei progetti di "Adeguatezza e Sicurezza" della rete e di "Innovazione e Digitalizzazione". Tutto in ottica del miglioramento della qualità del servizio e dell'incremento della resilienza. Gli investimenti immateriali si riferiscono ai progetti di reingegnerizzazione dei sistemi informativi e commerciali.


La posizione finanziaria netta si è attestata, al 31 Dicembre 2021 ad € 1.583,9 milioni e presenta una variazione in aumento pari ad € 241,5 milioni rispetto al 31 Dicembre 2020, imputabile in parte al crescente volume degli investimenti, alle dinamiche del cash flow operativo nonché agli impatti delle partite energetiche per effetti regolatori (riduzione oneri di sistema).

 

Eventi significativi dell'esercizio 2021

GALA

Con delibera 50/2018/R/eel del 1° febbraio 2018 l'Autorità ha approvato un meccanismo di riconoscimento degli oneri altrimenti non recuperabili per il mancato incasso degli oneri generali di sistema.

Al 31 dicembre 2021 il credito complessivo maturato dalla Società ammonta ad € 69 milioni comprensivo degli interessi fatturati. Tali interessi sono stati esclusi dal meccanismo di reintegro degli oneri generali con delibera 300/2019/R/EEL e successivamente riammessi al meccanismo con delibera 495/2019/R/EEL.

Con la circolare N. 2/2020/ELT del 30 Gennaio 2020, CSEA ha provveduto alla predisposizione di una modalità di integrazione delle istanze già presentate al fine di reintegrare la quota relativa agli interessi moratori fatturati secondo quanto inizialmente previsto dall'art. 1.4 lettera a), num. iv) della deliberazione 50/2018//R/EEL. In data 18 Febbraio 2020 è stata inoltrata formale richiesta di partecipazione al meccanismo di reintegro degli interessi moratori fatturati ed è pervenuto l'importo richiesto pari a 2,9 milioni di euro con data valuta 30 Marzo 2020.

In data 27 Dicembre 2019 è stata altresì emanata la delibera 568/2019/R/EEL che prevedeva il reintegro dei crediti altrimenti non recuperabili afferenti ai servizi di rete analogo al modello relativo al riconoscimento degli oneri generali di sistema non incassati. Tale meccanismo è stato confermato dalla deliberazione 461/2020/R/EEL pubblicata in data 19/11/2020, con cui sono state meglio definite le modalità di accesso all'istanza di reintegro.  Con tale deliberazione sono stati riconosciuti i corrispettivi tariffari per servizi di misura, distribuzione e trasmissione dell'energia elettrica, le componenti tariffarie UC3 e UC6 e alcuni contributi per prestazioni specifiche, in riferimento a fatture scadute da almeno 12 mesi, al netto di una franchigia pari al 10%.

L'Autorità ha fissato la data del 30 Giugno 2021 come limite per presentare la domanda di ammissione al meccanismo, concedendo tuttavia ai DSO, la possibilità, di richiedere un acconto pari al 50% dell'ammontare di reintegrazione spettante con richiesta da inviare entro il 7 Dicembre 2020 con accredito entro il 31 Dicembre 2020. Areti S.p.A. ha pertanto deciso di beneficiare di tale possibilità inviando istanza di partecipazione in data 4 Dicembre 2020. L'importo complessivo per i servizi di rete afferenti a Gala per le tariffe di rete non riscosse ammonta a circa € 11,0 milioni mentre la quota corrisposta da CSEA con data valuta 30 Dicembre 2020 a titolo di acconto è stata pari a € 5,4 milioni. In data 30 Giugno 2021 è stata completata la richiesta di saldo al reintegro per il mancato incasso delle tariffe servizi di rete; come stabilito dall'art. 2.5 della Deliberazione 461/2020/R/EEL, la CSEA, valutata positivamente la domanda di ammissione trasmessa da areti, ha riconosciuto con data valuta 28 settembre 2021 l'importo pari a € 5,1 milioni a saldo delle tariffe di rete Gala non riscosse.

Nel mese di luglio 2021, è stata inoltre presentata a CSEA l'ulteriore istanza 2021 afferente il reintegro degli OgS come previsto anche dalla Circolare CSEA N. 13/2021/ELT.  Per effetto dell'incasso ricevuto da Gala nel mese di giugno 2021, a seguito della sentenza del Tribunale di Roma n. 8096/2021, areti ha provveduto ad effettuare i conteggi per la restituzione degli OgS incassati nelle precedenti istanze. Da tali conteggi, è scaturita la somma oggetto di restituzione a favore di CSEA, pari a circa € 3,2 milioni pagata alla fine di ottobre 2021.


Allo stato della situazione, anche tenuto conto delle modifiche del quadro regolatorio derivanti dall'approvazione del meccanismo di reintegro degli oneri generali che si sono succedute nel corso del tempo, si è proceduto prudenzialmente a rilevare la riduzione di valore del credito di areti verso Gala maturato.


Sempre dal punto di vista regolatorio, l'ARERA con la succitata delibera 2 febbraio 2021 n. 32/2021/R/eel, pubblicata il 5 febbraio 2021 ha dato disposizioni relative al meccanismo di riconoscimento, in favore dei venditori, degli oneri generali di sistema non riscossi dai clienti finali e già versati alle imprese distributrici, con l'obiettivo strategico di migliorare gli strumenti per la gestione del rischio attraverso l'implementazione di misure atte, da un lato, a garantire il sistema e i clienti finali rispetto alle conseguenze economiche di possibili default degli operatori della vendita e, dall'altro, a garantire la solidità e l'affidabilità dei processi che li coinvolgono, mantenendo sotto controllo e contenendo l'esposizione degli stessi con evoluzione dei sistemi di garanzie minimali e dei meccanismi di recupero degli insoluti dei venditori con particolare riferimento alle quote relative agli oneri generali di sistema nel settore elettrico.

Il provvedimento, che ha concluso il procedimento di ottemperanza alle sentenze della giustizia amministrativa sopra citate, fa seguito agli orientamenti espressi nel documento per la consultazione 445/2020/R/eel e istituisce un meccanismo di riconoscimento, in favore dei venditori, degli oneri generali di sistema non riscossi dai clienti finali inadempienti e tuttavia dai venditori già versati alle imprese distributrici, prevedendone la relativa liquidazione da parte di CSEA. Inoltre, il provvedimento ha integrato la disciplina delle garanzie nei contratti di trasporto, in merito al loro dimensionamento con riferimento agli oneri generali di sistema.

Il Meccanismo copre il periodo compreso tra l'anno 2016 (entrata in vigore del Codice di rete tipo) e l'eventuale adozione di specifici interventi, anche di carattere legislativo, finalizzati ad una diversa gestione della catena di riscossione degli oneri generali di sistema e del sistema di garanzie a essa correlato. 

Soggetti che ne beneficiano sono dunque gli utenti del servizio di trasporto erogato dalle imprese distributrici, titolari di contratti di trasporto in essere o risolti, che, nella loro qualità di venditori, sono l'unica controparte contrattuale su cui incombe l'obbligo di versare gli oneri generali di sistema alle imprese distributrici (ai sensi dell'articolo 3, comma 11, del decreto legislativo 79/99).

Al contempo, il provvedimento continua a prevedere che le imprese distributrici abbiano titolo di richiedere (e i venditori, utenti del servizio di trasporto, siano tenuti a prestare): (a) idonea garanzia del pagamento dell'intero corrispettivo del servizio, compresa la componente relativa agli oneri generali di sistema, seppure in ammontare convenientemente ridotto affinché rappresenti la miglior stima degli importi normalmente riscossi dai venditori presso i propri clienti finali; (b) il pagamento del totale ammontare del corrispettivo fatturato e pertanto anche dell'eventuale quota parte della componente relativa agli oneri generali di sistema eventualmente non (ancora) riscossi, salvo ora il beneficio del meccanismo di reintegrazione previsto dalla delibera 32/2021.

La delibera 32/2021 ha pertanto confermato:

Da ultimo, si evidenzia che, con notifica avvenuta ad areti quale controinteressata in data 2 Aprile 2021, Gala S.p.A. ha promosso ricorso avanti al Consiglio di Stato al fine (i) di accertare e reprimere l'asserita inottemperanza alle sentenze del Consiglio di Stato nn. 5619/2017 e 5620/2017 del 30 Novembre 2017 e, al contempo, (ii) di annullare parzialmente la Deliberazione 32/2021/R/EEL del 2 febbraio 2021 (sul ristoro dei trader in caso di mancato incasso degli OGdS) per elusione del suddetto giudicato. In sintesi, Gala assume che le suddette sentenze del Consiglio di Stato - le quali, annullando parzialmente il codice di rete, hanno confermato che gli oneri di sistema gravano sui clienti finali (in quanto soggetti obbligati al pagamento degli stessi) e hanno ribadito l'assenza della potestà dell'Autorità di traslare sui Trader l'obbligo di pagamento degli oneri di sistema (come derivante dall'imposizione di garanzie a copertura di tali oneri, nonché del diritto dei distributori di risolvere il contratto con i Trader nell'ipotesi di mancato versamento degli stessi oneri di sistema) - non siano state adeguatamente ottemperate da ARERA con i successivi provvedimenti amministrativi emessi, l'ultimo dei quali è la citata Deliberazione n. 32, che reitera i vizi già censurati ponendosi in violazione dei suddetti giudicati.

Trattandosi di una mossa processuale inusuale - la Delibera 32/2021 non è stata impugnata da Gala innanzi al TAR nei termini e la parte impugnata davanti al Consiglio di Stato non era foriera di elementi di novità rispetto alle precedenti deliberazioni in materia - è prevedibile un rigetto per infondatezza; tuttavia, l'intenzione di Gala potrebbe essere quella di ottenere degli obiter dicta da poter utilizzare nei giudizi civili ancora pendenti.

Il 1° luglio 2021 si è tenuta l'udienza in camera di consiglio, all'esito della quale il CdS, con ordinanza istruttoria, ha disposto l'integrazione del contraddittorio nei confronti delle parti dei giudizi definiti dalle sentenze ottemperande non evocate e cioè Società Green Network Spa, Utilitalia, Aiget - Associazione Italiana di Grossisti e Trader, Esperia Spa e del Fallimento Esperia Spa in Liquidazione; il CdS ha altresì richiesto all'ARERA di chiarire il procedimento di calcolo seguito per la determinazione degli OGdS normalmente riscossi. Il giudizio è stato rinviato alla camera di consiglio del 21 dicembre 2021. Con ordinanza comunicata il 27 dicembre 2021, Gala è stata rimessa in termini per rinotificare l'integrazione del contraddittorio nei confronti di Utilitalia; nel contempo, il giudizio è stato rimesso dinanzi alla II sezione per la fissazione della camera di consiglio di discussione del ricorso.

A tal proposito, è utile precisare che, da un'indagine svolta sul portale della giustizia amministrativa, risultano pendenti tre giudizi di impugnazione della suddetta Delibera 32/2021, uno dei quali (592/2021) proposto dall'associazione di trader e reseller "ARTE". Il ricorso è stato affidato al medesimo legale di fiducia di Gala e la domanda rivolta al giudice amministrativo è la medesima formulata nel sopra menzionato giudizio di ottemperanza.


Progetti di innovazione tecnologica

Progetto contatori digitali 2G

In un contesto tecnologico ed energetico sempre più avanzato areti ha avviato il progetto "Contatori Digitali 2G" con l'obiettivo di sostituire il sistema di contatori elettrici di prima generazione con il sistema di Smart Metering 2G in ottemperanza a quanto richiesto dall'ARERA nella delibera 306/2019/R/eel.

A valle dell'espletamento della procedura di selezione del fornitore degli apparati di campo (contatori e concentratori) e del relativo Sistema di Acquisizione Centrale (Centro Gestione) conclusa nel mese settembre 2019 con la pubblicazione del provvedimento di aggiudicazione e della successiva sottomissione all'ARERA della Richiesta di Autorizzazione al Riconoscimento degli Investimenti (RARI), cui sono seguite nel corso del 2020 attività istruttorie correlate tra l'altro anche alla valutazione delle idonee azioni di contrasto alla diffusione dell'epidemia COVID 19, l'ARERA con delibera n. 293/2020 del 28/7/2020, ha approvato il PMS2 (Piano di messa in servizio del sistema Metering 2G) di areti, come da ultima revisione presentata in data 14 luglio 2020 e fissato la data di avvio del PMS2 di areti al 1° gennaio 2020, ammettendo gli investimenti relativi al sistema di smart metering 2G di areti al regime specifico di riconoscimento dei costi di capitale, a partire dalla medesima data.

In considerazione della contingenza correlata al Covid-19 e compatibilmente con le restrizioni ed i vincoli operativi per il contenimento della diffusione del virus, sono proseguite le installazioni dei concentratori e dei contatori 2G, avviate nel secondo semestre 2020. Al 31 dicembre 2021 le installazioni effettuate sono risultate pari a circa 10.800 concentratori e circa 374.000 contatori, in linea con gli obiettivi fissati nella RARI.

Per garantire il rispetto dei nuovi processi di misura e il funzionamento della nuova tecnologia (concentratori e contatori elettronici) si è resa necessaria una complessa evoluzione della mappa applicativa areti. Oltre all'introduzione e all'integrazione di un nuovo sistema per la telegestione e la telelettura degli apparati di campo di seconda generazione (Beat Suite), è stato infatti necessario intervenire sui principali applicativi relativi alla logistica e ai processi di magazzino, ai processi di campo (sostituzione del concentratore e del contatore di prima generazione), ai sistemi commerciali (sviluppo e gestione del sistema PDFM), ai sistemi di integrazione (middleware) e ai sistemi WFM e mobile, oltre allo sviluppo di un nuovo sistema di acquisizione, validazione e pubblicazione misure.  

In particolare, l'avanzamento delle attività di sviluppo della mappa applicativa ha consentito il rilascio in produzione di tutte le funzionalità previste per la wave data 10 dicembre. Seguiranno nel corso del 2022 ulteriori milestone per rilascio in produzione di ulteriori funzionalità di integrazione ed ottimizzazione di quanto già implementato nella nuova mappa applicativa. 

Dal mese di maggio è on line il nuovo sito internet societario contenente un'ampia sezione dedicata al nuovo contatore digitale 2G.

Proseguono anche le attività dedicate all'affinamento della nuova reportistica operativa e direzionale, nonché di adeguamento della reportistica esistente. In parallelo è in corso la messa a disposizione dei dati per i sistemi di analytics nell'ottica del monitoraggio dei nuovi processi di misura e mitigazione dei rischi di regolarità del servizio di misura.


EData Lake unico di areti

Nel corso 2021 è stato ulteriormente esteso l'ambiente di analisi dei dati di interesse nell'esercizio del business della distribuzione. L'infrastruttura di calcolo è in esercizio su ambiente Google Cloud. Le attività si esplicano a partire dal processo di definizione di modello dati fino a quello di rilascio in ambiente di analisi, compresa l'attività di gestione della infrastruttura. 

Dal punto di vista della integrazione dati, ad oggi risultano essere disponibili:


Progetto Diagnostica e monitoraggio della rete     

Il progetto si articola secondo tre linee di azione principali:


1. Diagnostica di Cabina Primaria con Drone UGV

Il progetto prevede lo sviluppo di un prototipo di drone terrestre UGV (Unmanned Ground Vehicle) per l'ispezione autonoma o pilotata da remoto della Cabina Primaria. Il drone UGV AUTONOMUS dispone di sensori per la rilevazione di parametri ambientali (sensori di temperatura; di scariche parziali, videocamere) e di sensori per muoversi autonomamente nell'ambiente (lidar, GPS e fotocamere). Esegue in autonomia piani di ispezione e può essere controllato da remoto per verifiche e operazioni di security mirate mediante radiocomando. Il sistema può trasmettere le informazioni di ispezione anche ad un operatore posto in una località diversa dal luogo delle operazioni. 

Nel corso del 2021 si è conclusa la realizzazione ed il collaudo della stazione di ricarica per il drone Autonomus presso cui il drone è in grado di ricoverarsi in autonomia e ricaricarsi a fine missione. Sono in corso di rilascio gli sviluppi legati alla control room e miglioramenti di gestione sensoristica di bordo derivanti dalla prima sperimentazione.


2. Diagnostica di Cabina Secondaria (CS-Plus)

Il progetto prevede la sperimentazione di una soluzione integrata IOT per servizi di monitoraggio, diagnostica e gestione da remoto: es. parametri ambientali, gestione digitale accessi, etc.

Nel corso del 2021si sono conclusi gli sviluppi per i due POC finalizzati alla sperimentazione di una soluzione di controllo accessi per la Cabina secondaria e lo sportello stradale. E' stata inoltre conclusa la sperimentazione in campo con l'allestimento su quattro Cabine Secondarie della soluzione IoT con servizi di 1. controllo accesso, 2. temperatura ambientale, 3. temperatura trasformatore, 4. umidità, 5. Allagamento.


3. Diagnostica sulle Linee aeree

Il progetto prevede la combinazione di analisi periodiche delle immagini da satellite mediante algoritmi di intelligenza artificiale (atte ad individuare interferente antropiche e/o vegetative) e ispezioni mirate con droni al fine di abilitare un processo di monitoraggio continuo della Rete aerea. 

Nel corso del 2020 è stata sviluppata e messa in esercizio la piattaforma di gestione del processo ed avviato l'esercizio del processo stesso. Il processo è stato riscontrato come di alto valore innovativo sia dall'osservatorio Droni e che dall'osservatorio Space Economy del Politecnico di Milano. Nel corso del 2021 si è proseguito l'esercizio del sistema e l'ottimizzazione delle funzionalità della piattaforma. Il progetto GIMMI è stato inoltre presentato da areti al convegno finale dell'Osservatorio Droni nel tavolo Utility insieme ad Eni ed Enel. Sono attualmente in corso ispezioni in campo effettuate in sinergia con le unità di Asset Management AT ed MT.


Realizzazione Rete di Telecomunicazioni areti

Il progetto TLC prevede la realizzazione nel corso del 2020-2021 di una rete in fibra ottica ad alta velocità ed affidabilità che rilegherà tutte le cabine primarie, che costituiscono l'ossatura principale della rete di telecomunicazioni e sulla quale saranno rilanciati tutti i servizi di smart grid, e il rilegamento in fibra ottica di circa 150 cabine secondarie. Questa rete garantirà sicurezza e affidabilità nel transito delle informazioni tra il centro e la periferia, utile a consentire oltre ad una corretta funzionalità dei sistemi di Operation Technology e dei sistemi di gestione della rete, anche il telecontrollo delle apparecchiature installate in cabina secondaria e ove possibile i punti di misura e altri tipi di sensori, allo scopo di veicolare presso i sistemi centrali tutte le informazioni acquisite attraverso sensori e apparati di campo; tale rete permetterà inoltre di implementare l'automazione evoluta nelle cabine secondarie rilegate in fibra ottica, in modo da migliorare sensibilmente la qualità del servizio elettrico.

Nel corso di tre anni è previsto il rilegamento in fibra ottica (proprietaria o in IRU) di tutte le cabine primarie e il collegamento alla rete principale di un migliaio di cabine secondarie. Tale obiettivo sarà reso possibile grazie alla sinergia tra le attività di ottimizzazione della rete elettrica e quelle di posa della fibra ottica che permetterà di ridurre sostanzialmente l'impatto sul territorio riducendo i disagi per la cittadinanza.


Telecontrollo BT e IP 

Nel corso del 2021 le cabine secondarie telecontrollate in BT sono diventate 300 e sono state eseguite correttive e implementate nuove funzionalità sullo SCADA, allo scopo di avere un sistema sempre più stabile e completo per il monitoraggio di eventi e misure sulla rete di bassa tensione.

In particolare, è stata resa più agevole la visualizzazione sulla mappa dello SCADA degli asset e degli indirizzi, sono state rilasciate nuove reportistiche per individuare situazioni di particolare interesse e si è garantita una gestione più efficace delle attività sulla rete, grazie alla funzionalità che permette di assegnare ad ogni operatore di Sala (in maniera automatica e/o manuale) la supervisione completa di una parte di rete. Inoltre, è stata implementata la possibilità di effettuare contemporaneamente da parte di più operatori le attività di configurazione sugli asset di rete BT e sono stati resi disponibili in automatico, verso sistemi esterni, i dati degli eventi che si verificano giornalmente sulla rete di distribuzione. 

Il nuovo sistema SCADA per la gestione degli apparati di illuminazione pubblica è attualmente in grado di telecontrollare oltre 2.500 impianti. Anche per tale sistema è in corso una continua attività di manutenzione correttiva ed evolutiva per migliorarne le funzionalità. Tra quelle di maggior impatto, è stata resa disponibile la gestione della richiusura automatica degli organi di protezione in campo che permetterà, in base all'evento che ha causato il disservizio, di ripristinare il funzionamento degli apparati senza l'intervento di squadre sul posto. In più, oltre ad una più agevole visualizzazione su mappa degli asset e degli indirizzi, nuove reportistiche, la disponibilità dei dati verso sistemi esterni e la gestione contemporanea delle attività di configurazione come per la rete BT, è stato implementato il calendario per la corretta gestione degli allarmi nelle fasce orarie di accensione e spegnimento giornalieri degli impianti di illuminazione pubblica.


Illuminazione Pubblica

Nel corso del 2021 sono proseguite regolarmente le attività di manutenzione straordinaria e di ammodernamento e sicurezza concordate con Roma Capitale e realizzati nuovi punti luce nell'ambito degli interventi di reingegnerizzazione e valorizzazione dell'illuminazione. Per ciò che attiene il Servizio di Illuminazione Pubblica, a seguito del parere reso dall'AGCM nel Bollettino n.49 del 14 dicembre 2020, Roma Capitale ha intrapreso un'attività di verifica delle condizioni di congruità e convenienza economica delle condizioni prestazionali di cui al contratto di servizio tra l'Amministrazione e Acea S.p.A. (e per essa da Areti) a confronto con le condizioni di cui alla Convenzione Consip Luce 3 e, inoltre, sulla base delle posizioni espresse dall'AGCM nel suddetto parere, ha sollevato delle perplessità in merito alla legittimità dell'affidamento alla medesima Acea S.p.A.. In data 08.02.2021 Roma Capitale ha comunicato gli esiti delle predette verifiche, affermando definitivamente "la congruità e convenienza delle condizioni economiche attualmente in essere rispetto ai parametri qualitativi ed economici della convenzione CONSIP - LUCE 3" e confermando "la correttezza dei corrispettivi applicati per il servizio di illuminazione pubblica", superando definitivamente ogni riserva circa la congruità dei corrispettivi praticati nell'ambito del rapporto contrattuale in essere tra RC ed ACEA S.p.A.. Con la medesima nota, che, ad ogni buon conto, non incide sulla volontà dell'Amministrazione di bandire una nuova gara al fine di riaffidare il servizio, l'Amministrazione ha disposto dunque il riavvio dei procedimenti di liquidazione dei crediti accertati di ACEA/areti in relazione al Contratto di Servizio. Facendo seguito a tale intendimento, Roma Capitale, nel mese di luglio 2021, si è impegnata a liquidare i crediti riconosciuti.

 





Generazione

Dati operativi e risultati economici e patrimoniali del periodo

Dati operativi 

U.M.

31/12/2021

31/12/2020

Variazione

Variazione %

Energia prodotta (idro+termo)

GWh

599

524

75

14,4%

di cui idro

GWh

428

370

57

15,5%

di cui termo

GWh

172

154

18

11,7%

Energia prodotta (fotovoltaico)

GWh

71

64

8

12,2%

Energia prodotta (cogenerazione)

GWh

40

41

(1)

(3,2%)


Risultati economici e patrimoniali

(€ milioni)

31/12/2021

31/12/2020

Variazione

Variazione %

Ricavi

126,3

79,1

47,2

59,8 %

Costi

46,8

33,7

13,1

38,9 %

Margine operativo lordo (EBITDA)

79,5

45,4

34,1

75,2 %

Risultato operativo (EBIT)

49,4

18,1

31,2

172,1 %

Dipendenti medi (n.)

88

84

4

5,0 %

Investimenti

39,4

39,0

0,5

1,2 %

Posizione Finanziaria Netta

237,0

224,2

12,7

5,7 %






Margine Operativo Lordo (EBITDA) 

(€ milioni)

31/12/2021

31/12/2020

Variazione

Variazione %

Margine operativo lordo Area Infrastrutture Energetiche

79,5

45,4

34,1

75,2 %

Margine operativo lordo GRUPPO

1.256,1

1.155,5

100,6

8,7 %

Peso percentuale

6,3 %

3,9 %

2,4 pp



L'EBITDA al 31 Dicembre 2021 si è attestato a € 79,5 milioni e registra un incremento di € 34,1 milioni rispetto al 31 Dicembre 2020 principalmente imputabile ad Acea Produzione (+ € 25,5 milioni) come conseguenza dell'incremento dei volumi prodotti che maggiori apporti idrici (+ 55,1 GWh) e dei prezzi sui mercati energetici (+ 60,67€/MWh). L'incremento dei margini si riferisce inoltre ad Ecogena (+ € 2,5 milioni) in parte per i proventi patrimoniali derivanti dalla vendita dell'impianto di cogenerazione di Alfasigma (+ € 0,6 milioni) e per la restante parte dai maggiori ricavi registrati per le attività inerenti i servizi di progettazione e permitting del piano della mobilità del Gruppo Acea.

Infine, l'EBITDA del comparto fotovoltaico, identificabile con il perimetro delle società operative controllate da Acea Sun Capital e Acea Solar, risulta pari ad € 17,3 milioni, in crescita di € 5,3 milioni in prevalenza per effetto della variazione di perimetro. Come ampiamento descritto nel paragrafo "Informazioni relative all'IFRS5" della Nota Integrativa, si è proceduto alla fine dell'anno alla sottoscrizione del contratto di vendita di alcune società del ramo fotovoltaico che nel 2021 hanno contribuito all'EBITDA per € 16,5 milioni. La chiusura dell'operazione e la relativa cessione delle partecipazioni avverrà entro il 2022.


L'organico medio risulta in linea con l'esercizio precedente; si specifica che le società fotovoltaiche non hanno personale dipendente.


Gli investimenti si attestano a € 39,4 milioni e sono principalmente imputabili ad Acea Produzione (€ 17,5 milioni) prevalentemente per l'istallazione del terzo motore della Centrale termoelettriche di Tor di Valle, i lavori di riqualificazione delle sottostazioni delle Centrali S. Angelo, di Salisano e Orte e l'estensione e risanamento della rete del teleriscaldamento nel comprensorio di Mezzocammino nella zona sud di Roma, agli investimenti sostenuti da Acea Solar (€ 10,5 milioni) sviluppati da Aiem, Solarfields e Enertronica e da Fergas (20 Mw) per la costruzione di impianti fotovoltaici sia su suoli agricoli che su suoli industriali e a Fergas Solar (€ 10,4 milioni) per l'impianto di Ferrandina.


La posizione finanziaria netta si è attestata, al 31 Dicembre 2021 ad € 237,0 milioni e presenta una variazione in aumento pari ad € 12,7 milioni rispetto al 31 Dicembre 2020. Le variazioni sono legate principalmente alle dinamiche di acquisizioni delle società del ramo fotovoltaico e di cash flow operativo.


Eventi significativi dell'esercizio 2021


Produzione di energia elettrica

Il sistema di produzione di Acea Produzione è oggi costituito da un insieme di impianti di generazione, con una potenza installata complessiva di 229,2 MW, composto da cinque centrali idroelettriche (tre delle quali situate nel Lazio, una in Umbria e una in Abruzzo), cinquantadue impianti fotovoltaici (con una potenza installata pari a 8,6 MWp), due impianti c.d. "mini idro", Cecchina e Madonna del Rosario, due centrali termoelettriche, Montemartini e Tor di Valle. Quest'ultima, oggetto di un importante repowering completato a fine 2017, è stata interessata da un ampliamento già autorizzato nella AIA del 2015, ed avviato nel secondo semestre 2020 attraverso l'installazione del 3° motore. L'impianto è stato avviato per l'esercizio commerciale il 9 luglio 2021 permettendo alla Società di rispettare gli impegni assunti dalla Società con l'aggiudicazione dell'asta del capacity market nel periodo 2022 - 2037. La centrale nella configurazione attuale è costituita da tre motori alimentati a gas metano ad alta efficienza ciascuno con una potenza elettrica di 9,5 MW, per un totale di 28,5 MW, oltre che da tre caldaie di integrazione e 6 serbatoi di accumulo. La centrale, oltre a vendere energia elettrica sul Mercato a Pronti dell'energia nelle ore più remunerative, fornisce energia elettrica in SEU al totale delle utenze elettriche del contiguo Depuratore Roma Sud e l'energia termica necessaria per l'erogazione del servizio di teleriscaldamento ai quartieri di Torrino Sud, Mostacciano e Mezzocammino nel Comune di Roma. 

La Società sta procedendo con l'iter autorizzativo per l'installazione di 2 nuove unità di cogenerazione, della potenza di 1,5 MW ciascuno, che saranno alimentate dal biogas proveniente dal depuratore di Roma Sud e produrranno energia elettrica da immettere in rete ed energia termica che sarà fornita all'impianto di depurazione ed in parte immessa sulla rete del teleriscaldamento. 

Continuano, le attività per il miglioramento dei livelli della qualità del servizio del teleriscaldamento, con la manutenzione straordinaria della rete di teleriscaldamento che riguarda sia il rifacimento delle sottocentrali di consegna che la sostituzione di alcuni importanti tratti di tubazione. In particolare. si registra la messa in esercizio del raddoppio del tratto di tubazione in partenza dalla centrale di Tor di Valle. Con riferimento alle attività messe in campo per rispondere agli adempimenti introdotti dall'ARERA relativi alla qualità tecnica, è stata avviato a partire dal 1° gennaio un numero verde dedicato alle segnalazioni di pronto intervento ed è stata messa online la nuova piattaforma GIS che permetterà la gestione il monitoraggio e la rendicontazione degli interventi tecnici effettuati sulla rete del teleriscaldamento.

Oltre agli asset produttivi sopra descritti, Acea Produzione, a seguito dei conferimenti degli impianti avvenuti nel corso dell'esercizio 2021, possiede impianti fotovoltaici per una potenza installata pari a 3,1 MWp oltre a quelli nella titolarità delle proprie controllate. 

Nel 2021 la Società ha realizzato, tramite gli impianti direttamente posseduti, un volume di produzione pari a 540,1 GWh. Nel periodo, la produzione della Società si suddivide nella quota relativa alla produzione da impianti idroelettrici di 424,6 GWh, nella quota relativa alla produzione da impianti c.d. mini idro di 3,2 GWh, nella quota relativa alla produzione termoelettrica di 102,7 GWh e nella quota relativa alla produzione da fotovoltaico di 9,6 GWh. Il mix produttivo della Società si connota prevalentemente da fonti rinnovabili con una quota di produzione "verde" pari a circa l'81% del totale. Si segnala, inoltre, che circa il 60% della produzione complessiva risulta incentivata a seguito di investimenti di rifacimento idroelettrici o adesione al c.d. "conto energia" per quanto attiene il comparto fotovoltaico.

Per quanto riguarda l'attività di teleriscaldamento la Società, attraverso il modulo di cogenerazione della centrale Tor di Valle, ha fornito calore ai quartieri Torrino Sud e Mostacciano (ubicati nella zona sud di Roma) per complessivi 68,63 GWh termici, per un totale di 3.581 utenze servite (266 condomini e 3.315 unità immobiliari).

Con particolare riferimento all'idroelettrico, il comparto ha registrato una produzione complessiva pari a 427,8 GWh, superiore alla media storica decennale (+1,1%), dovuto al maggior contributo degli impianti fluenti di C. Madama, Mandela ed Orte (+18,3%), nonostante il decremento della Centrale di Sant'Angelo. La produzione della centrale infatti, ha registrato una riduzione (-3,8%) rispetto alle medie decennali e gli apporti medi del 2021 dei fiumi Aventino (3,5 mc/s) e Sangro (12,6 mc/s), che appartengono al bacino imbrifero su cui insistono le opere di presa della centrale, sono risultati rispettivamente -22,6% e +4,8% rispetto alla media dei tre anni precedenti 2018-2020. In considerazione del livello degli apporti nell'anno 2021, la quota di massimo invaso è stata superata sulla diga di Bomba nel corso del periodo fine gennaio - inizio febbraio e gli attuali livelli dei laghi hanno raggiunto rispettivamente le quote di 248,60 e 251,24 metri sul livello del mare.

Infine, il comparto fotovoltaico (52 impianti per un totale di 8,6 MWp), ha registrato una produzione pari a 9,6 GWh che è risultata inferiore alla produzione stimata a causa delle prolungate attività di revamping degli impianti di Orvieto e Monte Mario.


Cogenerazione

Il sistema di produzione della Società al 31 dicembre 2021 è costituito da un insieme di impianti cogenerativi, la cui potenzialità totale elettrica, termica e frigorifera, ha subito una contrazione per effetto della conclusione dei due contratti riferiti agli impianti di Prepo ed Alfasigma, passando da un totale di potenza elettrica installata di 4 MW ad una potenza elettrica complessiva di 1,86 MW. In questo ammontare è inclusa la potenza installata relativa al secondo cogeneratore montato ad Europarco. 

Gli impianti detenuti dalla società al 31 dicembre 2021 sono interamente ubicati nel territorio Laziale, alcuni dei quali abbinati a reti di teleriscaldamento. Nell'esercizio 2021 la Società ha realizzato un volume di produzione di energia elettrica pari a circa 6,7 GWh, di energia termica pari a circa 23,3 GWh e di energia frigorifera pari a circa 11,1 GWh. Rispetto allo scorso anno, l'energia termica e l'energia frigorifera ceduta ai clienti sono in leggero aumento, mentre l'energia elettrica è in calo per via della conclusione del contratto con Alfasigma.

Con riferimento alla centrale di trigenerazione di Europarco, sono state completate le attività di costruzione del secondo cogeneratore da 400 kW presso il sito.

Con riferimento all'impianto di Porta di Roma, sono state completate le attività di riparazione del primo gruppo frigorifero della centrale. Sono state completate le attività di spostamento di un ulteriore gruppo frigorifero dalla centrale di trigenerazione di Cinecittà World con la relativa torre evaporativa per il potenziamento del sito di Porta di Roma.

Anche presso l'impianto Saxa Rubra sono stati completati i lavori di sostituzione della pompa di calore per la produzione frigorifera.

In riferimento all'impianto di condizionamento del centro elaborazione dati (Cedet) di ACEA, sono stati eseguiti alcuni interventi di controllo e messa a punto del nuovo impianto efficientato. La rendicontazione sull'effettivo risparmio energetico conseguito è stata trasmessa al Cliente che ha confermato il rispetto della performance energetica garantita nell'Energy Performance Contract (risparmio di 308 MWh con riferimento all'anno luglio 2020 - giugno 2021). Il consuntivo dei consumi dell'impianto efficientato ha mostrato un risparmio energetico del 30% rispetto all'utilizzo precedente dell'impianto.

Nell'ambito delle attività effettuate da Ecogena per Acea Innovation, inerenti la progettazione, il permitting e la realizzazione di infrastrutture di ricarica per autoveicoli elettrici, si informa che il progetto continua la sua fase esecutiva per quanto riguarda la "WAVE I" del progetto, dove restano da ultimare i lavori su quelle posizioni che hanno subito ritardi dovuti a criticità evidenziate dal SIMU (dipartimento infrastrutture del Comune di Roma) nei confronti del DSO, all'inerzia di alcuni municipi nel rilascio delle licenze scavo o alla concomitanza di eventi cittadini che ne hanno posticipato la realizzazione.

Nel frattempo, si è tenuta la Conferenza dei Sindaci per l'approvazione della WAVE II del progetto per cui ad oggi, superata la fase di richiesta licenze scavo per i 92 progetti approvati sui 182 presentati, è possibile procedere con l'inizio lavori. Per la progettazione della WAVE III del progetto sono stati selezionati i siti da progettare e si è in fase di perfezionamento del contratto di servizio tra Ecogena ed Acea Innovation. Ecogena è inoltre in fase di organizzazione dei lavori per 13 siti distribuiti sui territori di due comuni della provincia di Roma (Velletri e Castel Gandolfo).

In tema di efficientamento di edifici residenziali attraverso i sistemi di detrazione fiscale (leggasi ecobonus e sismabonus) e nell'ambito della collaborazione instaurata tra Acea Innovation (owner della business line) ed Ecogena, si registrano affidamenti di incarichi progettuali per oltre € 30 milioni. Al contempo sono partiti i primi 3 cantieri superbonus promossi da Ecogena a cui si aggiungeranno a breve altri due inerenti condomini, tutti nella provincia di Taranto.  A dicembre del 2021 è stato sottoscritto il contratto dei lavori per il super condominio di Ostia di via Capo dell'Argentiera. 

In ambito cogenerazione a dicembre 2021 è stato sottoscritto un contratto di servizio energia mediante tecnologia in assetto cogenerativo e la realizzazione di un impianto di 2 MWe. Sono in corso verifiche preliminari su altri prospect industriali e allo stesso tempo sono in corso attività propedeutiche alla valutazione di un'opportunità in ambito Fotovoltaico che prevedono la realizzazione dell'impianto in modalità ESCo, con erogazione di un servizio energia nei confronti dei Clienti Finali.


Nuove acquisizioni Fotovoltaico e accordo per la cessione di alcune società del Fotovoltaico

In linea con il Piano Industriale, il Gruppo ACEA ha proseguito le acquisizioni di società nel mercato fotovoltaico anche nel corso del 2021. Al 30 dicembre 2021 le società acquisite sono 18 per una capacità installata complessiva pari a circa 62MW (Acea Sun Capital 46MW, Acea Produzione 13 MW e Acea Solar 3 MW); si rileva inoltre che nel corso del 2021 è stato acquisito il 100% del capitale di JB Solar S.r.l., M2D, PSL e Solarplant (capacità installata complessiva pari a 4,0 MW). Sono inoltre state costituite due nuove società, Acea Green e Acea Renawable, alle quali sono stati conferiti alcuni impianti precedentemente posseduti da Acea Produzione e Acea Solar. Si informa inoltre che Acea Solar, attraverso la sua controllata Fergas Solar SpA, è proprietaria di un'autorizzazione unica per la realizzazione di un impianto solare da 20MW di potenza in Basilicata, ha conseguito l'autorizzazione unica per la realizzazione di un impianto della potenza di 5MW su un proprio terreno industriale nel Lazio ed ha un portafoglio di 15MW sempre nel Lazio. Nello sviluppo del fotovoltaico greenfield, ACEA sta inoltre portando avanti un mix equilibrato di progetti, con particolare attenzione alle aree di natura industriale, e dispone complessivamente di una pipeline di sviluppo di oltre 400MW.

Si informa infine che, come ampiamente descritto nel paragrafo relativo alle "Attività destinate alla vendita", alla fine del 2021 Acea ed Equitix hanno sottoscritto un accordo per la cessione di una quota di maggioranza in una società di nuova costituzione a cui sono stati conferiti gli asset fotovoltaici di Acea già in esercizio o in via di connessione alla rete in Italia.

In particolare, Equitix acquisirà una partecipazione pari al 60% nella società di nuova costituzione ("HoldCo") alla quale sarà trasferito un portafoglio di impianti fotovoltaici, attualmente di proprietà di Acea Sun Capital, con una capacità installata complessiva pari a 105MW, di cui 46MW incentivati sulla base di differenti Conti Energia e 59MW di nuova costruzione già connessi o in corso di connessione alla rete.

 




Ingegneria e Servizi

Dati operativi e risultati economici e patrimoniali del periodo

Dati operativi

U.M

31/12/2021

31/12/2020

Variazione

Variazione %

Numero complessivo determinazioni analitiche

Nr.

1.098.505

1.142.720

(44.215)

(3,9%)

Numero complessivo campioni

Nr.

37.126

36.266

860

2,4%

Ispezioni in cantiere

Nr.

15.577

 14.904 

673

4,5%

Numero progetti

Nr.

74

103

(29)

(27,8%)

Numero cantieri EPC

Nr.

35

34

1

2,9%




Risultati economici e patrimoniali

(€ milioni)

31/12/2021

31/12/2020

Variazione

Variazione %

Ricavi

111,9

88,9

23,0

25,9 %

Costi

94,7

74,2

20,5

27,6 %

Margine operativo lordo (EBITDA)

17,3

14,7

2,6

17,4 %

Risultato operativo (EBIT)

10,5

10,3

0,3

2,7 %

Dipendenti medi (n.)

441

373

68

18,1 %

Investimenti

9,9

6,6

3,2

48,7 %

Posizione Finanziaria Netta

28,1

31,1

(3,0)

(9,7 %)




Margine Operativo Lordo (EBITDA) 

(€ milioni)

31/12/2021

31/12/2020

Variazione

Variazione %

Margine operativo lordo Area Ingegneria e Servizi

17,3

14,7

2,6

17,4 %

Margine operativo lordo GRUPPO

1.256,1

1.155,5

100,6

8,7 %

Peso percentuale

1,4 %

1,3 %

0,1 pp



L'Area chiude l'esercizio 2021 con un EBITDA di € 17,3 milioni che evidenzia un incremento rispetto al precedente esercizio per € 2,6 milioni. Tale incremento discende principalmente dalla variazione di perimetro per il consolidamento di SIMAM acquisita nel mese di maggio 2020 (+ € 3,0 milioni). Nell'Area sono comprese, oltre ad Acea Elabori, anche Ingegnerie Toscane, società di ingegneria che svolge servizi ed attività di supporto tecnico nel settore idrico-ambientale consolidata a patrimonio netto, TWS società che opera prevalentemente nella realizzazione e ristrutturazione di opere strumentali all'esercizio del Servizio Idrico Integrato, ed in particolare di impianti per il trattamento delle acque - potabili e reflue - nonché servizi di progettazione e di ingegneria in quanto correlati alle attività di costruzione impianti. Tali società registrano rispettivamente un EBITDA di € 4,2 milioni, € 3,4 milioni, di € 1,5 milioni.


L'organico medio al 31 Dicembre 2021 si attesta a 441 unità e risulta in aumento di 68 unità rispetto al 31 Dicembre 2020 (erano € 373 unità). Tale incremento è imputabile prevalentemente all'ingresso nel perimetro del Gruppo di SIMAM (+ 40 risorse).


Gli investimenti si attestano a € 9,9 milioni in aumento di € 3,2 milioni rispetto al precedente esercizio di cui € 0,8 milioni per il consolidamento di SIMAM e € 2,4 milioni imputabili ad Acea Elabori imputabili in prevalenza alla progettazione e realizzazione di processi e nuovi sistemi nonché ad interventi di manutenzione straordinaria per la sede di Grottarossa ed infine per le attrezzature del laboratorio di analisi.


La posizione finanziaria netta al 31 Dicembre 2021 è pari ad € 28,1 milioni in miglioramento di € 3,0 milioni rispetto al 31 Dicembre 2020. Tale variazione è direttamente imputabile ad Acea Elabori come conseguenza del fabbisogno generato dalle variazioni del circolante.


Eventi significativi dell'esercizio 2021

Non si segnalano eventi significativi occorsi nel periodo.

 







Corporate

Dati operativi e risultati economici e patrimoniali del periodo 


Risultati economici e patrimoniali

(€ milioni)

31/12/2021

31/12/2020

Variazione

Variazione %

Ricavi

140,2

131,1

9,1

7,0 %

Costi

179,5

165,6

13,8

8,4 %

Margine operativo lordo (EBITDA)

(39,3)

(34,6)

(4,7)

13,6 %

Risultato operativo (EBIT)

(67,4)

(55,7)

(11,7)

21,0 %

Dipendenti medi (n.)

704

700

5

0,6 %

Investimenti

34,4

28,5

5,9

20,8 %

Posizione Finanziaria Netta

443,1

283,2

159,9

56,4 %



Margine Operativo Lordo (EBITDA) 

(€ milioni)

31/12/2021

31/12/2020

Variazione

Variazione %

Margine operativo lordo Area Corporate

(39,3)

(34,6)

(4,7)

13,6 %

Margine operativo lordo GRUPPO

1.256,1

1.155,5

100,6

8,7 %

Peso percentuale

(3,1 %)

(3,0 %)

(0,1 p,p,)




Corporate chiude al 31 Dicembre 2021 con un livello negativo di EBITDA pari a € 39,3 milioni in peggioramento di € 4,7 milioni rispetto al 31 Dicembre 2020. La variazione è da ricondurre all'effetto combinato di maggiori prestazioni tecniche ed informatiche, consulenze, consumi elettrici e costi legati all'emergenza COVID (comprensivi dell'hub vaccinale) compensate in parte dai maggiori ribaltamenti di costi e servizi verso le società del Gruppo.


L'EBIT risulta negativo per € 67,4 milioni in peggioramento rispetto all'esercizio precedente di € 11,7 milioni come conseguenza dei maggiori ammortamenti relativi a progetti informatici entrati in esercizio e ai nuovi sviluppi.


L'organico medio al 31 Dicembre 2021 si attesta a 704 unità, in aumento rispetto all'esercizio 2020 di 4 unità (erano 700 unità).


Gli investimenti si attestano a € 34,4 milioni e, rispetto al 31 Dicembre 2020, si incrementano di € 5,9 milioni. Gli investimenti si riferiscono principalmente a licenze software, sviluppi informatici e hardware oltre che ad investimenti sulle sedi aziendali. La variazione in incremento include € 1,6 milioni per l'acquisto del terreno da ATAC SpA adiacente la sede centrale e adibito a parcheggio. L'acquisto è avvenuto tramite procedura competitiva.


La posizione finanziaria netta al 31 Dicembre 2021 è pari a € 443,1 milioni e registra un incremento rispetto alla chiusura dell'esercizio 2020 di € 161,1 milioni. Tale variazione discende dal fabbisogno di Gruppo e di ACEA. Si segnala inoltre che alla fine dell'esercizio è avvenuto l'acquisto per € 129 milioni della partecipazione in Acea Produzione in precedenza posseduta da Acea Energia. 


Eventi significativi dell'esercizio 2021

Non si segnalano eventi significativi nel periodo oggetto di osservazione. 

Fatti di Rilievo intervenuti nel corso del periodo e successivamente


Acea S.p.A. Fitch Ratings conferma il rating di Acea a "BBB+" e l'outlook "stabile"

Il 14 Gennaio Fitch Ratings ha confermato per Acea il Long-Term Issuer Default Rating (IDR) a "BBB+" con outlook "Stabile" e lo Short-Term IDR a "F2". E' stato, inoltre, confermato il Long-Term Senior Unsecured Rating a "BBB+".

La conferma del rating riflette la focalizzazione della strategia del Gruppo su business regolati, il buon andamento delle performance operative e il buon livello di liquidità disponibile. Tali fattori compensano l'aumento dell'indebitamento legato ai programmi di investimento in innovazione e sostenibilità previsti dal Piano Industriale 2020-2024.


Acea S.p.A. Completato con successo il primo collocamento di Green Bond da Euro 900 milioni

Il 21 Gennaio Acea S.p.A. ha completato con pieno successo il collocamento della sua prima emissione di Green Bond per un importo complessivo pari a Euro 900 milioni articolato in due serie, nell'ambito del Green Financing Framework recentemente pubblicato e a valere sul programma Euro Medium Term Notes (EMTN) da Euro 4 miliardi (le "Obbligazioni"), in forza del Base Prospectus aggiornato in data 24 luglio 2020 e successivamente integrato in data 15 gennaio 2021. La prima serie è di importo pari a Euro 300 milioni, tasso dello 0% e scadenza al 28 settembre 2025 (le "Obbligazioni 2025") e la seconda serie è di importo pari a Euro 600 milioni, tasso dello 0,25% e scadenza al 28 luglio 2030 (le "Obbligazioni 2030").


Acea Entra nel business dei servizi di ricarica per la mobilità elettrica

Acea entra nel business dei servizi di ricarica per la mobilità elettrica su tutto il territorio nazionale attraverso il lancio dell'App "Acea e-mobility" che consente di ricaricare il proprio veicolo elettrico su oltre 10.000 punti abilitati in Italia, grazie agli accordi di interoperabilità sottoscritti con altri operatori del settore.

L'App è stata sviluppata per fornire al cliente un utile strumento per una facile gestione di tutte le fasi del servizio di ricarica: sarà possibile localizzare le colonnine attive disponibili, prenotarle, ricaricare il proprio veicolo elettrico o plug-in, monitorare lo stato di avanzamento della ricarica e gestire i pagamenti con i principali canali a disposizione (carte di credito/debito, carte prepagate o Apple Pay). Sarà inoltre disponibile l'Acea e-mobility card per usufruire di altri servizi annessi. La prenotazione del punto di ricarica attraverso l'App sarà gratuita fino al 31 dicembre 2021. Acea Energia propone inoltre tre diversi modelli di wallbox che consentiranno ai clienti di ricaricare i veicoli presso la propria abitazione.


Acea S.p.A. L'Assemblea degli azionisti approva il Bilancio di Esercizio al 31 Dicembre 2020 e delibera il pagamento di un dividendo di 0,80 Euro per azione

Il 22 Aprile, l'Assemblea degli Azionisti di Acea SpA ha approvato il Bilancio di Esercizio e ha presentato il Bilancio Consolidato al 31 Dicembre 2020 che evidenzia un utile netto, dopo le attribuzioni a terzi, di 284,9 milioni di Euro. E' stata, inoltre, presentata agli Azionisti la Dichiarazione consolidata non finanziaria ai sensi del D.Lgs. 254/2016 (Bilancio di Sostenibilità 2020).

L'Assemblea ha altresì approvato la destinazione dell'utile di esercizio come proposta dal Consiglio di Amministrazione e la distribuzione del dividendo. Il dividendo complessivo (cedola n. 22) di Euro 170.038.325,60, pari a 0,80 Euro per azione, sarà messo in pagamento a partire dal 23 giugno 2021, con stacco cedola il 21 giugno e record date il 22 giugno.


Acea Presso la Sede Aziendale dell'Autoparco si potranno effettuare fino a 1.000 vaccini al giorno

Acea, per dare il proprio contributo all'accelerazione del Piano vaccinale anti Covid-19, coordinato dal Ministero della Salute, si è resa disponibile nei confronti delle istituzioni, a partire dalla Regione Lazio, a supporto delle azioni messe in campo dal Governo. In particolare, l'Azienda ha messo a disposizione un hub vaccinale nel quale poter effettuare le somministrazioni alla popolazione civile, oltre che ai dipendenti, per un totale di circa 1.000 dosi al giorno. È stato allestito presso l'"Autoparco" aziendale di Piazzale Ostiense l'hub per le vaccinazioni. L'area dedicata alle somministrazioni avrà un'operatività di 7 giorni su 7 e con turni previsti da 12, 16 o anche 24 ore.


Acea Consolida la posizione come principale player nel settore Ambiente

Acea ha sottoscritto un accordo per l'acquisizione del 65% di Deco (e tramite questa di Ecologica Sangro). Deco è attiva nel settore dei rifiuti in Abruzzo e si occupa della progettazione, realizzazione e gestione di impianti di trattamento, smaltimento e recupero dei rifiuti solidi urbani e di impianti di recupero energetico da fonti rinnovabili. Il perimetro di attività oggetto dell'acquisizione comprende: un impianto di trattamento meccanico biologico (TMB) con una capacità autorizzata di 270.000 tonn/anno, un impianto fotovoltaico, un impianto a biogas e due impianti di smaltimento. Ecologica Sangro opera sempre in Abruzzo nel settore della gestione integrata dei rifiuti solidi urbani; le attività oggetto dell'accordo sono un impianto di smaltimento e un impianto a biogas. Il closing dell'accordo è atteso entro la fine dell'anno.

Acea inoltre sottoscritto un accordo per l'acquisizione del 70% di Serplast e del 60% di Meg, società che operano nel business del riciclo della plastica, segmento che si pone a valle rispetto a quello della selezione della plastica post-consumo in cui Acea è già presente con Demap e Cavallari. Gli impianti di Serplast e Meg sono presenti rispettivamente in Abruzzo e Veneto. I volumi trattati previsti nel 2021 sono pari a circa 70.000 tonn/anno.


Acea Continua a crescere nell'economia circolare

ACEA ed il Consorzio Interuniversitario per la Scienza e Tecnologia dei Materiali (INSTM) hanno sottoscritto un accordo quadro per lo sviluppo di nuovi materiali e l'applicazione di tecnologie innovative finalizzate alla gestione sostenibile delle materie prime e al riciclo dei prodotti, secondo le logiche di economia circolare nazionali ed europee. Il progetto ha come scopo quello di rendere sostenibili i processi di produzione e le catene di valore, da un lato aumentando l'efficienza dei materiali, dall'altro investendo sul riuso e sull'utilizzo di prodotti riciclati per la produzione di beni durevoli ad alto valore aggiunto. In questo modo sarà possibile ridurre l'utilizzo delle risorse naturali generando ricadute positive sull'ambiente e la collettività.


Partnership tra Acea e Suez per la digitalizzazione dei sistemi di misurazione del servizio idrico

Acea e il Gruppo Suez hanno sottoscritto un Term Sheet relativo alla realizzazione di una joint venture societaria per la progettazione di un sistema evoluto di misurazione intelligente per il servizio idrico (c.d. smart meter), e la sua successiva produzione e commercializzazione in Italia e all'estero sulla base di apposita partnership commerciale. Il mercato dei sistemi di misurazione intelligente per il servizio idrico è attualmente in espansione in tutto il mondo e vale più di 4 miliardi di euro all'anno.


Il Progetto è caratterizzato dalla digitalizzazione e innovazione tecnologica funzionali alla misurazione intelligente del servizio idrico e riveste natura strategica per entrambe le società coinvolte che sono fra i più importanti operatori, a livello internazionale, nel settore idrico e nella tutela dell'ambiente. Nello specifico, il Progetto prevede la realizzazione di un contatore multifunzione di nuova generazione unico sul mercato, dotato della connettività NBIOT, che, a giudizio di Acea e il Gruppo Suez, costituisce una svolta nelle tecnologie di comunicazione del futuro in questo settore. A tal fine, le società coinvolte stanno sviluppando congiuntamente un brevetto, mettendo a fattor comune le proprie complementari competenze.


Acea avvia un progetto smart grid a servizio della rete elettrica della Capitale

Acea, tramite la controllata Areti, ha dato il via ad un progetto "SMART GRID", che, nell'ambito del più ampio piano di sviluppo della rete elettrica della Capitale, consentirà di avere un'infrastruttura più innovativa ed efficiente.

La fase attuativa del progetto è stata affidata, a due importanti partner tecnologici, Sirti, hub di innovazione nel campo dello sviluppo delle infrastrutture di rete e dello sviluppo e integrazione di sistemi, e Nokia, leader globale per le soluzioni e tecnologie di comunicazione.

Grazie a questo progetto sarà fortemente potenziato il telecontrollo delle cabine primarie e secondarie, ottenendo una maggiore automazione delle stesse, con un conseguente miglioramento dei livelli di servizio.

La nuova rete - di tipo "carrier grade" con tre livelli gerarchici - garantirà inoltre elevati standard di sicurezza, permettendo le future evoluzioni del 5G.


Acea: siglato accordo con Equitix per la cessione di una quota di maggioranza della newco che gestirà gli asset fotovoltaici 

Acea ha sottoscritto un accordo con l'investitore britannico di fondi infrastrutturali Equitix, attraverso il suo manager Equitix Investment Management Limited ("Equitix"), per la cessione di una quota di maggioranza nella newco a cui sono stati conferiti gli asset fotovoltaici di Acea già in esercizio o in via di connessione alla rete in Italia.

In particolare, Equitix acquisirà una partecipazione pari al 60% nella società di nuova costituzione ("HoldCo") alla quale sarà trasferito un portafoglio di impianti fotovoltaici, attualmente di proprietà di Acea Sun Capital, con una capacità installata complessiva pari a 105 MW, di cui 46 MW incentivati sulla base di differenti Conti Energia e 59 MW di nuova costruzione già connessi o in corso di connessione alla rete.

Acea manterrà la gestione degli impianti attraverso la stipula di contratti pluriennali con HoldCo relativi ad attività di operation & maintenance e asset management. Il Gruppo Acea si è inoltre impegnato a ritirare l'energia prodotta dagli impianti di nuova costruzione sulla base di contratti di acquisto di energia a lungo termine (PPA).

In aggiunta, HoldCo avrà la possibilità di valutare l'accesso ad una pipeline di impianti fotovoltaici fino a circa 500 MW in corso di sviluppo da parte del Gruppo Acea.

Il valore economico dell'operazione, riferita al 100% del portafoglio di impianti, in termini di Enterprise Value è pari a € 220 milioni, che rappresenta un multiplo EV/EBITDA 2022 pari a 10x.

L'operazione si inquadra nell'ambito del Piano Industriale 2020/2024 presentato nello scorso ottobre 2020 e mira ad accelerare la crescita del Gruppo Acea nel settore delle energie rinnovabili e a creare una piattaforma focalizzata sullo sviluppo di impianti fotovoltaici con una capacità target di 750 MW nel medio termine.


Il Consorzio formato da Ascopiave, Acea, ed Iren si è aggiudicato la gara per l'acquisizione da A2A di alcune concessioni nell'ambito della distribuzione di gas 

Il Consorzio formato da Ascopiave (58%), Acea (28%) e Iren (14%), dopo essersi aggiudicato la gara per la cessione da parte di A2A di concessioni nell'ambito del servizio di distribuzione del gas naturale, ha sottoscritto un accordo con il Gruppo A2A per l'acquisizione dei relativi assets.

Il perimetro di attività oggetto dell'operazione comprende circa 157 mila utenti, distribuiti in 8 Regioni d'Italia, facenti parte di 24 ATEM, per oltre 2.800 km di rete.

Il valore economico dell'acquisizione in termini di Enterprise Value, alla data del 30 giugno 2021, è di € 126,7 milioni. L'EBITDA annuo medio atteso, nel periodo 2022-2024, è di circa € 12,8 milioni, mentre la RAB 2020 degli assets acquisiti è pari a € 108,9 milioni (comprensiva della RAB centralizzata pari a € 6,2 milioni).

Il corrispettivo previsto per l'acquisizione sarà finanziato dai flussi di cassa della gestione ordinaria e dalla capacità di indebitamento esistente delle Società facenti parte del Consorzio. Il closing dell'operazione è previsto per il primo semestre del 2022.

Il perimetro di interesse di Acea è costituito da concessioni in 5 ATEM, di cui 2 in Abruzzo, 2 in Molise e 1 in Campania, per un totale di circa 30.700 PDR. L'Enterprise Value è pari a € 35,8 milioni.


Acea Gaïa Rating conferma la crescita di Acea sugli indicatori di sostenibilità

Gaia Rating ha attribuito ad ACEA un punteggio di 82 su 100 nella valutazione complessiva delle performance ESG. ACEA ha registrato un aumento del punteggio per il quarto anno consecutivo, confermandosi tra le società con la migliore performance in termini di sostenibilità.


Acea migliora la sua posizione nel Bloomberg Gender-Equality Index (GEI) 2022 

Acea conferma anche nel 2022 la presenza nel "Bloomberg Gender-Equality Index" (GEI), indice internazionale che misura le performance delle aziende sulla parità di genere attraverso cinque criteri: leadership femminile, parità di retribuzione, cultura inclusiva, politiche di contrasto alle molestie sessuali, posizionamento del brand come azienda a favore delle donne.

Il Gruppo, inserito nell'indice per la terza volta consecutiva, ha ottenuto quest'anno il punteggio di 80,67 (su scala 0-100), collocandosi ben al di sopra delle medie del settore utility (71,21) e del campione analizzato (71,11), con un miglioramento significativo di 10,18 punti rispetto al risultato del 2021.


La transizione ecologica di Acea al centro del piano decennale 

Acea ha avviato un percorso per la definizione di un piano di transizione ecologica che traccerà la strada dell'azienda, in linea con gli obiettivi di lungo periodo previsti dall'Agenda 2030, per porre le basi all'aggiornamento del Piano Industriale che avrà un orizzonte temporale decennale. 


Principali rischi e incertezze

Per la natura del proprio business, il Gruppo è potenzialmente esposto a diverse tipologie di rischi, principalmente a rischi competitivo-regolamentari, rischi da eventi naturali e variazioni climatiche e rischi di mercato finanziario (rischi esterni) e rischi operativi e ambientali specifici per ciascun settore di business, di Information Technology e Risorse Umane (rischi interni). Per la gestione di tali rischi vengono poste in essere una serie di attività di analisi e monitoraggio, realizzate da ciascuna società nell'ambito di un processo strutturato e coordinato a livello di Gruppo realizzato mediante l'integrazione di due approcci complementari (Enterprise Risk Management e gestione rischi nel continuo), finalizzato a valutare e trattare in logica integrata i rischi dell'intera organizzazione, coerentemente con la propria propensione al rischio, con l'obiettivo di garantire al management le informazioni necessarie ad assumere le decisioni più appropriate per il raggiungimento degli obiettivi strategici e di business, per la salvaguardia, crescita e creazione del valore dell'impresa.

Nell'ambito del Framework di Enterprise Risk Management, le società del Gruppo, avvalendosi anche del supporto e dell'assistenza della Funzione Risk & Compliance di Acea SpA, conducono periodicamente e in modalità strutturata un'attività di risk assessment, con la finalità di identificare e valutare i principali rischi che possono influire in modo significativo sul raggiungimento degli obiettivi di business.  In tal modo si ottiene una rappresentazione dell'evoluzione del profilo di rischio complessivo del Gruppo, mediante la mappatura e la prioritizzazione dei principali rischi ai quali il Gruppo risulta esposto e l'individuazione di modalità di gestione ottimale degli stessi, elaborando una strategia di risposta e monitorando la relativa implementazione. In fase di monitoraggio, le società del Gruppo garantiscono la gestione degli scenari di rischio individuati, anche tramite l'implementazione di specifiche azioni di risposta identificate per ridurre i potenziali effetti degli stessi.

Nel corso dell'anno è stato implementato il Key Risk Indicators (KRI) Framework di Gruppo, che permette di valutare la variazione dell'esposizione ai rischi «operativi» dell'organizzazione mediante l'identificazione, il regolare aggiornamento e la lettura integrata di metriche «sentinella».

Tale combinazione è volta a garantire un efficace presidio dell'intero universo dei principali rischi ai quali il Gruppo risulta esposto, garantendo la gestione dell'esposizione complessiva del Gruppo in coerenza gli obiettivi di Piano Industriale e di Sostenibilità.

Al fine del contenimento di tali tipologie di rischi il Gruppo ha posto in essere attività di mitigazione e di monitoraggio che sono di seguito sinteticamente dettagliate sia a livello corporate che di settore di business.

Il Gruppo Acea ha da tempo introdotto tra gli strumenti di Risk Mitigation, lo sviluppo e l'adozione di un Piano Assicurativo di Gruppo imperniato sui seguenti pillars:

I primi due pillars, in particolare, mettono in atto il trasferimento del rischio economico e/o patrimoniale derivante dalla Responsabilità Civile - in tutte le sue tipologie generale, professionale, ambientale, Cyber, ecc. - e da eventi (accidentali, colposi o dolosi) che colpiscano gli asset fisici e produttivi del Gruppo. 

Il terzo pillar, invece, oltre a trasferire il rischio economico-patrimoniale, attua una vera e propria misura di welfare aziendale andando a garantire e riconoscere ai dipendenti del Gruppo Acea, importanti sostegni economici - sia ai diretti interessati che agli eventuali aventi diritto - in caso di manifestazione di eventi traumatici gravi connessi sia alla sfera professionale che a quella privata.

Sempre in tema di Risk Mitigation, gran parte delle società del Gruppo Acea hanno adottato e mantengono attivo un Sistema di Gestione Integrato Qualità, Ambiente, Sicurezza ed Energia (di seguito il "Sistema"), conforme alle norme UNI ISO 9001:2015 (Qualità), UNI ISO 14001:2015 (Ambiente), UNI ISO 45001:2018 (Sicurezza) e UNI ISO 50001:2018 (Energia), certificato da Ente esterno accreditato, quale strumento propedeutico alla prevenzione degli infortuni, delle malattie e dell'inquinamento, nonché quale misura per promuovere e sostenere l'efficienza e l'efficacia dei processi della società, compresi quelli energetici, e conseguire il miglioramento continuo delle prestazioni del Sistema stesso e della gestione del lavoro.

È necessario evidenziare che non si prevedono, alla data di predisposizione della corrente Relazione sulla Gestione, particolari rischi e incertezze, oltre quelli menzionati nel presente documento, che possano determinare effetti significativi sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria del Gruppo Acea.


EMERGENZA SANITARIA COVID - 19

L'emergenza sanitaria di interesse internazionale da Covid-19, comunemente denominata "Coronavirus", si è mostrata in repentina evoluzione nel corso dei mesi. Tale fenomeno ha portato al susseguirsi, da parte del Governo Italiano, di numerose disposizioni sia restrittive sia di carattere economico emergenziale di cui allo stato è ancora oggi impossibile prevederne la durata comportando una modifica sostanziale del contesto sia interno sia esterno.

Il Gruppo Acea ha attuato fin da subito una serie di azioni a tutela di tutti gli stakeholder adeguandolo di volta in volta all'evolversi della situazione.


Di seguito si riportano i principali impatti per settore di business.


areti 

L'emergenza sanitaria legata al COVID-19 iniziata nel 2020 e le successive misure restrittive adottate dal Governo per la limitazione dei contagi, tuttora in vigore, hanno generato un impatto economico che ha fortemente condizionato i fabbisogni energetici nazionali di elettricità con una notevole riduzione della domanda di energia elettrica. Nel corso del 2021 questo andamento si è progressivamente ridotto fino a determinare un'inversione di tendenza.

Infatti, l'energia elettrica complessivamente immessa nella rete di areti (dalla rete di trasmissione nazionale, da impianti di generazione connessi direttamente alla rete di areti e dalla rete di e-distribuzione interconnessa) ha registrato, nel corso del 2021, un aumento dell'1,66% rispetto al dato di energia immessa nello stesso periodo dell'anno precedente. 

La potenza massima richiesta sulla rete di areti nell'anno 2021 è stata pari a 1.927 MW ed è stata registrata alle ore 15.00 del 30 luglio 2021. Tale valore è stato inferiore di circa 24 MW (- 1,24%) rispetto al corrispondente dato dell'anno 2020, attestato su 1.951 MW e rilevato il 30 luglio 2020, alle ore 15.00.


Commerciale e Trading

A causa dell'emergenza epidemiologica Covid-19, l'accesso al Salone del Pubblico di Piazzale Ostiense è contingentato e consentito solamente tramite appuntamento, gestito con un servizio telefonico di prenotazione con un numero verde dedicato. Gli spazi del Salone del Pubblico sono opportunamente gestiti al fine di garantire il mantenimento del distanziamento tra i clienti, sia all'esterno che all'interno del Salone, e tra clienti ed operatori. A tal fine, resta sospeso l'utilizzo dei desk posti all'interno del Salone ed il numero degli sportelli attivi risulta ridotto. Inoltre, è attivo, all'ingresso del salone, un punto di misurazione della temperatura corporea, vige l'obbligo di igienizzazione delle mani e di protezione delle vie respiratorie. Resta rinviata a data da destinarsi la riapertura dello sportello di Ostia. 

Fin dall'inizio dell'emergenza epidemiologica, è stata richiamata all'attenzione dei clienti la possibilità di gestire le forniture mediante i canali telefonici e le chat, le aree clienti dei siti web e le applicazioni su smartphone. Analoga informativa è stata pubblicata sui siti web www.acea.it (Mercato Libero), www.servizioelettricoroma.it (Servizio elettrico di Maggior Tutela) e sui social del mercato libero (facebook Acea Energia), con il claim "Restiamo vicini a voi, anche da lontano" e l'hashtag #iorestoacasa.

Sono state inoltre inviate e-mail ai clienti del mercato libero e del mercato tutelato per incentivare l'utilizzo dell'area riservata nel sito. 

Inoltre, Acea Energia ha ripreso le attività di vendita porta a porta e presso i punti vendita Acea Shop, nel rispetto delle disposizioni di legge per la prevenzione della diffusione del Covid-19, sospeso per tutto il periodo di lockdown.

Come ulteriore intervento per il rafforzamento delle misure di protezione, Acea Energia ha implementato specifici processi di controllo e prevenzione, che le hanno consentito l'acquisizione della certificazione Biosafety Trust Certification, rilasciata dall'ente certificatore RINA Services.


Area Idrico

Nonostante la necessità di dover restare in casa o comunque di limitare gli spostamenti, i consumi idrici non hanno subito variazioni e sono rimasti pressoché costanti, a causa dell'effetto combinato della riduzione dei consumi degli utenti non domestici (utenze industriali, commerciali, …) e dell'aumento dei consumi degli utenti domestici. Si ravvisa inoltre, nelle grandi città, una diminuzione dovuta al blocco dei flussi turistici.

In ottemperanza a quanto disposto dalla normativa all'uopo emanata in riferimento allo stato di emergenza sanitaria dovuta al Covid-19, nonché in aderenza alle deliberazioni dell'ARERA, le principali misure preventive e precauzionali adottate dai gestori del SII del Gruppo Acea per garantire continuità e disponibilità del servizio in condizioni di sicurezza per la cittadinanza e per gli operatori hanno riguardato tra l'altro:

Sono in corso di condivisione con gli Enti di Governo d'Ambito dei territori serviti ulteriori misure a tutela dell'utenza compatibili con la vigente normativa regolatoria (delibera n.580/2019/R/idr e n.235/2020/R/idr).


Area Ambiente

Le società dell'Area Ambiente erogano servizi pubblici essenziali e, in quanto tali, risultano derogate dalla sospensione delle attività produttive previste dai Dpcm succedutisi nel tempo per il contrasto alla diffusione epidemiologica del Covid-19.

Si è registrata, nella fase di lockdown, una temporanea riduzione del CSS in ingresso presso il termovalorizzatore di San Vittore proveniente dal trattamento del rifiuto indifferenziato prodotto nell'area romana, vista la sostanziale sospensione dei fenomeni turistici e di pendolariato. Acea Ambiente ha comunque adottato misure di compensazione dell'effetto, riservando spazi aggiuntivi e temporanei per gli altri conferitori. In ogni caso, ad oggi tale fenomeno è rientrato.

Si sono altresì verificate localizzate riduzioni di produzione di alcuni rifiuti speciali conferiti presso alcune piattaforme di trattamento di rifiuti liquidi dell'area, a causa del fermo delle industrie produttrici.

Gli altri impianti hanno operato mantenendo sostanzialmente la medesima produttività attesa prima della diffusione dell'epidemia.

Gli impianti di trattamento di San Vittore del Lazio (UL3) e Orvieto (UL4) sono stati altresì individuati, tramite specifiche ordinanze regionali, quali impianti di destinazione dei rifiuti indifferenziati prodotti dai contagiati o dalle persone in quarantena nel territorio delle rispettive regioni di competenza (Lazio ed Umbria).

La quasi totalità delle regioni ha disposto, con specifiche ordinanze, la sospensione della raccolta differenziata per i contagiati e le persone in quarantena, con impatti su tipologia e quantità di rifiuti urbani in ingresso agli impianti dell'Area. I quantitativi non sono stati molto rilevanti, senza pertanto significativi effetti oltre quelli sopra riepilogati.


La sicurezza durante l'epidemia Covid-19

Il Gruppo Acea fin dall'inizio dell'emergenza dovuta alla diffusione del Coronavirus, ha implementato misure di prevenzione e protezione per la gestione del rischio da contagio Covid-19. 

Per le attività effettuate dalle Società del Gruppo Acea, l'esposizione al Coronavirus non rappresenta un rischio professionale, in quanto i dipendenti espletano mansioni che non determinano un innalzamento dell'entità del rischio rispetto al resto della popolazione.

Tuttavia, essendo l'attività lavorativa una condizione per la quale potenzialmente si può venire a contatto con persone esposte al virus, fin da subito è stata pianificata una strategia di protezione volta al contenimento dell'impatto sull'organizzazione sulla base di una valutazione del rischio.

Le principali misure implementate sono di seguito riportate:

Data l'importanza della tutela della salute e sicurezza dei propri lavoratori, il Gruppo Acea ha voluto dare un importante segno di vicinanza ed un contributo non solo economico, ai propri colleghi, attivando - sin dall'esplosione della pandemia nel 2020 - una speciale copertura assicurativa, senza nessun costo per i dipendenti (inclusi anche i lavoratori somministrati, gli stagisti ed i collaboratori in genere) che garantisce un significativo sostegno economico in caso di ricovero sia dei dipendenti, sia dei loro familiari.

La polizza, oltre a prevedere un indennizzo economico e servizi di assistenza in caso di contagio e ricovero da Covid-19, include anche una serie di servizi di consulenza medica o psicologica attivabili ed utilizzabili, anche in assenza di contagio e ricovero. 

La polizza del Gruppo Acea è stata stipulata da 29 Società e conta, ad oggi, circa 16.000 persone assicurate, tra lavoratori e familiari.


Smart Working - persone connesse, vicine, attive

Nel corso del 2021 sono stati confermati e rinnovati gli Accordi con le Organizzazioni Sindacali in materia di misure di contenimento e contrasto al Covid-19.

Le intese vertono in particolare sulla regolamentazione dello smart working in fase emergenziale, sulla gestione flessibile dell'orario di lavoro e sulla formazione a distanza, quali strumenti utili a consentire la prosecuzione delle attività lavorative in sicurezza e garantendo la massima flessibilità organizzativa possibile.


Gli Investitori

la pandemia da Covid-19 ha rafforzato l'interesse degli investitori istituzionali verso tematiche ESG che vengono sempre più integrate nelle decisioni di investimento. Si è registrato, in particolare, un aumento della sensibilità della Comunità finanziaria verso temi sociali e ambientali, con un incremento della percezione da parte degli investitori dell'interessante rendimento/profilo di rischio che può essere offerto dagli investimenti sostenibili.


Gli Azionisti e finanziatori 

In considerazione del fatto che le caratteristiche dei business gestiti dal Gruppo Acea, il cui EBITDA è generato per circa l'85% da attività regolate e alla luce della cronologia degli eventi e delle misure poste in essere, gli ambiti di regolamentazione che disciplinano i business del Gruppo Acea non hanno subito significative variazioni in ragione della emergenza sanitaria.

Per quanto riguarda i riflessi di natura finanziaria, sia nel breve sia nel medio periodo, non si ravvisano incertezze significative per il Gruppo Acea nel far fronte all'emergenza "coronavirus" e agli effetti che questa potrà ragionevolmente causare, anche in ragione della capacità dell'impresa di continuare a operare come un'entità in funzionamento grazie alla solida struttura finanziaria del Gruppo.

 

RISCHI COMPETITIVO - REGOLAMENTARI


Rischio di evoluzione normativa - regolamentare 

Come noto il Gruppo Acea opera prevalentemente nei mercati regolamentati e le prescrizioni e gli obblighi che li caratterizzano (nonché il cambiamento delle regole di funzionamento di tali mercati) possono significativamente influire sui risultati e sull'andamento della gestione. In particolare, diverse Società del Gruppo gestiscono, per i rispettivi Ambiti Territoriali, il Servizio Idrico Integrato che notoriamente rappresenta un comparto caratterizzato da una crescente attenzione da parte del Legislatore e dell'Authority di settore (ARERA). Il Gruppo risulta pertanto esposto, con riferimento a tutti i territori serviti, all'evoluzione del quadro normativo/ regolamentare di riferimento.

In proposito si evidenzia come a seguito dell'estensione delle competenze di regolazione e controllo dell'ARERA al ciclo dei rifiuti, anche le Società dell'Area Ambiente risultino esposte a potenziali rischi derivanti dall'evoluzione del quadro regolatorio di riferimento.

Tali rischi vengono mitigati da una attenta attività di monitoraggio delle evoluzioni normative, di interlocuzione con gli enti competenti e di partecipazione ai tavoli associativi ed istituzionali, svolta dalle competenti strutture di business in sinergia con i presidi organizzativi di cui si è dotato il Gruppo. Tali strutture assicurano il monitoraggio della evoluzione normativa e regolatoria, sia nella fase di supporto alla predisposizione di commenti ed osservazioni ai Documenti di Consultazione, in linea con gli interessi delle società del Gruppo, che nelle indicazioni per una coerente applicazione delle disposizioni normative all'interno dei processi aziendali, dei business dell'energia elettrica, del gas, dell'acqua e dell'ambiente.


Rischio di contesto politico - sociale e macroeconomico

Il Gruppo Acea, nell'erogazione dei servizi resi alla propria clientela, è molto attento alle attese ed alle scelte delle proprie controparti istituzionali, territoriali e centrali. D'altronde, la maggior parte delle proprie attività risultano comunque sensibili alle dinamiche, di tipo congiunturale e strutturale, registrate dal tessuto economico e produttivo dei rispettivi territori.

In tal senso tra i principali fattori che influenzano la performance del Gruppo vanno annoverate le evoluzioni del contesto politico/sociale e macroeconomico di riferimento. Tali incertezze possono avere un riflesso sulla realizzazione degli obiettivi economico/finanziari e degli investimenti, oltre che sulla realizzazione delle grandi opere, i cui tempi possono essere influenzati da cambiamenti delle compagini governative sia a livello centrale che locale. 

Con riferimento alle iniziative di sviluppo previste dal Piano Industriale nell'Area Ambiente (crescita attraverso operazioni M&A e realizzazioni di impianti green-field), si rileva il rischio derivante dal mancato rilascio delle autorizzazioni da parte degli enti competenti. 

Il Gruppo è storicamente focalizzato a garantire livelli di eccellenza nella qualità tecnica e commerciale dei servizi resi, anche tramite modelli di dialogo sempre più attenti alle necessità espresse dai propri interlocutori di riferimento, al fine di attivare dinamiche virtuose nei rapporti con la propria clientela, anche con riferimento alle abitudini di pagamento. In proposito è necessario evidenziare come il Gruppo sia inoltre soggetto al rischio di deterioramento delle posizioni creditizie in particolare connesse con l'erogazione del Servizio Idrico Integrato, con conseguenze sulle rispettive esposizioni in capitale circolante. Tale rischio è gestito in logica proattiva dalle competenti strutture delle singole società, in applicazione di specifiche Credit Policy di Gruppo e con il supporto di competenti presidi organizzativi della Capogruppo.


In relazione alla crisi geopolitica internazionale determinatasi a seguito del conflitto Russia - Ucraina, risulta attualmente difficile nonché incerto valutare gli effetti e le ripercussioni che potrebbero derivare dal perdurare della crisi internazionale.

Il management è attualmente impegnato a monitorare la situazione sui mercati internazionali e proseguirà nel corso dei prossimi mesi una attività di analisi sull'andamento dei prezzi delle materie prime nonché sull'andamento del credito che allo stato attuale non rappresentano comunque elementi di criticità. Con riferimento alle materie prime, oltre ad attenzionare gli equilibri sulla base delle previsioni di vendita a prezzo fisso e variabile, le Società del Gruppo ricorrono solo a controparti di primario standing che soddisfino i requisiti previsti dalle proprie procedure di rischio commodity e controparte. In merito ai riflessi di natura finanziaria sia nel breve che nel medio periodo il Gruppo sta ponendo in essere opportune attività di monitoraggio al fine di intervenire tempestivamente. Si segnala che il Gruppo Acea non ha rapporti diretti con società di diritto russo ovvero ucraino o bielorusso comunque interessate dal conflitto. Stante la situazione di assoluta incertezza, il Gruppo Acea provvederà a riflettere nel Piano Industriale, gli eventuali impatti ad oggi indeterminabili.


RISCHI NATURALI

Tra i fattori di rischio cui è sottoposto il Gruppo, vanno inoltre evidenziati i possibili impatti derivanti da fenomeni naturali imprevedibili (es: terremoti, alluvioni e frane) e/o da variazioni climatiche cicliche o permanenti sulle reti e impianti gestiti dalle società del Gruppo Acea. Le prime tipologie di rischi vengono affrontati tramite l'implementazione di strutturati strumenti di governo degli asset, specifici per ciascun ambito di business (es. Water Safety Plan nell'ambito del SII; monitoraggio costante degli invasi, svolto anche in collaborazione con Ministero competente, nell'ambito della gestione dighe), oltre che con progetti, anche di rilevanza nazionale, finalizzati ad incrementare la resilienza delle infrastrutture dei vari territori (es. la progettualità inerente il raddoppio dell'acquedotto del Peschiera- Le Capore). La parte residuale dei rischi da eventi naturali viene trasferita tramite il programma assicurativo di Gruppo cui si è fatto cenno nelle pagine precedenti.

Il Gruppo Acea, ormai da anni, dimostra il suo impegno concreto nell'affrontare e mitigare i rischi legati al cambiamento climatico non solo con la rendicontazione effettuata nel suo Bilancio di Sostenibilità, ma anche divulgando le sue strategie e illustrando le azioni poste in essere e gli interventi realizzati attraverso la partecipazione al Carbon Disclosure Project (CDP), confermando lo score di 'A-' e l'appartenenza alla fascia di Leadership.

Tale importante risultato ha stimolato ulteriormente il Gruppo Acea nel procedere ad un progressivo allineamento alle raccomandazioni della Task force on Climate-related Financial Disclosures (TCFD) sulla disclosure climatica, non solo nelle metriche e nei target, ma anche nella governance e nella gestione dei rischi e opportunità, in quanto elemento utile per migliorare la sua strategia di mitigazione e adattamento agli scenari futuri.

Per il Gruppo Acea infatti, per la natura e localizzazione delle sue linee di business, le principali criticità connesse al cambiamento climatico potrebbero manifestarsi in campo operativo, normativo e legale, con potenziali effetti anche in campo finanziario. Per quanto riguarda il primo aspetto, eventi meteorologici cronici come la riduzione delle precipitazioni possono portare a impatti negativi sia sul fronte della produzione di energia idroelettrica che su quello della riduzione della disponibilità di risorse di acqua potabile da distribuire, tra l'altro con un aumento dei consumi energetici per il prelievo di acqua da fonti meno favorite. D'altra parte, fenomeni estremi come i nubifragi possono portare a rischi di fulmini, di interruzione del servizio della rete elettrica o, per la rete idrica, di tracimazione degli afflussi nei sistemi di acque reflue e di torbidità delle fonti idriche. Dal punto di vista normativo e legale, inoltre, questi effetti climatici possono incidere sulla conseguente prestazione del servizio secondo la disciplina normativa prevista con conseguenti sanzioni pecuniarie. Le implicazioni della evoluzione normativa in materia di quote di emissione di CO2, fonti rinnovabili, tasse e certificati bianchi (titoli di efficienza energetica) potrebbero essere molto significative, con possibili impatti finanziari finali.


RISCHI OPERATIVI

Rischio di compliance normativa 

La natura del business espone il Gruppo Acea al rischio di non conformità alla normativa a tutela dei consumatori ex D.Lgs. 206/2005, ossia il rischio connesso principalmente alla commissione di illeciti consumeristici/pratiche commerciali scorrette o pubblicità ingannevole (attraverso attività quali: omissione di informazioni rilevanti, diffusione informazioni non veritiere/forme di indebito condizionamento, clausole vessatorie nei rapporti commerciali con i consumatori) oltre che al rischio di non conformità alla normativa a tutela della concorrenza, ossia il rischio connesso principalmente al divieto, per le imprese, di porre in essere intese restrittive della concorrenza e di abusare della propria posizione dominante sul mercato (attraverso attività quali: ripartizione del mercato, manipolazione delle gare d'appalto, accordi restrittivi e altri tipi di accordi anticoncorrenziali, scambio di informazioni sensibili sotto i profili commerciale/concorrenziale potenzialmente in grado di costituire un'attività di cartello).

Acea ha adottato uno specifico Programma di Compliance Antitrust e ha nominato il Referente Antitrust di Holding. Il Programma si pone come obiettivo principale il rafforzamento dei presidi interni volti a prevenire la violazione della normativa, attraverso l'implementazione di strumenti normativi ed organizzativi, oltre che attraverso una più capillare diffusione della cultura del rispetto dei principi di leale concorrenza e dei diritti dei consumatori. Le principali Società del Gruppo hanno adottato il Programma di Compliance Antitrust in linea con le indicazioni della Holding ed istituito strutture organizzative in cui sono stati individuati i Referenti Antitrust di Società, con il compito di curare le attività di adeguamento del Programma alle singole realtà societarie e di sovrintendere alla sua implementazione e manutenzione.

Tra i rischi normativi sono inoltre comprese tutte quelle non conformità, con particolare riguardo per il Gruppo Acea alle violazioni in materia di ambiente (generati ad es. dalle attività di produzione e/o trattamento dei reflui urbani e dei rifiuti e di salute e sicurezza sul lavoro, mitigati attraverso l'adozione di sistemi di gestione certificati, rispettivamente UNI EN ISO 14001:2015 e ISO 45001:2018), che possono provocare l'applicazione di sanzioni amministrative e/o penali, anche di natura interdittiva.

A seguito dell'introduzione di alcuni delitti che sono andati ad ampliare il catalogo dei reati presupposto in grado di attivare la responsabilità degli Enti ai sensi del D.Lgs. 231/2001, il Gruppo Acea ha avviato il progressivo aggiornamento dei rispettivi modelli organizzativi delle società, a partire da quello di ACEA SpA. Sono state inoltre avviate le attività propedeutiche per l'aggiornamento del Modello alla legge di conversione del D.L. n. 124/2019 del 17 Dicembre 2019, entrata in vigore il 25 Dicembre 2019, che ha introdotto tra i reati presupposto ex D.Lgs. 231/01 alcuni delitti tributari, e al D. Lgs 75 del 14 luglio 2020 di recepimento della cd. Direttiva PIF.

Nell'ambito della più generale Procedura di Gruppo in materia di Whistleblowing, volta a regolare il sistema attraverso cui chiunque può effettuare segnalazioni di carattere volontario e discrezionale, garantendo la riservatezza dell'identità del segnalante e preservandolo, quindi, da qualsiasi ritorsione, è stata aggiornata la disciplina delle Segnalazioni afferenti a condotte illegittime anche ai sensi del D.Lgs. 231/01 e/o violazioni del Modello 231, ampliando i possibili canali di comunicazione anche attraverso una specifica piattaforma informatica, accessibile da parte di tutti (dipendenti, terzi, ecc.) sul sito Internet di ogni Società del Gruppo e da parte dei dipendenti delle Società italiane del Gruppo con accesso dedicato sulle Intranet aziendali.

Si informa che talune società consolidate (areti, ACEA Ato2, Acea Elabori e Acea Ambiente), come più ampiamente illustrato nei relativi bilanci, sono interessate da indagini o procedimenti che afferiscono a fattispecie rilevanti ai sensi del D.Lgs. 231/01 in materia di sicurezza e/o ambiente. Si registrano anche contestazioni per reati societari relativi alla sola ACEA Ato5 interessata da indagini e procedimenti che afferiscono a fattispecie rilevanti ai sensi del D.Lgs. 231/01 in materia di ambiente e di reati societari. In particolare, relativamente ai reati societari, nell'ambito del procedimento 2031/16, che riguarda gli esercizi 2015, 2016 e 2017, risultano indagati per ipotesi di reato asseritamente riconducibili al falso in bilancio e false comunicazioni sociali i Presidenti della Società, nonché i rappresentanti degli organi di controllo in carica nei suddetti esercizi. Nel corso del 2020 è stato notificato avviso di conclusione delle indagini preliminari, ex art. 415 bis.

Sulla base delle informazioni attualmente disponibili, tenuto conto dell'autonomia operativa delle Società rispetto alla controllante Acea, le eventuali responsabilità che dovessero essere accertate all'esito definitivo dei suddetti procedimenti sarebbero imputabili esclusivamente alle società destinatarie degli stessi, senza riflessi sulla Capogruppo o sulle altre società del Gruppo non coinvolte.  

Tra gli ulteriori rischi normativi che possono potenzialmente assumere particolare rilevanza per il Gruppo Acea, si evidenziano infine quelli derivanti dal Regolamento Privacy (UE) 2016/679 GDPR.

Il programma di adeguamento svolto dal Gruppo Acea ha consentito di definire e realizzare un Modello di Governance Privacy valevole per il Gruppo, prendendo come ambito privilegiato di osservazione la Capogruppo, nel suo ruolo di perno del sistema e fornitore di attività in service e/o centralizzate, guardando alle Società con logica di priorità sui processi core caratteristici per ambito di business. È stato esteso alle Società il programma di formazione on line, tramite piattaforma e-learning, inteso a fornire il primo layer di adempimento all'obbligo in capo ai Titolari di istruire gli addetti al trattamento dei dati, a cui sono state associate iniziative formative su singoli processi di ambito societario come anche un particolare focus sui processi a valenza trasversale, (HR, Legal, ecc.).

Sono stati avviati tavoli di lavoro societari per customizzare il Modello di gruppo nelle singole realtà, con effetti sull'implementazione e/o il fine tuning di processi ad elevato impatto privacy, nell'ambito dei quali si sono svolte anche iniziative di testing delle soluzioni di compliance già adottate.

 

Area Commerciale e Trading

Con riferimento all'area Commerciale e Trading, le società dell'area nello svolgimento delle loro attività di vendita sul mercato libero elettrico e gas, risultano pienamente esposte al rischio derivante dalla concorrenza. In particolare, si evidenzia il rischio connesso a potenziali danni economico-finanziari dovuti alla progressiva concentrazione del mercato elettrico e gas, ossia la riduzione del numero dei competitor e l'incremento delle rispettive quote di mercato, che penalizzerebbe il posizionamento delle società di vendita sul mercato (quota di mercato troppo bassa a parità di clienti), in caso di mancato allineamento al trend di crescita dimensionale dei principali competitor.

Inoltre, con riferimento alla commodity si evidenzia il rischio connesso a potenziali danni economico-finanziari dovuti all'impatto di mutamenti del contesto macroeconomico, ivi compresi quelli repentini come la pandemia da Covid-19 o del fenomeno del c.d. energy crunch, che porterebbe, nel primo caso, ad  una riduzione dei consumi di commodities da parte dei clienti business e, nel secondo caso, a fenomeni di estrema volatilità dei prezzi delle commodities, con conseguenze negative sulle dinamiche commerciali.

Relativamente al Servizio elettrico di Maggior Tutela (SMT), si rileva il rischio connesso all'evoluzione della normativa di riferimento, che potrebbe avere un impatto rilevante sulla crescita della customer base, dovuto alla posizione di svantaggio rispetto agli altri operatori, in quanto il mix dei clienti power delle società del Gruppo, rispetto a quello dei principali competitor, è squilibrato a favore del SMT. Questa situazione rischia di penalizzare Acea Energia per: (i) l'impossibilità ad effettuare qualsivoglia azione commerciale sui clienti del SMT; (ii) la dipendenza da tariffe regolamentate di ricavi e margini del SMT; (iii) l'esposizione di una quota rilevante della propria customer base agli impatti delle politiche che saranno adottate in vista del superamento del SMT.

Nell'attività operativa di Acea Energia che, in quanto società di vendita, costituisce il single point of contact per i clienti finali, sia per il mercato libero elettrico e gas che per il Servizio elettrico di Maggior Tutela, rileva il rischio legato all'eventualità che si registrino livelli inadeguati di performance dei Distributori, con conseguenti impatti sulla società di vendita. 

Al fine di garantire il successo delle iniziative di sviluppo previste dal Piano Industriale, le Società dell'Area hanno avviato dei progetti di change management, mitigando i rischi connessi al mancato coinvolgimento di tutto il personale (staff e di linea, manager e non). 

Le società dell'Area presentano inoltre rischi tipici del "business" derivanti da una gestione efficiente ed efficace dei processi di fatturazione e recupero del credito, laddove essa risulta influenzata da una performance non pienamente adeguata da parte dei distributori di energia elettrica e gas. 

Per quanto attiene il rischio di prezzo commodity e gli strumenti di controllo adottati, si rimanda ai successivi rischi di natura finanziaria.

 



areti

areti, avvalendosi anche del supporto e dell'assistenza della Funzione Risk & Compliance di Acea S.p.A. nella gestione del processo e degli strumenti del sistema di Enterprise Risk Management implementati nel Gruppo societario, conduce periodicamente e in modalità strutturata un'attività di identificazione e valutazione dei principali rischi che possono impattare in modo significativo sul raggiungimento degli obiettivi di business derivanti dai piani strategici, industriali, finanziari e di sostenibilità.  

Per talune tipologie di rischi "specifici", Acea Spa svolge inoltre una funzione di secondo livello di controllo, attraverso strutture organizzative appositamente costituite. La società prosegue nel monitoraggio e nella gestione degli scenari di rischio individuati attraverso il controllo periodico di alcuni KRI (Key Risk Indicator), ossia di metriche oggettive atte a monitorare l'esposizione al rischio degli scenari di maggior rilievo, così da rafforzare l'attività di risk response & monitoring e di rendere oggettivabile l'evoluzione degli scenari di rischio ERM, in particolare dei Top Risks. 

Nel corso del 2021 è stato avviato il programma di aggiornamento del Risk Assessment aziendale che sarà concluso entro il prossimo mese di gennaio, utilizzando una nuova metodologia ERM strutturata e formalizzata dalla Capogruppo, che determinerà il nuovo Programma ERM di areti.

Si evidenziano i rischi associati ai seguenti progetti di grande impatto sul territorio:

I rischi si riferiscono genericamente a tutte le incognite e ai possibili inconvenienti che possono presentarsi durante l'implementazione di progetti così articolati ed estesi temporalmente (alcuni previsti oltre l'arco Piano), anche in considerazione degli impegni presi con l'ARERA; si fa quindi riferimento alle possibili criticità associate agli interventi operati sulle infrastrutture di rete (autorizzazioni da parte di enti terzi, approvvigionamento materiali, disponibilità delle Ditte, programmazione delle attività, ecc.) che assumono maggiore rilevanza per la numerosità e la concentrazione degli stessi.

Si riporta inoltre un rischio riferito alle conseguenze che possono derivare dalla carenza di materie prime che sta interessando il contesto nazionale e internazionale; infatti, la penuria di materiali rischia di determinare ritardi nell'approvvigionamento e nella conseguente messa in servizio dei componenti di cui si compone l'infrastruttura di rete oltre che di incrementare i costi di acquisto con la conseguente difficoltà/impossibilità di rispettare il budget e/o il Piano degli Investimenti.


Area Generazione

I principali rischi operativi connessi all'attività della società possono essere relativi a danni materiali (danni agli asset, adeguatezza dei fornitori, negligenza), danni alle persone e danni derivanti da sistemi informativi e da eventi esogeni.

Acea Produzione, per far fronte ad eventuali rischi di natura operativa, ha provveduto, sin dall'avvio della propria attività, a sottoscrivere con primari istituti assicurativi polizze per Property Damage (danni materiali a cose), Third Part Liability (responsabilità civile verso terzi), polizza infortuni dipendenti nonché da ultimo, in considerazione dell'emergenza sanitaria tuttora in corso, ad attivare una copertura assicurativa da Covid-19. 

La Società pone particolare attenzione all'aggiornamento formativo dei propri dipendenti, attraverso docenze in presenza e corsi formativi on-line, al fine di responsabilizzare gli operatori di campo e tutto il management aziendale a lavorare in sicurezza, nel rispetto dell'ambiente e degli ecosistemi, con adeguatezza etica ed in termini di ecosostenibilità.

Acea Produzione sviluppa e definisce, altresì, procedure organizzative interne finalizzate alla descrizione delle attività e dei processi aziendali dei siti produttivi/unità ove risultano specificate le matrici di responsabilità ed il contesto e la normativa applicabile di riferimento; inoltre redige istruzioni operative proprie di campo dirette alla rappresentazione delle modalità esecutive degli interventi manutentivi ricorrenti, dove risultano messe in relazione le specifiche tecniche di esercizio con le condotte di sicurezza da impiegare nell'operatività.

Quanto sopra indicato si concretizza anche attraverso l'attuazione di un Sistema di Gestione Integrato Ambiente e Sicurezza (di seguito SISTEMA), adottato dalla Società ai sensi delle norme ISO 14001:2015 e ISO 45001:2018, certificato da Ente esterno di controllo accreditato.

L'indirizzo del SISTEMA, quale strumento propedeutico alla prevenzione degli infortuni, delle malattie professionali e dell'inquinamento ambientale, e volto alla promozione e al sostegno dell'efficienza energetica, trova puntuale riscontro nella Politica di SISTEMA dichiarata dalla stessa Società. 

 

Acea Ambiente

Gli impianti di Terni e San Vittore del Lazio sono stati interessati da progetti di ottimizzazione e revamping che presentano rischi tipicamente connessi alla realizzazione di infrastrutture industriali complesse (difetti di realizzazione e di performance).

Gli impianti di Orvieto, e più recentemente Aprilia e Monterotondo, hanno completato un importante intervento di riqualificazione dei processi di recupero ai fini del compostaggio, mentre gli impianti di Sabaudia e di Chiusi sono interessati da importanti interventi di ampliamento e riqualificazione, in corso di autorizzazione.

Per quanto attiene, invece, alla fase gestionale si evidenzia come l'eventuale discontinuità delle attività di termovalorizzazione svolte negli impianti di Terni e San Vittore del Lazio, nonché delle attività di trattamento rifiuti svolte dagli altri impianti, qualora connesse alla produzione di energia elettrica in regime di CIP 6/92 e allo svolgimento di servizi aventi rilievo pubblico, potrebbe determinare rilevanti ricadute negative.

Ciò, sia sotto un profilo economico, sia sotto un profilo di responsabilità nei confronti dei conferitori pubblici e privati. In tale contesto, quindi, il fermo impianto, laddove non programmato, prefigura un concreto rischio di mancato conseguimento degli obiettivi posti a base dell'attività industriale.

I termovalorizzatori, ma anche, seppure in grado minore, gli impianti di trattamento dei rifiuti, sono caratterizzati da un elevato livello di complessità tecnica, che ne impone la gestione da parte di risorse qualificate e strutture organizzative dotate di un elevato livello di know how. Sussistono quindi concreti rischi per quanto attiene la continuità di performance tecnica degli impianti, nonché connessi all'eventuale esodo delle professionalità (non facilmente reperibili sul mercato) aventi specifiche competenze gestionali in materia.

Tali rischi sono stati mitigati attraverso l'implementazione e l'attuazione di specifici programmi e di protocolli di manutenzione e gestionali, redatti anche sulla base dell'esperienza di conduzione impiantistica maturata.

Sotto altro profilo, gli impianti e le relative attività sono parametrati su specifiche caratteristiche dei rifiuti di ingresso. L'eventuale difformità di tali materiali rispetto alle specifiche può dare corso a concrete

difficoltà gestionali, tali da compromettere la continuità operativa degli impianti e da rappresentare rischi di ricadute di natura legale.

Per tale motivo sono state attivate specifiche procedure di verifica e controllo dei materiali di ingresso mediante prelievi a spot e campagne analitiche ai sensi della normativa vigente.

 

RISCHIO MERCATO

Il Gruppo è esposto a diversi rischi di mercato con particolare riferimento al rischio di oscillazione dei prezzi/volumi delle commodities oggetto di compravendita, al rischio tasso di interesse e, solo in minima parte, al rischio cambio. Per contenere l'esposizione entro limiti definiti il Gruppo è parte di contratti derivati utilizzando le tipologie offerte dal mercato.


Con Rischio Mercato si intende il rischio relativo agli effetti imprevisti sul valore degli asset in portafoglio dovuti a variazioni delle condizioni di mercato. 


Rischio Commodity

In questo ambito si fa riferimento alle fattispecie di Rischio Prezzo e Rischio Volume così definiti:

Acea S.p.A., attraverso l'attività svolta dall'Unità Commodity Risk Control dell'Unità Finanza nell'ambito della Funzione Amministrazione, Finanza e Controllo, assicura l'analisi e la misurazione dell'esposizione ai rischi di mercato, interagendo con l'Unità Energy Management di Acea Energia S.p.A., verificando il rispetto dei limiti e criteri generali di Gestione dei Rischi de Settore Commerciale e Trading adottati dalla stessa e dalla Direzione Amministrazione, Finanza e Controllo in coerenza con le "Linee di Indirizzo del Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi" di Acea S.p.A. e le specifiche procedure. L'analisi e gestione dei rischi è effettuata secondo un processo di controllo di secondo livello che prevede l'esecuzione di attività lungo tutto l'anno con periodicità differenti per tipologia di limite (annuale, mensile e giornaliera), svolte dall'Unità Commodity Risk Control e dai risk owners.

In particolare:

La reportistica verso il Top Management ha periodicità giornaliera e mensile. Quando richiesto dal Sistema di Controllo Interno, Commodity Risk Control predispone l'invio all'Unità Internal Audit di Acea S.p.A. delle informazioni richieste e disponibili a sistema, nel formato adeguato alle procedure vigenti.

I limiti di rischio del Settore Commerciale e Trading sono definiti in modo tale da:

La gestione e mitigazione del rischio commodity sono funzionali al raggiungimento degli obiettivi economici e finanziari del Gruppo ACEA, come indicati nel budget, in particolare:

I contratti a termine (per operazioni fisiche di acquisto e vendita commodities) sono stipulati per far fronte al fabbisogno atteso e derivante dai contratti in portafoglio.

La strategia di copertura del rischio adottata dall'Area Industriale Commerciale e Trading ha anche l'obiettivo di minimizzare il rischio associato alla volatilità del conto economico derivante dalla variabilità dei prezzi di mercato e garantire la corretta applicazione dell'Hedge Accounting (ai sensi dei Principi Contabili Internazionali vigenti) a tutti gli strumenti finanziari derivati utilizzati a tale scopo.

In merito agli impegni assunti dal Gruppo ACEA al fine di stabilizzare il flusso di cassa delle operazioni di acquisto e vendita di energia elettrica, si segnala che la totalità delle operazioni di copertura in essere sono contabilizzabili in modalità cash flow hedge in quanto è dimostrabile l'efficacia della copertura. Gli strumenti finanziari adoperati rientrano nella tipologia degli swap e dei contratti per differenza (CFD) o altri strumenti aventi finalità di copertura da rischio prezzo della commodity.

La valutazione dell'esposizione al rischio prevede le seguenti attività:

L'attività dell'Unità Commodity Risk Control prevede controlli codificati giornalieri ad "evento" sul rispetto delle procedure e dei limiti di rischio (anche ai fini del rispetto della L. 262/05) e riferisce ai Responsabili di Direzione gli eventuali scostamenti rilevati nelle fasi di controllo, affinché possa far adottare le misure atte a rientrare nei limiti previsti.



Rischio tasso di interesse

L'approccio del Gruppo Acea alla gestione del rischio di tasso d'interesse, tenuto conto della struttura degli asset e della stabilità dei flussi di cassa del Gruppo Acea, è stato finora essenzialmente volto a preservare i costi di funding e a stabilizzare i flussi finanziari, in modo tale da garantire i margini e la certezza dei suddetti flussi di cassa derivanti dalla gestione caratteristica.

L'approccio del Gruppo Acea alla gestione del rischio di tasso di interesse è pertanto prudente e la modalità di gestione dello stesso risulta tendenzialmente statica.

In particolare, per gestione statica (da contrapporsi a quella dinamica) si intende una tipologia di gestione del rischio di tasso di interesse che non prevede un'operatività giornaliera sui mercati ma un'analisi e controllo della posizione effettuati periodicamente sulla base di esigenze specifiche. Tale tipologia di gestione prevede pertanto un'operatività sui mercati non a fini di trading bensì orientata alla gestione di medio/lungo periodo con l'obiettivo di copertura dell'esposizione individuata.

Acea ha finora scelto di ottimizzare il rischio di oscillazione dei tassi di interesse scegliendo un range di mix di indebitamento tra tasso fisso e variabile.

Come noto infatti l'indebitamento a tasso fisso consente ad un operatore di essere immune al rischio cash flow in quanto stabilizza gli oneri finanziari a conto economico mentre è molto esposto al fair value risk in termini di variazioni del valore di mercato dello stock di debito.


Rischio cambio

Il Gruppo non è particolarmente esposto a tale tipologia di rischio che è concentrata sulla conversione dei bilanci delle controllate estere.

Per quanto riguarda il Private Placement di 20 miliardi di yen il rischio cambio è coperto tramite un cross currency descritto a proposito del rischio tasso di interesse.


Rischi di Information Technology

Acea ha intrapreso ormai da anni un percorso di sviluppo centrato sull'impiego delle nuove tecnologie come elemento propulsore di efficienza operativa, sicurezza e resilienza dei propri asset industriali. I principali processi aziendali sono ormai tutti supportati dall'utilizzo di avanzati sistemi informativi, implementati e gestiti dai presidi centralizzati di Gruppo in logica di supporto alle operations delle diverse realtà aziendali. In tal senso il Gruppo è quindi esposto ai rischi di adeguatezza dell'infrastruttura informatica alle esigenze attuali o prospettiche dei vari business oltre che ai rischi di accesso non autorizzato, con o senza dolo, e comunque non appropriato o rispettoso delle normative vigenti, dei dati trattati tramite procedure informatiche. Acea gestisce tali rischi con massima attenzione, tramite specifiche strutture organizzative di compliance aziendale, coordinate da presidi specialistici di Gruppo.

Per quanto attiene la sicurezza informatica di sistemi, infrastrutture, reti ed altri dispositivi elettronici nell'ambito del servizi erogati o dalle rispettive Società del Gruppo, gli attuali presidi procedurali e tecnologici delle Società stesse stanno attuando tutte le azioni necessarie per allineare la propria postura di cyber security ai principali standard nazionali ed internazionali di settore, al fine di innalzare la propria resilienza ai fenomeni di questa natura, eventi possibili ripercussioni in termini di business interruption e non compliance normativa. Sono in fase di implementazione misure tecnologiche ed organizzative con l'obiettivo di:

 

Rischio liquidità

Nell'ambito della policy del Gruppo, l'obiettivo della gestione del rischio di liquidità per Acea e le società controllate, è quello di avere una struttura finanziaria che, in coerenza con gli obiettivi di business e con i limiti definiti dal Consiglio di Amministrazione, assicuri un livello di liquidità adeguato ai fabbisogni finanziari nel breve - medio termine, mantenendo un corretto equilibrio tra durata e composizione del debito, anche tenendo conto degli sfidanti obiettivi previsti dal Piano Industriale in termini di sviluppo di nuove iniziative di M&A. Tra i vari fattori di incertezza fronteggiati dal Gruppo vanno infatti annoverati i potenziali impatti economico/finanziari e reputazionali connessi con il closing ovvero il mancato closing delle citate operazioni. Il Gruppo Acea ha quindi adottato, a fronte di tali rischi, un articolato e strutturato processo di valutazione, effettuato in stretto coordinamento tra le aziende e i presidi organizzativi della Capogruppo delle singole tipologie di rischio.

Il processo di gestione del rischio di liquidità, che si avvale di strumenti di pianificazione finanziaria delle uscite e delle entrate implementati a livello delle singole Società sotto il coordinamento di un apposito presidio di Gruppo, finalizzati ad ottimizzare la gestione delle coperture di tesoreria nonché a monitorare l'andamento dell'indebitamento finanziario consolidato, è realizzato sia attraverso la gestione accentrata della tesoreria sia mediante il supporto e l'assistenza fornita alle società controllate e collegate con le quali non sussiste un contratto di finanza accentrata.

 

Rischio di credito

Acea ha emanato nel 2019 le nuove linee guida della credit policy, per renderla coerente con le evoluzioni organizzative e col progetto Credit Risk Profiling, con le quali sono state individuate differenti strategie di gestione dei crediti. È stata inoltre emanata la procedura "Scoring ed affidamento della clientela", relativa ai mercati non regolamentati. 


Il sistema di Credit Check, operativo sui mercati non regolamentati da diversi anni e con il quale vengono sottoposti a verifica attraverso scorecard personalizzate tutti i nuovi clienti mass market e small business, è stato integrato nel 2018 con il CRM.


Le attività progettuali in merito al Credit Risk Profiling, (triennio 2021-2023), il cui perimetro di operatività è stato rimodulato ed ampliato, sono state tutte avviate ed in parte anche concluse. In tale contesto, nel corso del 2021 sono stati aggiornati i modelli di valutazione del rischio delle richieste in acquisizione di persone fisiche e persone giuridiche relativi ai canali mass market e small business "fuori Roma". Le scorecard aggiornate sono state rilasciate in produzione ad inizio 2022.  Anche i modelli e gli strumenti per la gestione della clientela Large Business sono stati ottimizzati nel corso del 2021. Sono sempre attive le piattaforme informative a supporto delle vendite e il tool di monitoraggio di richieste KPI in acquisizione gestite dal cruscotto evoluto di monitoraggio, il cui rilascio in produzione è stato effettuato a giugno 2020.


La valutazione dei clienti Large Business continua ad essere gestita attraverso un workflow approvativo con organi deliberanti coerenti con il livello di esposizione attesa dalla fornitura.


La gestione dinamica delle strategie di recupero è effettuata nel sistema di fatturazione per i clienti attivi e attraverso un gestionale dedicato per quelli cessati. Nel 2021 è proseguita l'attività di fine tuning e ottimizzazione del processo di gestione del credito sia in termini di mappa applicativa che di standardizzazione delle attività per tutte le società del Gruppo, con evoluzione della Collection Strategy, pienamente integrata nei sistemi, che indirizza le attività di dunning sia in funzione della tipologia dei clienti (pubblici e privati) che dei comportamenti dei singoli clienti (score andamentale).

Per il 2022 è previsto il back testing delle scorecard andamentali di persone fisiche e persone giuridiche sia per il mercato libero che per quello della maggior tutela, in modo da adeguare ulteriormente, ove opportuno, le strategie di dunning in funzione delle relative risultanze.

Le strutture delle singole società deputate alla gestione dei crediti sono coordinate dall'unità Credito Corporate di Acea Spa che garantisce il presidio end to end di tutto il processo.


L'attività di gestione massiva dei crediti attivi e dei crediti cessati di importo contenuto è svolta dalle società operative, lasciando alla Holding, oltre alla gestione dei clienti cessati di importo rilevante, l'attività di smaltimento di crediti non-performing mediante operazioni di dismissione.

Per effetto di tali interventi, il Gruppo negli ultimi anni ha significativamente migliorato la propria capacità di incasso, sia con riferimento al business di vendita di energia elettrica che a quello di somministrazione idrica.

Tale miglioramento, unitamente al ritorno a regime delle attività di dunning e di distacco dopo le sospensioni del 2020 nella fase acuta della pandemia, hanno consentito una sensibile riduzione dei livelli di unpaid sul fatturato corrente ed elevate performance di incasso.


Come negli anni precedenti, anche quest'anno il Gruppo pone in essere operazioni di cessione pro-soluto, rotative e spot, di crediti verso clienti privati e Pubbliche Amministrazioni. Tale strategia espone il Gruppo ai rischi sottesi alla chiusura o mancata chiusura delle citate operazioni e, d'altronde, consente l'integrale eliminazione dal bilancio delle corrispondenti attività oggetto di cessione essendo stati trasferiti tutti i rischi e i benefici ad esse connesse.

 

Rischi connessi al rating

La possibilità di accesso al mercato dei capitali e alle altre forme di finanziamento nonché i costi connessi dipendono, tra l'altro, dal merito di credito assegnato al Gruppo.

Eventuali riduzioni del merito di credito da parte delle agenzie di rating potrebbero costituire una limitazione alla possibilità di acceso al mercato dei capitali e incrementare il costo della raccolta con conseguenti effetti negativi sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo.

L'attuale rating di Acea è riportato nella tabella che segue.

Società

M/L Termine

Breve Termine

Outlook

Data

Fitch

 BBB+

F2

Stabile

14/01/2021

Moody's

Baa2

Na

Stabile

12/11/2020


 

Evoluzione prevedibile della gestione

I risultati raggiunti dal Gruppo Acea al 31 dicembre 2021 sono in linea con le previsioni.

ACEA conferma la propria strategia volta a realizzare importanti investimenti in infrastrutture, con un impatto positivo sulle performance operative ed economiche del Gruppo, mantenendo al contempo una solida struttura finanziaria.

La Società ha avviato un percorso per la definizione di un piano di transizione ecologica che traccerà la strada del Gruppo, in linea con gli obiettivi di lungo periodo previsti dall'Agenda 2030, per porre le basi all'aggiornamento del Piano Industriale che avrà un orizzonte temporale decennale. 

In relazione alla crisi geopolitica internazionale determinatasi a seguito del conflitto Russia - Ucraina, risulta attualmente difficile nonché incerto valutare gli effetti e le ripercussioni che potrebbero derivare dal perdurare della crisi internazionale.

Il management è attualmente impegnato a monitorare la situazione sui mercati internazionali e proseguirà nel corso dei prossimi mesi una attività di analisi sull'andamento dei prezzi delle materie prime. In merito ai riflessi di natura finanziaria sia nel breve che nel medio periodo il Gruppo sta ponendo in essere opportune attività di monitoraggio al fine di intervenire tempestivamente.

La struttura finanziaria del Gruppo risulta solida per gli anni futuri. Il debito al 31 Dicembre 2021 è regolato per l'85,7% a tasso fisso, in modo da garantire la protezione da eventuali rialzi dei tassi di interesse nonché da eventuali volatilità finanziarie o creditizie. La durata media del debito a medio - lungo termine si attesta al 31 Dicembre 2021 a 5 anni. Si evidenzia la riduzione del costo medio che passa dall'1,74% del 31 Dicembre 2020 all'1,42% del 31 Dicembre 2021.

Per l'anno 2022 Acea si aspetta:


Deliberazioni in merito al risultato di esercizio e alla distribuzione ai Soci

Signori Azionisti,

nell'invitarVi ad approvare il bilancio che Vi sottoponiamo, Vi proponiamo di destinare l'utile dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2021, pari a € 177.039.964,93, come segue:


Il dividendo complessivo (cedola n. 23) di € 180.665.720,95 pari a € 0,85 per azione, sarà messo in pagamento a partire dal 22 Giugno 2022 con stacco cedola in data 20 Giugno 2022 e record date il 21 Giugno 2022.

Alla data di approvazione del bilancio le azioni proprie sono pari a n. 416.993.


                                        ACEA S.p.A.

                                        Il Consiglio di Amministrazione

 





Forma e struttura  


Informazioni generali

Il bilancio di ACEA S.p.A. per l'esercizio chiuso al 31 dicembre 2021 è stato approvato con delibera del Consiglio di Amministrazione del 14 marzo 2022, che ne ha autorizzato la pubblicazione. ACEA è una società per azioni italiana, con sede in Italia, Roma, piazzale Ostiense 2, le cui azioni sono negoziate alla borsa di Milano.


Conformità agli IAS/IFRS

Il bilancio è stato predisposto in conformità agli International Financial Reporting Standards (IFRS) efficaci alla data di redazione del bilancio, approvati dall'International Accounting Standards Board (IASB) ed adottati dall'Unione Europea, costituiti dagli International Financial Reporting Standards (IFRS), dagli International Accounting Standards (IAS) e dalle interpretazioni dell'International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC) e dello Standing Interpretations Committee (SIC), collettivamente indicati "IFRS" e ai sensi dell'art. 9 del D.Lgs. 38/05.


ACEA S.p.A. adotta i principi contabili internazionali, International Financial Reporting Standards (IFRS), a partire dall'esercizio 2006, con data di transizione agli IFRS al 1° gennaio 2005. L'ultimo bilancio redatto secondo i principi contabili italiani è relativo all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2005.


Basi di presentazione

Il Bilancio d'esercizio chiuso al 31 dicembre 2021 è costituito dal Prospetto della Situazione Patrimoniale e Finanziaria, dal Prospetto di Conto economico, dal Prospetto di Conto economico Complessivo, dal Prospetto del Rendiconto finanziario e dal Prospetto delle variazioni del Patrimonio netto - tutti redatti secondo quanto previsto dallo IAS 1 - nonché dalle Note illustrative ed integrative, redatte secondo quanto previsto dagli IAS/IFRS vigenti. 

Si specifica che il Conto economico è classificato in base alla natura dei costi, la Situazione Patrimoniale e Finanziaria sulla base del criterio di liquidità con suddivisione delle poste tra corrente e non corrente, mentre il Rendiconto Finanziario è presentato utilizzando il metodo indiretto.

Il Bilancio d'esercizio chiuso al 31 dicembre 2021 è redatto in euro e tutti i valori sono arrotondati alle migliaia di euro tranne quando diversamente indicato.


Indicatori alternativi di performance

In data 5 ottobre 2015, l'ESMA (European Security and Markets Authority) ha pubblicato i propri orientamenti (ESMA/2015/1415) in merito ai criteri per la presentazione degli indicatori alternativi di performance che sostituiscono, a partire dal 3 luglio 2016, le raccomandazioni del CESR/05-178b. Tali orientamenti sono stati recepiti nel nostro sistema con Comunicazione n. 0092543 del 3 dicembre 2015 della CONSOB. Inoltre, il 4 marzo 2021 l'ESMA ha pubblicato gli orientamenti sui requisiti di informativa derivanti dal nuovo Regolamento Prospetto (Regulation EU 2017/1129 e Regolamenti Delegati EU 2019/980 e 2019/979), che aggiornano le precedenti Raccomandazioni CESR (ESMA/2013/319, nella versione rivisitata del 20 marzo 2013). A partire dal 5 maggio 2021, su richiamo di attenzione CONSOB n. 5/21, i sopracitati Orientamenti dell'ESMA sostituiscono anche la raccomandazione del CESR in materia di indebitamento, pertanto, in base alle nuove previsioni, gli emittenti quotati dovranno presentare, nelle note illustrative dei bilanci annuali e delle semestrali, pubblicate a partire dal 5 maggio 2021, un nuovo prospetto in materia di indebitamento da redigere secondo le indicazioni contenute nei paragrafi 175 ss. dei suddetti Orientamenti ESMA.

L'indebitamento finanziario viene rappresentato e determinato conformemente a quanto indicato dagli orientamenti ESMA sopra citati e in particolare dal paragrafo 127 delle raccomandazioni contenute nel documento n. 319 del 2013, implementative del Regolamento (CE) 809/2004. Tale indicatore è determinato come somma dei debiti finanziari a breve ("Finanziamenti a breve termine", "Parte corrente dei finanziamenti a lungo termine" e "Passività finanziarie correnti") e lungo termine ("Finanziamenti a lungo termine") e dei relativi strumenti derivati ("Passività finanziarie non correnti"), al netto delle "Disponibilità liquide e mezzi equivalenti", delle "Attività finanziarie correnti".


Uso di stime e assunzioni

La redazione del Bilancio d'Esercizio, in applicazione agli IFRS, richiede l'effettuazione di stime ed assunzioni che hanno effetto sui valori dei ricavi, dei costi, delle attività e delle passività di bilancio e sull'informativa relativa ad attività e passività potenziali alla data di riferimento. Nell'effettuare le stime di bilancio sono, inoltre, considerate le principali fonti di incertezze che potrebbero avere impatti sui processi valutativi. I risultati di consuntivo potrebbero differire da tali stime. Le stime sono state utilizzate nella valutazione dell'Impairment Test, per determinare alcuni ricavi di vendita, per i fondi per rischi e oneri, i fondi svalutazione crediti e gli altri fondi svalutazione, gli ammortamenti, le valutazioni degli strumenti derivati, i benefici ai dipendenti e le imposte. Le stime e le assunzioni sono riviste periodicamente e gli effetti di ciascuna variazione sono immediatamente iscritti a Conto economico.

Le stime hanno parimenti tenuto conto di assunzioni basate su parametri ed informazioni di mercato e regolatorie disponibili alla data di predisposizione del bilancio. I fatti e le circostanze correnti che influenzano le assunzioni circa sviluppi ed eventi futuri, tuttavia, potrebbero modificarsi per effetto, ad esempio, di cambiamenti negli andamenti di mercato o nelle regolamentazioni applicabili che sono al di fuori del controllo della Società. Tali cambiamenti nelle assunzioni sono anch'essi riflessi in bilancio quando si realizzano.

Si segnala inoltre che taluni processi valutativi, in particolare quelli più complessi quali la determinazione di eventuali perdite di valore di attività non correnti, sono generalmente effettuati in modo completo solo in sede di redazione del bilancio annuale, salvo i casi in cui vi siano indicatori di impairment che richiedano un'immediata valutazione di eventuali perdite di valore.

Per maggiori dettagli sulle modalità in commento si rimanda ai successivi paragrafi di riferimento.


Rischi connessi all'emergenza "Coronavirus (Covid-19)

Si rinvia alla relazione sulla gestione per quanto riguarda la descrizione dei principali impatti dell'emergenza Covid-19 sulle attività svolte dal Gruppo. Si precisa che tali impatti finora non hanno prodotto effetti significativi a conto economico, né incertezze tali da riflettersi negativamente sul presupposto della continuità aziendale. 

Nel successivo paragrafo "Impairment Test" infine, si dà atto dello svolgimento dell'impairment test ai sensi dello IAS 36 per tener conto della situazione, verificatasi a livello mondiale, dovuta alla pandemia, da cui non è emersa la necessità di apportare svalutazioni ai valori di carico delle attività materiali e immateriali. 

Per quanto riguarda la recuperabilità dei crediti non si segnalano rischi particolari. 


Criteri di valutazione e principi contabili

I principi e i criteri più significativi sono illustrati di seguito.


Attività non correnti destinate alla vendita 

Le attività non correnti (e i gruppi di attività in dismissione) classificati come detenuti per la vendita sono valutati al minore tra il loro precedente valore di carico e il valore di mercato al netto dei costi di vendita.

Le attività non correnti (e i gruppi di attività in dismissione) sono classificati come detenuti per la vendita quando si prevede che il loro valore di carico sarà recuperato mediante un'operazione di cessione anziché il loro utilizzo nell'attività operativa dell'impresa. Questa condizione è rispettata solamente quando la vendita è altamente probabile, l'attività (o il gruppo di attività) è disponibile per un'immediata vendita nelle sue condizioni attuali e la Direzione ha preso un impegno per la vendita, che dovrebbe avvenire entro dodici mesi dalla data di classificazione in questa voce.


Differenza cambi

La valuta funzionale e di presentazione adottata da ACEA S.p.A. e dalle controllate in Europa è l'euro (€). Le transazioni in valuta estera sono rilevate, inizialmente, al tasso di cambio in essere alla data dell'operazione. Le attività e le passività monetarie denominate in valuta estera sono riconvertite nella valuta funzionale al tasso di cambio in essere alla data di chiusura del bilancio. Tutte le differenze cambio sono rilevate nel conto economico del bilancio ad eccezione delle differenze derivanti da finanziamenti in valuta estera che sono stati accesi a copertura di un investimento netto in una società estera. Tali differenze sono rilevate direttamente a patrimonio netto fino a che l'investimento netto non viene dismesso e a quel momento ogni eventuale successiva differenza cambio riscontrata viene rilevata a conto economico. L'effetto fiscale ed i crediti attribuibili alle differenze cambio derivanti da questo tipo di finanziamenti sono anch'essi imputati direttamente a patrimonio netto. Le poste non monetarie valutate al costo storico in valuta estera sono convertite utilizzando il tasso di cambio in vigore alla data di iniziale rilevazione dell'operazione. Le poste non monetarie iscritte al valore equo sono convertite utilizzando il tasso di cambio alla data di determinazione di tale valore.

La valuta utilizzata dalle società latino - americane controllate è quella ufficiale del loro Paese. Alla data di chiusura del bilancio le attività e passività di queste società sono convertite nella valuta di presentazione adottata da ACEA S.p.A. utilizzando il tasso di cambio in essere alla data di chiusura del bilancio, e il loro conto economico è convertito utilizzando il cambio medio dell'esercizio o i tassi di cambio vigenti alla data d'effettuazione delle relative operazioni. Le differenze di traduzione emergenti dal diverso tasso di cambio utilizzato per il conto economico rispetto allo stato patrimoniale sono rilevate direttamente a patrimonio netto e sono esposte separatamente in una apposita riserva dello stesso. Al momento della dismissione di una entità economica estera, le differenze di cambio accumulate e riportate nel patrimonio netto in apposita riserva saranno rilevate a conto economico.


Riconoscimento dei ricavi

I ricavi sono rilevati nella misura in cui è possibile determinarne attendibilmente il valore ed è probabile che i relativi benefici economici saranno conseguiti da ACEA S.p.A. e sono valutati al fair value del corrispettivo ricevuto o ricevibile secondo la tipologia di operazione. I ricavi sono rilevati sulla base dei criteri specifici di seguito riportati:


Vendita di beni

I ricavi sono rilevati quando i rischi e benefici significativi della proprietà dei beni sono trasferiti all'acquirente.


Prestazioni di servizi

I ricavi sono rilevati con riferimento allo stadio di completamento delle attività sulla base dei medesimi criteri previsti per i lavori in corso su ordinazione. Nel caso in cui non sia possibile determinare attendibilmente il valore dei ricavi, questi ultimi sono rilevati fino a concorrenza dei costi sostenuti che si ritiene saranno recuperati.


Proventi finanziari

I proventi sono rilevati sulla base degli interessi maturati sul valore netto delle relative attività finanziarie utilizzando il tasso di interesse effettivo (tasso che attualizza esattamente i flussi finanziari futuri stimati al valore contabile netto dell'attività). Gli interessi sono contabilizzati ad incremento delle attività finanziarie riportate in bilancio.


Dividendi

Sono rilevati quando è stabilito il diritto incondizionato degli azionisti a ricevere il pagamento. Sono classificati nel conto economico nella voce proventi da partecipazioni.


Contributi

I contributi ottenuti a fronte di investimenti in impianti, sia da enti pubblici che da terzi privati, sono rilevati al fair value quando vi è la ragionevole certezza che saranno ricevuti e che saranno rispettate le condizioni previste. I contributi ricevuti a fronte di specifici impianti il cui valore viene iscritto tra le immobilizzazioni sono rilevati tra le altre passività non correnti e rilasciati progressivamente a conto economico in rate costanti lungo un arco temporale pari alla durata della vita utile dell'attività di riferimento.

I contributi in conto esercizio (concessi al fine di fornire un aiuto finanziario immediato all'impresa o come compensazione per le spese e le perdite sostenute in un esercizio precedente) sono rilevati integralmente a conto economico nel momento in cui sono soddisfatte le condizioni di iscrivibilità.


Contratti di costruzione in corso di esecuzione

I contratti di costruzione in corso di esecuzione sono valutati sulla base dei corrispettivi contrattuali maturati con ragionevole certezza, secondo il criterio della percentuale di completamento (c.d. cost to cost), così da attribuire i ricavi ed il risultato economico della commessa ai singoli esercizi di competenza, in proporzione allo stato di avanzamento lavori. La differenza positiva o negativa tra valore dei contratti ed acconti ricevuti è iscritta rispettivamente nell'attivo o nel passivo dello stato patrimoniale.

I ricavi di commessa, oltre ai corrispettivi contrattuali, includono le varianti, le revisioni dei prezzi e il riconoscimento degli incentivi nella misura in cui è probabile che essi rappresentino ricavi veri e propri e se questi possono essere determinati con attendibilità. Le perdite accertate sono riconosciute indipendentemente dallo stato di avanzamento delle commesse.


Costi relativi all'assunzione di prestiti 

I costi relativi all'assunzione di prestiti direttamente attribuibili all'acquisizione, costruzione o produzione di attività che richiedono necessariamente un significativo lasso temporale prima di essere pronti per l'uso o la vendita, sono inclusi nel costo di tali attività, fino al momento in cui esse sono pronte per l'uso o la vendita. I proventi conseguiti dall'investimento temporaneo della liquidità ottenuta dai suddetti prestiti sono dedotti dagli interessi capitalizzati. Tutti gli altri oneri di questa natura sono imputati al conto economico nel momento in cui sono sostenuti.


Benefici per i dipendenti

I benefici garantiti ai dipendenti erogati in coincidenza o successivamente alla cessazione del rapporto di lavoro attraverso programmi a benefici definiti e a contribuzione definita (quali: TFR, Mensilità Aggiuntive, Agevolazioni Tariffarie, come descritto nelle note) od altri benefici a lungo termine sono riconosciuti nel periodo di maturazione del diritto. La valutazione della passività è effettuata da attuari indipendenti. Questi fondi e benefici non sono finanziati. Il costo dei benefici previsti dai vari piani è determinato in modo separato per ciascun piano utilizzando il metodo attuariale di valutazione della proiezione unitaria del credito effettuando le valutazioni attuariali alla fine di ogni esercizio.

Gli utili e le perdite derivanti dall'effettuazione del calcolo attuariale sono rilevati nel prospetto dell'utile complessivo, quindi in un'apposita Riserva di Patrimonio netto, e non sono oggetto di successiva imputazione a conto economico.

Gli oneri derivanti dall'incentivo all'esodo per i dipendenti che hanno aderito al Piano di isopensionamento e che soddisfano i criteri definiti dal Piano del Gruppo sono stati rilevati in un apposito Fondo. Il Gruppo si sostituisce agli istituti previdenziali di riferimento, in particolare il Fondo è stanziato per il pagamento della rata di pensione spettante all'isopensionato, nonché per pagare i contributi figurativi fino per il periodo necessario al raggiungimento del diritto alla specifica prestazione previdenziale presso gli Enti Previdenziali.


Imposte

Le imposte dell'esercizio rappresentano la somma delle imposte correnti (come da consolidato fiscale) e differite.


Le imposte correnti sono basate sul risultato imponibile dell'esercizio. Il reddito imponibile differisce dal risultato riportato nel conto economico poiché esclude componenti positivi e negativi che saranno tassabili o deducibili in altri esercizi e esclude inoltre voci che non saranno mai tassabili o deducibili. La passività per imposte correnti è calcolata utilizzando le aliquote vigenti o di fatto vigenti alla data di bilancio nonché gli strumenti di tassazione consentiti dalla normativa fiscale (consolidato fiscale nazionale, tassazione per trasparenza).


Le imposte differite sono le imposte che ci si aspetta di pagare o di recuperare sulle differenze temporanee fra il valore contabile delle attività e delle passività di bilancio e il corrispondente valore fiscale utilizzato nel calcolo dell'imponibile fiscale, contabilizzate secondo il metodo della passività di stato patrimoniale. Le passività fiscali differite sono generalmente rilevate per tutte le differenze temporanee imponibili, mentre le attività fiscali differite sono rilevate nella misura in cui si ritenga probabile che vi saranno risultati fiscali imponibili in futuro che consentano l'utilizzo delle differenze temporanee deducibili. 

Il valore di carico delle attività fiscali differite è rivisto ad ogni data di bilancio e ridotto nella misura in cui, sulla base dei piani approvati dal Consiglio di Amministrazione, non sia ritenuta più probabile l'esistenza di sufficienti redditi imponibili tali da consentire in tutto o in parte il recupero di tali attività.

Le imposte differite sono calcolate in base all'aliquota fiscale che ci si aspetta sarà in vigore al momento del realizzo dell'attività o dell'estinzione della passività. Le imposte differite sono imputate direttamente al conto economico, ad eccezione di quelle relative a voci rilevate direttamente a patrimonio netto, nel qual caso anche le relative imposte differite sono anch'esse imputate al patrimonio netto.


Attività materiali

Le attività materiali sono rilevate al costo, comprensivo dei costi accessori direttamente imputabili e necessari alla messa in funzione del bene per l'uso per cui è stato acquistato, al netto del relativo fondo di ammortamento e di eventuali perdite di valore accumulate.

Il costo comprende i costi di smantellamento e rimozione del bene e i costi di bonifica del sito su cui insiste l'immobilizzazione materiale, se rispondenti alle previsioni dello IAS 37. I beni composti di componenti, di importo significativo, con vita utile differente sono considerati separatamente nella determinazione dell'ammortamento.

I costi per migliorie, ammodernamento e trasformazione aventi natura incrementativa delle attività materiali sono rilevati all'attivo patrimoniale quando è probabile che incrementino i benefici economici futuri attesi del bene.

I terreni, sia liberi da costruzione sia annessi a fabbricati civili e industriali, non sono ammortizzati in quanto elementi a vita utile illimitata.

L'ammortamento è calcolato in quote costanti in base alla vita utile stimata del bene applicando le seguenti aliquote percentuali

:

DESCRIZIONE

ALIQUOTA ECONOMICA-TECNICA


Min


Max

Impianti e macchinari strumentali 

1,25%

 

6,67%

Impianti e macchinari non strumentali 

 

4%

 

Attrezzature industriale e commerciali strumentali            

 2,5%


  6,67%

Attrezzature industriale e commerciali non strumentali

 

6,67%

 

Altri beni strumentali 

 

12,50%

 

Altri beni non strumentali

6,67%

 

19%

Automezzi strumentali 

 

8,33%

 

Automezzi non strumentali       

 

16,67%

 


Gli impianti e macchinari in corso di costruzione per fini produttivi, sono iscritti al costo, al netto delle svalutazioni per perdite di valore. Il costo include eventuali onorari professionali e, per taluni beni, gli oneri finanziari capitalizzati in accordo con le politiche contabili della Società. L'ammortamento di tali attività, come per tutti gli altri cespiti, comincia quando le attività sono pronte per l'uso. Per alcune tipologie di beni complessi per i quali sono richieste prove di funzionamento anche prolungate nel tempo l'idoneità all'uso viene attestata dal positivo superamento di tali prove.

Le attività materiali sono sottoposte annualmente ad una analisi di recuperabilità al fine di rilevare eventuali perdite di valore: tale analisi è condotta a livello di singolo bene materiale o, eventualmente, a livello di unità generatrice di flussi finanziari.

Le attività detenute a titolo di locazione finanziaria sono ammortizzate in relazione alla loro stimata vita utile come per le attività detenute in proprietà oppure, se inferiore, in base ai termini di scadenza dei contratti di locazione.

Gli utili e le perdite derivanti da cessioni o dismissioni di cespiti sono determinati come differenza fra il ricavo di vendita e il valore netto contabile dell'attività e sono imputati al conto economico dell'esercizio.


Investimenti immobiliari

Gli investimenti immobiliari, rappresentati da immobili posseduti per la concessione in affitto e/o per l'apprezzamento in termini di capitale, sono iscritti al costo di acquisto comprensivo degli oneri di negoziazione al netto del relativo fondo di ammortamento e di eventuali perdite di valore.

L'ammortamento è calcolato in quote costanti in base alla vita utile stimata del bene. Le percentuali applicate sono comprese tra un minimo di 1,67% ed un massimo di 11,11%.

Gli investimenti immobiliari sono eliminati dal bilancio quando essi sono ceduti o quando l'investimento immobiliare è durevolmente inutilizzabile e non sono attesi benefici economici futuri dalla sua eventuale cessione. 

La cessione di beni immobiliari a cui consegue una retrolocazione degli stessi è contabilizzata sulla base della natura sostanziale dell'operazione complessivamente considerata. A tal proposito si rinvia a quanto illustrato a proposito del Leasing. 

Ogni eventuale utile o perdita derivante dall'eliminazione di un investimento immobiliare viene rilevato a conto economico nell'esercizio in cui avviene l'eliminazione.


Attività immateriali 

Acquisti separati o derivanti da aggregazioni di imprese

Le attività immateriali acquisite separatamente sono capitalizzate al costo, mentre quelle acquisite attraverso operazioni di aggregazione di imprese sono capitalizzate al fair value definito alla data di acquisizione. Successivamente alla prima rilevazione alla categoria delle attività immateriali si applica il criterio del costo. La vita utile delle attività immateriali può essere qualificata come definita o indefinita.

Le attività immateriali a vita utile indefinita sono sottoposte annualmente ad una analisi di recuperabilità al fine di rilevare eventuali perdite di valore: tale analisi è condotta a livello di singolo bene immateriale o, eventualmente, a livello di unità generatrice di flussi finanziari.

La vita utile viene riesaminata con periodicità annuale ed eventuali cambiamenti, laddove possibili, sono apportati con applicazioni prospettiche.

Gli utili o le perdite derivanti dall'alienazione di una attività immateriale sono determinati come la differenza tra il valore di dismissione e il valore di carico del bene e sono rilevati a conto economico al momento dell'alienazione.


Costi di ricerca e sviluppo

I costi di ricerca sono imputati a conto economico nel momento in cui sono sostenuti. I costi di sviluppo sostenuti in relazione ad un determinato progetto sono capitalizzati quando il loro recupero futuro è ritenuto ragionevolmente certo. Successivamente all'iniziale rilevazione dei costi di sviluppo, essi sono valutati con il criterio del costo che può essere decrementato di ogni eventuale ammortamento o perdita accumulata.

Ogni eventuale costo di sviluppo capitalizzato viene ammortizzato per tutto il periodo in cui i ricavi futuri attesi si manifesteranno a fronte del medesimo progetto. Il valore di carico dei costi di sviluppo viene riesaminato annualmente per l'effettuazione di una analisi di congruità ai fini della rilevazione di eventuali perdite di valore quando l'attività non è ancora in uso, oppure con cadenza più ravvicinata quando un indicatore nel corso dell'esercizio possa ingenerare dubbi sulla recuperabilità del valore di carico.


Marchi e brevetti

Sono rilevati inizialmente al costo di acquisto e sono ammortizzati in quote costanti sulla base della loro vita utile.

Per quanto riguarda le aliquote di ammortamento si informa che:


Right of use

Nella voce vengono rilevate le attività inerenti l'applicazione del principio contabile internazionale IFRS16, emesso a gennaio 2016 e in vigore dal 1° Gennaio 2019, che sostituisce il precedente standard sul leasing, lo IAS17 e le relative interpretazioni, individuando i criteri per la rilevazione, la misurazione e la presentazione nonché l'informativa da fornire con riferimento ai contratti di leasing. L'IFRS 16 segna la fine della distinzione in termine di classificazione e trattamento contabile, tra leasing operativo (le cui informazioni sono fuori bilancio) e il leasing finanziario (che figura in bilancio). 

Il diritto di utilizzo del bene in leasing (cd "right of use") e l'impegno assunto sono rilevati nei dati finanziari in bilancio (l'IFRS16 si applica a tutte le transazioni che prevedono un right of use, indipendentemente dalla forma contrattuale, i.e. leasing, affitto o noleggio). Il principio introduce il concetto di controllo all'interno della definizione, in particolare, per determinare se un contratto rappresenta o meno un leasing, l'IFRS16 richiede di verificare se il locatario abbia o meno il diritto di controllare l'utilizzo di una determinata attività per un determinato periodo di tempo.

Non vi è la simmetria di contabilizzazione con i locatari: si continua ad avere un trattamento contabile distinto a seconda che si tratti di un contratto di leasing operativo o di un contratto di leasing finanziario (sulla base delle linee guida ad oggi esistenti). Sulla base di tale nuovo modello, il locatario deve rilevare:

  1. nello Stato patrimoniale, le attività e le passività per tutti i contratti di leasing che abbiano una durata superiore ai 12 mesi, a meno che l'attività sottostante abbia un modico valore; e 

  2. a Conto economico, gli ammortamenti delle attività relative ai leasing separatamente dagli interessi relativi alle connesse passività.

Nel contesto della prima applicazione del principio, l'approccio di transizione utilizzato dal Gruppo Acea è il retrospettivo modificato, e non sono pertanto ricompresi i contratti le cui locazioni, comprensive di rinnovi, terminano entro dodici mesi dalla data di prima applicazione. Il Gruppo ha, inoltre, utilizzato la possibilità prevista dal principio di non contabilizzare separatamente la componente non-lease dei contratti misti, scegliendo pertanto di trattare tali contratti come lease.

Ai fini dell'attualizzazione del debito, il Gruppo ha utilizzato un IBR calcolato usando un tasso privo di rischio con una maturity uguale alla durata residua per singolo contratto più il credit spread assegnato ad Acea SpA da Moody's. Si fa presente, infine, che non sussistono differenze significative tra gli impegni derivanti dai contratti di leasing attualizzati con lo stesso tasso e il valore rilevato in base all'IFRS16.


Perdite di valore (Impairment)

L'avviamento e le altre attività aventi vita utile indefinita non sono assoggettate ad ammortamento sistematico ma sottoposte a verifica almeno annuale di recuperabilità (cd. impairment test) condotta a livello della singola Cash Generating Unit (CGU) o insiemi di CGU cui le attività a vita indefinita possono essere allocate ragionevolmente, sulla base di quanto previsto dalla procedura del Gruppo. Su base annuale, la Società, in base alla propria procedura di impairment, effettua l'analisi sulle CGU del gruppo identificate dalla procedura di Gruppo.

La verifica consiste nel confronto tra il valore contabile iscritto in bilancio (carrying amount) e la stima del valore recuperabile dell'attività (value in use - VIU). In considerazione della natura delle attività svolte dal Gruppo ACEA, la modalità di determinazione del "VIU" viene effettuata attraverso l'attualizzazione dei flussi di cassa attesi derivanti dall'uso e, se significativi e ragionevolmente determinabili, dalla cessione al termine della vita utile. Tuttavia, laddove vi sia un'evidenza di un fair value affidabile (prezzo negoziato in un mercato attivo, transazioni comparabili, ecc..) il Gruppo valuta ai fini del test di impairment l'adozione di tale valore.

I flussi di cassa sono determinati sulla base delle migliori informazioni disponibili al momento della stima, desumibili mediante l'utilizzo combinato del metodo finanziario e delle analisi di sensitività.

La determinazione del "VIU" viene condotta con il metodo finanziario (Discounted Cash Flow - DCF) che ravvisa nella capacità di produrre flussi di cassa l'elemento fondamentale ai fini della valutazione dell'entità di riferimento. L'applicazione del metodo finanziario per la determinazione del valore d'uso di una CGU prevede di stimare il valore attuale dei flussi di cassa operativi netti di imposta.

Se l'ammontare recuperabile di una attività (o di una unità generatrice di flussi finanziari) è stimato essere inferiore rispetto al relativo valore contabile, esso è ridotto al minor valore recuperabile. Una perdita di valore è rilevata nel conto economico immediatamente, a meno che l'attività sia rappresentata da terreni o fabbricati diversi dagli investimenti immobiliari rilevati a valori rivalutati, nel qual caso la perdita è imputata alla rispettiva riserva di rivalutazione.

Quando una svalutazione non ha più ragione di essere mantenuta, il valore contabile dell'attività (o della unità generatrice di flussi finanziari), ad eccezione dell'avviamento, è incrementato al nuovo valore derivante dalla stima del suo valore recuperabile, ma non oltre il valore netto di carico che l'attività avrebbe avuto se non fosse stata effettuata la svalutazione per perdita di valore. Il ripristino del valore è imputato al conto economico immediatamente, a meno che l'attività sia iscritta a valore rivalutato; in tal caso il ripristino di valore è imputato alla riserva di rivalutazione.

Quando le perdite di valore sono contabilizzate nel conto economico, esse vengono incluse fra i costi per ammortamenti e svalutazioni.


Partecipazioni

Le partecipazioni nelle imprese controllate e collegate sono rilevate nello stato patrimoniale al costo rettificato di eventuali perdite di valore delle singole partecipazioni. Il costo di acquisizione o di sottoscrizione, per quelle afferenti i conferimenti, corrisponde al valore determinato dagli esperti in sede di stima ex articolo 2343 codice civile.

L'eccedenza del costo di acquisizione rispetto alla quota spettante di patrimonio netto della partecipata espressa a valori correnti è riconosciuta come avviamento. L'avviamento è incluso nel valore di carico della partecipazione ed è assoggettato a test di impairment ed eventualmente svalutata. Le perdite di valore non vengono successivamente ripristinate nel caso in cui vengano meno i motivi di tale svalutazione.

Le perdite su partecipazioni riguardanti la quota eccedente l'ammontare di patrimonio netto vengono classificate nel fondo rischi ed oneri pur in presenza di una esposizione creditoria e fino all'atto dell'eventuale formale rinuncia al credito. Gli oneri per la liquidazione delle partecipazioni sono recepiti attraverso la valutazione delle partecipazioni stesse indipendentemente dallo stanziamento degli oneri nei bilanci delle partecipate.

Le partecipazioni in altre imprese, costituenti attività finanziarie non correnti e non destinate ad attività di trading, sono valutate al fair value se determinabile: in tal caso gli utili e le perdite derivanti dalla valutazione a fair value sono imputati direttamente al patrimonio netto fino al momento della cessione allorquando tutti gli utili e le perdite accumulatesi vengono imputate al conto economico del periodo.

Le partecipazioni in altre imprese per le quali non è disponibile il fair value sono iscritte al costo eventualmente svalutato per perdite durevoli di valore. I dividendi sono riconosciuti a conto economico nel momento in cui è stabilito il diritto a riceverne il pagamento solo se derivanti dalla distribuzione di utili successivi all'acquisizione della partecipata. Qualora invece derivino dalla distribuzione di riserve della partecipata antecedenti l'acquisizione, tali dividendi vengono iscritti a riduzione del costo della partecipazione stessa.


Azioni proprie

Il costo di acquisto delle azioni proprie è iscritto in riduzione del patrimonio netto. Gli effetti delle eventuali operazioni successive su tali azioni sono anch'essi rilevati direttamente a patrimonio netto.


Strumenti finanziari

Le attività e le passività finanziarie sono rilevate nel momento in cui ACEA S.p.A. diviene parte delle clausole contrattuali dello strumento.


Crediti Commerciali ed altre attività

I crediti commerciali, la cui scadenza rientra nei normali termini commerciali, sono rilevati al valore nominale ridotto da un'appropriata svalutazione per riflettere la stima della perdita su crediti.

La stima delle somme ritenute inesigibili viene valutata in base a quanto previsto dall'IFRS 9, ovvero, attraverso l'applicazione dell'expected credit loss model per la valutazione della recuperabilità delle attività finanziarie sulla base di un approccio predittivo, basato sulla previsione del default della controparte (cd. probability of default) e della capacità di recupero nel caso in cui l'evento di default si verifichi (cd. loss given default).

I crediti verso clienti si riferiscono all'importo fatturato che, alla data del presente documento, risulta ancora da incassare nonché alla quota di crediti per ricavi di competenza del periodo relativi a fatture che verranno emesse successivamente.

Attività finanziarie relative ad accordi per servizi in concessione

Con riferimento all'applicazione dell'IFRIC 12 al servizio in concessione dell'illuminazione pubblica ACEA ha adottato il Financial Asset Model rilevando un'attività finanziaria nella misura in cui ACEA ha un diritto contrattuale incondizionato a ricevere flussi di cassa.


Attività finanziarie

Le attività finanziarie sono rilevate e stornate dal bilancio sulla base della data di negoziazione e sono inizialmente valutate al costo inclusivo degli oneri direttamente connessi con l'acquisizione.

Alle date di bilancio successive, le attività finanziarie che il Gruppo ha l'intenzione e la capacità di detenere fino alla scadenza (attività finanziarie detenute fino alla scadenza) sono rilevate al costo ammortizzato secondo il metodo del tasso di interesse effettivo, al netto delle svalutazioni effettuate per riflettere le perdite di valore.

Le attività finanziarie diverse da quelle detenute fino alla scadenza sono classificate come detenute per la negoziazione o disponibili per la vendita, e sono valutate ad ogni fine periodo al fair value. 

Quando le attività finanziarie sono detenute per la negoziazione, gli utili e le perdite derivanti dalle variazioni nel fair value sono imputati al conto economico del periodo. Per le attività finanziarie disponibili per la vendita, gli utili e le perdite derivanti dalle variazioni nel fair value sono imputati direttamente in una voce separata del patrimonio netto fintanto che esse sono cedute o abbiano subito una perdita di valore; in quel momento, gli utili o le perdite complessivi precedentemente rilevati nel patrimonio netto sono imputati al conto economico del periodo. L'importo della perdita complessiva deve essere pari alla differenza tra il costo di acquisizione e il fair value corrente.

In caso di titoli diffusamente negoziati nei mercati regolamentati (attivi), il fair value è determinato con riferimento alla quotazione di borsa rilevata (bid price) al termine delle negoziazioni alla data di chiusura dell'esercizio. Per gli investimenti per i quali non è disponibile una quotazione di mercato, il fair value è determinato in base al valore corrente di mercato di un altro strumento finanziario sostanzialmente uguale oppure è calcolato in base ai flussi finanziari futuri attesi delle attività nette sottostanti l'investimento.

Gli acquisti e le vendite di attività finanziarie, che implicano la consegna entro un lasso temporale generalmente definito dai regolamenti e dalle convenzioni del mercato in cui avviene lo scambio, sono rilevati alla data di negoziazione, vale a dire alla data in cui il Gruppo ha assunto l'impegno di acquisto/vendita di tali attività.


La rilevazione iniziale delle attività finanziarie non derivate, non quotate su mercati attivi ed aventi flussi di pagamento fissi o determinabili è effettuata al fair value.

Successivamente all'iscrizione iniziale esse sono valutate al costo ammortizzato sulla base del metodo del tasso d'interesse effettivo.

Il Gruppo verifica ad ogni data di bilancio se un'attività finanziaria o gruppo di attività finanziarie ha subito una perdita di valore. Un'attività finanziaria o un gruppo di attività finanziarie è da ritenere soggetta a perdita di valore se, e solo se, sussiste una obiettiva evidenza di perdita di valore come esito di uno o più eventi che sono intervenuti dopo la rilevazione iniziale e che hanno un impatto sui flussi di cassa futuri attendibilmente stimati. Le evidenze di perdita di valore derivano dalla presenza di indicatori quali le difficoltà finanziarie, l'incapacità di far fronte alle obbligazioni, l'insolvenza nella corresponsione di importanti pagamenti, la probabilità che il debitore fallisca o sia oggetto ad un'altra forma di riorganizzazione finanziaria e la presenza di dati oggettivi che indicano un decremento misurabile nei flussi di cassa futuri stimati.


Cassa e mezzi equivalenti

Tale voce include cassa e conti correnti bancari e depositi rimborsabili a domanda e altri investimenti finanziari a breve termine ad elevata liquidità, che sono prontamente convertibili in cassa e sono soggetti ad un rischio non significativo di variazione di valore.


Debiti finanziari e altre passività

Passività finanziarie

Le passività finanziarie sono valutate con il criterio del costo ammortizzato. In particolare, i costi sostenuti per l'acquisizione dei finanziamenti (spese di transazione) e l'eventuale aggio e disaggio di emissione sono portati a  

diretta rettifica del valore nominale del finanziamento. Sono conseguentemente rideterminati gli oneri finanziari netti sulla base del metodo del tasso effettivo di interesse.


Strumenti finanziari derivati

Gli strumenti derivati sono inizialmente rilevati al costo e adeguati al fair value alle successive date di chiusura. Sono designati come strumenti di copertura quando la relazione tra il derivato e l'oggetto della copertura è formalmente documentata e l'efficacia della copertura, verificata periodicamente, è elevata.

Quando i derivati di copertura coprono il rischio di variazione del fair value oggetto di copertura (Fair Value Hedge), i derivati sono valutati al fair value ed i relativi effetti rilevati a Conto economico; coerentemente anche l'adeguamento al fair value delle attività o passività oggetto di copertura sono rilevati a Conto economico.

Quando oggetto della copertura è il rischio di variazione dei flussi di cassa degli elementi coperti (Cash Flow Hedge), la variazione dei fair value per la parte qualificata come efficace vengono rilevate nel Patrimonio netto, mentre quella inefficace viene rilevata direttamente a Conto economico.


Debiti commerciali

I debiti commerciali, la cui scadenza rientra nei normali termini commerciali, sono rilevati al valore nominale.


Eliminazione degli strumenti finanziari

Le attività finanziarie sono eliminate dal bilancio quando ACEA S.p.A. perde tutti i rischi ed il diritto alla percezione dei flussi di cassa connessi all'attività finanziaria.

Una passività finanziaria (o una parte di una passività finanziaria) è eliminata dallo stato patrimoniale quando, e solo quando, questa viene estinta ossia, quando l'obbligazione specificata nel contratto è adempiuta o cancellata oppure scaduta.

Se uno strumento di debito precedentemente emesso è riacquistato, il debito è estinto, anche se si intende rivenderlo nel prossimo futuro. La differenza tra valore di carico e corrispettivo pagato è rilevata a conto economico.


Fondi per rischi e oneri

Gli accantonamenti a fondi per rischi e oneri sono effettuati quando ACEA deve fare fronte a una obbligazione attuale (legale o implicita) che deriva da un evento passato, qualora sia probabile un esborso di risorse per soddisfare l'obbligazione e possa essere effettuata una stima attendibile sull'ammontare dell'obbligazione.

Gli accantonamenti sono stanziati sulla base della miglior stima della Direzione dei costi richiesti per adempiere all'obbligazione alla data di bilancio, e qualora l'effetto sia significativo.

Quando l'effetto finanziario del tempo è significativo e le date di pagamento delle obbligazioni sono attendibilmente stimabili, l'accantonamento è determinato attualizzando al tasso medio del debito dell'impresa i flussi di cassa attesi determinati tenendo conto dei rischi associati all'obbligazione; l'incremento del Fondo connesso al trascorrere del tempo è rilevato a conto economico alla voce "Proventi/(Oneri) finanziari".


Principi contabili, emendamenti, interpretazioni e improvements applicati dal 1° Gennaio 2021


"Amendments to IFRS 4 Insurance Contracts - Deferral of IFRS 9"

In data 25 Giugno 2020, lo IASB ha pubblicato la proroga dell'esenzione temporanea dall'applicazione dell'IFRS 9 al 1° Gennaio 2023 che prevede la possibilità di allineare i criteri di valutazione per gli strumenti finanziari con il nuovo standard contabile IFRS 17 per la valutazione e la contabilizzazione dei contratti assicurativi.


"Amendments to IFRS 9, IAS 39, IFRS 7, and IFRS 16 - Interest Rate Benchmark Reform - Phase 2"

Emesso ad agosto 2020 va ad integrare le precedenti modifiche emesse nel 2019 (Riforma degli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse - Fase 1) e affrontano temi che potrebbero influire sull'informativa finanziaria dopo che un indice di riferimento è stato riformato o sostituito con un tasso di riferimento alternativo per effetto della riforma. Gli obiettivi delle modifiche della Fase 2 sono di assistere le società nell'applicare gli IFRS quando vengono apportate modifiche ai flussi finanziari contrattuali o alle relazioni di copertura a causa della riforma degli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse e nel fornire informazioni utili agli utilizzatori del bilancio. Le modifiche richiederanno di fornire informazioni aggiuntive circa l'esposizione della società ai rischi derivanti dalla Riforma degli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse e sulle relative attività di gestione del rischio.


"Amendments to IFRS 16 Leases: Covid-19 - Related Rent Concessions beyond 30 June 2021"

Emesso in data 31 Marzo 2021, amplia l'espediente pratico già emesso a Maggio 2020 ("Amendments to IFRS16 Leases Covid-19 - Related Rent Concessions") volto a riconoscere la possibilità, in capo al locatario, di non considerare come modifiche del contratto di leasing eventuali concessioni riconosciute come conseguenza del COVID-19 (ad esempio, sospensione del pagamento dei canoni di affitto). Il locatario potrà pertanto esimersi dal sottoporre a revisione numerosi contratti e non dovrà rideterminare le rispettive lease liability mediante un nuovo tasso di sconto potendo trattare tali modifiche come cambiamenti che non comportano una lease modification. Tale espediente aumenta il periodo di ammissibilità per l'applicazione dello stesso di 12 mesi dal 30 Giugno 2021 al 30 Giugno 2022 e risulterà applicabile ai locatari e non ai locatori.


Gli emendamenti e i principi indicati non hanno comportato per il Gruppo Acea impatti significativi sul bilancio o necessità di particolari disclosure.


Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni applicabili successivamente alla fine dell'esercizio e non adottati in via anticipata dal Gruppo


"IFRS 17 Insurance Contracts"

In data 18 maggio 2017, lo IASB ha emesso l'IFRS 17 "Insurance Contracts" che definisce l'accounting dei contratti assicurativi emessi e dei contratti di riassicurazione posseduti. Le disposizioni dell'IFRS 17 che stabiliscono i criteri di rilevazione, valutazione, presentazione e informativa dei contratti assicurativi, superano quelle attualmente previste dall'IFRS 4 "Contratti assicurativi" e hanno come obiettivo quello di garantire agli utilizzatori del bilancio di valutare l'effetto che tali contratti hanno sulla posizione finanziaria, sui risultati e sui flussi finanziari delle compagnie. L'applicazione del principio è prevista per gli esercizi che hanno inizio il 1° Gennaio 2023.


"Amendments to IAS 1 Presentation of Financial Statements: Classification of Liabilities as Current or Non-current - Deferral of Effective Date"

Emesso in data 23 Gennaio 2020, fornisce chiarimenti in materia di classificazione delle passività come correnti o non correnti. Le modifiche allo IAS 1 sono efficaci a partire dagli esercizi che hanno inizio il, o dopo il, 1° Gennaio 2023.


"Amendments to IAS 1 and IFRS Practice Statement 2  Disclosure of Accounting Policies"

Emesso in data 12 Febbraio 2021, richiede alle società di fornire le informazioni rilevanti sui principi contabili applicati e suggerisce di evitare o limitare le informazioni non necessarie. Le modifiche allo IAS 16 sono efficaci a partire dagli esercizi che hanno inizio il 1° Gennaio 2023.


"Amendments to IAS 8 Accounting policies, Changes in Accounting Estimates and Errors: Definition of Accounting Estimates"

Emesso in data 12 febbraio 2021, chiarisce, anche attraverso alcuni esempi, la distinzione tra cambiamenti di stima e cambiamenti di principi contabili. La distinzione è rilevante in quanto i cambiamenti di stima sono applicati prospetticamente a transazioni ed eventi futuri, mentre i cambiamenti di principi contabili sono generalmente applicati in via retroattiva. Le modifiche sono applicabili a partire dagli esercizi che hanno inizio il 1° Gennaio 2023, è consentita un'applicazione anticipata.


 "Amendments to IAS 12 Income Taxes: Deferred Tax related to Assets and Liabilities arising from a Single Transaction"

Emesso in data 7 Maggio 2021, ha lo scopo di rendere omogenee le modalità con cui le entità contabilizzano le imposte differite su operazioni come leasing e i costi di smantellamento. La principale novità riguarda l'introduzione di un'eccezione all'esenzione per la rilevazione iniziale (IRE) della fiscalità differita per le attività e per le passività prevista dallo IAS 12. Nello specifico l'eccezione prevede la non applicabilità dell'esenzione dello IAS 12 per la rilevazione iniziale di tutte quelle operazioni che originano differenze temporanee uguali o oggetto di compensazione. Limitando l'esenzione alla sola rilevazione iniziale, l'impatto sarà di un progressivo miglioramento e comparabilità delle informazioni a beneficio degli utilizzatori del bilancio con riferimento agli impatti fiscali delle operazioni di leasing e ai costi di smantellamento. Le modifiche sono applicabili a partire dagli esercizi che hanno inizio il 1° Gennaio 2023. È consentita un'applicazione anticipata.


"Amendments to IFRS 17 Insurance contracts: Initial Application of IFRS 17 and IFRS 9 - Comparative Information"

Emesso in data 9 Dicembre 2021, consente di agevolare una migliore comparabilità dei dati relativamente alle informazioni degli strumenti finanziari valutati secondo l'IFRS17. L'applicabilità di quest'ultimo richiede, in sede di First Time Application, l'attività di "restated" dei dati comparativi al fine di garantire l'uniformità dell'informativa finanziaria. Il principio IFRS 9 invece consente ma non richiede la rideterminazione dei dati comparativi, precludendo però la possibilità di applicare il criterio di valutazione alle attività finanziarie oggetto di eliminazione nel periodo precedente. Tale opzione garantisce, quindi, la possibilità di eliminare disallineamenti contabili temporanei nella valutazione delle attività finanziarie e delle passività derivanti da contratti assicurativi. Contribuisce inoltre a migliorare l'utilità delle informazioni comparative agli utilizzatori del bilancio. Le modifiche sono applicabili a partire dagli esercizi che hanno inizio il 1° Gennaio 2023.  


"Amendment to IFRS 3 Business Combinations"

Emesso in data 14 Maggio 2020, aggiorna il riferimento presente nell'IFRS 3 al Conceptual Framework nella versione rivista, senza che ciò comporti modifiche alle disposizioni dello standard.


"Amendment to IAS 16 Property, Plant and Equipment"

Emesso in data 14 Maggio 2020, non consente di dedurre dal costo dell'immobilizzazione l'importo ricevuto dalla vendita di beni prodotti prima che l'asset fosse pronto per l'uso. Tali ricavi di vendita e i relativi costi saranno rilevati a conto economico. Le modifiche allo IAS 16 sono efficaci a partire dagli esercizi che hanno inizio il, o dopo il, 1° Gennaio 2022.



"Amendment to IAS 37 Provisions, Contingent Liabilities and Contingent Assets"

Emesso in data 14 maggio 2020, chiarisce quali voci di costo si devono considerare per valutare se un contratto sarà in perdita.


"Annual Improvements 2018-2020"

Emesso in data 14 Maggio 2020, modifiche sono apportate:

Le modifiche saranno applicabili a partire dagli esercizi che hanno inizio il 1° Gennaio 2022.

 






 

Prospetto di Conto Economico



Rif.

Nota


2021

Di cui parte correlate

2020

Di cui parte correlate

Variazione

1

Ricavi da vendita e prestazioni

160.125.381

160.125.381

152.204.994

151.973.875

7.920.386

2

Altri ricavi e proventi

12.486.057

9.260.368

12.589.299

8.457.567

(103.242)


Ricavi netti

172.611.438

169.385.748

164.794.294

160.431.443

7.817.144

3

Costo del lavoro

61.862.387

0

61.556.837

0

305.550

4

Costi esterni

153.456.601

49.877.016

142.199.229

50.313.262

11.257.372


Costi Operativi

215.318.988

49.877.016

203.756.066

50.313.262

11.562.922


Margine Operativo Lordo

(42.707.550)

119.508.732

(38.961.772)

110.118.181

(3.745.778)

5

Svalutazioni (riprese di valore) nette di crediti commerciali

24.270

0

(299.976)

0

324.246

6

Ammortamenti e Accantonamenti

29.944.261

0

23.583.937

0

6.360.324


Risultato Operativo

(72.676.081)

119.508.732

(62.245.733)

110.118.181

(10.430.348)

7

Proventi finanziari

90.390.382

89.597.598

99.268.436

98.623.155

(8.878.054)

8

Oneri finanziari

(60.090.159)

1.181.938

(66.107.845)

(3.614.502)

6.017.686

9

Proventi/(Oneri) da partecipazioni

213.791.145

213.791.145

204.179.429

204.179.429

9.611.716


Risultato ante Imposte

171.415.287

424.079.413

175.094.287

409.306.263

(3.679.000)

10

Imposte sul reddito

(5.624.678)

(99.067.413)

(2.666.595)

(96.560.113)

(2.958.083)


Risultato Netto Attività in Funzionamento

177.039.965

523.146.826

177.760.882

505.866.376

(720.917)


Importi in euro






Prospetto di Conto Economico complessivo


€ migliaia

2021

2020

Variazione

Risultato netto del periodo

177.040

177.761

(721)





Riserva Differenze Cambio

5.715

5.740

(25)

Riserva Fiscale per differenze di Cambio

(1.372)

(1.378)

6

Utili/perdite derivanti da differenza cambio 

4.344

4.363

(19)

Parte efficace degli utili/(perdite) sugli strumenti di copertura ("cash flow hedge")

1.268

(4.191)

5.458

Effetto fiscale relativo agli altri utili/(perdite) sugli strumenti di copertura ("cash flow hedge")

(304)

1.006

(1.310)

Utili/perdite derivanti dalla parte efficace sugli strumenti di copertura al netto dell'effetto fiscale

963

(3.185)

4.148

Utili/(perdite) attuariali su benefici a dipendenti iscritti a Patrimonio Netto 

317

2.335

(2.017)

Effetto fiscale relativo agli altri utili/(perdite) attuariali su benefici a dipendenti

(94)

(690)

597

Utili/perdite attuariali su piani pensionistici a benefici definiti al netto dell'effetto fiscale

224

1.644

(1.421)





Totale delle componenti del conto economico complessivo, al netto dell'effetto fiscale

5.531

2.822

2.708





Totale Utile/perdita complessivo

182.570

180.583

1.987






Tutte le componenti sono riclassificabili a conto economico


Prospetto di Stato Patrimoniale



Rif . Nota

ATTIVITA' 

31/12/2021

Di cui parte correlate

31/12/2020

Di cui parte correlate

Variazione

11

Immobilizzazioni Materiali

109.998.020

0

102.010.291

0

7.987.729

12

Investimenti Immobiliari

2.313.973

0

2.372.330

0

(58.358)

13

Immobilizzazioni Immateriali

50.024.832

0

40.235.472

0

9.789.360

14

Diritto d'uso

13.713.354

0

17.626.323

0

(3.912.969)

15

Partecipazioni in controllate e collegate

1.967.610.627

0

1.839.964.043

0

127.646.584

16

Altre Partecipazioni

2.350.061

0

2.350.061

0

0

17

Imposte differite Attive

15.936.874

0

17.898.220

0

(1.961.345)

18

Attività Finanziarie

3.381.710.587

3.381.496.732

2.679.957.119

2.638.995.830

701.753.468


ATTIVITA' NON CORRENTI

5.543.658.328

3.381.496.732

4.702.413.860

2.638.995.830

841.244.468

19.a

Crediti Commerciali

179.359.457

178.870.393

136.551.598

135.886.284

42.807.860

19.b

Altre Attività Correnti

34.243.368

10.794.407

56.457.645

32.220.901

(22.214.278)

19.c

Attività per imposte correnti

5.763.984

0

0

0

5.763.984

19.d

Attività Finanziarie Correnti

656.858.285

382.044.891

772.488.044

542.520.554

(115.629.760)

19.e

Disponibilità liquide e mezzi equivalenti

441.537.965

0

418.505.229

0

23.032.736

19

ATTIVITA' CORRENTI

1.317.763.059

571.709.691

1.384.002.516

710.627.739

(66.239.457)


TOTALE ATTIVITA'

6.861.421.387

3.953.206.423

6.086.416.376

3.349.623.569

775.005.011


Importi in euro


Rif . Nota


31/12/2021

Di cui parte correlate

31/12/2020

Di cui parte correlate

Variazione


Patrimonio Netto






20.a

Capitale sociale

1.098.898.884

0

1.098.898.884

0

0

20.b

Riserva legale

138.648.876

0

129.760.832

0

8.888.044

20.c

Altre riserve

83.510.169

0

77.979.641

0

5.530.528


Utile (perdita) relativa a esercizi precedenti

158.041.511

0

159.206.999

0

(1.165.488)


Utile (perdita) dell'esercizio

177.039.965

0

177.760.882

0

(720.917)

20

Totale Patrimonio

1.656.139.405

0

1.643.607.238

0

12.532.167

21

Trattamento di fine rapporto e altri piani a benefici definiti

20.334.441

0

21.500.228

0

(1.165.787)

22

Fondo rischi ed oneri

15.024.375

0

16.202.936

0

(1.178.561)

23

Debiti e passività finanziarie

4.518.587.572

116.730.000

3.710.654.961

0

807.932.611

24

Altre passività

2.292.157

0

0

0

2.292.157


PASSIVITA' NON CORRENTI

4.556.238.545

116.730.000

3.748.358.126

0

807.880.419

25.a

Debiti Finanziari

393.135.128

323.877.941

429.492.050

255.328.218

(36.356.922)

25.b

Debiti verso fornitori

222.153.522

106.226.888

224.036.408

106.952.791

(1.882.885)

25.c

Debiti Tributari

0

0

13.969.410

0

(13.969.410)

25.d

Altre passività correnti

33.754.786

9.442.477

26.953.145

3.272.632

6.801.641

25

PASSIVITA' CORRENTI

649.043.437

439.547.306

694.451.013

365.553.641

(45.407.576)


TOTALE PASSIVITA' E PATRIMONIO NETTO

6.861.421.387

556.277.306

6.086.416.376

365.553.641

775.005.011

Importi in euro






Prospetto delle variazioni di Patrimonio Netto al 31 dicembre 2020




Capitale Sociale

Riserva Legale

Riserva plusvalenza da scorporo

Riserva per differenze di cambio

Riserva da valutazione di strumenti finanziari

Riserva da Utili o Perdite attuariali

Altre riserve diverse

Utile (perdita) accumulati

Utile (perdita) dell'esercizio

Totale Patrimonio Netto

Saldi al 31 Dicembre 2019

1.098.899

119.336

102.567

691

(16.877)

(11.602)

379

126.931

208.488

1.628.812

Saldi al 1 Gennaio2020

1.098.899

119.336

102.567

691

(16.877)

(11.602)

379

126.931

208.488

1.628.812

Utili di Conto Economico

-

-

-

-

-

-

-

-

177.761

177.761

Altri Utili (perdite) Complessivi

-

-

-

4.363

(3.185)

1.644

-

-

-

2.822

Totale Utile (perdita) Complessivo

-

-

-

4.363

(3.185)

1.644

-

-

177.761

180.583

Destinazione Risultato 2019

-

10.424

-

-

-

-

-

198.064

(208.488)

-

Distribuzione Dividendi

-

-

-

-

-

-

-

(165.717)

-

(165.717)

Saldi al 31 dicembre 2020

1.098.899

129.761

102.567

5.053

(20.062)

(9.958)

379

159.207

177.761

1.643.607


Importi in migliaia di euro



Prospetto delle variazioni di Patrimonio Netto al 31 dicembre 2021


Capitale Sociale

Riserva Legale

Riserva plusvalenza da scorporo

Riserva per differenze di cambio

Riserva da valutazione di strumenti finanziari

Riserva da Utili o Perdite attuariali

Altre riserve diverse

Utile (perdita) accumulati

Utile (perdita) dell'esercizio

Totale Patrimonio Netto

Saldi al 31 Dicembre 2020

1.098.899

129.761

102.567

5.053

(20.062)

(9.958)

379

159.207

177.761

1.643.607

Saldi al 1 Gennaio2021

1.098.899

129.761

102.567

5.053

(20.062)

(9.958)

379

159.207

177.761

1.643.607

Utili di Conto Economico

-

-

-

-

-

-

-

-

177.040

177.040

Altri Utili (perdite) Complessivi

-

-

-

4.344

963

224

-

-

-

5.531

Totale Utile (perdita) Complessivo

-

-

-

4.344

963

224

-

-

177.040

182.570

Destinazione Risultato 2020

-

8.888

-

-

-

-

-

168.873

(177.761)

-

Distribuzione Dividendi

-

-

-

-

-

-

-

(170.038)

-

(170.038)

Saldi al 31 dicembre 2021

1.098.899

138.649

102.567

9.397

(19.099)

(9.734)

379

158.042

177.040

1.656.139


Importi in migliaia di euro


















Rendiconto Finanziario


Rif. 
Nota

€ migliaia

31.12.2021

Parti correlate

31.12.2020

Parti correlate

Variazione


Flusso monetario per attività di esercizio

 

 

 

 

 

 

Utile prima delle imposte

171.415

 

175.094

 

(3.679)

6

Ammortamenti

24.659

 

17.457

 

7.202

5

Rivalutazioni/Svalutazioni

3.361

 

(298)

 

3.659

22

Variazione fondo rischi

(1.179)

 

321

 

(1.500)

21

Variazione netta fondo per benefici ai dipendenti

(1.506)

 

(4.317)

 

2.811

7-8

Interessi finanziari netti

(247.428)

 

(237.342)

 

(10.086)

 

Imposte corrisposte

(112.634)

 

(75.243)

 

(37.390)

 

Flussi finanziari generati da attività operativa ante variazioni

(163.310)

(124.327)

(38.983)

20

Incremento/Decremento dei crediti inclusi nell'attivo circolante

(42.832)

21.558

(37.646)

60.083

(5.186)

24.b

Incremento /Decremento dei debiti inclusi nel passivo circolante

3.566

46.955

(97.829)

(43.389)

 

Variazione del capitale circolante

(39.266)

21.558

9.309

(37.746)

(48.575)

 

Variazione di altre attività/passività di esercizio

63.617

37.809

25.807

 

TOTALE FLUSSO MONETARIO ATTIVITA' DI ESERCIZIO

(138.959)

21.558

(77.209)

(37.746)

(61.750)

 

 

 

 


 

 

 

Flusso monetario per attività di investimento

 

 

 

 

 

11-12

Acquisto/cessione immobilizzazioni materiali

(14.839)

 

(8.955)

 

(5.884)

13

Acquisto/cessione immobilizzazioni immateriali

(23.437)

 

(23.123)

 

(314)

15-16

Partecipazioni

(129.765)

 

(19.732)

 

(110.032)

 

Incassi/pagamenti derivanti da altri investimenti finanziari

(589.531)

582.025

(543.176)

415.212

(46.354)

 

Dividendi incassati

217.128

217.128

204.181

204.181

12.947

 

Interessi attivi incassati

94.200

103.281

(9.081)

 

TOTALE FLUSSO MONETARIO PER ATTIVITA' DI INVESTIMENTO

(446.243)

799.153

(287.524)

619.394

(158.719)

 

Flusso monetario per attività di finanziamento

 

 

 

 

 

23

Rimborso mutui e debiti finanziari a lungo

(207.222)

 

(462.775)

 

255.553

23

Erogazione di mutui/altri debiti e medio lungo termine

1.016.730

116.730

599.900

416.830

25.a

Diminuzione/Aumento di altri debiti finanziari 

(54.305)

(68.550)

109.000

(90.863)

(163.304)

 

Interessi passivi pagati

(63.831)

 

(69.961)

6.129

 

Pagamento dividendi

(83.137)

(83.137)

(81.071)

(81.071)

(2.066)

 

TOTALE FLUSSO MONETARIO PER ATTIVITA' DI FINANZIAMENTO

608.235

(34.956)

95.093

(171.934)

513.141

 

Flusso monetario del periodo

23.033

764.197

(269.639)

409.714

292.672

 

Disponibilità monetaria netta iniziale

418.505

 

688.145

 

(269.639)

 

Disponibilità monetaria da acquisizione

 

 

 

Disponibilità monetaria netta finale

441.538

 

418.505

 

23.033



Importi in migliaia di Euro

 





Note al Conto Economico


Ricavi

 

  1. Ricavi da vendita e prestazioni - € 160.125 mila

I ricavi delle vendite e delle prestazioni sono così composti: 




€ migliaia 

2021

2020

Variazione 

Ricavi da prestazioni a clienti

32.375

33.897

(1.521)

di cui servizio di illuminazione pubblica Roma Capitale

32.368

33.666

(1.298)

di cui altri ricavi

7

231

(224)

Ricavi da prestazioni infragruppo

127.750

118.308

9.442

di cui contratti di servizio

96.119

101.873

(5.754)

di cui altre prestazioni

31.631

16.435

15.196

Ricavi da vendita e prestazioni

160.125

152.205

7.920



La riduzione dei ricavi da prestazioni a clienti di € 1.521 mila, è attribuibile per € 1.298 mila alla riduzione del corrispettivo relativo al servizio di pubblica illuminazione svolto nel Comune di Roma. La riduzione dei ricavi è da ricondurre alla riduzione delle attività di manutenzione straordinaria e delle realizzazioni di nuovi impianti compensata in parte dall'aumento del canone per la componente di energia elettrica relativa alle dinamiche di mercato. Le attività di manutenzione straordinaria e di ammodernamento e sicurezza sono state portate avanti secondo quanto concordato con Roma Capitale.

I ricavi da prestazioni infragruppo registrano incremento complessivo di € 9.442 mila. Tale variazione discende dall'effetto combinato della riduzione dei corrispettivi per le attività di service rese nell'interesse delle Società del Gruppo per modifica del contratto e del perimetro dei servizi resi (- € 5.754 mila) compensati dall'incremento delle rifatturazioni/prestazioni di carattere amministrativo, finanziario, legale e tecnico (+ € 15.196 mila).

Si rinvia al successivo paragrafo Rapporti con Roma Capitale per ulteriori informazioni sul contratto di Illuminazione Pubblica.


  1. Altri ricavi e proventi - € 12.486 mila

Diminuiscono di € 103 mila rispetto al 31 Dicembre 2020. La riduzione dei ricavi è originata dall'effetto combinato di più fenomeni esplicitati nella tabella che segue.




€ migliaia 

2021

2020

Variazione

Sopravvenienze attive

1.779

2.420

(640)

Altri ricavi

1.878

1.702

175

Rimborsi per danni, penalità, rivalse

36

215

(179)

Contributi regionali

183

13

171

Personale distaccato

4.901

4.645

257

Proventi immobiliari

1.150

847

303

Riaddebito organi per cariche sociali

2.559

2.748

(189)

Altri ricavi e proventi

12.486

12.589

(103)



Costi


  1. Costo del lavoro - € 61.862 mila 




€ migliaia

2021

2020

Variazione 

Costo del Lavoro al lordo dei costi capitalizzati

68.526

66.549

1.976

Personale impiegato nei progetti

(4.159)

(3.535)

(624)

Costi capitalizzati del personale

(2.504)

(1.458)

(1.047)

Costo del Lavoro

61.862

61.557

306



La variazione in aumento del costo del lavoro al lordo dei costi capitalizzati pari a € 1.976 mila, discende all'andamento delle consistenze medie, come peraltro evidenziato nella tabella sotto riportata compensati in parte dalla riduzione dei costi per incentivi all'esodo, per quelli relativi alla mobilità e all'isopensione.

Il costo del personale è nettato, oltre che dei costi capitalizzati pari ad € 2.504 mila (+ € 1.047 mila rispetto al 2020), anche di € 4.159 mila (+ € 624 mila rispetto al 31 Dicembre 2020) che rappresentano l'ammontare complessivo dei costi del personale impiegato nei progetti informatici destinati a tutte le società del gruppo partecipanti alla "comunione" della piattaforma informatica.


Nel prospetto che segue è evidenziata la consistenza media e finale dei dipendenti per categoria di appartenenza, confrontata con quella del precedente esercizio.





Consistenza media del periodo

Consistenza finale del periodo


2021

2020

Variazione 

2021

2020

Variazione 

Dirigenti

53

51

3

51

56

-5

Quadri

167

169

-2

179

168

11

Impiegati

463

458

5

452

456

-4

Operai

21

22

-1

21

20

1

Totale

704

700

5

703

700

3




  1. Costi esterni - € 153.457 mila  

Rispetto al 31 Dicembre 2020, si registra un aumento complessivo dei costi esterni pari a € 11.257 mila; di seguito si fornisce la composizione e le variazioni dei costi esterni per natura.






€migliaia

2021

2020

Variazione

Materie

3.084

2.657

427

Servizi e appalti

139.596

128.813

10.783

Godimento beni di terzi

3.331

3.126

205

Oneri diversi di gestione

7.445

7.603

(158)

Costi esterni

153.457

142.199

11.257





€migliaia

2021

2020

Variazione

Prestazioni Tecniche e Amministrative (comprese consulenze e collaborazioni)

40.191

33.133

7.058

Lavori eseguiti in appalto

9.123

7.423

1.700

Altri servizi

9.321

7.060

2.260

Smaltimento e trasporto fanghi, scorie, ceneri e rifiuti

77

46

32

Servizi al personale

6.401

4.240

2.161

Spese assicurative

1.047

750

297

Consumi elettrici, idrici e gas

20.031

15.396

4.635

- di cui Consumi Elettrici Servizio Illuminazione Pubblica Roma Capitale

16.743

12.988

3.755

Servizi infragruppo e non

19.108

25.203

(6.095)

- di cui Illuminazione Pubblica Roma Capitale

19.070

25.038

(5.968)

Spese telefoniche e trasmissione dati

1.216

831

385

Spese postali

647

915

(269)

Canoni manutenzione

10.616

13.831

(3.214)

Spese di pulizia trasporto facchinaggio

4.432

4.089

343

Spese pubblicitarie e sponsorizzazioni

7.368

7.033

335

Organi sociali

991

906

85

Spese bancarie

1.120

1.178

(58)

Spese di viaggio e trasferta

143

112

31

Personale distaccato

7.645

6.580

1.065

Spese Tipografiche

119

88

31

Costi per servizi

139.596

128.813

10.783





€migliaia

2021

2020

Variazione

Canoni di locazione

187

692

(505)

Altri noleggi e canoni (godimento beni terzi)

3.143

2.433

710

Godimento di beni terzi

3.331

3.126

205





€migliaia

2021

2020

Variazione

Imposte e tasse

2.124

1.893

231

Risarcimento danni ed esborsi per vertenze giudiziarie

242

381

(139)

Contributi erogati e quote associative

2.517

2.336

181

Spese generali

2.084

1.486

598

Sopravvenienze passive

478

1.508

(1.030)

Oneri diversi di gestione

7.445

7.603

(158)



In merito all'aumento dei costi esterni di € 11.257 mila sono di seguito riportati i principali fenomeni:


Si informa che gli altri noleggi e canoni si riferiscono principalmente ad hardware e software per il data center aziendale.


Si informa che, ai sensi dell'articolo 149-duodecies del Regolamento Emittenti CONSOB, i compensi maturati dalla Società di Revisione PwC sono riportati nella tabella che segue.



€ migliaia

Audit Related Service

Audit Services

Non Audit Services

Totale






ACEA S.p.A.

185

195

201

581







Si precisa che i compensi sopra riportati si riferiscono ad incarichi relativi all'anno 2021 affidati fino al 31 Dicembre 2021.



  1. Svalutazioni (riprese di valore) nette di crediti commerciali - € 24 mila


Il saldo del conto è rappresentato dall'accantonamento a fondo svalutazione crediti finanziari verso Sienergia.


  1. Ammortamenti e accantonamenti - € 29.944 mila



€migliaia

2021

2020

Variazione 

Ammortamenti immateriali e materiali

24.659

17.457

7.202

Accantonamenti per rischi

5.285

6.127

(842)

Totale

29.944

23.584

6.360



Gli ammortamenti ammontano complessivamente ad € 24.659 mila e si riferiscono principalmente per € 12.817 mila alle immobilizzazioni immateriali, per € 6.728 mila alle immobilizzazioni materiali e per € 5.055 mila riferibili dall'applicazione dell'IFRS16. L'aumento degli ammortamenti è relativo alle immobilizzazioni immateriali ed è da imputare ai progetti informatici entrati in esercizio tra la fine dello scorso esercizio e l'inizio del corrente esercizio nonché per i nuovi sviluppi.


Gli accantonamenti al fondo rischi risultano essere pari a € 5.285 mila. Di seguito viene fornita la loro composizione per natura e i relativi effetti.




€ migliaia

2021

2020

Variazione

Legale

930

1.509

(580)

Rischi contributivi

4

6

(2)

Totale accantonamento rischi

951

1.516

(565)

Esodo e mobilità

4.519

4.806

(287)

Totale accantonamenti

4.519

4.806

(287)

Rilascio Fondi

(185)

(195)

10

Totale

5.285

6.127

(842)



Rispetto all'esercizio precedente si registra una riduzione del livello complessivo degli accantonamenti originato dai minori accantonamenti relativi ad esodo e mobilità e nonché per contenziosi legali.

Per ulteriori dettagli si rinvia a quanto illustrato nel paragrafo relativo all' "Aggiornamento delle principali vertenze giudiziali" del presente documento. 



  1. Proventi finanziari - € 90.390 mila




€ migliaia

2021

2020

Variazione 

Proventi da rapporti infragruppo

89.273

98.206

(8.933)

Interessi Attivi Bancari

34

27

7

Interessi su crediti diversi e finanziamenti a breve

759

606

154

Proventi finanziari da attualizzazione

325

430

(105)

Proventi finanziari

90.390

99.268

(8.878)



La riduzione dei proventi finanziari per € 8.878 mila è attribuibile per € 8.933 mila ai proventi da rapporti infragruppo principalmente da imputare alla riduzione degli interessi sulla linea di credito di tipo revolving.



  1. Oneri finanziari - € 60.090 mila




€ migliaia

2021

2020

Variazione 

Oneri (Proventi) su Interest Rate Swap

4.749

4.974

(225)

Interessi su prestiti obbligazionari

54.395

55.577

(1.182)

Interessi su indebitamento a medio - lungo termine

1.412

1.204

209

Interessi su indebitamento a breve termine

313

5

308

Interessi moratori e dilatori

25

40

(15)

Interest cost al netto degli utili e perdite attuariali

68

160

(91)

Oneri finanziari IFRS16

372

533

(160)

Altri oneri finanziari

31

(1)

33

(Utili)/perdite su cambi

(1.276)

3.618

(4.894)

Oneri finanziari

60.090

66.107

(6.017)



La riduzione degli oneri finanziari per € 6.017 mila discende principalmente da minori interessi su prestiti obbligazionari (- € 1.182 mila) e da utili su cambi per € 1.315 mila relativamente alla valutazione al cambio di Acea International in parte compensati dalla perdita su cambi pari ad € 31 mila di Aguazul Bogotà. La variazione degli interessi su prestiti obbligazionari comprende l'effetto del venir meno degli interessi maturati sul prestito obbligazionario rimborsato a febbraio 2020 parzialmente compensato dagli interessi sulle nuove emissioni (Green Bond) di Gennaio 2021.

Con riferimento al costo medio del debito di Acea, si segnala un decremento rispetto all'esercizio precedente, essendo passato dall'1,47% del 2020 all'1,42% del 2021.





  1. Proventi /Oneri da partecipazioni - € 213.791 mila

I proventi da partecipazione, al netto degli oneri da partecipazioni che ammontano complessivamente ad € 5.103 mila, sono pari a € 213.791 mila e registrano un aumento di € 9.612 mila. Di seguito si riporta la composizione dei proventi da partecipazione.




€ migliaia

2021

2020

Variazione 

Acea Ato2

60.830

53.270

7.560

areti

117.242

110.137

7.105

ACEA Elabori

12.408

19.618

(7.210)

Acea Ambiente

3.070

2.547

523

Acque Blue Fiorentine

10.912

5.229

5.683

Acea Produzione

1.547

1.257

289

Aquaser

2.306

2.620

(314)

Acea8Cento

0

220

(220)

Acea International

1.471

1.077

394

Intesa Aretina

162

452

(291)

GEAL SPA

0

384

(384)

Acque Blue Arno Basso

497

1.791

(1.294)

Ingegnerie Toscane

91

219

(127)

Acea Energia

6.593

5.361

1.233

Totale

217.128

204.181

12.947



Gli oneri da partecipazione si riferiscono alla svalutazione della partecipazione in ACEA Ato5 come ampiamente descritto nella voce Partecipazione in controllate e collegate.

Completa la voce in oggetto l'ammontare di € 1.766 mila relativo alla chiusura della liquidazione di Crea SpA.


  1. Imposte sul reddito - € - 5.625 mila

Le imposte risultano complessivamente pari a - € 5.625 mila (- € 2.667 mila del 31 Dicembre 2020). In particolare, la determinazione delle imposte risente della normativa tributaria applicabile al trattamento fiscale dei dividendi incassati, degli accantonamenti a fondo rischi effettuati, nonché della deducibilità degli interessi passivi di Acea in capo al consolidato fiscale di Gruppo. Le imposte sul reddito d'esercizio hanno un'incidenza sul risultato ante imposte pari al 3,28%.

Il saldo si compone della somma algebrica delle seguenti voci.

Imposte correnti

Le imposte correnti sono pari ad € 92.691 mila (€ 94.218 mila al 31 dicembre 2020) e si riferiscono ad Ires di consolidato calcolata sulla sommatoria degli imponibili e delle perdite fiscali delle società consolidate fiscalmente e all'Irap. 

Si precisa che tale effetto è annullato dall'iscrizione dei proventi derivanti dall'attribuzione degli imponibili delle società partecipanti al consolidato fiscale. 

Tale effetto è riepilogato nella tabella di seguito riportata che espone la riconciliazione fra le aliquote teoriche e quelle effettive.

Imposte differite

Le imposte differite attive nette riducono le imposte per € 809 mila (€ 1.934 mila al 31 Dicembre 2020) e sono composte dalla somma algebrica degli accantonamenti (€ 3.441 mila) eseguiti prevalentemente sul fondo rischi, sul fondo svalutazione crediti, sugli ammortamenti e sugli accantonamenti su piani a benefici definiti e dagli utilizzi (€ 2.632 mila). Le imposte differite passive accrescono le imposte per € 1.560 mila e sono relative solamente agli accantonamenti.

Oneri e proventi da consolidato fiscale

Ammontano ad € 99.067 mila (€ 96.560 mila al 31 Dicembre 2020) e rappresentano il saldo positivo tra gli oneri fiscali che la Capogruppo ha nei confronti delle società consolidate fiscalmente a fronte del trasferimento di perdite fiscali (€ 5.685 mila) e i proventi fiscali iscritti come contropartita degli imponibili fiscali trasferiti al consolidato (€ 104.752 mila).

Il compenso della perdita, come da regolamento generale di consolidato, è determinato applicando l'aliquota IRES vigente all'ammontare della perdita fiscale trasferita.

La tabella sotto riportata illustra la riconciliazione tra l'aliquota fiscale teorica e quella effettiva.

 

2021

%

2020

%

 

 

 

 

 

Risultato ante imposte delle attività in funzionamento

171.415

 

175.094

 

 

 

 

 

 

Imposte teoriche calcolate al 24% sull'utile ante imposte

41.140

24,0%

42.023

24,0%

 

 

 

 

 

Differenze permanenti*

(46.764)

(27,28%)

(44.689)

(25,52%)

 

 

 

 

 

IRES di competenza**

(5.625)

(3,28%)

(2.667)

(1,52%)

 

 

 

 

 

IRAP di competenza**

0

0,0%

0

0,0%

 

 

 

 

 

Imposte sul reddito di esercizio delle attività in funzionamento

(5.625)

(3,28%)

(2.667)

(1,52%)

* Includono prevalentemente la quota tassata dei dividendi

** Compresa fiscalità differita

 





Note allo Stato Patrimoniale - Attivo


  1. Immobilizzazioni materiali - € 109.998 mila





Si evidenzia un aumento di € 7.988 mila rispetto al 31 Dicembre 2020. La variazione si riferisce principalmente all'effetto netto dato dagli investimenti, complessivamente pari a € 14.839 mila, e dagli ammortamenti che si attestano a € 6.728 mila.

Tra gli investimenti del periodo figurano gli apparati di Telecontrollo della rete di Illuminazione Pubblica di Roma, realizzati da ACEA su richiesta di Roma Capitale in adempimento al contratto di servizio. Si evidenzia che nel mese di giugno 2021 è stato acquistato da ATAC SpA, con procedura competitiva per € 1.557 mila comprensivo degli oneri di stipula, il terreno adiacente la sede centrale di Piazzale Ostiense adibito a parcheggio.

Gli altri investimenti attengono principalmente agli interventi di manutenzione straordinaria sulle sedi adibite alle attività aziendali oltre agli investimenti relativi agli hardware necessari ai progetti di sviluppo tecnologico per il miglioramento e l'evoluzione della rete informatica ed ai PC.

Il prospetto di seguito riportato riepiloga le variazioni intervenute nel periodo.













€ migliaia

Terreni e Fabbricati 

Impianti e Macchinari

Attrezzature Industriali

Altri Beni

Immobilizzazioni in corso

Totale immobilizzazioni materiali

Costo storico 31.12.2020

103.102

33.022

13.823

59.913

1.639

211.499

Investimenti / Acquisizioni

2.795

5.833

0

3.812

2.398

14.839

Disinvestimenti

0

0

0

0

(82)

(82)

Altri Movimenti

0

0

43

321

(405)

(41)

Costo storico 31.12.2021

105.898

38.854

13.865

64.047

3.551

226.215

F.do amm.to 31.12.2020

(24.668)

(18.983)

(13.086)

(52.752)

0

(109.488)

Ammortamenti e Riduzioni di Valore

(1.999)

(2.784)

(254)

(1.691)

0

(6.728)

Disinvestimenti

0

0

0

0

0

0

Altri movimenti

0

0

0

0

0

0

F.do amm.to 31.12.2021

(26.667)

(21.767)

(13.340)

(54.443)


(116.217)

Valore netto 31.12.2021

79.231

17.087

525

9.603

3.551

109.998




  1. Investimenti immobiliari - € 2.314 mila


Ammontano a € 2.314 mila, registrano una riduzione pari a € 58 mila per effetto dell'ammortamento dell'anno e sono costituiti principalmente da terreni e fabbricati non strumentali alla produzione e detenuti ai fini della locazione.


  1. Immobilizzazioni immateriali - € 50.025 mila



La variazione pari complessivamente ad € 9.790 mila si riferisce principalmente all'effetto netto tra gli investimenti pari a € 23.437 mila e gli ammortamenti che si attestano a € 12.817 mila.

Gli investimenti hanno riguardato prevalentemente l'acquisto ed il potenziamento di software a supporto delle attività di sviluppo dei sistemi di gestione delle piattaforme informatiche, di sicurezza aziendale e di gestione amministrativa.


Di seguito il riepilogo delle variazioni intervenute nel corso del periodo:




€ migliaia

Diritti di brevetto

Concessioni

Imm.ni in corso

Totale imm.ni immateriali

Valore netto 31.12.2020

23.425

0

16.810

40.235

Investimenti / Acquisizioni

19.107

0

4.330

23.437

Disinvestimenti

0

0

(830)

(830)

Altri Movimenti

14.877

0

(14.877)

0

Ammortamenti

(12.817)

0

0

(12.817)

Valore netto 31.12.2021

44.591

0

5.434

50.025



  1. Diritto d'uso - € 13.713 mila


In tale voce sono ricompresi i diritti d'uso sui beni altrui che, con decorrenza 1° Gennaio 2019, sono rilevati come attività in leasing e ammortizzati lungo la durata dei contratti, a seguito dell'applicazione del nuovo standard internazionale IFRS16. Alla data del 31 Dicembre 2021 il valore netto contabile di tali attività è pari ad € 13.713 mila.


€ migliaia

31/12/2021

31/12/2020

Variazione

Terreni e Fabbricati

12.571

16.138

(3.568)

Autovetture e autoveicoli

1.148

1.426

(279)

Macchinari e attrezzature

0

0

0

Altro

(5)

61

(67)

Totale

13.713

17.626

(3.913)


Nella tabella seguente si espone la movimentazione del periodo:

€ migliaia

Terreni e Fabbricati

Autovetture e Autoveicoli

Altro

Totale

Saldo di apertura

16.138

1.426

61

17.626

Nuovi contratti

623

581

0

1.204

Remeasurement

(37)

(24)

0

(62)

Riclassifiche

0

0

0

0

Ammortamento

(4.153)

(835)

(67)

(5.055)

 Totale

12.571

1.148

(5)

13.713


Non sono inoltre presenti garanzie su valore residuo, pagamenti variabili e leasing non ancora sottoscritti per i quali ACEA si è impegnata per un importo significativo.

Infine, si fa presente che i costi relativi ai leasing di breve periodo e alle attività di modesto valore sono rilevati, in linea con quanto richiesto dall'IFRS16, e in continuità con i precedenti esercizi, nella voce di conto economico "godimento beni di terzi".


  1. Partecipazioni in controllate e collegate - € 1.967.611 mila 

Registrano una crescita di € 127.647 mila rispetto al 31 Dicembre 2020 ed è così composta: 




€ migliaia

31/12/2021

31/12/2020

Variazione 

Partecipazione in Imprese Controllate

1.944.626

1.818.678

125.948

Partecipazione in Imprese Collegate

22.984

21.286

1.698

Totale partecipazioni

1.967.611

1.839.964

127.647



Partecipazioni in imprese controllate

Vengono di seguito riepilogate le variazioni del 2021.


Partecipazioni in società controllate

Costo storico

Riclassifiche e altri movimenti

Rivalutazioni/ Svalutazioni

Alienazioni

Valore Netto

Valori al 31 dicembre 2020

3.216.176

(374.890)

(61.167)

(961.441)

1.818.678

Variazioni 2021:

 

 

 

 

 

   - variazione capitale sociale

0

0

0

0

0

   - acquisizioni/costituzioni

129.765

0

0

0

129.765

   - alienazioni/distribuzioni

0

0

0

(28)

(28)

   - riclassifiche e altri movimenti

0

0

0

0

0

   - svalutazioni/rivalutazioni

0

0

(3.788)

0

(3.788)

Totale variazioni del 2021

129.765

0

(3.788)

(28)

125.948

Valori al 31 dicembre 2021

3.345.940

(374.890)

(64.955)

(961.469)

1.944.626


Le movimentazioni intervenute riguardano:


Al fine della verifica del valore recuperabile delle partecipazioni, è stato effettuato l'impairment test, ai sensi dello IAS 36, sostanzialmente di tutte le sue controllate dirette ed indirette.


Di seguito si riporta la metodologia utilizzata nonché si commentano i risultati dei test e le sensitivity effettuate. La procedura di impairment delle partecipazioni pone a confronto il valore contabile della partecipazione con il suo valore recuperabile, individuato come il valore più elevato fra il valore d'uso ed il fair value, al netto dei costi di vendita. 

Il valore d'uso rappresenta il valore attuale dei flussi finanziari attesi che si suppone deriveranno dall'uso continuativo dell'insieme degli asset relativi alla partecipazione. Il fair value, al netto dei costi di vendita, rappresenta l'ammontare ottenibile dalla vendita in una libera transazione tra parti consapevoli e disponibili.


Il processo di impairment 2021 fornisce la stima di un intervallo relativo al valore recuperabile delle singole partecipazioni in termini di valore d'uso in continuità metodologica rispetto al precedente esercizio, ovvero tramite il metodo finanziario che ravvisa nella capacità di produrre flussi di cassa l'elemento fondamentale ai fini della valutazione dell'entità di riferimento. Ai fini dell'attualizzazione dei flussi di cassa operativi viene utilizzato il costo medio ponderato del capitale post-tax (WACC). La stima del valore recuperabile delle partecipazioni è stata espressa quindi in termini di valore d'uso. 


L'applicazione del metodo finanziario per la determinazione del valore recuperabile ed il successivo confronto con i rispettivi valori contabili, ha comportato, quindi, per ciascuna partecipazione oggetto di impairment test, la stima del wacc post tax, del valore dei flussi operativi desunti dal Piano Industriale approvato dal Consiglio di Amministrazione (VO) e del valore del terminal value (TV) e, in particolare, il tasso di crescita utilizzato per la proiezione dei flussi oltre l'orizzonte di piano, del valore della posizione finanziaria netta (PFN) ed eventuali surplus asset/liability (SA).


Le principali assunzioni che hanno determinato i flussi di cassa e gli esiti del test sono le seguenti:


Il Terminal Value è stato determinato:



Infine, i flussi come sopra determinati sono stati attualizzati al WACC post imposte determinati secondo un approccio unconditional o utilizzando il WACC regolatorio per i business regolati. 

I WACC risultano essere sostanzialmente in linea con quelli utilizzati per il precedente impairment test, ad eccezione dei business regolati, dove a seguito delle modifiche intercorse nel framework regolatorio si è riscontrata una riduzione delle remunerazioni da parte del regolatore.

Di seguito si riepilogano le assunzioni utilizzate nei test e le stime del Terminal Value:


 Main Activity

Valore recuperabile

WACC

Valore terminale

Periodo flussi di cassa

Gestione Servizio Idrico Integrato

Valore d'uso

4,8%

CIN a fine concessione inclusivo del Regulatory Asset Base (RAB) 

Fine concessione

Gestione delle Reti

Valore d'uso

5,6%

Regulatory Asset Base (RAB) 

Fino al 2024

Vendita Energia Elettrica e Gas

Valore d'uso

5,7%

Perpetuity 

 

Fino al 2024

Servizi Intercompany

Valore d'uso

5.1%

Stimato pari al CIN dell'ultimo anno di piano

Elaborati a partire dal budget delle società e sulla base delle proiezioni che rappresentano le migliori stime disponibili ed effettuabili in merito alle principali assunzioni sull'operatività aziendale relative alle partecipazioni esaminate e ai risultati attesi ad esse attribuibili

Impianti da Fonti rinnovabili

Valore d'uso

5,2%

Cin/perpetuity a fine vita utile degli impianti

 

Vita utile impianti/fine concessione

Impianti di Termovalorizzazione e Compostaggio

Valore d'uso

5,1%

Cin a fine vita utile degli impianti

 

Vita utile impianti

Trattamento di Rifiuti Liquidi e Smaltimento Fanghi

Valore d'uso

5,1%

Cin a fine vita utile degli impianti

 

Vita utile impianti

Ingegneria e Servizi

Valore d'uso

4,8%

Cin a fine vita utile degli impianti

 

Fine Concessione Impianti area Idrico

Estero

Valore d'uso

6,5%/10,1%

Cin a fine concessione

Fine concessione

Servizi di riciclaggio della plastica

Valore d'uso

5,1%

Cin a fine vita utile degli impianti

 

Vita utile impianti


Al fine di supportare le analisi emergenti dal test, sono state infine elaborate delle sensitivity analysis per dare evidenza dell'impatto sulla recuperabilità degli avviameniti al variare di assunzioni specifiche e andando ad identificare le principali assunzioni di break-even. Dall'analisi effettuata, le ipotesi di variazione dei tassi di sconto, tasso di crescita o di riduzione della redditività risultano essere non realistiche e/o non materiali ad eccezione che per le partecipazioni detenute in Demap, Acquedotto del Fiora, ADistirbuzione Gas ed Energia. 

Si segnala, inoltre, che in conseguenza dell'approvazione della predisposizione tariffaria 2020-2023, gli amministratori di ACEA Ato5 hanno preso atto della presenza di significative incertezze che possono far sorgere dubbi significativi sulla continuità aziendale della società stessa, quali, in particolare: l'esito favorevole del Tavolo Tecnico con l'Ente d'Ambito finalizzato alla definizione delle partite reciproche e il positivo accoglimento del ricorso avverso la deliberazione n. 1/2021 della Conferenza dei Sindaci. 

A fronte della situazione di squilibrio finanziario venutasi a creare, sono allo studio interventi da parte di Acea SpA volti a mettere in sicurezza la controllata Acea Ato5 SpA. Nel mentre, gli amministratori della società controllata hanno avviato una serie di azioni tese a migliorare la posizione finanziaria della società stessa tra i quali si segnala:

La società, con le azioni intraprese, è riuscita a gestire la situazione finanziaria evidenziata nel bilancio 2020 mitigando parzialmente la situazione di squilibrio finanziario.

Alla luce di quanto esposto, si evidenzia che è stato condotto uno specifico test di impairment per la partecipata Acea Ato 5 che ha fatto emergere una svalutazione di circa € 5 milioni sulla partecipazione detenuta da Acea S.p.A. in ACEA Ato5. Tale svalutazione ha comportato sostanzialmente un riallineamento tra il valore della partecipazione al valore del PN rettificato IAS/IFRS. Le principali motivazioni che hanno determinato la riduzione di valore sono da ricondurre alle assunzioni relative al CCN 2022-2032. Le proiezioni di piano sono state elaborate tenendo conto della capacità di incasso dei conguagli e dei crediti pregressi. La cassa generata sarà destinata al pagamento dei debiti commerciali pregressi in coerenza con i piani di rientro attualmente definiti, dei debiti per canoni verso la STO e del corrente. Inoltre, il DPO su Opex e Capex è stato portato rispettivamente a 69 e 120. Nessuna ipotesi di pagamento dei debiti finanziari è stata prevista verso Acea. Al riguardo sono in corso valutazioni in merito alle modalità di consolidamento di tali debiti più idonee a garantire il supporto finanziario necessario alla controllata per la continuazione dell'attività.

Le principali assunzioni che hanno determinato i flussi di cassa, il terminal value e gli esiti del test sono le seguenti:

Inoltre, il terminal value è stato determinato come valore attuale della RAB e del Capitale Circolante Netto alla scadenza della concessione. I flussi, ed il terminal value come sopra determinati sono stati infine attualizzati al WACC regolatorio, il quale risulta essere in linea con quello utilizzato per il precedente impairment test.

Stante le diverse variabili che interessano il piano economico-finanziario di ACEA Ato5, è stata svolta un'analisi di sensitività basata sul raggiungimento o meno degli obiettivi di efficienza previsti nel nuovo piano industriale della controllata e sull'accoglimento o meno della domanda di riequilibrio economico-finanziario (tale ipotesi si è basata sulla proposta tariffaria presentata dalla società ma non riconosciuta dall'AATO5). Si riportano di seguito i risultati dell'analisi di sensitività segnalando che il "caso base" dell'impairment test coincide con il primo riquadro in alto a sinistra della tabella che prevede il raggiungimento al 100% degli obiettivi di cost savings e nessun beneficio derivante dalle azioni che la Società intende intraprendere per ottenere una revisione tariffaria. Tale scenario è stato considerato come quello base dell'impairment test in un'ottica di prudenza considerando solo gli elementi migliorativi sotto il controllo dell'azienda (cost savings) e non quelli che in ultima istanza dipendono da decisioni e fattori esterni all'azienda (revisione tariffaria). Si precisa che tale impostazione non riflette in alcun modo una valutazione delle probabilità di ottenere il riconoscimento di una revisione tariffaria - la quale tuttavia è ritenuta probabile in considerazione dell'incompatibilità dello squilibrio finanziario causato al Gestore dalla nuova predisposizione tariffaria rispetto al quadro normativo e regolamentare vigente - ma è solo funzionale allo svolgimento dell'impairment test nel rispetto di quanto previsto dallo IAS 36:

Picture 4



Partecipazioni in imprese collegate

Ammontano a € 22.984 mila e sono variate nel 2021 per:


Di seguito la tabella della movimentazione intervenuta nel corso dell'esercizio.

Partecipazioni in società collegate

Costo storico

Riclassifiche

Rivalutazioni/ Svalutazioni

Alienazioni

Valore Netto

Valori al 31 dicembre 2020

94.405

13.600

(80.858)

(5.861)

21.286

Variazioni 2021:

 

 

 

 

 

   - variazione capitale sociale

0

0

0

0

0

   - acquisizioni/costituzioni

1.730

0

0

0

1.730

   - alienazioni/distribuzioni

0

0

0

0

0

   - riclassifiche e altri movimenti

0

0

0

0

0

   - svalutazioni/rivalutazioni

0

0

(31)

0

(31)

Totale variazioni del 2021

1.730

0

(31)

0

1.698

Valori al 31 dicembre 2021

96.135

13.600

(80.889)

(5.861)

22.984




  1. Altre partecipazioni - € 2.350 mila

Le "Altre partecipazioni" si riferiscono ad investimenti in titoli azionari che non costituiscono controllo, collegamento o controllo congiunto. Sono rimaste invariate nel corso del 2021.


  1. Imposte differite attive - € 15.937 mila

Si riducono di € 1.961 mila rispetto al 31 Dicembre 2020.

La tabella che segue evidenzia i movimenti e il saldo al 31 Dicembre 2021 distinguendo le Attività per Imposte Anticipate dal Fondo per Imposte Differite.

Per quanto attiene la recuperabilità delle imposte anticipate, si rileva che la valutazione della fiscalità differita attiva è stata eseguita sulla base dei piani industriali di Acea e, riguardo l'orizzonte temporale, considerando una ragionevole stima dell'epoca di riversamento. 


€ migliaia

31/12/2020

Utilizzi IRES / IRAP

Movim. a PN

Acc.ti IRES/IRAP

31/12/2021

Imposte anticipate

 

 

 

 

 

Compensi membri CDA

11

(1)

 0

4

15

Fondo rischi ed oneri

3.089

(1.434)

519

1.726

3.900

Svalutazione partecipazioni

0

0

 0

0

0

Svalutazione crediti 

13.758

(326)

0

1.094

14.526

Ammortamenti beni materiali e immateriali

225

(68)

0

340

496

Piani a benefici definiti /Contribuzione definita

4.362

(714)

(53)

277

3.871

Altre

6.613

(88)

(304)

0

6.221

Totale

28.058

(2.632)

162

3.441

29.029

 

 

 

 

 


Imposte differite

 

 

 

 

 

Imposte differite su dividendi

18

0

 0

0

18

Ammortamenti beni materiali e immateriali

106

0

0

39

145

Piani a benefici definiti /Contribuzione definita

179

0

0

0

179

Altre

9.857

0

1.372

1.521

12.749

Totale

10.160

0

1.372

1.560

13.092

 

 

 

 

 

 

Totale netto

17.898

(2.632)

(1.210)

1.881

15.937


  1. Attività finanziarie non correnti - € 3.381.711 mila

Si riducono di € 701.753 mila rispetto al 31 Dicembre 2020 (erano € 2.679.957 mila). Da quest'anno trova collocazione in questa voce di bilancio la quota del conto corrente relativa alle linee di finanziamento di tipo revolving destinata dalle attività finanziarie correnti alle attività finanziarie non correnti. I dati del 2020 sono quindi pro-formati per una migliore rappresentazione. Di seguito la tabella di dettaglio:




€ migliaia

31/12/2021

31/12/2020

Variazione

Crediti finanziari verso Roma Capitale

8.286

11.756

(3.471)

Crediti finanziari verso imprese controllate

3.361.891

2.653.126

708.765

Crediti verso altri

11.534

15.075

(3.541)

Totale

3.381.711

2.679.957

701.753



La voce Crediti finanziari verso Roma Capitale registra una riduzione di € 3.471 mila e si riferisce agli investimenti inerenti al servizio di Illuminazione Pubblica, quali la riqualificazione impiantistica, il risparmio energetico, l'adeguamento normativo e l'innovazione tecnologica, che saranno corrisposti ad Acea, in misura pari all'ammortamento fiscale oltre l'esercizio 2022, in ossequio a quanto concordato nell'Accordo integrativo al contratto di servizio stipulato il 15 Marzo 2011.


Crediti finanziari verso imprese controllate aumentano, rispetto al 31 Dicembre 2021, di € 708.765 mila.

Da quest'anno trovano collocazione in questa voce di bilancio la quota dei conti correnti relativi alle linee di finanziamento di tipo revolving destinata alle controllate per le attività non correnti. I dati del 2020 sono quindi pro-formati per una migliore rappresentazione. 

Nel corso del 2021:

or water service

Tali crediti si ritengono interamente recuperabili. 




€ migliaia

31/12/2021

31/12/2020

Variazione

Crediti per rapporti di tesoreria accentrata quota non corrente

3.149.951

2.441.516

708.435

 ACEA Ato5

187.742

187.742

0

Umbriadue Servizi Idrici

20.165

14.965

5.200

Acea Molise

0

4.870

(4.870)

Technologies for water service

4.000

4.000

0

Ecomed

33

33

0

Totale crediti finanziari verso controllate

3.361.891

2.653.126

708.765



Con riferimento al credito vantato verso ACEA Ato5, si segnala che sono in corso di valutazione alcune operazioni organiche e strutturate che potrebbero consentire alla controllata di gestire l'esposizione in maniera unitaria con un orizzonte temporale più esteso onorando nel contempo gli impegni di natura finanziaria. 


La voce Crediti verso altri, pari a € 11.534 mila, deriva per € 11.320 mila dall'applicazione del modello dell'attività finanziaria previsto dall'IFRIC12 in materia di servizi in concessione. Tale credito rappresenta il complesso degli investimenti effettuati fino al 31 Dicembre 2010 legati al servizio stesso. 


  1. Attività correnti - € 1.317.763 mila

Registrano un decremento di € 66.239 mila (erano € 1.384.002 mila al 31 Dicembre 2020) e sono composte come di seguito descritto.


19.a - Crediti Commerciali - € 179.359 mila

Registrano un incremento di € 42.808 mila rispetto al 31 Dicembre 2020 (erano € 136.552 mila). Di seguito la loro composizione:




€ migliaia

31/12/2021

31/12/2020

Variazione

Crediti v/Clienti

544

726

(182)

Crediti verso controllante - Roma capitale

30

22

8

Crediti verso Imprese Controllate e Collegate

178.785

135.803

42.982

Totale crediti commerciali

179.359

136.552

42.808



Crediti verso clienti 

Ammontano ad € 544 mila al netto del fondo svalutazione crediti pari a € 2.124 mila e si riducono di € 182 mila.

I crediti inclusi in tale voce si riferiscono a posizioni maturate verso soggetti privati e pubblici per prestazioni di servizi. 


Fondo Svalutazione Crediti

Si attesta a € 2.124 mila e rimane invariato rispetto al 31 Dicembre 2020. La stima delle somme ritenute inesigibili viene stimata in base a quanto previsto dall'IFRS9, ovvero, attraverso l'applicazione dell'expected credit loss model per la valutazione della recuperabilità delle attività finanziarie sulla base di un approccio predittivo, basato sulla previsione del default della controparte (cd. probability of default) e della capacità di recupero nel caso in cui l'evento di default si verifichi (cd. loss given default).


Crediti verso controllante - Roma Capitale

La tabella che segue espone congiuntamente le consistenze scaturenti dai rapporti intrattenuti con Roma Capitale da ACEA, sia per quanto riguarda l'esposizione creditoria che per quella debitoria esigibili entro e oltre l'esercizio successivo, ivi comprese le partite di natura finanziaria.



€ migliaia

31/12/2021

31/12/2020

Variazione

Crediti per prestazioni fatturate

5

5

0

Crediti per prestazioni da fatturare

25

17

8

Totale Crediti Commerciali

30

22

8

Crediti finanziari per Illuminazione Pubblica fatture emesse

117.133

129.336

(12.203)

Fondo svalutazione crediti

(30.152)

(30.152)

0

Crediti finanziari per Illuminazione Pubblica fatture da emettere

48.981

65.033

(16.052)

Fondo svalutazione crediti

(28.298)

(21.960)

(6.338)

Crediti finanziari M/L termine per Illuminazione Pubblica

8.286

11.756

(3.471)

Totale Crediti Finanziari Illuminazione Pubblica

115.949

154.012

(38.062)

Totale Crediti

115.979

154.034

(38.054)

Debiti per Dividendi

(116.220)

(128.544)

12.325

Altri debiti

(1.895)

(1.043)

(852)

Totale Debiti

(118.114)

(129.587)

11.473

Totale Saldo Netto Credito Debito

(2.135)

24.447

(26.582)



In merito ai rapporti con Roma Capitale al 31 dicembre 2021, il saldo netto risulta a debito per € 2.135 mila contro il precedente saldo al 31 dicembre 2020 pari ad € 24.447 mila. 


I crediti finanziari presentano un decremento complessivo pari ad € 38.062 mila rispetto all'esercizio precedente da attribuire all'effetto combinato di: i) compensazioni dei crediti finanziari con i debiti per dividendi e dalla ii) maturazione per competenza dei crediti relativi al contratto di servizio di Illuminazione Pubblica, all'ammodernamento sicurezza, alla manutenzione extra ordinaria ed ai lavori connessi al servizio di Illuminazione Pubblica.

Di seguito il dettaglio delle compensazioni:


I debiti per dividendi verso Roma Capitale diminuiscono complessivamente di € 12.325 mila principalmente per effetto delle compensazioni/pagamenti per € 99.213 mila oltre che dell'iscrizione del nuovo debito per dividendi azionari dell'esercizio 2021 di Acea per € 86.889 mila.


Si ricorda che nell'ambito delle attività necessarie al primo consolidamento del Gruppo Acea nel Bilancio 2018 di Roma Capitale, è stato avviato un tavolo di confronto al fine di riconciliare le partite creditorie e debitorie verso Roma Capitale. A valle di diversi incontri e corrispondenze, in data 22 Febbraio 2019 il Dipartimento Tecnico del Comune (SIMU) incaricato della gestione dei contratti verso il Gruppo Acea ha comunicato diverse contestazioni relative alle forniture sia di lavori sia di servizi per il periodo 2008-2018. Tali contestazioni sono state integralmente respinte dal Gruppo.


Al fine di trovare una compiuta risoluzione delle divergenze nel corso del 2019 è stato istituito un apposito Comitato Tecnico paritetico con il Gruppo Acea.


A valle di numerosi incontri in data 18 Ottobre 2019, il Comitato Tecnico paritetico ha redatto un verbale di chiusura lavori dando evidenza delle risultanze emerse e proponendo un favorevole riavvio dell'ordinaria esecuzione dei reciproci obblighi intercorrenti tra il Gruppo Acea e Roma Capitale. 


Le parti, come primo adempimento successivo la chiusura dei lavori, si sono attivate nel dare esecuzione alle risultanze emerse dal tavolo di conciliazione ricominciando l'attività di reciproca liquidazione delle rispettive partite creditorie e debitorie. Nell'anno 2020 sono stati chiusi complessivamente € 10.463 mila di crediti riferiti al Verbale sopra citato.


Nel 2021 è stato istituito un nuovo Tavolo Tecnico con l'intento di proseguire la risoluzione di tematiche ostative alla liquidazione dei crediti. In esito a tali lavori Roma Capitale ha liquidato ad Acea i crediti di Illuminazione Pubblica per € 75.290 mila tramite compensazioni.


Si ricorda inoltre che, in merito al Servizio di Illuminazione Pubblica, a seguito del parere reso dall'AGCM nel Bollettino n.49 del 14 dicembre 2020, Roma Capitale ha intrapreso un'attività di verifica delle condizioni di congruità e convenienza economica delle condizioni prestazionali di cui al contratto di servizio tra l'Amministrazione e Acea S.p.A. (e per essa da areti) a confronto con le condizioni di cui alla Convenzione Consip Luce 3 e, inoltre, sulla base delle posizioni espresse dall'AGCM nel suddetto parere, ha sollevato delle perplessità in merito alla legittimità dell'affidamento alla medesima Acea S.p.A. In data 8 Febbraio 2021, con nota prot. DG 1585/2021, Roma Capitale ha comunicato gli esiti delle predette verifiche, affermando definitivamente "la congruità e convenienza delle condizioni economiche attualmente in essere rispetto ai parametri qualitativi ed economici della convenzione CONSIP - LUCE 3" e confermando "la correttezza dei corrispettivi applicati per il servizio di illuminazione pubblica", superando definitivamente ogni riserva circa la congruità dei corrispettivi praticati nell'ambito del rapporto contrattuale in essere tra Roma Capitale ed ACEA S.p.A. Con la medesima nota, l'Amministrazione ha disposto dunque il riavvio dei procedimenti di liquidazione dei crediti accertati di ACEA in relazione al contratto di servizio. Si evidenzia che la suddetta comunicazione riguarda la correttezza dei corrispettivi applicati, senza incidere sulla volontà dell'Amministrazione, già manifestata, di risolvere il rapporto con Acea per bandire una gara e così riaffidare il Servizio di Illuminazione Pubblica.


Si comunica infine che nelle more della conclusione e della definizione di tutti gli aspetti riguardanti il servizio, Acea ha proseguito il servizio di Illuminazione Pubblica procedendo regolarmente alla fatturazione e ai relativi incassi.


Crediti verso imprese controllate e collegate 

I crediti verso imprese controllate e collegate ammontano ad € 178.785 mila e aumentano di € 42.982 mila rispetto all'esercizio precedente. Si riferiscono principalmente alle prestazioni di servizi rese nell'ambito dei diversi contratti di servizio e dai crediti derivanti dall'attribuzione dei costi sostenuti per la piattaforma informatica in comunione e alle fatturazioni di licenze e prestazioni informatiche sostenute per conto delle società del gruppo. Lo scostamento è giustificato dall'incremento di queste fattispecie. Di seguito la loro composizione:


€ migliaia

31/12/2021

31/12/2020

 Variazione 

ACEA ATO5

54.404

43.077

11.327

ARETI SPA

30.161

30.672

(511)

ACEA ATO2

26.329

17.346

8.983

ACEA ENERGIA SPA

16.580

9.183

7.397

GESESA

7.847

7.001

846

ACEA MOLISE SRL

6.647

5.350

1.298

ACQUEDOTTO DEL FIORA SPA

5.892

3.251

2.641

PUBLIACQUA

3.946

3.068

878

ACEA AMBIENTE SRL

5.719

2.313

3.406

ACEA ELABORI SPA

4.446

2.123

2.323

UMBRA ACQUE SPA

2.670

2.118

552

ACQUE SPA

1.573

1.726

(153)

GORI

2.606

1.323

1.283

ACQUE INDUSTRIALI

1.452

1.263

189

Marco Polo

1.236

1.236

0

ACEA PRODUZIONE SPA

4.114

897

3.217

SARNESE VESUVIANO

813

823

(11)

UMBRIADUE SERVIZI IDRICI SCARL

625

686

(60)

ACEA INNOVATION S.R.L.

496

503

(7)

INGEGNERIE TOSCANE SRL

358

231

128

COEMA

205

184

22

ECOGENA

82

145

(64)

SERVIZI IDRICI INTEGRATI

119

14

105

TECHNOLOGIES FOR WATER SERVICE

105

15

89

ACEA SOLAR srl

26

102

(76)

ACQUE BLU ARNO BASSO SPA

46

74

(28)

ACEA DOMINICANA

72

72

0

ACQUE BLU FIORENTINE

41

69

(28)

Altro

175

937

(763)

TOTALE

178.785

135.803

42.982



19.b - Altre attività correnti - € 34.243 mila

Registrano una variazione in diminuzione di € 22.214 mila e si compongono come di seguito esposto. 



€ migliaia

31/12/2021

31/12/2020

Variazione

Crediti verso Cessionario Area Laurentina

6.446

6.446

0

Ratei/Risconti Attivi

5.543

5.769

(226)

Crediti diversi

221

204

17

Crediti verso enti previdenziali

289

305

(16)

Crediti per TFR da cessioni individuali

1.944

1.931

13

Anticipi a fornitori e depositi presso terzi

239

261

(22)

Crediti per IVA

8.327

8.993

(665)

Altri crediti tributari

496

374

121

Crediti per consolidato fiscale verso imprese controllate

10.739

32.175

(21.436)

Totale

34.243

56.458

(22.214)


Nei crediti verso enti previdenziali trovano allocazione i crediti generatisi a seguito del rientro del ramo facility management Marco Polo per debiti verso i dipendenti. Nei ratei e risconti attivi trovano allocazione principalmente la quota delle licenze d'uso di competenza di esercizi successivi, i canoni di manutenzione delle infrastrutture informatiche, i servizi informatici, i contratti di assicurazione ed i premi assicurativi.

La riduzione dei crediti per il consolidato fiscale verso imprese controllate è dovuta al versamento di maggiori acconti IRES nel corso del 2021 rispetto a quanto calcolato al 31 Dicembre 2021.


19.c - Attività per imposte correnti - € 5.764 mila 

L'iscrizione di € 5.764 mila per acconti IRES deriva dai maggiori acconti rispetto all'imposta calcolata al 31 Dicembre 2021.




€ migliaia

31/12/2021

31/12/2020

Variazione

Crediti IRES per acconti versati

5.764

0

5.764

Totale crediti verso l'Erario

5.764

0

5.764

Totale crediti tributari

5.764

0

5.764



19.d - Attività finanziarie correnti - € 656.858 mila

Registrano una variazione in diminuzione di € 115.630 mila e di seguito vengono dettagliate. Da quest'anno trovano collocazione nelle attività finanziarie non correnti la quota dei conti correnti relativi alle linee di finanziamento di tipo revolving destinata dalle controllate alle attività non correnti. I dati del 2020 sono quindi pro-formati per una migliore rappresentazione.


€ migliaia

31/12/2021

31/12/2020

Variazione

Crediti verso imprese controllanti - Roma Capitale

107.664

142.256

(34.592)

Crediti verso imprese controllate e collegate

274.381

400.265

(125.884)

Crediti verso terzi

274.814

229.967

44.846

Totale

656.858

772.488

(115.630)



Crediti verso imprese controllanti - Roma Capitale

Ammontano complessivamente ad € 107.664 mila e si riferiscono ai crediti verso Roma Capitale relativi al Contratto di Servizio di Illuminazione Pubblica così come anticipato nella sezione del presente documento "Crediti Commerciali verso Roma Capitale".





Crediti verso imprese controllate e collegate

Si attestano a € 274.381 mila (€ 400.265 mila al 31 Dicembre 2020) e risultano composti come di seguito esposto:



€ migliaia

31/12/2021

31/12/2020

Variazione

Crediti per rapporti di tesoreria centralizzata

155.532

284.483

(128.951)

Ratei attivi finanziari correnti su finanziamenti e rapporti di tesoreria centralizzata

94.577

97.062

(2.484)

Crediti verso imprese controllate per finanziamenti

20.320

14.363

5.957

Altri crediti verso imprese controllate

1.486

1.486

0

Crediti per Commissioni su Garanzie prestate

2.466

2.750

(284)

Crediti verso imprese collegate

0

121

(121)

Totale

274.381

400.265

(125.884)


La variazione rispetto alla fine dell'esercizio precedente discende principalmente dal decremento della quota corrente dei saldi di conto corrente verso le società del gruppo che hanno aderito ad una linea di finanziamento di tipo revolving, a copertura del fabbisogno per esigenze di circolante e di investimento e alla riduzione dei ratei attivi finanziari associati da imputare principalmente alla riduzione dei tassi di interesse. Da quest'anno sono state infatti riclassificate nell'attivo non corrente le quote destinate a tale scopo dalle Società aderenti. I dati del 2020 sono quindi pro-formati per una migliore rappresentazione.

Si registra un incremento dei crediti verso imprese controllate per finanziamenti pari a € 5.957 mila dovuto per € 4.870 mila alla riclassifica a breve dei finanziamenti soci verso Acea Molise in scadenza il 31 Gennaio 2022.


Crediti verso altri

Ammontano complessivamente ad € 274.814 mila e aumentano rispetto al 31 Dicembre 2020 di € 44.846 mila per l'aumento dei depositi a breve che è passato da € 225.000 mila ad € 270.000 mila.



€ migliaia

31/12/2021

31/12/2020

Variazione

Crediti per la gestione del servizio di pubblica illuminazione

3.775

4.412

(637)

Crediti su depositi a breve termine

270.000

225.000

45.000

Ratei attivi finanziari

765

282

483

Crediti v/SEIN da Liquidazione Acea ATO5 Servizi

274

274

0

Totale

274.814

229.967

44.846





19.e - Disponibilità liquide e mezzi equivalenti - € 441.538 mila

Registrano un aumento pari a € 23.033 mila (al 31 Dicembre 2020 erano € 418.505 mila) e rappresentano il saldo dei conti correnti bancari e postali accesi presso i vari istituti di credito nonché presso l'Ente Poste.


 







Note allo Stato Patrimoniale - Passivo


  1. Patrimonio netto - € 1.656.139 mila 




€ migliaia

31/12/2021

31/12/2020

Variazione 

Capitale Sociale

1.098.899

1.098.899

0

Riserva legale

138.649

129.761

8.888

Riserva azioni proprie in Portafoglio

0

0

0

Altre riserve

83.510

77.980

5.531

Utili a nuovo

158.042

159.207

(1.165)

utile (perdita) dell'esercizio

177.040

177.761

(721)

Totale

1.656.139

1.643.607

12.532



Il patrimonio netto registra un incremento di € 12.532 mila rispetto al 31 Dicembre 2020. Tale variazione è prevalentemente riferibile all'utile rilevato nell'esercizio e agli effetti generati dalla destinazione del risultato conseguito nell'esercizio 2020 pari a € 0,80 per azione, nonché dalla movimentazione delle altre riserve.

Di seguito si riporta la composizione e le movimentazioni per singola voce:


20.a - Capitale sociale - € 1.098.899 mila

Ammonta a €1.098.899 mila ed è rappresentato da n. 212.964.900 azioni ordinarie di € 5,16 ciascuna come risulta dal Libro Soci ed è attualmente sottoscritto e versato nelle seguenti misure:


20.b - Riserva legale € 138.649 mila 

Accoglie il 5% degli utili degli esercizi precedenti come previsto dall'articolo 2430 cod. civ.

Al 31 Dicembre 2021 si registra una crescita di € 8.888 mila rispetto allo scorso anno, per effetto della destinazione dell'utile conseguito nell'esercizio 2020.


20.c - Altre riserve - € 83.510 mila 

Di seguito si fornisce la composizione della Voce e le variazioni intervenute nel periodo:




€ migliaia

31/12/21

31/12/2020

Variazione

Riserva Straordinaria

180

180

0

Riserva plusvalenza da scorporo

102.567

102.567

0

Riserva per differenze di cambio

9.397

5.053

4.344

Riserva da valutazione di strumenti finanziari

(19.099)

(20.062)

963

Riserva da utili e perdite attuariali

(9.734)

(9.958)

224

Altre riserve diverse

198

198

0

Totale

83.510

77.980

5.531



La riserva per differenze di cambio registra una variazione in aumento di € 4.344 mila e rappresenta l'effetto della valutazione al cambio del 31 Dicembre 2021 del private placement in YEN stipulato nel 2010.

La riserva di cash flow hedge è negativa e si attesta a € 19.099 mila. Tale riserva accoglie per € 3.333 mila il differenziale negativo derivante dal delta dei tassi di conversione tra quello previsto dal contratto di copertura e quello rilevato alla data di regolazione del bond (3 Marzo 2010).


La tabella sotto riportata dà evidenza delle riserve disponibili e indisponibili.




31 Dicembre 2021 € migliaia



Riepilogo delle utilizzazioni effettuate nei tre precedenti esercizi


Importo

Possibilità di utilizzazione

Quota Distribuibile

Copertura perdite

Altre ragioni

Riserve di capitale






Riserva derivanti da operazione scissione di ARSE

6.569

A, B, C

6.569



Riserve di utili da Conto Economico






Riserva legale

138.649

A, B

138.649



Riserva Straordinaria

180

A, B, C

180



Riserva plusvalenza da scorporo

102.567

A, B, C

102.567



Utili portati a nuovo

158.042

A, B, C

158.042


11.687

Riserve di utili da O.C.I.






Riserva da valutazione di strumenti finanziari

(19.099)


(19.099)



Riserva per differenze di cambio

9.397


9.397



Riserva da utili e perdite attuariali

(9.734)


(9.734)



Altre riserve






Maggior costo pagato acquisizioni infragruppo

(5.652)


(5.652)



Riserva IAS

(719)


(719)



Riserva per azioni proprie in portafoglio

3.853

Garanzia azioni proprie

3.853



Totale

384.054


384.054



Quota non distribuibile



116.695



Residua quota distribuibile



267.359




Legenda: A = aumento di capitale - B = copertura perdite - C = distribuzione ai soci


Riserva per azioni proprie in portafoglio 

Ai sensi dell'art. 2428 cod. civ., le azioni proprie in portafoglio sono n. 416.993, aventi valore nominale di € 5,16 cadauna (€ 2.152 mila complessivamente) e corrispondono allo 0,196% del capitale sociale.

La riserva per azioni proprie in portafoglio ammonta al 31 Dicembre 2021 a € 3.853 mila; l'importo della riserva coincide con il valore delle azioni in portafoglio contabilizzato a riduzione del Patrimonio Netto in ossequio allo IAS32.



  1. Trattamento di fine rapporto ed altri piani a benefici definiti - € 20.334 mila

Si riduce di € 1.166 mila e riflette le indennità di fine rapporto e altri benefici da erogare successivamente alle prestazioni dell'attività lavorativa al personale dipendente. Si distinguono, all'interno delle obbligazioni che compongono tale voce, i piani a contribuzione definita ed i piani a benefici definiti. Nella tabella che segue è riportata la composizione:



€ migliaia

31/12/2021

31/12/2020

Variazione 

Benefici dovuti al momento della cessazione del rapporto di lavoro




   - Trattamento di Fine Rapporto

5.863

6.737

(874)

   - Mensilità Aggiuntive

1.332

1.470

(138)

   - Piani di incentivazione a lungo termine (LTIP)

858

1.600

(742)

Totale

8.053

9.807

(1.754)

Benefici successivi al rapporto di lavoro




   - Agevolazioni Tariffarie 

8.566

9.542

(975)

  -  Isopensione

3.715

2.151

1.564

Totale

12.281

11.693

588

Totale Benefici

20.334

21.500

(1.166)



Per quanto attiene la metodologia di calcolo, si informa che i benefici dovuti al momento della cessazione del rapporto di lavoro sono determinati secondo criteri attuariali; in riferimento ai benefici successivi al rapporto di lavoro, il calcolo si basa sul "metodo della proiezione unitaria del credito" che si sostanzia in valutazioni che esprimono la passività aziendale come valore attuale medio delle prestazioni future riproporzionato in base al servizio prestato dal lavoratore al momento del calcolo rispetto a quello corrispondente all'epoca del pagamento della prestazione.

La variazione risente (i) degli accantonamenti di periodo, (ii) dalle uscite verificatesi durante il periodo e (iii) della diminuzione del tasso utilizzato per la valutazione delle passività.

In particolare, per quanto riguarda lo scenario economico-finanziario, il tasso di attualizzazione utilizzato per la valutazione è stato lo 1,00% a fronte di un tasso utilizzato lo scorso anno dello 0,77%.

Come previsto dal paragrafo 78 dello IAS19 il tasso di interesse utilizzato per la determinazione del valore attuale dell'obbligazione è stato determinato con riferimento al rendimento alla data di valutazione di titoli di aziende primarie del mercato finanziario a cui appartiene ACEA ed al rendimento dei titoli di Stato in circolazione alla stessa data aventi durata comparabile a quella residua del collettivo di lavoratori analizzato; si precisa che, per coerenza interna di valutazione e per allineamento alle prescrizioni dello IAS19, sono state mantenute per le diverse tipologie di piani le medesime basi tecniche.



Inoltre di seguito vengono indicati i parametri utilizzati per la valutazione:



31/12/2021

31/12/2020

Tasso di attualizzazione

1,0 %

0,3 %

Tasso di crescita dei redditi (medio)

1,6 %

1,6 %

Inflazione di lungo periodo

1,8 %

1,0 %



Con riferimento alla valutazione degli Employee Benefits del Gruppo (TFR, Mensilità Aggiuntive, Agevolazioni Tariffarie di attivi e pensionati) è stata effettuata una sensitivity analysis in grado di apprezzare le variazioni della passività conseguenti a variazioni flat, sia positive che negative, della curva dei tassi (shift + 0,5% - shift -0,5%). Gli esiti di tale analisi sono di seguito riepilogati. 


Tipologia Piano

Tasso di attualizzazione

€ mila

€ mila


+0,5%

-0,5%

TFR

(265)

283

Agevolazioni tariffarie

(306)

326

Mensilità aggiuntive

(63)

61

LTIP

(8)

8



Inoltre, è stata effettuata una sensitivity analysis in relazione all'età del collettivo ipotizzando un collettivo più giovane di un anno rispetto a quello effettivo.


Tipologia Piano

€ mila

-1 anno di età

TFR

(66)

Agevolazioni tariffarie

58

Mensilità aggiuntive

(449)



Non si sono effettuate analisi di sensitività su altre variabili quali, per esempio, il tasso di inflazione.



  1. Fondo per rischi ed oneri - € 15.024 mila

La tabella che segue dettaglia la composizione per natura e le variazioni intervenute rispetto alla fine dell'esercizio precedente:



€ milioni

31/12/2020

Utilizzi

Accantonamenti

Rilascio per Esubero Fondi

Riclassifiche / Altri Movimenti

31/12/2021

Legale 

3.049

(1.278)

930

0

0

2.701

Fiscale 

29

0

0

(29)

0

0

Partecipate

5.727

0

0

(156)

0

5.570

Rischi contributivi 

734

0

4

0

0

738

Altri rischi ed oneri

913

0

17

0

0

930

Totale Fondo Rischi 

10.452

(1.278)

951

(185)

0

9.939

Esodo e mobilità 

5.751

(5.150)

4.519

0

(36)

5.085

Totale Fondo Oneri

5.751

(5.150)

4.519

0

(36)

5.085

Totale Fondo Rischi ed Oneri

16.203

(6.428)

5.470

(185)

(36)

15.024



Le principali variazioni hanno riguardato:

Per ulteriori dettagli si rinvia a quanto illustrato nel paragrafo "Aggiornamento delle principali vertenze giudiziali" del presente documento.



  1. Debiti e passività finanziarie non correnti - € 4.518.588 mila 

Sono così composti:



€ migliaia

31/12/2021

31/12/2020

Variazione 

Obbligazioni

4.141.952

3.253.444

888.508

Finanziamenti a medio - lungo termine

250.816

444.117

(193.300)

Debiti finanziari a medio-lungo termine verso controllate

116.730

0

116.730

Debiti finanziari IFRS16

9.089

13.094

(4.005)

Totale

4.518.588

3.710.655

807.933



Obbligazioni a medio - lungo termine

In data 21 Gennaio 2021, Acea S.p.A. ha completato il collocamento di Green Bond per un importo complessivo pari a € 900 milioni, con scadenza il 6 Aprile 2029 articolato in due serie, Green Financing Framework recentemente pubblicato e a valere sul programma Euro Medium Term Notes (EMTN) da Euro 4 miliardi (le "Obbligazioni"), in forza del Base Prospectus aggiornato in data 24 luglio 2020 e successivamente integrato in data 15 gennaio 2021. La prima serie è di importo pari a € 300 milioni, tasso dello 0% e scadenza al 28 settembre 2025 (le "Obbligazioni 2025") e la seconda serie è di importo pari a € 600 milioni, tasso dello 0,25% e scadenza al 28 luglio 2030 (le "Obbligazioni 2030"). Le obbligazioni sono disciplinate dalla legge inglese. A partire dal 28 Gennaio 2021, le obbligazioni sono quotate presso il mercato regolamentato della Borsa di Lussemburgo, dove è stato depositato il prospetto informativo.

Le obbligazioni ammontano a € 4.141.952 mila (€ 3.253.444 mila al 31 Dicembre 2020) e si riferiscono:


Di seguito si riporta il riepilogo comprensivo della quota a breve:


€ migliaia

Debito Lordo(*)

FV Strumento di copertura

Ratei interessi maturati(**)

Totale

Obbligazioni:

 

 

 

 

Emissione del 2014

597.669

0

7.336

605.004

Private Placement emissione del 2014

152.726

21.796

655

175.177

Emissione del 2016

494.863

0

945

495.809

Emissioni del 2018

990.351

0

5.955

996.305

Emissioni del 2019

494.170

0

5.346

499.516

Emissioni del 2020

495.325

0

1.849

497.175

Emissioni del 2021

888.266

0

645

888.911

Totale

4.113.370

21.796

22.731

4.157.897

(*compreso costo ammortizzato

(**compresi ratei su strumenti di copertura


Finanziamenti a medio - lungo termine 

Ammontano a € 250.816 mila e registrano una riduzione complessiva di € 193.300 mila e rappresentano il debito per le quote di capitale delle rate non ancora rimborsate al 31 Dicembre 2021 e scadenti oltre i dodici mesi. Il decremento si riferisce principalmente

ai seguenti fenomeni:

I principali mutui, i cui valori al 31 Dicembre 2021 sono esposti di seguito comprensivi delle quote a breve termine, ammontano complessivamente a € 296.921 mila, e sono di seguito descritti:

Il 21 Dicembre è stato estinto il finanziamento contratto per un importo iniziale di € 100.000 mila, acceso il 31 marzo 2008 e coperto da un Interest Rate Swap con l'obiettivo di trasformare l'onerosità del finanziamento sottostante da variabile a fissa anch'esso estinto.

Nella tabella che segue vengono forniti i dettagli dei finanziamenti per tipologia di tasso di interesse e per scadenza. Si precisa che nella tabella è riportata anche la quota a breve scadente entro il 31 dicembre 2021 pari a € 60.243 mila.



Finanziamenti:

Debito residuo Totale

Entro il 31.12.2021

Dal 31.12.2021 al 31.12.2025

Oltre il 31.12.2025

a tasso variabile

296.921

46.105

131.932

118.885

Totale

296.921

46.105

131.932

118.885



Per quanto riguarda l'informativa sugli strumenti finanziari alla data di bilancio si rimanda al paragrafo "Informazioni integrative sugli strumenti finanziari e politiche di gestione dei rischi".


Debiti finanziari a medio-lungo termine verso controllate

Il 20 Dicembre 2021 si è perfezionato un contratto di finanziamento da parte di Acea Energia ad Acea SpA erogato in un'unica soluzione con scadenza 31 dicembre 2031 con rimborso amortizing a rate costanti semestrali. Di seguito il dettaglio dell'ageing comprensivo della quota a breve.


Finanziamenti:

Debito residuo Totale

Entro il 31.12.2022

Dal 31.12.2022 al 31.12.2026

Oltre il 31.12.2026

a tasso fisso

129.705

12.975

51.880

64.850

Totale

129.705

12.975

51.880

64.850


Debiti finanziari IFRS16

In tale voce viene rilevato il debito finanziario derivante dall'applicazione dell'IFRS16 la cui quota a lungo è pari ad € 9.089 mila; la quota a breve è invece pari ad € 5.202 mila. Si espongono di seguito i flussi finanziari suddivisi per scadenza ai quali Acea è potenzialmente esposta:

 

Entro 12 mesi

 Entro 24 mesi 

 Entro 5 anni 

 Debito residuo 

Passività IFRS16

5.202

9.507

14.109

14.291


  1. Altre passività non correnti - € 2.292 mila

La voce pari ad € 2.292 mila (non erano presenti al 31 Dicembre 2020) accoglie la quota non corrente dei risconti passivi relativa alle licenze d'uso pluriennali.


  1. Passività correnti - € 649.043 mila

Ammontano complessivamente ad € 649.043 mila e si riducono complessivamente per € 45.407 mila.





€ migliaia

31/12/2021

31/12/2020

 Variazione 

Debiti Finanziari

393.135

429.492

(36.357)

Debiti verso Fornitori

222.154

224.036

(1.883)

Debiti Tributari

0

13.969

(13.969)

Altre Passività Correnti

33.755

26.953

6.802

Passività Correnti

649.043

694.451

(45.408)


25.a - Debiti finanziari - € 393.135 mila

Si riducono di € 36.357 mila e sono composte come di seguito esposto:



€ migliaia

31/12/2021

31/12/2020

Variazione 

Debiti verso banche per linee di credito a breve

176

90.152

(89.977)

Debiti verso banche per mutui 

46.105

60.243

(14.138)

Obbligazioni a Breve

15.945

16.813

(868)

Debiti verso controllante Comune di Roma

117.906

129.375

(11.468)

Debiti verso controllate e collegate

205.972

125.953

80.018

Debiti verso terzi

1.830

1.819

11

Debiti finanziari IFRS 16 entro l'esercizio

5.202

5.137

65

Totale

393.135

429.492

(36.357)



I debiti verso banche per linee di credito a breve si riducono per € 89.977 mila principalmente per il rimborso di erogazioni avvenute nel corso del 2020 per un importo complessivo pari a € 90.000 mila.


Il decremento pari a € 14.138 mila dei debiti verso banche per mutui è relativo al rimborso anticipato di quote capitali di una parte del finanziamento BEI stipulato nel 2014 e dall'estinzione del finanziamento contratto per un importo iniziale di € 100.000 mila, acceso il 31 marzo 2008.


I debiti finanziari verso Roma Capitale si riducono di € 11.468 mila prevalentemente per l'effetto combinato dell'iscrizione del debito per dividendi azionari di Acea maturati nel 2020 per € 86.889 mila e dell'utilizzo di parte dei dividendi maturati nel 2018 e nel 2019 per compensare in parte i crediti di Acea per € 75.153 mila e di ACEA Ato2 per € 24.060 mila.


Le variazioni che hanno riguardato i debiti verso controllate e collegate sono essenzialmente relative ai rapporti di tesoreria accentrata che aumentano di € 67.275 mila per effetto della maggior esposizione finanziaria registrata nell'esercizio verso alcune società del Gruppo.

Gli altri debiti finanziari accolgono la quota a breve ed i ratei relativi al finanziamento erogato da Acea Energia ad Acea SpA.

Di seguito si fornisce il dettaglio per tipologia di debito verso le Società partecipate:



€ migliaia

31/12/2021

31/12/2020

Variazione 

Debiti per rapporti di tesoreria accentrata

192.995

125.721

67.275

Altri debiti finanziari

12.976

233

12.744

Totale

205.972

125.953

80.018


Nella voce oggetto di analisi è iscritta la quota a breve del debito finanziario IFRS16 pari ad € 5.202 mila (€ 5.187 mila al 31 Dicembre 2020).


25.b - Debiti verso fornitori - € 222.154 mila 

Risultano composti come di seguito evidenziato.




€ migliaia

31/12/2021

31/12/2020

Variazione 

Debiti verso fornitori

116.406

118.327

(1.921)

Debiti verso Controllante

208

212

(4)

Debiti verso Controllate e Collegate

105.540

105.497

43

Debiti verso Fornitori

222.154

224.036

(1.883)



I debiti verso fornitori terzi registrano una variazione in riduzione di € 1.921 mila e di seguito viene fornita la composizione del saldo:



€ migliaia

31/12/2021

31/12/2020

Variazione 

Debiti per fatture ricevute

67.416

75.134

(7.718)

Debiti per fatture da ricevere

48.990

43.193

5.797

Totale

116.406

118.327

(1.921)



Per quanto riguarda i debiti verso fornitori per fatture ricevute pari a € 67.416 mila si segnala che la componente scaduta ammonta a € 14.076 mila, il restante importo è in scadenza entro i prossimi dodici mesi.


Per quanto attiene i rapporti con le Società controllate e collegate si segnala un aumento € 43 mila e che si riferisce essenzialmente ad areti per i compensi relativi al servizio di Illuminazione Pubblica. Il dettaglio per controparte viene analizzato nella tabella che segue: 




€ migliaia

31/12/2021

31/12/2020

Variazione 

ACEA ATO2

634

719

(85)

ACEA ATO5

257

177

80

ACEA ENERGIA SPA

9.355

9.102

253

ACEA PRODUZIONE SPA

80

56

25

ARETI SPA

94.681

94.683

(2)

ACEA ELABORI SPA

94

85

9

ACEA AMBIENTE SRL

49

212

(163)

GORI

116

0

116

ACQUE SPA

47

47

0

Altro

227

417

(190)

Totale

105.540

105.497

43




25.c - Debiti tributari - € 0 mila

La voce è a zero al 31 Dicembre 2021 (€ 13.969 mila al 31 Dicembre 2020).




25.d - Altre passività correnti - € 33.755 mila 

Si compongono come di seguito riportato. 


€ migliaia

31/12/2021

31/12/2020

Variazione 

Debiti verso Istituti di previdenza e sicurezza

3.775

3.502

274

Ratei e risconti passivi

1.056

238

818

Debiti per consolidato fiscale verso imprese controllate

9.437

3.207

6.229

Debiti verso personale dipendente

9.554

10.365

(812)

Debiti verso Equitalia

63

61

2

Altri Debiti

9.870

9.580

290

Totale

33.755

26.953

6.802


Per maggior chiarezza espositiva si precisa che non sono iscritti in bilancio debiti con scadenza certa superiore ai cinque anni, diversi da quelli già indicati a proposito della voce Mutui. 




Informative sulle Parti Correlate 


ACEA e Roma Capitale


L'Ente controllante detiene la maggioranza assoluta con il 51% delle azioni di ACEA.

Tra ACEA e Roma Capitale intercorrono rapporti di natura commerciale in quanto la società effettua prestazioni di servizi a favore del Comune con riferimento alla manutenzione ed al potenziamento degli impianti di pubblica illuminazione. 

Per quanto riguarda il servizio di pubblica illuminazione si informa che esso è esercitato in via esclusiva nell'area di Roma. Nell'ambito della concessione gratuita trentennale rilasciata dal Comune di Roma nel 1998, i termini economici dei servizi oggetto della concessione sono attualmente disciplinati da un contratto di servizio tra le parti in vigore da maggio 2005 e fino alla scadenza della concessione (31 dicembre 2027), in virtù dell'accordo integrativo sottoscritto tra ACEA e Roma Capitale il 15 marzo 2011 modificato nel mese di giugno 2016 con una scrittura privata volta a regolare impegni e obblighi discendenti dall'attuazione del Piano Led.

Le integrazioni dell'accordo integrativo del 2011 riguardano i seguenti aspetti:

Inoltre, gli investimenti inerenti il servizio possono essere (i) richiesti e finanziati dal Comune o (ii) finanziati da ACEA: nel primo caso tali interventi verranno remunerati sulla base di un listino prezzi definito tra le parti (e oggetto di revisione ogni due anni) e daranno luogo ad una riduzione percentuale del canone ordinario; nel secondo caso il Comune non è tenuta ad alcun pagamento di extra canone; tuttavia, ad ACEA verrà riconosciuto tutto o parte del risparmio atteso in termini energetici ed economici secondo modalità predefinite.

Alla scadenza naturale o anticipata ad ACEA spetta un'indennità corrispondente al valore residuo contabile dei cespiti che sarà corrisposta dal Comune o dal gestore subentrante previa previsione espressa di tale obbligo nel bando di gara per la selezione del nuovo gestore.

Il contratto fissa, infine, un elenco di eventi che rappresentano causa di revoca anticipata della concessione e/o di scioglimento del contratto per volontà delle parti; tra questi eventi appare rilevante quello relativo a sopravvenute esigenze riconducibili al pubblico interesse, inclusa quella prevista dall'articolo 23 bis D.L. 112/2008 abrogato in seguito al referendum del 12 e 13 giugno 2011, che determina a favore di ACEA il diritto ad un indennizzo commisurato al prodotto, attualizzato, tra una percentuale definita dell'importo contrattuale annuo ed il numero degli anni mancanti alla scadenza della concessione.

L'accordo integrativo, superando le soglie di rilevanza definite dalla Società in relazione alle Operazioni con Parti Correlate, è stato sottoposto all'analisi del Consiglio di Amministrazione e ne ha ottenuto l'approvazione nella seduta del 1° febbraio 2011, previa acquisizione del parere favorevole del Comitato per le Operazioni con Parti Correlate.

Le reciproche posizioni di credito e di debito - con riferimento a modalità e termini di pagamento - sono regolate dai singoli contratti:

  1. per il contratto di servizio di pubblica illuminazione è previsto il pagamento entro sessanta giorni dalla presentazione della fattura e, in caso di ritardato pagamento, è prevista l'applicazione del tasso legale per i primi sessanta giorni e successivamente del tasso di mora come stabilito di anno in anno da apposito decreto del Ministro dei Lavori Pubblici di concerto con quello dell'Economia e delle Finanze,

  2. per tutti gli altri contratti di servizio il termine di pagamento per Roma Capitale con riferimento ai contratti di servizio è di sessanta giorni dal ricevimento della fattura ed in caso di ritardato pagamento le parti hanno concordato l'applicazione del tasso ufficiale di sconto vigente nel tempo.

La scrittura privata sottoscritta nel mese di giugno 2016 tra ACEA e Roma Capitale ha regolato impegni ed obblighi discendenti dall'attuazione del Piano Led modificando l'art. 2.1 dell'Accordo Integrativo sottoscritto nel 2011.

In particolare, tale Piano prevede l'installazione di 186.879 (divenute 182.556 su richiesta di Roma Capitale) armature da eseguirsi in numero di 10.000 al mese a partire dai trenta giorni successivi alla sottoscrizione dell'accordo; il corrispettivo è fissato in € 48 milioni per l'intero Piano Led. L'ammontare sarà liquidato nella misura del 10% quale acconto e, la restante parte, sulla base di appositi SAL bimestrali che dovranno essere pagati da Roma Capitale entro i trenta giorni successivi alla chiusura del SAL per l'80% e entro quindici giorni dalla verifica del medesimo SAL per il rimanente 15%. Il contratto prevede inoltre meccanismi di incentivazione / penalità per installazioni superiori / inferiori a quelle programmate per ciascun bimestre nonché la riduzione del corrispettivo riconosciuto da Roma Capitale in misura pari al 50% del controvalore economico dei Titoli di Efficienza Energetica spettanti ad ACEA per il Progetto Led.

In conseguenza dell'esecuzione del Piano Led le parti hanno parzialmente modificato il listino prezzi e la composizione del corrispettivo per la gestione del servizio.

Le nuove realizzazioni e gli investimenti contribuiscono all'aumento del corrispettivo forfetario in ragione del rateo annuale calcolato secondo il meccanismo dell'ammortamento fiscale previsto per gli impianti sottesi allo specifico intervento nonché alla riduzione percentuale del canone ordinario dovuto da Roma Capitale il cui ammontare viene definito nel documento di progetto tecnico economico.

E' previsto un tasso di interesse variabile a remunerazione del capitale investito.

Per quanto riguarda l'entità dei rapporti tra ACEA e Roma Capitale si rinvia a quanto illustrato e commentato a proposito dei crediti e debiti verso la controllante nella nota n. 19.c del presente documento.

Si informa infine che, in merito al Servizio di Illuminazione Pubblica, a seguito del parere reso dall'AGCM nel Bollettino n.49 del 14 dicembre 2020, Roma Capitale ha intrapreso un'attività di verifica delle condizioni di congruità e convenienza economica delle condizioni prestazionali di cui al contratto di servizio tra l'Amministrazione e Acea S.p.A. (e per essa da areti) a confronto con le condizioni di cui alla Convenzione Consip Luce 3 e, inoltre, sulla base delle posizioni espresse dall'AGCM nel suddetto parere, ha sollevato delle perplessità in merito alla legittimità dell'affidamento alla medesima Acea S.p.A.. In data 8 Febbraio 2021, con nota prot. DG 1585/2021, Roma Capitale ha comunicato gli esiti delle predette verifiche, affermando definitivamente "la congruità e convenienza delle condizioni economiche attualmente in essere rispetto ai parametri qualitativi ed economici della convenzione CONSIP - LUCE 3" e confermando "la correttezza dei corrispettivi applicati per il servizio di illuminazione pubblica", superando definitivamente ogni riserva circa la congruità dei corrispettivi praticati nell'ambito del rapporto contrattuale in essere tra Roma Capitale ed ACEA S.p.A. Con la medesima nota, l'Amministrazione ha disposto dunque il riavvio dei procedimenti di liquidazione dei crediti accertati di ACEA in relazione al contratto di servizio. Si evidenzia che la suddetta comunicazione riguarda la correttezza dei corrispettivi applicati, senza incidere sulla volontà dell'Amministrazione, già manifestata, di risolvere il rapporto con Acea per bandire una gara e così riaffidare il Servizio di Illuminazione Pubblica.

Si comunica infine che nelle more della conclusione e della definizione di tutti gli aspetti riguardanti il servizio, Acea ha proseguito il servizio di Illuminazione Pubblica procedendo regolarmente alla fatturazione e ai relativi incassi come diffusamente descritto in Nota Integrativa nel paragrafo dei Rapporti con Roma Capitale.

Dal punto di vista dei rapporti economici invece vengono di seguito riepilogati i costi e i ricavi al 31 dicembre 2021 con riferimento ai rapporti più significativi.


 RICAVI 

 COSTI 

€ migliaia

2021

2020

2021

2020

Contratto di servizio Illuminazione pubblica

30.385

29.447

77

0

Ricavi da Real. Impianti su Richiesta

1.983

4.218

0

0

TOTALE

32.368

33.666

77

0


ACEA e il Gruppo Roma Capitale


Anche con Società, Aziende Speciali o Enti controllati da Roma Capitale ACEA intrattiene rapporti di natura commerciale.

La tabella seguente riporta il dettaglio delle partite con le aziende del Gruppo Roma Capitale.

Gruppo Roma Capitale

 Debiti 

 Costi 

Crediti

Ricavi

€ migliaia

31/12/2021

31/12/2021

31/12/2021

31/12/2021

AMA S.P.A.

139

573

28

0

ATAC S.P.A.

1

5

0

0

FONDAZIONE CINEMA PER ROMA

100

122

0

0

ZETEMA PROGETTO CULTURALE S.R.L.

47

56

0

0

LE ASSICURAZIONI DI ROMA

0

22

0

0

Totale

287

778

28

0


ACEA e le Società Controllate


Rapporti di natura finanziaria

ACEA S.p.A., nella propria funzione di holding industriale, definisce gli obiettivi strategici a livello di Gruppo e di società controllate e ne coordina l'attività.

Nell'ambito della gestione centralizzata dei servizi finanziari, la capogruppo ACEA ha da tempo adottato un sistema di tesoreria intersocietaria di Gruppo, comprensivo di un rapporto di finanza intersocietaria, rendendolo operativo a molte società del Gruppo con le quali era stato sottoscritto un apposito contratto pluriennale di finanza intersocietaria.

I contratti di finanza intersocietaria sono stati rinnovati il 1° Gennaio 2020. In base a tale contratto, ACEA mette a disposizione un finanziamento a medio termine di tipo revolving c.d. "Linea di Finanza Intersocietaria", fino al raggiungimento di un Plafond predeterminato destinato al finanziamento del fabbisogno finanziario per (i) esigenze di circolante e per (ii) la effettuazione degli investimenti.

Inoltre, ACEA mette a disposizione delle società proprie linee di credito per firma, per un importo pari al Plafond per Garanzie Bancarie oppure attraverso il rilascio diretto di garanzie societarie per un importo pari al Plafond per Garanzie Societarie.

Il funzionamento di tale contratto prevede che in modo permanente e quotidiano ogni società, titolare di specifici conti correnti bancari periferici, effettui giornalmente accrediti o addebiti sul conto corrente pool della Capogruppo azzerando il saldo sui conti correnti propri.

Nel caso di saldo intersocietario giornaliero a debito per valuta, le società riconoscono alla Capogruppo interessi passivi calcolati, per ciascun anno, sulla base di un tasso di interesse di mercato, definito come sommatoria di: Cost of funding, il tasso di interesse medio ponderato pagato dal Gruppo Acea sul mercato nell'anno precedente e Incremental Risk, il differenziale di rischio tra il Gruppo Acea e le singole società partecipanti ai contratti. Per il 2021 il tasso di interesse applicato è ricompreso tra un minimo del 2,82% ed un massimo del 2,98% mentre nel 2020 il tasso applicato era ricompreso tra un minimo del 2,82% ed un massimo del 4,04%.

Nel caso di saldo intersocietario giornaliero a credito per valuta, ACEA riconosce alle società interessi calcolati, per ciascun trimestre, applicando il tasso d'interesse risultante dalla media aritmetica dei tassi giornalieri "EURIBOR a 3 mesi" (fonte Bloomberg) verificatasi nel trimestre precedente.

I termini contrattuali applicati sono, a parità di standing creditizio e tipologia di strumento finanziario, in linea con quelli risultanti dal mercato di riferimento anche supportati dalle evidenze di un benchmark elaborato da una primaria società di consulenza.

I nuovi contratti sono stati rivisti nelle seguenti condizioni contrattuali:


Rapporti di natura commerciale

ACEA presta inoltre alle società controllate e collegate servizi di natura amministrativa, finanziaria, legale, logistica, direzionale e tecnica al fine di ottimizzare le risorse disponibili nell'ambito della Società stessa e per utilizzare in modo ottimale il know-how esistente in una logica di convenienza economica. Tali prestazioni sono regolate da appositi contratti di servizio.

Dal 1° gennaio 2020 e con durata triennale, sono entrati in vigore i nuovi contratti di servizio per il triennio 2020-2022. La metodologia utilizzata per la determinazione del prezzo unitario è quella del "Cost Plus Method" che prevede l'individuazione di una base di costo comune, a cui viene applicato un mark-up sui costi interni (oggetto di benchmark di mercato da parte di primaria società di consulenza), e, successivamente, suddivisa tra i vari beneficiari dei servizi attraverso chiavi di allocazioni che siano conformi e coerenti, in linea con quanto farebbero parti terze.  Tali contratti, sono compliant ai fini regolatori e del M.O.G.C e prevedono SLA (Service Level Agreement) in un'ottica di miglioramento del livello di servizio offerto, da rapportare a relativi KPI (Key Performance Indicator).


Nell'ambito del progetto Template ACEA e le Società in ambito hanno approvato un contratto che consente l'implementazione delle principali iniziative di sviluppo tecnologico (trasversali e di business) mediante l'istituto della comunione. Il suddetto contratto contiene le regole di natura economico - finanziaria e di partecipazione alla comunione. ACEA eroga inoltre servizi di esercizio, gestione applicativa e manutenzione, connessi all'adesione al progetto Template regolati da apposito contratto.

Infine, nel corso del 2021 ACEA ha sviluppato una serie di software messi a disposizione delle sole società allocate all'interno dell'Area Idrica attraverso la stipula di specifici contratti fornendo a titolo oneroso licenze d'uso ed i relativi servizi di maintenance release e manutenzione ordinaria.

I termini contrattuali applicati sono, a parità di tipologia di servizio reso, in linea con quelli risultanti dal mercato.


ACEA e le principali Società del Gruppo Caltagirone

Alla data di chiusura dell'esercizio 2021 risultano i seguenti rapporti economico patrimoniali con le società del Gruppo Caltagirone ed ACEA S.p.A.


Caltagirone

 Debiti 

 Costi 

Crediti

Ricavi

€ migliaia

31/12/2021

31/12/2021

31/12/2021

31/12/2021

PIEMME SPA - CONCESSIONARIA DI PUBBLICITA' SPA

56

92

0

0

Totale

56

92

0

0


ACEA e le principali Società del Gruppo SUEZ

Alla data di chiusura dell'esercizio 2021 non risultano esserci rapporti economico patrimoniali con Suez Italia S.p.A. ora incorporata in Suez International Sas ed ACEA S.p.A.


Di seguito si evidenzia l'incidenza dei rapporti con parti correlate sulla situazione patrimoniale, sul risultato economico e sul rendiconto finanziario.


Incidenza sulla situazione patrimoniale



 

31/12/2021

Parti Correlate

Incidenza

31/12/2020

Parti Correlate

Incidenza

Variazione

Attività finanziarie

3.381.711

3.381.497

100%

2.679.957

2.638.996

98%

742.501

Crediti commerciali

179.359

178.870

100%

136.552

135.886

100%

42.984

Altre attività correnti

34.243

10.794

32%

56.458

32.221

57%

(21.426)

Attività per imposte correnti

5.764

0

0%

0

0

0%

0

Attività finanziarie correnti

656.858

382.045

58%

772.488

542.521

70%

(160.476)

Debiti finanziari

(393.135)

(323.878)

82%

(429.492)

(255.328)

59%

(68.550)

Debiti tributari

0

0

0%

(13.969)

0

100%

13.969

Debiti verso fornitori

(222.154)

(106.227)

48%

(224.036)

(106.953)

48%

726

Altre passività correnti

(33.755)

(9.442)

28%

(26.953)

(3.273)

12%

(6.170)



Incidenza sul risultato economico



€migliaia

2021

Parti Correlate

Incidenza

2020

Parti Correlate

Incidenza

Variazione

Ricavi da vendita e prestazioni

160.125

160.125

100,0 %

152.205

151.974

99,8 %

8.152

Altri ricavi e proventi

12.486

9.260

74,2 %

12.589

8.458

67,2 %

803

Costi esterni

153.457

49.877

32,5 %

142.199

50.313

35,38 %

(436)

Proventi finanziari

90.390

89.598

99,1 %

99.268

98.623

99,3 %

(9.026)

Oneri finanziari

(60.090)

1.182

(2,0 %)

(66.108)

(3.615)

5,5 %

4.796

Proventi/(Oneri) da partecipazioni

213.791

213.791

100,0 %

204.179

204.179

100,0 %

9.612



Incidenza sul rendiconto finanziario

Rendiconto Finanziario

31/12/2021

Parti Correlate

Incidenza %

31/12/2020

Parti Correlate

Incidenza %

Variazione

 

 

 

 

 

 

 

 

Cash flow attività operativa

(138.959)

21.558

(15,5%)

(77.209)

(37.746)

48,9%

59.304

Cash flow di attività di investimento/disinvestimento

(446.243)

799.153

(179,1%)

(287.524)

619.394

(215,4%)

179.759

Cash flow attività di finanziamento

608.235

(34.956)

(5,7%)

95.093

(171.934)

(180,8%)

136.978


Elenco delle operazioni con parti correlate 

Nel corso dell'esercizio 2021 non risultano esserci operazioni rilevanti con parti correlate.


Aggiornamento delle principali vertenze giudiziali


Acea S.p.A. - SMECO

Con citazione notificata nell'autunno del 2011, Acea è stata evocata in giudizio per rispondere di presunti danni che il suo ancor più presunto inadempimento a non provate ed inesistenti obbligazioni, che si assumono portate dal patto parasociale relativo alla controllata A.S.A. - Acea Servizi Acqua, avrebbero prodotto ai soci di minoranza di questa, ed ai loro rispettivi azionisti. Il petitum si attesta ad oltre € 10 milioni.

Con sentenza n. 17154/15 del 17 Agosto 2015, il Tribunale ha respinto integralmente la domanda e condannato le parti in solido alla refusione a favore di Acea delle spese di lite. In data 1° Ottobre 2015, SMECO ha interposto appello incardinato presso la 2^ Sezione della Corte di Appello di Roma. Dopo alcuni rinvii, l'udienza di precisazione delle conclusioni si è tenuta il 3 Novembre 2020.

Con sentenza dell'11 Giugno 2021, la Corte ha rigettato integralmente l'appello promosso da parte attrice, condannando la medesima alla refusione delle spese di lite in favore di Acea. Il procedimento è allo stato definito.


Acea S.p.A. - Milano '90

La questione inerisce il mancato pagamento delle somme dovute a saldo del prezzo di compravendita dell'area sita nel Comune di Roma con accesso da Via Laurentina n. 555, perfezionata con atto del 28 Febbraio 2007 e con successivo atto integrativo del 5 novembre 2008. Con l'atto integrativo le parti hanno concordato di modificare il corrispettivo da € 18 milioni a € 23 milioni, contestualmente eliminando l'earn out, prevedendo quale termine ultimo di pagamento il 31 Marzo 2009.

Data l'inerzia dell'acquirente è stata avviata la procedura finalizzata al recupero delle somme dovute attraverso la predisposizione di un atto di intimazione e diffida a Milano '90 e, quindi, attraverso il deposito di ricorso per decreto ingiuntivo che, in data 28 Giugno 2012, è stato concesso in forma provvisoriamente esecutiva.

Pertanto, nel Novembre 2012, Acea notificava atto di pignoramento presso terzi in danno della società Milano '90 per il recupero coattivo delle somme ingiunte. 

Milano '90 si è opposta al predetto decreto ingiuntivo - chiedendo altresì la condanna di Acea alla restituzione delle somme versate a titolo di prezzo ed al risarcimento del danno - ottenendo la sospensione della provvisoria esecuzione del medesimo. Conseguentemente, il procedimento esecutivo è stato a sua volta sospeso. 

Con sentenza n. 3258, pubblicata il 13 Febbraio 2018, il Tribunale di Roma ha respinto l'opposizione e confermato integralmente il decreto ingiuntivo, condannando Milano '90 alla rifusione delle spese di lite.

Giudizio di Appello

In data 26 Aprile 2018, Milano '90 ha proposto appello avverso la suddetta sentenza. Ad esito dell'udienza di trattazione, con ordinanza del 25 Ottobre 2018, la Corte d'appello ha rigettato l'istanza di sospensiva. L'udienza di precisazione delle conclusioni è stata da ultimo rinviata d'ufficio al 10 Settembre 2021 e si è in attesa della decisione.

Procedura esecutiva

A seguito del favorevole provvedimento di primo grado, il 27 Marzo 2018 Acea ha depositato il ricorso per la riassunzione della procedura esecutiva nei confronti di Milano '90 e dei terzi pignorati. Con ordinanza dell'11 Febbraio 2020, il Giudice dell'esecuzione ha disposto l'assegnazione, in favore di Acea, dell'importo di € 6.445.687,75 oltre spese e interessi legali.

Del tutto inaspettatamente, a seguito della notifica dell'ordinanza, il terzo pignorato ha promosso, in data 12 Marzo 2020, ricorso in opposizione agli atti esecutivi, chiedendo dichiararsi la nullità dell'ordinanza d'assegnazione delle somme pignorate.

Con decreto del 24 Marzo 2020, il Giudice dell'Esecuzione ha disposto, in assenza di contraddittorio, la sospensione dell'efficacia esecutiva dell'ordinanza di assegnazione ed ha fissato, ai fini della conferma, modifica o revoca del provvedimento, l'udienza del 24 Febbraio 2021. Con ordinanza del 27 dicembre 2021 il giudice, a scioglimento della riserva in precedenza assunta, ha rigettato la domanda di sospensiva dell'efficacia esecutiva dell'ordinanza di assegnazione impugnata e revocato il precedente decreto emesso inaudita altera parte, assegnando termine per il merito al 10 Marzo 2022. Si è in attesa delle decisioni finali.


Acea S.p.A. - Trifoglio S.r.l.

Il complesso contenzioso si articola in una causa attiva e una causa passiva, riunite nel 2015 avanti al Giudice presso il quale pendeva la causa attiva.

Causa attiva: la questione inerisce l'inadempimento di Trifoglio all'obbligazione di pagamento del saldo del corrispettivo (pari a € 10,3 milioni), di cui al contratto di compravendita avente ad oggetto l'immobile cd. Autoparco la cui data di corresponsione doveva essere il 22 Dicembre 2011.

In considerazione dell'inadempimento di Trifoglio, si è proceduto a notificare diffida volta a sottoscrivere un atto di risoluzione volontaria del contratto di compravendita del 22 Dicembre 2010, e quindi a depositare ricorso presso il Tribunale di Roma, ex art. 702 bis c.p.c. Anche ATAC Patrimonio ha depositato ricorso per la risoluzione del contratto di compravendita del 22 Dicembre 2010 per la parte di propria competenza.

Causa passiva: Trifoglio ha notificato ad Acea e ad ATAC Patrimonio un atto di citazione volto all'accertamento dell'invalidità dell'atto di compravendita ed al riconoscimento di un risarcimento danni di circa € 20 milioni.

Il Tribunale di Roma, con sentenza n. 11436/2017 del 6 Giugno 2017, ha dichiarato la nullità del contratto di compravendita, sostanzialmente accogliendo la domanda di Acea volta a sciogliersi dal rapporto contrattuale con Trifoglio e a recuperare la proprietà dell'area, disponendo la restituzione a Trifoglio dell'acconto-prezzo ricevuto (pari a € 4 milioni); ha altresì rigettato la domanda di risarcimento danni formulata da Trifoglio ed ha escluso qualsivoglia responsabilità in capo ad Acea con riguardo alla veridicità delle garanzie contrattuali offerte a Trifoglio. In data 8 Agosto 2017 Trifoglio ha proposto appello, con udienza per conclusioni da ultimo rinviata al 9 Settembre 2021. Si è attualmente in attesa della decisione.


Acea S.p.A. - Giudizi Ex COS

La controversia ex COS è relativa all'accertamento di illiceità del contratto di appalto intercorso fra ALMAVIVA Contact (già COS) ed Acea ed al conseguente diritto dei prestatori a vedersi riconoscere un rapporto di lavoro subordinato con Acea. 

Si premette che la maggioranza dei giudizi in cui Acea è stata soccombente risulta transatta e che soltanto per sei ricorrenti sono stati introdotti da Acea, avanti alla Corte di Cassazione, due giudizi in ordine all'an della pretesa (cioè all'accertamento del diritto alla costituzione del rapporto). Detti giudizi risultano definiti con ordinanze di rigetto - rese in data 2 e 10 Luglio 2019 - della domanda di Acea. Risulta pertanto confermata la costituzione del contratto di lavoro subordinato fra Acea e le parti resistenti con decorrenza dal 2004.

I ricorrenti - che finora hanno rivendicato le differenze retributive in difetto di prestazione - hanno pertanto iniziato a prestare concretamente la loro attività a far data da febbraio 2020.

Sulla base delle sentenze relative all'an debeatur sono stati nel tempo introdotti dai sei lavoratori vittoriosi (in favore dei quali cioè è stato riconosciuto un rapporto di lavoro subordinato con Acea) dei giudizi di quantificazione della pretesa con i quali è stata chiesta la condanna al pagamento delle retribuzioni dovute per effetto del rapporto costituito, con riferimento a diversi periodi di maturazione dei crediti.  

Attualmente risulta pendente avanti alla Corte di appello di Roma, Sezione Lavoro, il giudizio di quantificazione proposto dai lavoratori in ordine alle differenze retributive maturate fra il 2008 ed il 2014, definito con sentenza parzialmente sfavorevole resa in data 26 ottobre 2022. Avverso detta sentenza pendono i termini per ricorrere avanti alla Corte di Cassazione.

In esito a detta pronuncia di condanna ACEA ha provveduto a corrispondere, con riserva di ripetizione, gli importi dovuti a titolo di differenze retributive e previdenziali nonché di interessi e rivalutazione monetaria.  

Infine pendono due giudizi di opposizione ai decreti ingiuntivi con i quali due lavoratori hanno introdotto i giudizi di quantificazione volti a conseguire le differenze retributive maturate fra il 2014 e il 2019. L'udienza di discussione si è tenuta il 24 Gennaio 2022 e con sentenza emessa in pari data, è stata accolta la richiesta delle controparti. Pendono i termini per l'impugnazione.


Acea S.p.A. - Comune di Botricello

Nell'anno 1995, il Comune di Botricello conferiva la gestione del servizio idrico integrato ad un'associazione temporanea di imprese poi costituitasi in società consortile, denominata Hydreco Scarl. Nell'anno 2005 il Comune ha citato in giudizio dinanzi al Tribunale di Catanzaro la società Hydreco Scarl e le società componenti - tra le quali Sigesa SpA (dante causa di Acea SpA) - per ottenere il rimborso dei canoni dovuti per la somministrazione per il periodo 1995-2002, quantificati in € 946.091,63, oltre danni, interessi e rivalutazione.  

Si costituivano le società convenute contestando la pretesa del Comune e avanzando domanda riconvenzionale a titolo di mancato adeguamento delle tariffe e mancato guadagno per la revoca anticipata del servizio. Nel corso del giudizio veniva espletata CTU, che riconosceva un saldo a credito del Comune di circa € 230 mila. Tuttavia, il Tribunale, con la sentenza n. 1555 del 29 Ottobre 2015, condannava le società convenute in solido al pagamento di € 946.091,63 oltre interessi e rivalutazione dalla maturazione del credito, con rigetto delle domande riconvenzionali. Le parti soccombenti proponevano distinte impugnazioni e, con ordinanza del 27 Marzo 2018, la Corte d'Appello di Catanzaro sospendeva l'esecutività della sentenza impugnata, sul presupposto della fondatezza delle ragioni addotte nell'atto di appello. Tuttavia, con la sentenza n. 677 del 6 Giugno 2020, gli appelli venivano rigettati. 

Acea ha promosso Ricorso per Cassazione e si è in attesa della fissazione dell'udienza e si è in attesa della fissazione dell'udienza.


Acea S.p.A. e areti S.p.A. - MP 31 S.r.l. (già ARMOSIA MP S.r.l.)

Si tratta di giudizio di opposizione promosso avverso il Decreto Ingiuntivo emesso dal Tribunale di Roma - RG. 58515/14 nei confronti di areti per l'importo di € 226.621,34, richiesto da Armosia MP a titolo di canoni di locazione per i mesi di aprile-maggio-giugno del 2014 per l'immobile sito in Roma - Via Marco Polo, 31. Il decreto ingiuntivo è stato dichiarato provvisoriamente esecutivo con ordinanza dell'8 Luglio 2015.

All'udienza del 17 Febbraio 2016 il Giudice ha riunito questo giudizio con altro pendente avanti il Tribunale di Roma - instaurato da Acea e da areti (cessionaria del contratto di locazione) al fine di sentir dichiarare l'intervenuta risoluzione del contratto di locazione. In tale ultimo giudizio, MP 31 ha, altresì, proposto domanda riconvenzionale per il risarcimento del danno subito in considerazione dello stato di degrado dell'immobile al momento del rilascio da parte di areti. Con sentenza del 27 Novembre 2017, il Tribunale ha accolto la domanda di MP 31 nei confronti di areti, condannandola al pagamento dei canoni pregressi nella misura di € 2.759.818,76 oltre interessi dalle singole scadenze, nonché al pagamento dei canoni sino alla scadenza contrattuale (29 Dicembre 2022). Dal che non emergono ulteriori oneri a carico della società.

ACEA ha interposto ricorso in appello, notificato in data 2 Gennaio 2018.

L'udienza di trattazione del giudizio di appello è stata inizialmente fissata al 16 Aprile 2020 e poi rinviata al 16 giugno 2022.


Acea S.p.A. ed ACEA Ato2 S.p.A. - CO.LA.RI 

Con atto di citazione notificato il 23 Giugno 2017, il Consorzio Co.La.Ri. e E. Giovi S.r.l. - rispettivamente gestore della discarica di Malagrotta (RM) e consorziata esecutrice - hanno evocato in giudizio Acea ed ACEA Ato2 per ottenere dalle convenute il pagamento della quota di tariffa di accesso in discarica da destinare alla copertura dei costi di gestione operativa trentennale della stessa - stabilita con D.Lgs. 36/2003 - asseritamente dovuti a fronte del conferimento dei rifiuti avvenuto durante il periodo di vigenza contrattuale 1985 - 2009.

Il petitum principale si attesta ad oltre € 36 milioni per l'intero periodo di vigenza contrattuale; in subordine - nell'ipotesi in cui la norma che dispone la tariffa non sia considerata dal giudice retroattivamente applicabile - le parti attrici chiedono il riconoscimento del diritto di credito di circa € 8 milioni, per il periodo Marzo 2003 - 2009, nonché l'accertamento, anche tramite CTU, del credito relativo al precedente periodo 1985 - 2003.

La prima udienza di comparizione, fissata inizialmente al 23 Febbraio 2018, è stata differita all'8 Ottobre 2018 per integrazione del contraddittorio nei confronti dell'Ente d'Ambito Territoriale Ottimale 2 Lazio Centrale - Roma. L'udienza di precisazione delle conclusioni si è tenuta il 22 Marzo 2021. In detta occasione, il giudice, tenuto conto delle note depositate dalle parti, ha concesso ulteriore rinvio per i medesimi incombenti al 20 Dicembre 2021. All'udienza è stato concesso ulteriore rinvio al 26 aprile 2022, con termine per note e repliche.


La Citazione di GALA nei confronti di areti, di Acea Energia S.p.A. e di Acea S.p.A.

Con atto di citazione notificato nel Marzo 2018, GALA ha chiesto al Tribunale di Roma di dichiarare la nullità di alcune clausole del contratto di trasporto concluso con areti nel novembre 2015 e la conseguente l'invalidità/inefficacia della risoluzione del contratto operata da areti, condannando quest'ultima a risarcire il danno corrispondente, per un importo di circa € 200.000.000,00.

GALA ha altresì chiesto di dichiarare che i comportamenti di areti e delle altre società convenute - Acea S.p.A. ed Acea Energia S.p.A. - costituiscono atti di concorrenza sleale, condannando le medesime a risarcire il relativo danno.

Le società del gruppo Acea citate in giudizio si sono costituite nei termini di legge, respingendo le pretese avversarie e chiedendo il rigetto delle medesime.

Inoltre, in via riconvenzionale, areti ha chiesto dichiarare legittimamente risolto il contratto, nonché accertare e dichiarare l'inadempimento di GALA alle obbligazioni di pagamento e di garanzia assunte in forza del contratto di trasporto con conseguente condanna al pagamento del relativo importo, oltre interessi, e salve le ulteriori somme in corso di maturazione. 

Il giudizio è attualmente pendente innanzi alla XVII sezione civile del Tribunale di Roma e all'udienza di precisazione delle conclusioni del 9 dicembre 2021 la causa è stata trattenuta in decisione, con concessione dei termini per le comparse conclusionali.


Procedimento AGCM A/513

In data 8 Gennaio 2019, l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha notificato alle società Acea S.p.A., Acea Energia S.p.A. e Areti S.p.A. il provvedimento conclusivo del Procedimento A/513.

Con detto provvedimento, l'Autorità si è pronunciata ritenendo che le suddette società del gruppo abbiano posto in essere un abuso di posizione dominante - qualificato quale molto grave e della durata quantificata in 3 anni e 9 mesi - consistente nell'adozione di un'ampia strategia escludente, realizzata mediante l'utilizzo illegittimo di una serie di prerogative possedute unicamente in virtù della propria posizione di operatore integrato nella distribuzione, al fine di competere con i propri concorrenti nell'acquisizione di contratti di vendita di energia elettrica a condizioni di libero mercato. 

L'Autorità, in ragione della gravità e della durata dell'infrazione, ha irrogato in solido ad Acea S.p.A., Acea Energia S.p.A. e areti S.p.A. una sanzione amministrativa pecuniaria complessiva pari ad € 16.199.879,09.

Nella piena convinzione dell'illegittimità del provvedimento irrogato, avverso il medesimo sono stati incardinati, avanti al Tar Lazio, due ricorsi amministrativi, l'uno promosso da areti e l'altro da Acea Energia ed Acea S.p.A. Con distinte sentenze del 17 Ottobre 2019 i ricorsi sono stati accolti e, per l'effetto, la sanzione è stata annullata. 

Con ricorsi notificati in data 17 Gennaio 2020, l'AGCM ha promosso appello avanti al Consiglio di Stato. Le società del gruppo interessate si sono costitute proponendo a loro volta appello incidentale e si è in attesa della fissazione di udienza.


Gli Amministratori ritengono che dalla definizione dei contenziosi in essere e delle altre potenziali controversie, non dovrebbero derivare per ACEA ulteriori oneri, rispetto agli stanziamenti effettuati Tali stanziamenti rappresentano la migliore stima possibile sulla base degli elementi oggi a disposizione. 



 





Informazioni integrative sugli strumenti finanziari e politiche di gestione dei rischi 


Classi di strumenti finanziari

Di seguito si riporta il dettaglio delle attività e passività finanziarie richiesto dall'IFRS 9 suddivise nelle categorie definite dallo IAS 39.


€ migliaia

FVTPL

FVTOCI

Costo ammortizzato

Valore di Bilancio

Note Esplicative

Attività non correnti

2.350

0

3.370.390

3.372.740


Partecipazioni

2.350

0

0

2.350

16

Attività Finanziarie

0

0

3.370.390

3.370.390

18

Attività correnti

0

0

854.179

854.179


Crediti commerciali



179.359

179.359

19

Attività finanziarie correnti

0

0

656.858

656.858

19

Altre attività correnti

0

0

17.961

17.961

19

Passività non correnti

0

174.541

4.334.958

4.509.499


Obbligazioni

0

174.541

3.967.412

4.141.952

23

Debiti verso banche

0

0

250.816

250.816

23

Debiti finanziari verso controllate

0

0

116.730

116.730

23

Passività correnti

0

0

633.237

633.237


Obbligazioni a Breve

0

0

15.945

15.945

25

Debiti verso banche

0

0

46.281

46.281

25

Altri debiti finanziari

0

0

321.820

321.820

25

Debiti commerciali

0

0

222.154

222.154

25

Altre passività

0

0

27.037

27.037

25



Fair value di attività e passività finanziarie


Il fair value dei titoli non quotati in un mercato attivo è determinato utilizzando i modelli e le tecniche valutative prevalenti sul mercato o utilizzando il prezzo fornito da più controparti indipendenti.

Il fair value dei crediti e dei debiti finanziari a medio lungo termine è calcolato sulla base delle curve dei tassi risk less e risk less adjusted. Si precisa che per i crediti e debiti commerciali con scadenza contrattuale entro l'esercizio, non è stato calcolato il fair value in quanto il loro valore di carico approssima lo stesso.

Inoltre, si segnala che non sono stati calcolati i fair value delle attività e passività finanziarie per le quali il fair value non è oggettivamente determinabile.


Tipologia di rischi finanziari ed attività di copertura connesse


Rischio cambio

ACEA non è particolarmente esposta a tale tipologia di rischio che è concentrata sulla conversione dei bilanci delle controllate estere.

Per quanto riguarda il Private Placement di 20 miliardi di yen il rischio cambio è coperto tramite un cross currency descritto a proposito del rischio tasso di interesse.


Rischio di liquidità

Nell'ambito della policy del Gruppo l'obiettivo della gestione del rischio di liquidità, per ACEA è quello di avere una struttura finanziaria che, in coerenza con gli obiettivi di business e con i limiti definiti dal Consiglio di Amministrazione, assicuri un livello di liquidità adeguato ai fabbisogni finanziari, mantenendo un corretto equilibrio tra durata e composizione del debito.

Il processo di gestione del rischio di liquidità, che si avvale di strumenti di pianificazione finanziaria delle uscite e delle entrate idonei a gestire le coperture di tesoreria nonché a monitorare l'andamento dell'indebitamento finanziario consolidato, è realizzato sia attraverso la gestione accentrata della tesoreria sia mediante il supporto e l'assistenza fornita alle società controllate e collegate con le quali non sussiste un contratto di finanza accentrata.

Si informa che al 31 Dicembre 2021 la Capogruppo dispone di linee committed per € 500,0 milioni non utilizzate, linee uncommitted per € 429,0 milioni di cui € 21,1 milioni utilizzate, oltre a linee di finanziamento a medio/lungo termine disponibili per € 250,0 milioni non utilizzate. Per l'ottenimento di tali linee non sono state rilasciate garanzie.


Si informa che il Programma EMTN, deliberato e costituito nel 2014 per un importo iniziale pari a € 1,5 miliardi, è stato adeguato nel corso del tempo. Durante il 2021, è stato ulteriormente adeguato fino ad un importo complessivo di € 5 miliardi. A seguito dell'emissione obbligazionaria in due tranche in formato green di € 900 milioni avvenuta a Gennaio 2021 e in virtù dell'ultimo adeguamento, Acea può collocare ulteriori emissioni obbligazionarie fino all'importo complessivo residuale di € 1 miliardo.


Rischio tasso di interesse

L'approccio del Gruppo ACEA alla gestione del rischio di tasso d'interesse, tenuto conto della struttura degli asset e della stabilità dei flussi di cassa del Gruppo, è stato finora essenzialmente volto a preservare i costi di funding e a stabilizzare i flussi finanziari, in modo tale da garantire i margini e la certezza dei suddetti flussi di cassa derivanti dalla gestione caratteristica.

L'approccio del Gruppo alla gestione del rischio di tasso di interesse è pertanto prudente e la modalità di gestione dello stesso risulta tendenzialmente statica.

In particolare, per gestione statica (da contrapporsi a quella dinamica) si intende una tipologia di gestione del rischio di tasso di interesse che non prevede un'operatività giornaliera sui mercati ma un'analisi e controllo della posizione effettuati periodicamente sulla base di esigenze specifiche. Tale tipologia di gestione prevede pertanto un'operatività sui mercati non a fini di trading bensì orientata alla gestione di medio/lungo periodo con l'obiettivo di copertura dell'esposizione individuata.

ACEA ha finora scelto di ottimizzare il rischio di oscillazione dei tassi di interesse scegliendo un range di mix di indebitamento tra tasso fisso e variabile.

Come noto infatti l'indebitamento a tasso fisso consente ad un operatore di essere immune al rischio cash flow in quanto stabilizza gli oneri finanziari a conto economico mentre è molto esposto al fair value risk in termini di variazioni del valore di mercato dello stock di debito.

L'analisi della posizione debitoria consolidata evidenzia, come il rischio cui risulta essere esposto ACEA è per la maggior parte rappresentato da un rischio di fair value essendo composta al 31 dicembre 2020 per circa l'85,7% da debito a tasso fisso considerando gli strumenti di copertura quindi in misura minore al rischio di variabilità dei cash flow futuri.

ACEA uniforma le proprie decisioni relative alla gestione del rischio tasso di interesse che sostanzialmente mirano sia alla gestione sia al controllo di tale rischio ed alla ottimizzazione del costo del debito, agli interessi degli Stakeholders e della natura dell'attività del Gruppo e avendo a riferimento il rispetto del principio di prudenza e la coerenza con le best practice di mercato. Gli obiettivi principali di tali linee guida sono i seguenti:

Attualmente Acea non utilizza derivati di copertura del rischio tasso di interesse in quanto alla data del 21 Dicembre 2021 è scaduto il contratto di IRS plain vanilla, stipulato il 24 Aprile 2008 con decorrenza 31 Marzo 2008, avente come sottostante il finanziamento a tasso fisso sottoscritto il 27 Dicembre 2007 di € 100 milioni con Cassa Depositi e Prestiti, scaduto alla medesima data.  Inoltre, è in essere alla data del 31 Dicembre 2021 su Acea un'operazione di cross currency swap plain vanilla stipulata nel 2010 per trasformare in euro la valuta del Private Placement (yen) ed il tasso yen applicato in un tasso fisso in euro negativo per € 21,8 milioni (negativo per € 22,7 milioni al 31 Dicembre 2020).


Immagine 2Il fair value dell'indebitamento a medio - lungo termine è calcolato sulla base delle curve dei tassi risk less e risk adjusted


€ migliaia

Costo Ammortizzato

FV RISK LESS

Delta

FV RISK ADJUSTED

Delta


(A)

(B)

(A) - (B)

(C)

(A) - (C)

Obbligazioni

4.157.897

4.403.983

(246.086)

4.328.276

(170.379)

Debiti per finanziamenti a tasso variabile

296.921

296.269

652

292.046

4.875

Totale

4.454.819

4.700.252

(245.434)

4.620.322

(165.503)



Tale analisi è stata effettuata inoltre con la curva dei tassi «riskadjusted», cioè di una curva rettificata per il livello di rischio ed il settore di attività di ACEA. Infatti, è stata utilizzata la curva popolata con obbligazioni a tasso fisso denominate in EUR, emesse da società nazionali del settore dei servizi pubblici e aventi un rating composito di livello compreso tra BBB+ e BBB-. 

Le passività finanziarie a medio lungo termine sono state oggetto di un'analisi di sensitività sulla base della metodologia dello Stress Testing ovvero applicando uno spread alla curva dei tassi di interesse Riskless costante per tutti i nodi della stessa.

In questo modo è possibile valutare gli impatti sul Fair Value e sull'evoluzione dei Cash Flows futuri, con riferimento sia ai singoli strumenti costituenti il portafoglio in analisi che al portafoglio complessivo.


La tabella riporta le variazioni complessive in termini di fair value del portafoglio debiti considerando shift paralleli (positivi e negativi) compresi tra - 1,5% e + 1,5%. 




Spread costante applicato

Variazione di Present Value (€ milioni)

(1,5)%

(421,4)

(1,0)%

(284,8)

(0,5)%

(153,1)

(0,3)%

(88,9)

n.s.

0,0

0,25%

36,1

0,50%

96,9

1,00%

215,5

1,50%

330,1



Per quanto riguarda la tipologia di coperture delle quali viene determinato il fair value e con riferimento alle gerarchie richieste dallo IASB si informa che, trattandosi di strumenti composti, il livello è di tipo 2 e che nel corso del periodo non vi sono state riclassifiche da o a altri livelli di fair value come definiti dall'IFRS13.


Impegni e rischi potenziali

Ammontano a € 775.710 mila e aumentano di € 71.032 mila rispetto al 31 dicembre 2020 (erano € 846.742 mila).


Avalli e fideiussioni rilasciate e ricevute 

Presentano un saldo netto negativo pari ad € 34.357 mila essendo gli avalli e fideiussioni rilasciate pari ad € 16.613 mila mentre quelle ricevute ammontano ad € 50.969 mila.

Registrano un decremento di € 5.739 mila rispetto alla fine dell'esercizio precedente. La variazione è da imputare all'effetto combinato dello svincolo di garanzie legate alla partecipazione a gare per € 9.971 mila compensate parzialmente dall'incremento delle fidejussioni bancarie rilasciate a favore dell'INPS nell'ambito del programma di Isopensione per € 2.869 mila e dall'incremento di quelle a favore di SEDAPAL per la gestione del servizio idrico della città di LIMA per € 1.355 mila.


Lettere di Patronage rilasciate e ricevute

Il saldo è positivo per € 558.965mila essendo composto da lettere di patronage rilasciate per € 558.762 mila e lettere di patronage ricevute per € 203 mila.

Nel corso dell'esercizio hanno subito con una riduzione complessiva di € 65.034 mila.


Le principali variazioni hanno riguardato:



Beni di terzi in concessione

Sono pari a € 86.077 mila e non hanno subito modifiche rispetto al 31 dicembre 2020 e si riferiscono ai beni relativi alla Illuminazione Pubblica.





Deliberazioni in merito al risultato di esercizio e alla distribuzione ai Soci


Signori Azionisti,

nell'invitarVi ad approvare il bilancio che Vi sottoponiamo, Vi proponiamo di destinare l'utile dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2021, pari a € 177.039.964,93, come segue:


Il dividendo complessivo (cedola n. 23) di € 180.665.720,95 pari a € 0,85 per azione, sarà messo in pagamento a partire dal 22 Giugno 2022 con stacco cedola in data 20 Giugno 2022 e record date il 21 Giugno 2022.

Alla data di approvazione del bilancio le azioni proprie sono pari a n. 416.993.



                                        ACEA S.p.A.


                                        Il Consiglio di Amministrazione

 




Allegati alla Nota Integrativa di cui formano parte integrante 


Allegato 1: Indebitamento Finanziario al 31 Dicembre 2021


Allegato 2: Movimentazione Partecipazioni al 31 Dicembre 2021


Allegato 3: Operazioni significative non ricorrenti ai sensi della Delibera Consob n. 15519 del 27 luglio 2006


Allegato 4: Posizioni o transazioni derivanti da operazioni inusuali e/o atipiche


Allegato 5: Informativa di settore (IFRS 8)



Allegato n. 1 - Indebitamento finanziario al 31 dicembre 2021



 

31/12/2021

Di cui parte correlate

 31/12/2020 

Di cui parte correlate

Variazione 

A) Disponibilità Liquide

441.538

 

418.505

 

23.033

B) Mezzi equivalenti a disponibilità liquide

0

 

0

 

0

C) Altre attività finanziarie correnti

656.858

382.045

772.488

542.521

(115.630)

D Liquidità (A + B + C)

1.098.396

382.045

1.190.993

542.521

(92.597)

E) Debito finanziario corrente

(331.084)

(323.877)

(352.436)

(255.328)

21.351

F) Parte corrente del debito finanziario non corrente

(62.050)

 

(77.055)

 

15.005

G) Indebitamento finanziario corrente (E + F)

(393.134)

(323.877)

(429.491)

(255.328)

36.357

H) Indebitamento finanziario corrente netto (G - D)

705.262

58.168

761.502

287.192

(56.240)

I) Debito finanziario non corrente

(4.518.588)

(116.730)

(3.710.655)

0

(807.933)

J Strumenti di debito

0

0

0

0

0

K) Debiti commerciali e altri debiti non correnti

0

0

0

0

0

L) Indebitamento finanziario non corrente (I + J + K)

(4.518.588)

(116.730)

(3.710.655)

0

(807.933)

Totale indebitamento finanziario (H + L)

(3.813.326)

(58.562)

(2.949.153)

287.192

(864.173)

Crediti finanziari lungo*

3.370.390

3.370.390

2.665.230

2.638.996

705.160

Posizione Finanziaria Netta

(442.935)

3.311.828

(283.923)

2.926.188

(159.012)

Importi in migliaia di euro

*Si evidenzia che la partita in riconciliazione si riferisce ai crediti finanziari infragruppo derivanti principalmente dai rapporti relativi ai contratti di finanza intersocietaria



Allegato n. 2 - Movimentazione Partecipazioni al 31 dicembre 2021


 

 

 VARIAZIONI DEL PERIODO 

 

€ migliaia

31/12/2020

Acquisizioni 

Alienazioni

Riclassifiche

Incrementi/Decrementi

Svalutazioni/Pedite/Rivaluzioni

31/12/2021

Controllate

 

 

 

 

 

 

 

areti S.p.A.

683.861

0

0

0

0

0

683.861

ACEA Ato2 S.p.A.

585.442

0

0

0

0

0

585.442

Acea Elabori S.p.A.

7.209

0

0

0

0

0

7.209

Acea Energia S.p.A.

277.164

0

0

0

0

0

277.164

ACEA Ato5 S.p.A.

25.229

0

0

0

0

(5.063)

20.166

Consorcio Acea-Acea Domenicana

43

0

0

0

0

0

43

Acque Blu Arno Basso S.p.A.

14.663

0

0

0

0

0

14.663

Ombrone S.p.A.

19.383

0

0

0

0

0

19.383

Acque Blu Fiorentine S.p.A.

43.911

0

0

0

0

0

43.911

Acea Ambiente S.r.l.

32.573

0

0

6.578

0

0

39.151

Aquaser S.r.l.

5.417

0

0

(5.356)

0

0

61

Crea Gestioni S.r.l.

2.874

0

0

0

0

0

2.874

AGILE ACADEMY Srl già Parco della Mistica

60

0

(18)

0

0

(40)

2

Sarnese Vesuviano S.r.l.

21.410

0

0

0

0

0

21.410

Acea Liquidation and Litigation S.r.l.

8.341

0

0

0

0

0

8.341

Acea Produzione S.p.A.

43.441

129.765

0

0

0

0

173.206

Acea Energy Management S.r.l.

50

0

0

0

0

0

50

Acea International SA

17.789

0

0

0

1.315

0

19.104

Crea S.p.A. S.p.A. in liquidazione

0

0

0

0

0

0

0

Hydreco Scarl in Liquidazione

0

0

0

0

0

0

0

UmbriaDue Servizi Idrici scarl

4.499

0

0

0

0

0

4.499

Acque Industriali S.r.l.

1.222

0

0

(1.222)

0

0

0

TWS S.p.A.

64

0

0

0

0

0

64

Pescara Distribuzione Gas

4.290

0

0

(4.290)

0

0

0

Acea Innoation

10

0

(10)

0

0

0

0

ADISTRIBUZIONEGAS Srl (ex Alto Sangro Distribuzione Gas Srl)

19.732

0

0

4.290

0

0

24.023

Totale Controllate

1.818.678

129.765

(28)

0

1.315

(5.103)

1.944.626

Importi in migliaia di euro


 

 

 VARIAZIONI DEL PERIODO 

 

€ migliaia

31/12/2020

Acquisizioni 

Alienazioni

Riclassifiche

Incrementi/Decrementi

Svalutazioni/Pedite/Rivaluzioni

31/12/2021

Collegate

 

 

 

 

 

 

 

Aguazul Bogotà SA

364

0

0

0

(31)

0

333

Ecomed S.r.l.

118

0

0

0

0

0

118

Umbra Acque S.p.A.

6.851

0

0

0

0

0

6.851

Ingegnerie Toscane S.r.l.

58

0

0

0

0

0

58

Intesa Aretina Scarl

11.505

0

0

0

0

0

11.505

GEAL S.p.A.

2.059

1.730

0

0

0

0

3.788

Umbria Distribuzione Gas S.p.A.

318

0

0

0

0

0

318

Marco Polo S.p.A. in Liquidazione

0

0

0

0

0

0

0

Citelum Napoli Pubblica Illuminazione S.c.a.r.l.

0

0

0

0

0

0

0

Sienergia S.p.A. in Liquidazione

0

0

0

0

0

0

0

DI.T.N.E. S.c.a.r.l.

12

0

0

0

0

0

12

Totale Collegate

21.286

1.730

0

0

(31)

0

22.984

Importi in migliaia di euro


 

 

 VARIAZIONI DEL PERIODO 

 

€ migliaia

31/12/2020

Acquisizioni 

Alienazioni

Riclassifiche

Incrementi/Decrementi

Svalutazioni/Pedite/Rivaluzioni

31/12/2021

Altre Imprese

 

 

 

 

 

 

 

Polo Tecnologico Industriale Romano S.p.A.

2.350

0

0

0

0

0

2.350

WRC PLC

0

0

0

0

0

0

0

Totale Altre Imprese

2.350

0

0

0

0

0

2.350

Importi in migliaia di euro




Allegato n. 3 - Operazioni significative non ricorrenti ai sensi della Delibera Consob n. 15519 del 27 luglio 2006


Si informa che non sono state poste in essere nel periodo operazioni significative non ricorrenti.




Allegato n. 4 - Posizioni o transazioni derivanti da operazioni inusuali e/o atipiche 

Ai sensi della Comunicazione Consob del 28 luglio 2006, si precisa che nel corso del 2021 ACEA S.p.A. non ha posto in essere operazioni atipiche e/o inusuali, così come definite dalla Comunicazione stessa.



Allegato n. 5 - Informativa di settore (IFRS 8)


 

Illuminazione Pubblica

Corporate

Totale attività in funzionamento

Discontinuing Operations

Totale

Immobilizzazioni Materiali

10.776

99.222

109.998

 

109.998

Investimenti Immobiliari

0

2.314

2.314

 

2.314

Avviamento

0

0

0

 

0

Concessioni

0

0

0

 

0

Immobilizzazioni Immateriali

0

50.025

50.025

 

50.025

Diritto d'uso

0

13.713

13.713

 

13.713

Partecipazioni in controllate non consolidate e collegate

0

1.967.611

1.967.611

 

1.967.611

Altre Partecipazioni

0

2.350

2.350

 

2.350

Imposte differite Attive

0

15.937

15.937

 

15.937

Attività Finanziarie

19.606

3.362.105

3.381.711

 

3.381.711

ATTIVITA' NON CORRENTI

30.382

5.513.276

5.543.658

 

5.554.979

Rimanenze

0

0

0

 

0

Crediti Commerciali

1.713

177.647

179.359

 

179.359

Altre Attività Correnti

0

34.243

34.243

 

34.243

Attività per imposte correnti

0

5.764

5.764

 

5.764

Attività Finanziarie Correnti

107.664

549.195

656.858

 

656.858

Disponibilità liquide e mezzi equivalenti

0

441.538

441.538

 

441.538

ATTIVITA' CORRENTI

109.376

1.208.387

1.317.763

 

1.317.763

Attività non correnti destinate alla vendita

0

0

0

 

0

TOTALE ATTIVITA'

139.759

6.721.663

6.861.421

 

6.872.742



Importi in migliaia di euro


 

Illuminazione Pubblica

Corporate

Totale attività in funzionamento

Discontinuing operations

Totale

Patrimonio Netto

 

 

 

 

 

Capitale sociale

0

1.098.899

1.098.899

 

1.098.899

Riserva legale

0

138.649

138.649

 

138.649

Altre riserve

0

83.510

83.510

 

83.510

Utile (perdita) relativa a esercizi precedenti

0

158.042

158.042

 

158.042

Utile (perdita) dell'esercizio

0

177.040

177.040

 

177.040

Totale Patrimonio Netto

0

1.656.139

1.656.139

 

1.656.139

Trattamento di fine rapporto e altri piani a benefici definiti

0

20.334

20.334

 

20.334

Fondo rischi ed oneri

0

15.024

15.024

 

15.024

Debiti e passività finanziarie

0

4.518.588

4.518.588

 

4.518.588

Altre passività

0

2.292

2.292

 

2.292

PASSIVITA' NON CORRENTI

0

4.556.239

4.556.239

 

4.556.239

Debiti Finanziari

1.687

391.448

393.135

 

393.135

Debiti verso fornitori

101.637

120.517

222.154

 

222.154

Debiti Tributari

0

0

0

 

0

Altre passività correnti

0

33.755

33.755

 

33.755

PASSIVITA' CORRENTI

103.324

545.720

649.043

 

649.043

Passività direttamente associate ad attività destinate alla vendita

0

0

0

 

0

TOTALE PASSIVITA' E PATRIMONIO NETTO

103.324

6.758.098

6.861.421

 

6.861.421





Importi in migliaia di euro










 

Illuminazione Pubblica

Corporate

Totale attività in funzionamento

Discontinuing Operations

Totale

Ricavi da vendita e prestazioni

32.445

127.680

160.125

 

160.125

Altri ricavi e proventi

0

12.486

12.486

 

12.486

Ricavi netti

32.445

140.166

172.611

 

172.611

Costo del lavoro

0

61.862

61.862

 

61.862

Costi esterni

35.910

117.547

153.457

 

153.457

Costi Operativi

35.910

179.409

215.319

 

215.319

Margine Operativo Lordo

(3.464)

(39.243)

(42.708)

 

(42.708)

Svalutazioni (riprese di valore) nette di crediti commerciali

0

24

24

 

24

Ammortamenti e Accantonamenti

1.830

28.114

29.944

 

29.944

Risultato Operativo

(5.295)

(67.381)

(72.676)

 

(72.676)

Proventi finanziari

392

89.999

90.390

 

90.390

Oneri finanziari

(32)

(60.059)

(60.090)

 

(60.090)

Proventi/(Oneri) da partecipazioni

0

213.791

213.791

 

213.791

Risultato ante Imposte

(4.934)

176.350

171.415

 

171.415

Imposte sul reddito

0

(5.625)

(5.625)

 

(5.625)

Risultato Netto Attività in Funzionamento

(4.934)

181.974

177.040

 

177.040

Risultato netto Attività Discontinue

 

 

 

 

 

Risultato Netto

(4.934)

181.974

177.040

 

177.040






Importi in migliaia di euro




































Forma e struttura


Informazioni generali

Il Bilancio Consolidato al 31 Dicembre 2021 del Gruppo ACEA è stato approvato con delibera del Consiglio di Amministrazione del 14 Marzo 2022, che ne ha anche autorizzato la pubblicazione. La Capogruppo ACEA è una società per azioni italiana, con sede a Roma, piazzale Ostiense 2, e le cui azioni sono negoziate alla borsa di Milano. I principali settori di attività in cui opera il Gruppo ACEA sono descritti nella Relazione sulla Gestione.


Conformità agli IAS/IFRS

Il presente bilancio annuale, redatto su base consolidata, è predisposto in conformità ai principi contabili internazionali efficaci alla data di bilancio, approvati dall'International Accounting Standards Board (IASB) ed adottati dalla Commissione Europea secondo la procedura di cui all'art. 6 del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 luglio 2002 e ai sensi dell'art. 9 del D.Lgs. 38/2005.

I principi contabili internazionali sono costituiti dagli International Financial Reporting Standards (IFRS), dagli International Accounting Standards (IAS) e dalle interpretazioni dell'International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC) e dello Standard Interpretations Committee (SIC), collettivamente indicati "IFRS".


Basi di presentazione

Il presente Bilancio Consolidato è costituito dal Prospetto di Conto Economico Consolidato, dal Prospetto di Conto Economico Complessivo Consolidato, dal Prospetto della Situazione Patrimoniale e Finanziaria Consolidata, dal Prospetto del Rendiconto Finanziario Consolidato e dal Prospetto delle Variazioni del Patrimonio Netto Consolidato, nonché dalle note illustrative redatte secondo quanto previsto dagli IAS/IFRS vigenti. Si specifica che il Prospetto di Conto Economico Consolidato è classificato in base alla natura dei costi, la Situazione Patrimoniale e Finanziaria Consolidata sulla base del criterio di liquidità con suddivisione delle poste tra corrente e non corrente, mentre il Rendiconto Finanziario Consolidato è presentato utilizzando il metodo indiretto.

Il Bilancio Consolidato è redatto in euro e tutti i valori sono arrotondati alle migliaia di euro tranne quando diversamente indicato.

I dati del presente Bilancio Consolidato sono comparabili con i dati dell'esercizio precedente.


Indicatori alternativi di performance

In data 5 ottobre 2015, l'ESMA (European Security and Markets Authority) ha pubblicato i propri orientamenti (ESMA/2015/1415) in merito ai criteri per la presentazione degli indicatori alternativi di performance che sostituiscono, a partire dal 3 luglio 2016, le raccomandazioni del CESR/05-178b. Tali orientamenti sono stati recepiti nel nostro sistema con Comunicazione n. 0092543 del 3 dicembre 2015 della CONSOB. Inoltre, il 4 marzo 2021 l'ESMA ha pubblicato gli orientamenti sui requisiti di informativa derivanti dal nuovo Regolamento Prospetto (Regulation EU 2017/1129 e Regolamenti Delegati EU 2019/980 e 2019/979), che aggiornano le precedenti Raccomandazioni CESR (ESMA/2013/319, nella versione rivisitata del 20 marzo 2013). A partire dal 5 maggio 2021, su richiamo di attenzione CONSOB n. 5/21, i sopracitati Orientamenti dell'ESMA sostituiscono anche la raccomandazione del CESR in materia di indebitamento, pertanto, in base alle nuove previsioni, gli emittenti quotati dovranno presentare, nelle note illustrative dei bilanci annuali e delle semestrali, pubblicate a partire dal 5 maggio 2021, un nuovo prospetto in materia di indebitamento da redigere secondo le indicazioni contenute nei paragrafi 175 ss. dei suddetti Orientamenti ESMA.


Di seguito si illustra il contenuto ed il significato delle misure di risultato non-GAAP e degli altri indicatori alternativi di performance utilizzati nel presente bilancio:




Uso di stime e assunzioni

La redazione del Bilancio Consolidato, in applicazione agli IFRS, richiede l'effettuazione di stime ed assunzioni che hanno effetto sui valori dei ricavi (compresa la stima del VRG), dei costi, delle attività e delle passività di bilancio e sull'informativa relativa ad attività e passività potenziali alla data di riferimento. Nell'effettuare le stime di bilancio sono, inoltre, considerate le principali fonti di incertezze che potrebbero avere impatti sui processi valutativi.

I risultati di consuntivo potrebbero differire da tali stime. Le stime sono utilizzate per determinare alcuni ricavi di vendita, per i fondi per rischi e oneri, i fondi svalutazione crediti e gli altri fondi svalutazione, gli ammortamenti, le valutazioni degli strumenti derivati, i benefici ai dipendenti e le imposte. Le stime e le assunzioni sono riviste periodicamente e gli effetti di ciascuna variazione sono immediatamente iscritti a Conto Economico.

Le stime hanno parimenti tenuto conto di assunzioni basate su parametri ed informazioni di mercato e regolatorie disponibili alla data di predisposizione del bilancio. I fatti e le circostanze correnti che influenzano le assunzioni circa sviluppi ed eventi futuri, tuttavia, potrebbero modificarsi per effetto, ad esempio, di cambiamenti negli andamenti di mercato o nelle regolamentazioni applicabili che sono al di fuori del controllo della Società. Tali cambiamenti nelle assunzioni sono anch'essi riflessi in bilancio quando si realizzano.

Si segnala inoltre che taluni processi valutativi, in particolare quelli più complessi quali la determinazione di eventuali perdite di valore di attività non correnti, sono generalmente effettuati in modo completo solo in sede di redazione del bilancio annuale, salvo i casi in cui vi siano indicatori di impairment che richiedano un'immediata valutazione di eventuali perdite di valore. Per maggiori dettagli sulle modalità in commento si rimanda ai successivi paragrafi di riferimento.


Effetti della stagionalità delle operazioni

Per il tipo di business nel quale opera, il Gruppo ACEA non è soggetto a significativi fenomeni di stagionalità. Tuttavia, alcuni specifici settori di attività possono risentire di andamenti non uniformi lungo l'intero arco temporale annuale.


Rischi connessi all'emergenza "Coronavirus (Covid-19)"

Si rinvia alla relazione sulla gestione per quanto riguarda la descrizione dei principali impatti dell'emergenza Covid-19 sulle attività svolte dal Gruppo. Si precisa che tali impatti finora non hanno prodotto effetti significativi a conto economico, né incertezze tali da riflettersi negativamente sul presupposto della continuità aziendale. 

Nel successivo paragrafo "Impairment Test" infine, si dà atto dello svolgimento dell'impairment test ai sensi dello IAS 36 per tener conto della situazione, verificatasi a livello mondiale, dovuta alla pandemia, da cui non è emersa la necessità di apportare svalutazioni ai valori di carico delle attività materiali e immateriali. 

Per quanto riguarda la recuperabilità dei crediti non si segnalano rischi particolari. Dalla analisi svolta ai sensi degli IFRS 9 non è pertanto emersa la necessità di apportare svalutazioni addizionali dei valori di carico dei crediti a causa del Covid-19.


Applicazione del principio IFRS5

In linea con il piano industriale 2020-2024, previa autorizzazione del Consiglio di Amministrazione il 23 Dicembre 2021 è stato sottoscritto l'accordo per la cessione delle quote di maggioranza della società che deterrà gli impianti fotovoltaici detenuti per il tramite di Acea (Acea Sun Capital), società attualmente consolidata integralmente. L'individuazione dell'investitore è avvenuta mediante un processo competitivo in cui nove fondi hanno presentato la Non Binding Offer ("NBO") e sette sono stati ammessi a fase successiva. Le offerte sono state oggetto di un'attenta selezione che ha portato il Consiglio di Amministrazione, nella seduta del 10 Novembre 2021 ad identificare l'offerta dell'investitore britannico di fondi infrastrutturali Equitix Investment Management Ltd. ("Equitix") come quella complessivamente più in linea con le aspettative del Gruppo. 

Il progetto avrà luogo per mezzo della costituzione di una Newco ("HoldCo"), in partnership tra Acea Produzione e l'Investitore che deterrà la maggioranza del capitale pari al 60%, la quale acquisirà il 100% delle quote di Acea Sun Capital da Acea Produzione. La cessione delle quote di Acea Sun Capital ad HoldCo e del debito della stessa verso Acea Produzione avverrà ad un importo di enterprise value pari a circa € 220,3 milioni (riferito al 100% del portafoglio di impianti).

L'operazione contempla due fasi, la prima più rilevante contempla la cessione di impianti per un totale di 105,0 MW di cui 46,2 MW incentivati in conto energia, mentre la seconda che avverrà nel corso del prossimo esercizio interesserà gli impianti al momento non ancora connessi.

Nel presente Bilancio Consolidato, in accordo con le previsioni dell'IFRS5, tali attività e le passività ad esse direttamente correlate rappresentano un gruppo in dismissione (Disposal Group) e pertanto sono state misurate e presentate nello stato patrimoniale 2021, secondo le previsioni del Principio. Infatti:


Per maggiori informazioni riguardo all'applicazione del principio IFRS5 e ai relativi effetti sul presente Bilancio Consolidato si rimanda alla nota "Informazioni relative all'IFRS5".

 




Criteri, procedure e area di consolidamento


Criteri di consolidamento


Società controllate

L'area di consolidamento comprende la Capogruppo ACEA e le società nelle quali la stessa esercita direttamente o indirettamente un controllo, ovvero quando il Gruppo è esposto o ha diritto ai rendimenti variabili derivanti dal rapporto con la partecipata ed ha la capacità, attraverso l'esercizio del proprio potere sulla partecipata, di influenzarne i rendimenti. Il potere è definito come la capacità attuale di dirigere le attività rilevanti della partecipata in virtù di diritti sostanziali esistenti.

Le società controllate sono consolidate a partire dalla data in cui il controllo è stato effettivamente trasferito al Gruppo e cessano di essere consolidate dalla data in cui il controllo è trasferito al di fuori del Gruppo. 

Secondo le previsioni del principio contabile IFRS 10, il controllo è ottenuto quando il Gruppo è esposto, o ha diritto ai rendimenti variabili derivanti dal rapporto con la partecipata e ha la capacità, attraverso l'esercizio del potere sulla partecipata, di influenzarne i relativi rendimenti. Il potere è definito come la capacità attuale di dirigere le attività rilevanti della partecipata in virtù di diritti sostanziali esistenti.

L'esistenza del controllo non dipende esclusivamente dal possesso della maggioranza dei diritti di voto, ma dai diritti sostanziali dell'investitore sulla partecipata. Conseguentemente, è richiesto il giudizio del management per valutare specifiche situazioni che determinino diritti sostanziali che attribuiscono al Gruppo il potere di dirigere le attività rilevanti della partecipata in modo da influenzarne i rendimenti.

Ai fini dell'assessment sul requisito del controllo, il management analizza tutti i fatti e le circostanze, inclusi gli accordi con gli altri investitori, i diritti derivanti da altri accordi contrattuali e dai diritti di voto potenziali (call optionwarrantput option assegnate ad azionisti minoritari, ecc.). Tali altri fatti e circostanze possono risultare particolarmente rilevanti nell'ambito di tale valutazione soprattutto nei casi in cui il Gruppo detiene meno della maggioranza dei diritti di voto, o diritti similari, della partecipata.

Il Gruppo riesamina l'esistenza delle condizioni di controllo su una partecipata quando i fatti e le circostanze indichino che ci sia stata una variazione di uno o più elementi considerati per la verifica della sua esistenza. Si segnala, infine, come, nella valutazione dell'esistenza dei requisiti del controllo non siano state riscontrate situazioni di controllo de facto. Le variazioni nella quota di possesso in partecipazioni in imprese controllate che non implicano la perdita del controllo sono rilevate come operazioni sul capitale rettificando la quota attribuibile agli azionisti della Capogruppo e quella ai terzi per riflettere la variazione della quota di possesso. L'eventuale differenza tra il corrispettivo pagato o incassato e la corrispondente frazione di patrimonio netto acquisito o venduto viene rilevata direttamente nel patrimonio netto consolidato. Quando il Gruppo perde il controllo, l'eventuale partecipazione residua nella società precedentemente controllata viene rimisurata al fair value (con contropartita il conto economico) alla data in cui si perde il controllo. Inoltre, la quota delle OCI riferita alla controllata di cui si perde il controllo è trattata contabilmente come se il Gruppo avesse direttamente dismesso le relative attività o passività. Inoltre, laddove si riscontri una perdita di controllo di una società rientrante nell'area di consolidamento, il Bilancio Consolidato include il risultato dell'esercizio in proporzione al periodo dell'esercizio nel quale il Gruppo ACEA ne ha mantenuto il controllo.


Imprese a controllo congiunto

Riguardano società sulle cui attività il Gruppo detiene un controllo congiunto con terzi (cosiddette Joint Ventures), ovvero quando in base ad accordi contrattuali, le decisioni finanziarie, gestionali e strategiche possono essere assunte unicamente con il consenso unanime di tutte le parti che ne condividono il controllo. Il Bilancio Consolidato include la quota di pertinenza del Gruppo dei risultati delle società a controllo congiunto, contabilizzata con il metodo del patrimonio netto. 

Secondo le previsioni del principio contabile IFRS11, un accordo congiunto è un accordo del quale due o più parti detengono il controllo congiunto. Si ha il controllo congiunto quando per le decisioni relative alle attività rilevanti dell'accordo congiunto è richiesto il consenso unanime o almeno di due parti dell'accordo stesso. Un accordo congiunto si può configurare come una joint venture o una joint operation. Una joint venture è un accordo a controllo congiunto nel quale le parti che detengono il controllo congiunto vantano diritti sulle attività nette dell'accordo. Per contro, una joint operation è un accordo a controllo congiunto nel quale le parti che detengono il controllo congiunto hanno diritti sulle attività e obbligazioni per le passività relative all'accordo. Ai fini di determinare l'esistenza del controllo congiunto e il tipo di accordo congiunto, è richiesto il giudizio del management, che deve valutare i diritti e gli obblighi derivanti dall'accordo. A tal fine il management considera la struttura e la forma legale dell'accordo, i termini concordati tra le parti nell'accordo contrattuale e, quando rilevanti, altri fatti e circostanze. Il Gruppo riesamina l'esistenza del controllo congiunto quando i fatti e le circostanze indicano che c'è stata una variazione di uno o più elementi precedentemente considerati per la verifica dell'esistenza del controllo congiunto e del tipo di controllo congiunto.


Società collegate

Le Partecipazioni in società collegate sono quelle nelle quali si esercita un'influenza notevole, ma non il controllo né il controllo congiunto, attraverso la partecipazione alle decisioni sulle politiche finanziarie ed operative della partecipata. Il Bilancio Consolidato include la quota di pertinenza del Gruppo dei risultati delle collegate, contabilizzata con il metodo del Patrimonio netto, ad eccezione dei casi in cui sono classificate come detenute per la vendita, a partire dalla data in cui ha avuto inizio l'influenza notevole fino al momento in cui essa cessa di esistere.

Al fine di determinare l'esistenza dell'influenza notevole è richiesto il giudizio del management che deve valutare tutti i fatti e le circostanze. 

Il Gruppo riesamina l'esistenza dell'influenza notevole quando i fatti e le circostanze indicano che c'è stata una variazione di uno o più elementi considerati per la verifica dell'esistenza di tale influenza notevole.

Qualora la quota di perdita di pertinenza del Gruppo ecceda il valore contabile della Partecipazione, quest'ultimo deve essere annullato e l'eventuale eccedenza deve essere coperta tramite accantonamenti nella misura in cui il Gruppo abbia obbligazioni legali o implicite nei confronti della partecipata a coprire le sue perdite o, comunque, ad effettuare pagamenti per suo conto. L'eccedenza del costo di acquisizione rispetto alla percentuale spettante al Gruppo del valore corrente delle attività, passività e passività potenziali identificabili della collegata alla data di acquisizione è riconosciuta come avviamento. L'avviamento è incluso nel valore di carico dell'investimento ed è assoggettato a test di impairment unitamente al valore della partecipazione.


Procedure di consolidamento


Procedura generale

I bilanci delle controllate, collegate e Joint Ventures del Gruppo sono redatti adottando per ciascuna chiusura contabile i medesimi principi contabili della controllante; eventuali rettifiche di consolidamento sono apportate per rendere omogenee le voci che sono influenzate dall'applicazione di principi contabili differenti.

Tutti i saldi e le transazioni infragruppo, inclusi eventuali utili non realizzati derivanti da rapporti intrattenuti tra società del Gruppo, sono completamente eliminati. Le perdite non realizzate sono eliminate ad eccezione del caso in cui esse non potranno essere recuperate in seguito.

Il valore contabile della partecipazione in ciascuna delle controllate è eliminato a fronte della corrispondente quota di patrimonio netto di ciascuna delle controllate comprensiva degli eventuali adeguamenti al fair value alla data di acquisizione; la eventuale differenza positiva viene trattata come un "avviamento", quella negativa viene rilevata a conto economico alla data di acquisizione.

La quota di interessenza degli azionisti di minoranza nelle attività nette delle controllate consolidate è identificata separatamente rispetto al patrimonio netto di Gruppo. Tale interessenza viene determinata in base alla percentuale da essi detenuta nei fair value delle attività e passività iscritte alla data dell'acquisizione originaria e nelle variazioni di patrimonio netto dopo tale data. Successivamente le perdite attribuibili agli azionisti di minoranza eccedenti il patrimonio netto di loro spettanza sono attribuite al patrimonio netto di Gruppo ad eccezione dei casi in cui le minoranze hanno un'obbligazione vincolante alla copertura delle perdite e sono in grado di sostenere ulteriori investimenti per coprire le perdite.


Aggregazioni di imprese

L'acquisizione di imprese controllate è contabilizzata secondo il metodo dell'acquisizione (acquisition method). Il costo dell'acquisizione è determinato dalla somma dei valori correnti, alla data di scambio, delle attività acquisite, delle passività sostenute o assunte, e degli strumenti finanziari emessi dal Gruppo in cambio del controllo dell'impresa acquisita.

Le attività, le passività e le passività potenziali identificabili dell'impresa acquisita che rispettano le condizioni per l'iscrizione secondo l'IFRS3 sono iscritte ai loro valori correnti alla data di acquisizione, ad eccezione delle attività non correnti (o gruppi in dismissione) che sono classificate come detenute per la vendita in accordo con l'IFRS5 e che sono iscritte e valutate a valori correnti al netto dei costi di vendita.

Se l'aggregazione aziendale è rilevata in più fasi, viene ricalcolato il fair value della partecipazione precedentemente detenuta e viene rilevato nel conto economico l'eventuale utile o perdita risultante.

Ogni corrispettivo potenziale viene rilevato dall'acquirente al fair value alla data di acquisizione. La variazione del fair value del corrispettivo potenziale classificato come attività o come passività viene rilevato secondo quanto disposto dall'IFRS9, nel conto economico o nel prospetto delle altre componenti di conto economico complessivo. I costi direttamente attribuibili all'acquisizione sono rilevati a Conto economico. 

Il costo di acquisto è allocato rilevando le attività, le passività e le passività potenziali identificabili dell'acquisita ai relativi fair value alla data di acquisizione. L'eventuale eccedenza positiva tra il corrispettivo trasferito, valutato al fair value alla data di acquisizione, e l'importo di qualsiasi partecipazione di minoranza, rispetto al valore netto degli importi delle attività e passività identificabili nell'acquisita stessa valutate al fair value, è rilevata come avviamento ovvero, se negativa, a Conto Economico.

Per ogni aggregazione aziendale, l'acquirente valuta qualsiasi partecipazione di minoranza nell'acquisita al fair value oppure in proporzione alla quota di partecipazione di minoranza nelle attività nette identificabili dell'acquisita.

Si specifica che il processo di allocazione del prezzo viene provvisoriamente allocato alle attività e passività e definitivamente contabilizzato entro i 12 mesi dalla data di acquisizione come previsto dal principio contabile internazionale IFRS3.


Aggregazioni aziendali che coinvolgono entità sotto comune controllo 

Le operazioni di aggregazione che coinvolgono imprese che sono, in definitiva, controllate da una medesima società o dalle medesime società sia prima, sia dopo l'operazione di aggregazione, e tale controllo non è transitorio, sono qualificate come "Business Combinations of entities under common control". Tali operazioni sono escluse dall'ambito di applicazione dell'IFRS 3, né tantomeno sono disciplinate da altri IFRS. In assenza di un principio contabile di riferimento, la selezione del principio contabile per le operazioni in esame, relativamente alle quali non sia comprovabile una significativa influenza sui flussi di cassa futuri, è guidata dal principio di prudenza che porta ad applicare il criterio della continuità di valori delle attività nette acquisite. Le attività sono rilevate ai valori di libro che risultavano dalla contabilità delle società oggetto di acquisizione (ovvero della società venditrice) prima dell'operazione o, alternativamente, ai valori risultanti dal bilancio consolidato della controllante comune. Con particolare riferimento alle operazioni di cui sopra, relative alla cessione di un business, il trattamento della differenza tra il corrispettivo definito contrattualmente e i valori contabili del business trasferito è differenziato in funzione dei rapporti partecipativi tra i soggetti coinvolti nell'operazione di trasferimento. Relativamente ai conferimenti di business under common control, invece, indipendentemente dal rapporto partecipativo preesistente, l'entità conferitaria deve rilevare il business trasferito al suo valore contabile storico incrementando di pari importo il proprio patrimonio netto; l'entità conferente rileverà simmetricamente la partecipazione nell'entità conferitaria per un importo pari all'incremento del patrimonio netto di quest'ultima. Tale trattamento contabile fa riferimento a quanto proposto da Assirevi negli Orientamenti Preliminari in tema di IFRS (OPI n.1 Revised) - "Trattamento contabile delle Business combinations of entities under common control nel bilancio di esercizio e nel bilancio consolidato", emesso nel mese di ottobre 2016.


Trattamento delle opzioni put su azioni di imprese controllate 

Secondo le disposizioni stabilite dal principio IAS 32, paragrafo 23, un contratto che contiene un'obbligazione per un'entità di acquisire azioni per cassa o a fronte di altre attività finanziarie, dà luogo a una passività finanziaria per il valore attuale del prezzo di esercizio dell'opzione. Pertanto, qualora l'entità non abbia il diritto incondizionato di evitare la consegna di cassa o di altri strumenti finanziari al momento dell'eventuale esercizio di una opzione put su azioni d'imprese controllate, si deve procedere all'iscrizione del debito; tutte le successive variazioni sono imputate a conto economico. Il medesimo trattamento contabile è applicabile quand'anche oltre ad una opzione put, vi sia la contestuale presenza di una simmetrica opzione call, c.d. symmetrical put and call options related to non-controlling interest. Il Gruppo considera già acquisite, le azioni oggetto di opzioni put (ovvero di put e call incrociate), nei casi in cui non restino in capo ai soci terzi, i benefici economici ed i rischi connessi alla actual ownership delle azioni; pertanto, in tali circostanze, non procede alla rilevazione delle interessenze di terzi azionisti nel bilancio consolidato.


Procedura di consolidamento delle attività e passività detenute per la vendita (IFRS5)

Le attività e le passività non correnti sono classificate come possedute per la vendita, secondo quanto previsto nell'IFRS5.


Consolidamento d'imprese estere

I bilanci delle imprese partecipate operanti in valuta diverse dall'euro, che rappresenta la valuta funzionale della Capogruppo ACEA, sono convertiti in euro applicando alle attività e passività, il tasso di cambio in essere alla data di chiusura del periodo e alle voci di conto economico e al rendiconto finanziario i cambi medi del periodo.

Le differenze cambio da conversione dei bilanci delle imprese partecipate operanti in valuta diversa dall'euro, sono rilevate direttamente a patrimonio netto e sono esposte separatamente in un'apposita riserva dello stesso; tale riserva è riversata a conto economico all'atto della dismissione integrale, ovvero della perdita di controllo, del controllo congiunto o dell'influenza notevole sulla partecipata. Nei casi di dismissione parziale:

Area di consolidamento

Il Bilancio Consolidato del Gruppo ACEA include il bilancio della Capogruppo ACEA ed i bilanci delle società controllate italiane ed estere, per le quali, in accordo con quanto disposto dall'IFRS10, si è esposti alla variabilità dei rendimenti derivanti dal rapporto partecipativo e delle quali si dispone direttamente o indirettamente la maggioranza dei diritti di voto esercitabili in assemblea ordinaria disponendo quindi della capacità di influenzare i rendimenti delle partecipate esercitando su queste il proprio potere decisionale. Inoltre, sono consolidate con il metodo del patrimonio netto le società sulle quali la Capogruppo esercita il controllo congiuntamente con altri soci.


  1. Variazioni dell'area di consolidamento

Rispetto al 31 Dicembre 2020 nell'area di consolidamento sono intervenute le seguenti variazioni:


Si fa presente che, in data 27 Luglio 2020 si è proceduto alla fusione per incorporazione delle società Brindisi Solar, Acquaviva, Compagnia Solare 2, Compagnia Solare 3 e SPES nella società Solaria Real Estate, mentre in data 26 Ottobre 2020 si è proceduto alla fusione per incorporazione delle società Luna Energia, Sisine Energia, Urbe Cerig, Urbe Solar e Bersolar nella società KT4. Entrambe le fusioni hanno effetti contabili e fiscali retrodatati al 1° Gennaio 2020. La potenza istallata con riferimento al fotovoltaico secondario è pari a 52 MW. 


Infine, con riferimento all'esercizio 2020 si fa presente che:



  1. Partecipazioni escluse dall'area di consolidamento

Tirana Acque S.c.a.r.l. in liquidazione, è posseduta al 40% da ACEA ed è iscritta al costo. In considerazione del fatto che la partecipata, interamente svalutata, è non operativa e non significativa, anche con riferimento a fattori qualitativi e quantitativi, viene esclusa dall'area di consolidamento.

 


Criteri di valutazione e principi contabili


Conversione delle poste in valuta estera

Le transazioni in valuta estera sono rilevate, inizialmente, al tasso di cambio in essere alla data dell'operazione. Le attività e le passività monetarie denominate in valuta estera sono convertite nella valuta funzionale al tasso di cambio in essere alla data di chiusura del bilancio. Tutte le differenze cambio sono rilevate nel conto economico del Bilancio Consolidato ad eccezione delle differenze derivanti da finanziamenti in valuta estera che sono stati accesi a copertura di un investimento netto in una società estera. Tali differenze sono rilevate direttamente a patrimonio netto fino a che l'investimento netto non viene dismesso e a quel momento ogni eventuale successiva differenza cambio riscontrata viene rilevata a conto economico. L'effetto fiscale ed i crediti attribuibili alle differenze cambio derivanti da questo tipo di finanziamenti sono anch'essi imputati direttamente a patrimonio netto. 

Le attività e passività non monetarie denominate in valuta e iscritte al costo storico sono convertite utilizzando il tasso di cambio in vigore alla data di iniziale rilevazione dell'operazione. Le attività e passività non monetarie denominate in valuta e iscritte al fair value sono convertite utilizzando il tasso di cambio alla data di determinazione di tale valore. Le differenze cambio eventualmente emergenti sono riflesse nel conto economico.

Le poste non monetarie iscritte al valore equo sono convertite utilizzando il tasso di cambio alla data di determinazione di tale valore.


Riconoscimento dei ricavi

I ricavi sono rilevati, in conformità a quanto previsto dall'IFRS 15 "Ricavi provenienti da contratti con clienti", per un importo che riflette il corrispettivo a cui l'entità ritiene di avere diritto in cambio del trasferimento di merci o servizi al cliente. I passaggi ritenuti fondamentali per la contabilizzazione dei ricavi sono:

  1. identificare il contratto, definito come un accordo (scritto o verbale) avente sostanza commerciale tra due o più parti che crea diritti e obbligazioni con il cliente tutelabili giuridicamente;

  2. identificare le obbligazioni di fare distintamente individuabili (anche "performance obligation") contenute nel contratto;

  3. determinare il prezzo della transazione, quale corrispettivo che l'impresa si attende di ricevere dal trasferimento dei beni o dall'erogazione dei servizi al cliente, in coerenza con le tecniche previste dal Principio e in funzione della eventuale presenza di componenti finanziarie e componenti variabili;

  4. allocare il prezzo a ciascuna obbligazione di fare;

  5. rilevare il ricavo quando l'obbligazione di fare relativa viene adempiuta dall'entità, tenendo in considerazione il fatto che i servizi potrebbero essere resi non in uno specifico momento, ma anche nel corso di un periodo di tempo.


I ricavi sono valutati al fair value del corrispettivo ricevuto o ricevibile, tenendo conto del valore di eventuali sconti commerciali, resi e abbuoni concessi dal Gruppo. In particolare:

È inoltre iscritto tra i ricavi dell'esercizio il conguaglio relativo alle partite cd. passanti (i.e. energia elettrica, acqua all'ingrosso) delle quali la citata delibera fornisce apposito dettaglio nonché l'eventuale conguaglio relativo a costi afferenti il Sistema Idrico Integrato sostenuti per il verificarsi di eventi eccezionali (i.e. emergenze idriche, ambientali) qualora l'istruttoria per il loro riconoscimento abbia dato esito positivo.




Contributi

I contributi ottenuti a fronte di investimenti in impianti, sia da enti pubblici che da terzi privati, sono rilevati al fair value quando vi è la ragionevole certezza che saranno ricevuti e che saranno rispettate le condizioni previste. 

I contributi di allacciamento idrici sono iscritti tra le altre passività non correnti e rilasciati a conto economico lungo la durata dell'investimento cui si riferiscono, se correlati ad un investimento, ed interamente rilevati come provento se correlati a costi di competenza.

I contributi in conto esercizio (concessi al fine di fornire un aiuto finanziario immediato all'impresa o come compensazione per le spese e le perdite sostenute in un esercizio precedente) sono rilevati integralmente a conto economico nel momento in cui sono soddisfatte le condizioni di iscrivibilità.


Contratti di costruzione in corso di esecuzione

I contratti di costruzione in corso di esecuzione sono valutati sulla base dei corrispettivi contrattuali maturati con ragionevole certezza, secondo il criterio della percentuale di completamento (c.d. cost to cost), così da attribuire i ricavi ed il risultato economico della commessa ai singoli esercizi di competenza, in proporzione allo stato di avanzamento lavori. La differenza positiva o negativa tra valore dei contratti ed acconti ricevuti è iscritta rispettivamente nell'attivo o nel passivo dello stato patrimoniale. I ricavi di commessa, oltre ai corrispettivi contrattuali, includono le varianti, le revisioni dei prezzi e il riconoscimento degli incentivi nella misura in cui è probabile che essi rappresentino ricavi e se questi possono essere determinati con attendibilità. Le perdite accertate sono riconosciute indipendentemente dallo stato di avanzamento delle commesse.


Benefici per i dipendenti

I benefici garantiti ai dipendenti erogati in coincidenza o successivamente alla cessazione del rapporto di lavoro attraverso programmi a benefici definiti e a contribuzione definita (quali: TFR, Mensilità Aggiuntive, Agevolazioni Tariffarie, come descritto nelle note) o altri benefici a lungo termine sono riconosciuti nel periodo di maturazione del diritto. La valutazione della passività è effettuata da attuari indipendenti. Questi fondi e benefici non sono finanziati. 

Il costo dei benefici previsti dai vari piani è determinato in modo separato per ciascun piano utilizzando il metodo attuariale di valutazione della proiezione unitaria del credito effettuando le valutazioni attuariali alla fine di ogni esercizio.

Gli utili e le perdite derivanti dall'effettuazione del calcolo attuariale sono rilevati nel prospetto dell'utile complessivo, quindi in un'apposita Riserva di Patrimonio netto, e non sono oggetto di successiva imputazione a conto economico.

Gli oneri derivanti dall'incentivo all'esodo per i dipendenti che hanno aderito al Piano di isopensionamento e che soddisfano i criteri definiti dal Piano del Gruppo sono stati rilevati in un apposito Fondo. Il Gruppo si sostituisce agli istituti previdenziali di riferimento, in particolare il Fondo è stanziato per il pagamento della rata di pensione spettante all'isopensionato, nonché per pagare i contributi figurativi fino per il periodo necessario al raggiungimento del diritto alla specifica prestazione previdenziale presso gli Enti Previdenziali.


Proventi finanziari

I proventi sono rilevati sulla base degli interessi maturati sul valore netto delle relative attività finanziarie utilizzando il tasso di interesse effettivo (tasso che attualizza esattamente i flussi finanziari futuri stimati al valore contabile netto dell'attività). Gli interessi sono contabilizzati ad incremento delle attività finanziarie riportate in bilancio.


Dividendi

Sono rilevati quando è stabilito il diritto incondizionato degli azionisti a ricevere il pagamento. Sono classificati nel conto economico nella voce proventi da partecipazioni.


Costi relativi all'assunzione di prestiti 

I costi relativi all'assunzione di prestiti direttamente attribuibili all'acquisizione, costruzione o produzione di attività che richiedono necessariamente un significativo lasso temporale prima di essere pronti per l'uso o la vendita, sono inclusi nel costo di tali attività, fino al momento in cui esse sono pronte per l'uso o la vendita. I proventi conseguiti dall'investimento temporaneo della liquidità ottenuta dai suddetti prestiti sono dedotti dagli interessi capitalizzati. Tutti gli altri oneri di questa natura sono imputati al conto economico nel momento in cui sono sostenuti.


Imposte

Le imposte dell'esercizio rappresentano la somma delle imposte correnti (come da consolidato fiscale) e differite.

Le imposte correnti sono basate sul risultato imponibile dell'esercizio. Il reddito imponibile differisce dal risultato riportato nel conto economico poiché esclude componenti positivi e negativi che saranno tassabili o deducibili in altri esercizi e esclude inoltre voci che non saranno mai tassabili o deducibili. La passività per imposte correnti è calcolata utilizzando le aliquote vigenti o di fatto vigenti alla data di bilancio nonché gli strumenti di tassazione consentiti dalla normativa fiscale (consolidato fiscale nazionale, tassazione per trasparenza).

Le imposte differite sono le imposte che ci si aspetta di pagare o di recuperare sulle differenze temporanee fra il valore contabile delle attività e delle passività di bilancio e il corrispondente valore fiscale utilizzato nel calcolo dell'imponibile fiscale, contabilizzate secondo il metodo della passività di stato patrimoniale. Le passività fiscali differite sono generalmente rilevate per tutte le differenze temporanee imponibili, mentre le attività fiscali differite sono rilevate nella misura in cui si ritenga probabile che vi saranno risultati fiscali imponibili in futuro che consentano l'utilizzo delle differenze temporanee deducibili. Tali attività e passività non sono rilevate se le differenze temporanee derivano da avviamento o dall'iscrizione iniziale (non in operazioni di aggregazioni di imprese) di altre attività o passività in operazioni che non hanno influenza né sul risultato contabile né sul risultato imponibile.

Le passività fiscali differite sono rilevate sulle differenze temporanee imponibili relative a partecipazioni in imprese controllate, collegate e a controllo congiunto, ad eccezione dei casi in cui il Gruppo sia in grado di controllare l'annullamento di tali differenze temporanee e sia probabile che queste ultime non si annulleranno nel prevedibile futuro.

Il valore di carico delle attività fiscali differite è rivisto ad ogni data di bilancio e ridotto nella misura in cui, sulla base dei piani approvati dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, non sia ritenuta più probabile l'esistenza di sufficienti redditi imponibili tali da consentire in tutto o in parte il recupero di tali attività.

Le imposte differite sono calcolate in base all'aliquota fiscale che ci si aspetta sarà in vigore al momento del realizzo dell'attività o dell'estinzione della passività. Le imposte differite sono imputate direttamente al conto economico, ad eccezione di quelle relative a voci rilevate direttamente a patrimonio netto, nel qual caso anche le relative imposte differite sono imputate al patrimonio netto.


Attività materiali

Le attività materiali sono rilevate al costo storico, comprensivo dei costi accessori direttamente imputabili e necessari alla messa in funzione del bene per l'uso per cui è stato acquistato, al netto del relativo fondo di ammortamento e di eventuali perdite di valore accumulate.

Il costo comprende i costi di smantellamento e rimozione del bene e i costi di bonifica del sito su cui insiste l'immobilizzazione materiale, se rispondenti alle previsioni dello IAS37. La corrispondente passività è rilevata nella voce del passivo Fondo rischi ed oneri. I beni composti di componenti, di importo significativo, con vita utile differente sono considerati separatamente nella determinazione dell'ammortamento.

I costi per migliorie, ammodernamento e trasformazione aventi natura incrementativa delle attività materiali sono rilevati all'attivo patrimoniale quando è probabile che incrementino i benefici economici futuri attesi del bene.

I terreni, sia liberi da costruzione sia annessi a fabbricati civili e industriali, non sono ammortizzati in quanto elementi a vita utile illimitata.

L'ammortamento è calcolato in quote costanti in base alla vita utile stimata del bene. Gli impianti e macchinari in corso di costruzione per fini produttivi o per finalità non ancora determinate, sono iscritti al costo, al netto delle svalutazioni per perdite di valore. Il costo include eventuali onorari professionali e, ove applicabile, gli oneri finanziari capitalizzati. L'ammortamento di tali attività, come per tutti gli altri cespiti, inizia quando le attività sono pronte per l'uso. Per alcune tipologie di beni complessi per i quali sono richieste prove di funzionamento anche prolungate nel tempo l'idoneità all'uso viene attestata dal positivo superamento di tali prove. Gli utili e le perdite derivanti da cessioni o dismissioni di cespiti sono determinati come differenza fra il ricavo di vendita e il valore netto contabile dell'attività e sono imputati al conto economico dell'esercizio.


Investimenti immobiliari

Gli investimenti immobiliari, rappresentati da immobili posseduti per la concessione in affitto e/o per l'apprezzamento in termini di capitale, sono iscritti al costo di acquisto comprensivo degli oneri di negoziazione al netto del relativo fondo di ammortamento e di eventuali perdite di valore.

L'ammortamento è calcolato in quote costanti in base alla vita utile stimata del bene. Gli investimenti immobiliari sono eliminati dal bilancio quando essi sono ceduti o quando l'investimento immobiliare è durevolmente inutilizzabile e non sono attesi benefici economici futuri dalla sua eventuale cessione. 

La cessione di beni immobiliari a cui consegue una retrolocazione degli stessi è contabilizzata sulla base della natura sostanziale dell'operazione complessivamente considerata. A tal proposito si rinvia a quanto illustrato a proposito del Leasing. 

Ogni eventuale utile o perdita derivante dall'eliminazione di un investimento immobiliare viene rilevato a conto economico nell'esercizio in cui avviene l'eliminazione.


Attività immateriali 

Le attività immateriali riguardano le attività prive di consistenza fisica identificabile, controllate dall'impresa ed in grado di produrre benefici economici futuri, nonché l'avviamento acquistato a titolo oneroso. Le attività immateriali se acquisite separatamente sono capitalizzate al costo, mentre quelle acquisite attraverso operazioni di aggregazione di imprese sono capitalizzate al fair value definito alla data di acquisizione. Successivamente alla prima rilevazione, alla categoria delle attività immateriali si applica il criterio del costo. La vita utile delle attività immateriali può essere qualificata come definita o indefinita.

Gli avviamenti e le attività immateriali aventi vita utile indefinita non sono oggetto di ammortamento; la recuperabilità del loro valore di iscrizione è verificata almeno annualmente e comunque quando si verificano eventi che fanno presupporre una riduzione del valore. Invece, l'ammortamento delle attività a vita utile definita è calcolato a quote costante in base alla vita utile stimata, che viene riesaminata con periodicità annuale ed eventuali cambiamenti, laddove possibili, sono apportati con applicazioni prospettiche. L'ammortamento ha inizio quando l'attività immateriale è disponibile all'uso.

Gli utili o le perdite derivanti dall'alienazione di una attività immateriale sono determinati come la differenza tra il valore di dismissione e il valore di carico del bene e sono rilevati a conto economico al momento dell'alienazione.


Avviamento

L'avviamento derivante da aggregazioni aziendali (tra le quali a titolo meramente esemplificativo, l'acquisizione di società controllate; di entità a controllo congiunto ovvero l'acquisizione di rami d'azienda o altre operazioni di carattere straordinario) rappresenta l'eccedenza del costo di acquisizione rispetto alla percentuale spettante al Gruppo del fair value delle attività, passività e passività potenziali identificabili della controllata o dell'entità a controllo congiunto alla data di acquisizione. L'avviamento è rilevato come attività e rivisto annualmente per verificare che non abbia subito perdite di valore. Nel caso di ottenimento del controllo congiunto, o anche di collegamento, l'avviamento delle partecipazioni rilevate secondo l'equity method resta implicito nel valore della partecipazione.

Le perdite di valore sono iscritte immediatamente a conto economico e non sono successivamente ripristinate. 

Alla data di acquisizione, l'eventuale avviamento emergente viene allocato a ciascuna delle unità generatrici di flussi finanziari indipendenti che ci si attende beneficeranno degli effetti sinergici derivanti dall'acquisizione. L'eventuale perdita di valore è identificata attraverso valutazioni che prendono a riferimento la capacità di ciascuna unità di produrre flussi finanziari atti a recuperare la parte di avviamento a essa allocata. Nel caso in cui il valore recuperabile da parte dell'unità generatrice di flussi sia inferiore al valore di carico attribuito, si rileva la relativa perdita di valore.

In caso di cessione di un'impresa controllata o di un'entità a controllo congiunto, l'ammontare non ancora ammortizzato dell'avviamento ad esse attribuibile è incluso nella determinazione della plusvalenza o minusvalenza da alienazione.


Concessioni

È rilevato in questa voce il valore del diritto di concessione, sui beni costituiti da impianti idrici e di depurazione, oggetto di conferimento. Tale valore riguarda beni demaniali appartenenti al cosiddetto "demanio accidentale" idrico e di depurazione e viene sistematicamente ammortizzato in base alla durata residua della concessione stessa. Si precisa che il periodo di ammortamento residuo è in linea con la durata media delle gestioni affidate con procedura ad evidenza pubblica.

Sono compresi altresì in questa voce:


Diritto sulle infrastrutture

Il Gruppo, in linea con quanto disposto dall'IFRIC 12 "Accordi per servizi in concessione", rileva in base al modello dell'intangible asset, l'ammontare complessivo dell'insieme delle infrastrutture materiali in dotazione per la gestione del servizio idrico, poiché il contratto di concessione del servizio non conferisce al concessionario il diritto di controllare l'uso dell'infrastruttura di servizio pubblico, ma consente l'accesso alla gestione dell'infrastruttura, per fornire il servizio pubblico per conto del concedente conformemente ai termini specificati nel contratto. 

La citata interpretazione richiede infatti, in luogo della rilevazione dell'insieme delle infrastrutture materiali per la gestione del servizio, l'iscrizione di un'unica attività immateriale rappresentativa del diritto del concessionario di far pagare la tariffa agli utenti del servizio pubblico.

L'importo comprende, inoltre, la capitalizzazione del margine derivante dall'attività di investimento.


Diritti di utilizzazione di opere dell'ingegno

I costi relativi a tale voce sono inclusi tra le attività immateriali e sono ammortizzati sulla base di un periodo di presunta utilità di tre/cinque anni.


Right of use

Nella voce vengono rilevate le attività inerenti l'applicazione del principio contabile internazionale IFRS 16, emesso a gennaio 2016 e in vigore dal 1° Gennaio 2019, che sostituisce il precedente standard sul leasing, lo IAS 17 e le relative interpretazioni, individuando i criteri per la rilevazione, la misurazione e la presentazione nonché l'informativa da fornire con riferimento ai contratti di leasing. L'IFRS 16 segna la fine della distinzione in termine di classificazione e trattamento contabile, tra leasing operativo (le cui informazioni sono fuori bilancio) e il leasing finanziario (che figura in bilancio). 

Il diritto di utilizzo del bene in leasing (cd "right of use") e l'impegno assunto sono rilevati nei dati finanziari in bilancio (l'IFRS 16 si applica a tutte le transazioni che prevedono un right of use, indipendentemente dalla forma contrattuale, i.e. leasing, affitto o noleggio). Il principio introduce il concetto di controllo all'interno della definizione, in particolare, per determinare se un contratto rappresenta o meno un leasing, l'IFRS 16 richiede di verificare se il locatario abbia o meno il diritto di controllare l'utilizzo di una determinata attività per un determinato periodo di tempo.

Non vi è la simmetria di contabilizzazione con i locatari: si continua ad avere un trattamento contabile distinto a seconda che si tratti di un contratto di leasing operativo o di un contratto di leasing finanziario (sulla base delle linee guida ad oggi esistenti). Sulla base di tale nuovo modello, il locatario deve rilevare:

  1. nello Stato patrimoniale, le attività e le passività per tutti i contratti di leasing che abbiano una durata superiore ai 12 mesi, a meno che l'attività sottostante abbia un modico valore; e 

  2. a Conto economico, gli ammortamenti delle attività relative ai leasing separatamente dagli interessi relativi alle connesse passività.

Nel contesto della prima applicazione del principio, l'approccio di transizione utilizzato dal Gruppo Acea è il retrospettivo modificato, e non sono pertanto ricompresi i contratti le cui locazioni, comprensive di rinnovi, terminano entro dodici mesi dalla data di prima applicazione. Il Gruppo ha, inoltre, utilizzato la possibilità prevista dal principio di non contabilizzare separatamente la componente non-lease dei contratti misti, scegliendo pertanto di trattare tali contratti come lease.

Ai fini dell'attualizzazione del debito, il Gruppo ha utilizzato un IBR calcolato usando un tasso privo di rischio con una maturity uguale alla durata residua per singolo contratto più il credit spread assegnato ad Acea SpA da Moody's. Si fa presente, infine, che non sussistono differenze significative tra gli impegni derivanti dai contratti di leasing attualizzati con lo stesso tasso e il valore rilevato in base all'IFRS16.